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8 attori che hai già visto ma di cui non sai il nome

Il mondo della recitazione è popolato da una moltitudine di professionisti grazie ai quali abbiamo la possibilità di godere dei più disparati prodotti cinematografici e televisivi.

 

Tantissimi sono gli attori la cui carriera ha avuto inizio a teatro: Kenneth Branagh, Meryl Streep, Marcello Fonte, Val Kilmer insieme ai compagni di palcoscenico Sean Penn e Kevin Bacon.

Interpreti che hanno poi lavorato a pellicole di pregio e che proprio grazie al Cinema sono diventati noti al grande pubblico, uscendo dal relativo anonimato che, purtroppo, spesso ostacola il successo di chi dedica la propria intera carriera al Teatro.

 

Ma come mai un attore di Cinema tende a essere ricordato maggiormente rispetto a uno di Teatro?

 

 

[Fondatore della Naked Angels Theatre Company, questo interprete è certamente più famoso per le sue parti nei film Corto Circuito, Anything Else, Gran Budapest Hotel o per la serie TV Ultime dal Cielo: è qui per voi Fisher Stevens]

 

 

Sul grande schermo non osserviamo corpi fisicamente presenti nel nostro stesso ambiente, la scena non si sviluppa a distanza di una manciata di poltroncine: il tutto è proiettato in una quarta dimensione.

 

Una dimensione anche teatrale, ma che nei cinema ha caratteristiche fisiche più tangibili: un grande telo orizzontale che da bianco si colora di meraviglia.

Uno spazio in cui non agiscono persone in carne e ossa, ma che viene popolato dalle loro immagini.

La distanza tra spettatore e attore è quindi addirittura maggiore al cinema che al teatro ma - in accordo con quanto espresso dal critico cinematografico Gian Piero Brunetta nella sua Enciclopedia del Cinema - alla dilatazione dello spazio destinato alla rappresentazione, all’ingrandirsi dello schermo e, quindi, della sala, corrisponde un'amplificazione dei poteri dello spettatore, l’acuirsi dei suoi sensi e una conseguente migliore capacità di percezione.

 

Il Cinema è l’LSD dello spettatore.

 

Sarà per questo che un film risulta uno spettacolo non migliore, ma di più facile fruizione per lo spettatore poco avvezzo tanto alla sala cinematografica quanto a quella teatrale?

Lo schermo è un mondo parallelo rispetto a quello esterno alla sala e lo spettatore è un punto medio - non fisso - tra ciò che ha lasciato fuori e ciò da cui viene ipnotizzato non appena si spengono le luci.

 

Ma questo solo inizialmente.

 

 

[Anche Peter Greene alza le mani di fronte alla meraviglia del Cinema e spera nei suoi poteri lisergici, perché in futuro vi possiate ricordare il suo nome oltre che le sue interpretazioni in Pulp Fiction, The Mask e ne I Soliti Sospetti]

 

 

Immersi in quell’incredibile mondo alternativo vestiamo i panni dei personaggi che osserviamo, ci sentiamo parte della storia e la viviamo insieme ai protagonisti in un inconscio processo di immedesimazione che porta il mondo reale, abbandonato poco prima, a espandersi sempre più.

 

La distanza tra noi e il mondo fittizio davanti ai nostri occhi si annulla, si fondono Vita e Cinema, si confonde il nostro vissuto con il nostro desiderato.

 

“Non c’è un mondo dentro lo schermo illuminato, nella sala buia, e fuori un altro mondo eterogeneo separato da una discontinuità netta, oceano o abisso.

La sala buia scompare, lo schermo è una lente di ingrandimento posato sul fuori quotidiano, e obbliga a fissare ciò su cui l’occhio nudo tende a scorrere senza fermarsi.”

[Italo Calvino, Autobiografia di uno spettatore]

 

Il Cinema genera curiosità, alimenta il desiderio, sensibilizza e ci impressiona come fossimo una pellicola esposta alla luce.

 

Così come ci restano in mente avventure e peripezie dei personaggi dei film, così iniziamo a familiarizzare con i loro volti fino a conoscerne ogni espressione, lineamento e difettuccio che li rende inconfondibili.

 

 

[Un volto particolarissimo che abbiamo visto in tanti film, da Il cavaliere oscuro ad Armagedddon fino alla serie TV Prison Break: vi presentiamo William Fichtner]

 

 

Attrici e attori protagonisti o con ruoli secondari, attori feticcio costantemente al fianco di qualche regista e caratteristi che danno un tocco unico ai film.

 

C’è chi tra le varie tecniche di recitazione sceglie di abbracciare il Metodo Stanislavskij e chi invece avrebbe bisogno di un metodo per non litigare sul set; c’è chi fa scelte di lavoro ponderate e chi non ci pensa troppo... almeno all'inizio!

 

Incredibile ma vero: c’è anche chi viene costretto a recitare!

 

Ricordare i nomi di tutti gli attori è un’impresa impossibile, ma per alcuni la strada della notorietà è sicuramente più spianata: ci si imbatte facilmente in notizie che riguardano i divi hollywoodiani e impariamo così a associare i nomi ai volti.

 

Chi non ha in mente James Dean, Julia Roberts, Leonardo DiCaprio?

 

 

[E chi non ha in mente lui? Purtroppo non sono bastati Why Don't You Play in Hell, Audition, Outrage, Ichi the Killer e neanche entrambi i capitoli di Kill Bill per far rimanere in mente il nome di Jun Kunimura]

 

 

Meno frequente è l’interesse dei media per il Cinema euopeo, asiatico, africano.

 

Basti pensare a Johan Heldenbergh (Alabama Monroe, Quo Vadis, Aida?), Benoît Poelvoorde (Dio Esiste e Vive a Bruxelles), Camélia Jordana (Quasi nemici - L'importante è avere ragione), Toshirō Mifune (Rashomon, I Sette Samurai), Madina Nalwanga (La Regina Bambina).

 

Siete riusciti a pensarci?

Senza Google?

Aaah, imbroglioni!

 

Capita che un personaggio sia così iconico, che entri talmente nei cuori del pubblico, che l'interprete finisce per essere associato al nome del personaggio stesso.

Se va bene, l'attore inizierà a essere conosciuto con il suo vero nome in un secondo momento.

 

Se va male, lo sfortunato verrà battezzato come “l’attore che recita in”: seguiranno i titoli dei film in cui questo povero disgraziato si è disimpegnato, i nomi dei personaggi a cui ha dato vita... ma del suo nome nessuna traccia.

 

 

[Questo attore, oltre a essere "Quello de Il Sesto Senso" ha anche un nome: "Quello di A.I. - Intelligenza Artificiale". E poi un altro ancora: Haley Joel Osment]

 

 

Dove sono finiti superpoteri dello spettatore?

 

Niente paura, ci pensa CineFacts.it a portarvi lontano dalla kryptonite!

Qui per voi 8 interpreti dei quali non ci ricordiamo mai il nome ma che probabilmente, appena visti, vi faranno esclamare “Ah! L’attore che recita in…”.

 

Provate a ricordare il loro nome prima di leggerlo in fondo a ogni presentazione e… non barate sbirciando i tag! 

 

Become a Patron!

 

Ci impegnamo quotidianamente affinché tutti si ricordino il nostro nome associandolo a qualità, correttezza dei contenuti e amore per il Cinema.

Piuttosto che propinarvi bufale preferiremmo essere dimenticati, come l'attore di quel film diretto da quel regista, in quel set ambientato in quella location...

Se vuoi supportare il nostro lavoro, entra a far parte de Gli Amici di CineFacts.it!



Posizione 8

I vostri sensi di ragno vi stanno forse suggerendo qualcosa?

 

Questa elegante attrice ha iniziato a calcare i palcoscenici teatrali all’età di 25 anni e, da lì, la sua carriera ha preso velocemente il volo alternando Teatro, Cinema e Televisione e raggiungendo risultati degni dei più grandi attori.

 

Oltre alla sterminata teatrografia che trasuda William Shakespeare da tutti i pori e che le è valsa la vittoria di un Tony Award, a una carriera televisiva culminata in un Emmy e un Golden Globe, la nostra attrice si è data da fare anche al Cinema.

 

Dopo esperienze in cui ha potuto lavorare con i grandi del Cinema come con Gregory PeckLaurence Olivier ne I ragazzi venuti dal Brasile, il 1994 è l’anno di Tom & Viv – Nel bene, nel male, per sempre per cui ottenne una nomination al Premio Oscar come Migliore Attrice non Protagonista.

 

Interprete di opere di derivazione shakespeariana anche al Cinema (Hamlet), il ruolo che l'ha resa celebre al grande pubblico è sicuramente quello della premurosa zia May nella trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi.

 

Il personaggio cinematografico di May Parker, così tanto simile a quello del fumetto, è diventato inscindibile dall’attrice tanto che, appena si vede il suo volto, il pensiero va subito alla zia del Peter Parker interpretato da Tobey Maguire.

 

Il 19 settembre del 1927 nasceva ad Ashby (Inghilterra) Rosemary Harris.

Posizione 7

Nonostante la maggiore notorietà degli attori statunitensi, persino uno di loro è riuscito comunque a finire in questa Top 8!

 

Se questo attore vi fa pensare al Vietnam... beh, avete occhio: una delle sue più grandi interpretazioni, infatti, è stata quella del soldato Steven Pushkov ne Il cacciatore di Michael Cimino.

 

Da qui iniziò a lavorare al fianco di grandi registi come Miloš Forman, Andrej Končalovskij, Oliver Stone, Lucio Fulci, Ridley Scott, Francis Ford Coppola.

 

Il suo volto potrebbe però anche riportarvi nel quartiere afroamericano della Brooklyn degli anni ’80, quella portata sul grande schermo da Spike Lee in Fa’ la cosa giusta: ve lo ricordate il personaggio di Clifton che con molta poca grazia pesta la bianchissima scarpa del protagonista Mookie?

 

O ancora potreste finire con la mente sulle Isole Salomone, ricordandovi del Sergente McCron interpretato dal nostro attore statunitense ne La sottile linea rossa, film di Terrence Malick in cui il personaggio di McCron richiama per certi versi quello di Steven del film di Cimino.

 

Appassionati di David Lynch ne abbiamo?

Allora sicuramente vi sarete accorti che il nostro misterioso interprete è lo stesso che ha vestito i panni del Detective Clark in Twin Peaks: Il Ritorno.

 

Vi è venuto in mente il suo nome?

 

Il 25 agosto del 1949 nasceva a Old Bethpage (New York) John Savage.

Posizione 6

Neanche le decine di candidature e vittorie di prestigiosi premi sono servite a risparmiare un posto nella Top 8 a questo attore capace di interpretare i ruoli più disparati e la cui filmografia vanta nomi del calibro di Agnès Varda, Michael Haneke, Paolo Virzì.

 

Il suo più grande hobby è collezionare nomination ai Premi César: nella sua carriera ha raggiunto quota 14 vincendo poi due premi per Migliore Attore grazie ai film drammatici Jean de Florette e La ragazza sul ponte.

 

Tra un César e l’altro, per non annoiarsi, ha deciso di farsi premiare al Festival di Cannes 1996 per la sua prova ne L’ottavo giorno, film diretto dall'eclettico Jaco Van Dormael in cui il nostro Mister X vestiva i panni del protagonista Harry, un manager pieno di impegni che si trova a rivalutare le cose importanti della vita grazie a un incontro molto speciale.

 

Ah, già, il David di Donatello per Un cuore in inverno!

 

Diretto da Roberto Faenza, questo pluripremiato attore ha recitato insieme a uno dei più grandi attori del Cinema nostrano: in Sostiene Pereira interpreta il Dottor Cardoso, medico del protagonista Pereira, un grande Marcello Mastroianni.

 

L’attore che occupa questa posizione ci ha dato più volte prova di essere a suo agio anche nella commedia: ne sono esempi Il mio amico giardiniere e Quasi nemici - L'importante è avere ragione.

 

Il 24 gennaio del 1950 nasceva ad Algeri (Algeria) Daniel Auteuil.

Posizione 5

Eh già: proprio lui!

Non solo l’avete già visto recitare, ma lo avete anche sentito doppiare!

 

Spesso la sua voce profonda gli ha fatto guadagnare il ruolo dell’antagonista di turno, come nel caso del film di animazione Il pianeta del tesoro: qui l’attore ha doppiato il personaggio del cattivissimo Scroop, l’alieno aracnomorfo che nella versione italiana è stato ridoppiato da Luca Ward.

 

Tra le prove attoriali di questo interprete è indimenticabile quella nelle vesti di Top Dollar, il pericoloso boss de Il corvo, nemico di Eric Draven (Brandon Lee), che comanda nelle strade di una gotica e piovosa Detroit.

 

Ne I tre moschettieri vediamo l’attore nei panni del Capitano Rochefort, uomo al servizio del vigliacco Cardinale Richelieu con cui trama contro la corona di Francia; in Robin Hood – Principe dei Ladri il nostro attore misterioso è Guy de Gisbourne, il cugino dello sceriffo di Nottingham intento a ostacolare i piani del buon arciere protagonista; in Montecristo è il sadico carceriere Armand Dorleac.

 

Fortunatamente ci ha pensato Oliver Stone con il suo film biografico The Doors a far vestire al nostro interprete il ruolo di Paul Rothchild: non un assassino, né un ladro, né un narcotrafficante (incredibile!), ma lo storico produttore del gruppo americano.

 

Il 21 gennaio del 1958 nasceva a Scarborough (Canada) Michael Wincott.

Posizione 4

Ma quanto è bravo… ehm… lui!

 

Ma sì, dai, ve lo ricordate il Johnny Fletcher di Naked - Nudo, quella personcina tanto a modo nel film di Mike Leigh?

E lo spietato Re Einon di Dragonheart, il cult fantasy degli anni ’90?

 

Non sono mancate le sue interpretazioni di personaggi realmente esistiti come quelle di Peter Aufschnaiter, l’alpinista presente in Sette anni in Tibet, quella del poeta francese Paul Verlaine in Poeti dall’inferno o, ancora, quella del fisico Dennis William Sciama ne La teoria del tutto.

 

Questo versatile attore si è cimentato nei più diversi generi sperimentando anche la fantascienza: in The Zero Theorem - Tutto è vanità lo vediamo nei panni di Joby, un bizzarro supervisore di una società informatica in cui si prova a dimostrare che la vita non ha senso.

Diretto da Charlie Kaufman nel suo thriller drammatico Sto pensando di finirla qui ha dato prova di saper sostenere senza problemi sceneggiature molto complesse.

 

Se però vi sfugge ancora il nome di questo interprete, facciamo un po’ di luce… un bel po’ di luce!

"LUMOS MAXIMA!"

 

Conosciuto dai fan della saga cinematografica di Harry Potter come Remus Lupin, lo vediamo per la prima volta ne Il prigioniero di Azkaban nelle vesti dell’incoraggiante professore di Difesa contro le Arti Oscure e, in seguito, dal quinto all’ultimo capitolo.

 

Avete le idee più chiare ora?

 

Il 20 marzo del 1963 nasceva a Blackpool (Inghilterra) David Thewlis.

Posizione 3

La carriera di questa attrice è indissolubilmente legata a quella del trio comico italiano Aldo, Giovanni e Giacomo: a partire dal 2000, infatti, ha partecipato alla realizzazione di quasi tutti i loro film e spettacoli teatrali.

 

In questo caso ricordarsi il nome dell’artista in questione potrebbe non essere così complicato, dal momento che nel suo film d’esordio, il fortunato Chiedimi se sono felice, quasi tutti i personaggi mantengono il nome dei loro interpreti.

 

No: l’attrice in questione non si chiama Rossana, quello era il personaggio che il suo personaggio doveva interpretare all’interno del film, Le Cyrano de Bergerac all’interno di Chiedimi se sono felice, recitazione nella recitazione, Teatro nel Cinema!

 

"Certo che è una situazione kafkiana eh..."

Cambiamo esempio.

 

Tu la conosci Claudia?

No: l'attrice non si chiama neanche Claudia, è solo il nome del film successivo in cui…

Cambiamo esempio, di nuovo.

 

Nel 2006 e nel 2013 sono arrivati nelle sale italiane rispettivamente Anplagghed al cinema e Ammutta Muddica al cinema, due spettacoli teatrali che sono stati portati sul grande schermo e in cui la nostra artista misteriosa interpretava se stessa così come tutti gli altri attori.

 

Oltre alle esperienze professionali legate al trio siculo-milanese, l’attrice è stata diretta anche dal regista Daniele Ciprì rivestendo un piccolo ruolo ne La Buca.

 

Il 9 settembre del 1964 nasceva a Buccheri (Italia) Silvana Fallisi.

Posizione 2

Un viso così particolare non può non rimanere impresso nella mente dello spettatore.

Ma il nome dell'interprete?

 

Sicuramente il regista Michel Hazanavicius si ricorda bene il nome della sua attrice feticcio per eccellenza: scelta per quasi tutti i suoi film, nel 2012 è stata premiata con il Premio César per la Migliore attrice e ha ricevuto una nomination al Premio Oscar come Migliore Attrice non Protagonista grazie al suo ruolo nei panni di Peppy Miller nel pluripremiato film The Artist.

 

In questo elegante film muto girato in bianco e nero ambientato a cavallo tra gli anni ’20 e ’30, affiancata dall’attore Jean Dujardin l’attrice ha dimostrato non solo di essere una grande interprete con carisma da vendere, ma anche di sapersi ben destreggiare nell’arte della danza.

 

La nostra attrice ancora senza nome ha collaborato con diversi altri registi come l’iraniano Asghar Farhadi che l’ha diretta nel suo ruolo da protagonista ne Il passato, film grazie a cui è arrivato anche il plauso del Festival di Cannes con il Prix d'interprétation féminine.

 

I più affezionati al Cinema italiano ricorderanno l’attrice in Fai bei sogni o ne Il materiale emotivo, ma chi riesce a ricordarsi cosa c’è scritto nelle prime righe della sua carta d’identità?

 

Il 7 luglio del 1976 nasceva a Buenos Aires (Argentina) Bérénice Bejo.

Posizione 1

Volto noto per la sua partecipazione a diverse serie TV, facendo mente locale vi renderete conto che il contributo di questo attore non è stato trascurabile neanche nel Cinema .

 

Boss malavitoso in Marpiccolo, film che racconta la difficile realtà nei quartieri più poveri di Taranto, lo ritroviamo protagonista nelle vesti di un insegnante a cui non manca molto da vivere nel drammatico Senza Lasciare Traccia.

 

Nella filmografia dell’attore iniziano a succedersi collaborazioni con alcuni tra i più importanti registi italiani come Matteo Rovere e Marco Bellocchio, ottenendo nel 2014 il ruolo di Antonio Ranieri ne Il Giovane Favoloso di Mario Martone.

Affiancato da Elio Germano nei panni del poeta Giacomo Leopardi, l’interprete di Ranieri risulta un abile compagno di scena.

 

Dopo aver lavorato anche con i fratelli Taviani, l’attore misterioso ha deciso di accaparrarsi una nomination al David di Donatello per Miglior attore protagonista grazie alla sua prova nel dramma sentimentale La Ragazza del Mondo.

Qui interpreta Libero, un ex galeotto che dovrà scontrarsi con i dogmi religiosi di una famiglia di Testimoni di Geova contrari alla relazione tra lui e la loro figlia.

 

Attivamente impegnato nella riconversione ambientale e culturale della sua città natale, Taranto, l’attore ha preso parte a diversi documentari a tema tra cui Liberi e Pensanti. Uno Maggio Taranto, doc di valore morale più che cinematografico.

 

Il 14 marzo del 1979 nasceva a Taranto (Italia) Michele Riondino.



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