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Loggia 35mm - David Lynch: La Monografia - Ultima Parte

La Loggia 35mm torna con l'ultimo appuntamento dedicato alla monografia di David Lynch.

 

 

Nel corso del precedente appuntamento ci eravamo lasciati con un David Lynch re del mondo, come James Cameron dopo l'Oscar per Titanic.

 

In questa ultima parte percorriamo invece gli eventi che hanno portato alla caduta di popolarità susseguita al rilascio di Fuoco Cammina con Me, pellicola che è costata la fiducia della critica e degli spettatori, mettendo definitivamente fine all'universo di Twin Peaks, entrando poi nelle sperimentazioni televisive e personali del regista, destinato a ritrovare popolarità grazie a film quali Strade Perdute, Una Storia Vera, Mulholland Drive e Inland Empire.

 

Chiuderemo la monografia parlando di Twin Peaks: Il Ritorno, serie evento che ha riportato il regista a Cannes, rimettendolo al centro dell'attenzione del pubblico e della critica come autore indiscusso e pioniere di nuove forme di racconto per immagini.

 

Spero che il lavoro sulla monografia di David Lynch sia stato di vostro gradimento e che vi abbia portato a scoprire o riscoprire un regista il cui impatto sul mondo del Cinema e della televisione è stato enorme, considerando come sia stato possibile nel breve spazio di 10 film e una serie televisiva.

 

Nel caso ve la foste persa, qui potete trovare la prima parte della monografia.

 

Cliccando qui, invece, potrete vedere la seconda parte

 

Qui trovate la terza parte.

 

Non aggiungo altro e vi lascio al video.

Buona visione.

 

 

 

 

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3 commenti

Mattia Pellegrino

8 mesi fa

Perché amo Lynch:
I film di Lynch hanno inizialmente un'aspetto lineare con una trama che lo spettatore aspetta solo che prende forma, ma c'e' sempre qualcosa che non quadra, infatti per quanto la storia inizialmente possa parlare di quotidianità e di normalità, lo spettatore nota sempre qualcosa di anormale e di fastidioso ma non si riesce a capire cosa fino ad arrivare al punto massimo del film dove qualcosa andrà a sbloccare la vera e propria follia del regista facendo succedere l'inimmaginabile, ciò aiuta solo a complicare lo stato mentale dello spettatore, il quale se già non stava capendo prima ora è probabile che gli esploda il cervello. Secondo me Lynch punta a far vivere un sogno allo spettatore, infatti come per i suoi film anche i sogni per quanto possano essere normali hanno sempre qualcosa che non quadra, Lynch questa “cosa che non quadra” riesce a suscitarla nello spettatore inconsciamente attraverso musiche, suoni, ambientazioni e ciò lo rende uno dei più grandi registi mai esistiti.

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Lorenzo Giuliano

9 mesi fa

Bravo Alessandro. Ottimo lavoro!

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Antonio Borri

9 mesi fa

Trovo questo lavoro sulla
monografia del “Maestro” molto interessante.
Farà sicuramente venire la voglia di rivedere qualche film di David Lynch ed immergersi nel suo mondo .

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