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Canta usignol: scoperta la voce di Cenerentola dopo 72 anni

Riscoperto dopo 72 anni il nome della cantante italiana per la Cenerentola Disney nel 1950 

La versione disneyana di Cenerentola uscì nel 1950: può un film di animazione far parlare ancora di sé dopo settant'anni? 

Chi segue con frequenza CineFacts.it la risposta la conosce bene, ma a tutti coloro che invece fossero capitati in questo articolo per caso o per curiosità lo anticipo io: sì! 

 

Oggi vi parlo di una delle più note fiabe di tutto il mondo: Cenerentola, chiaramente declinata nella sua versione d’animazione disneyana, facendolo da un punto di vista un po’ particolare: quello del doppiaggio italiano. 

 

In 72 anni di vita sul film è stato scritto e raccontato talmente tanto che oggi, forse, restano ben pochi aspetti e curiosità indagabili. 

 

Ispirato alla versione della fiaba di Charles Perrault, come dichiarato nei titoli di testa nonostante qualche piccola difformità col noto testo dell’autore francese, Cenerentola è stato un film di fondamentale importanza per il Disney Studio.

 

Nel 1950 il successo al botteghino della pellicola salvò la Casa del Topo dal probabile fallimento, dettato dalla mancata riscossione degli incassi dei precedenti film animati fuori dagli Stati Uniti, a causa del conflitto mondiale degli anni precedenti. 

 

A titolo d’esempio si pensi che, in Italia, Pinocchio (1940) arrivò con sette anni di ritardo rispetto all’uscita originaria statunitense!

 

[Gli ormai rari titoli di testa italiani di Cenerentola, con il riferimento a Perrault e al ridoppiaggio]

 

 

Cenerentola venne diretto da tre note e grandi personalità dello Studio: Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi che, con le loro diverse caratteristiche e particolarità, assieme allo straordinario team di animatori e sceneggiatori aggiunsero alla classica e nota fiaba quel tocco Disney per cui ancora oggi ricordiamo e rivediamo con affetto il film del 1950.   

 

I protagonisti sono iconici: la fata Smemorina, l’astuto topo Giac-Giac e il suo corpulento compare Gas-Gas - abbreviativo di Gastone, in luogo dell'originale "Octavius, or Augustus for short" con riferimento all’Imperatore romano Caio Ottavio Turino, che poi diventa semplicemente "Gus" - la dolce topina Mary, il cane Tobia (Bruno in originale), il subdolo gatto Lucifero e le acide sorellastre Genoveffa e Anastasia con la loro mamma, la perfida Madame Tremaine. 

 

Altrettanto iconiche sono le voci dell’edizione originale di Cenerentola, nella quale venne prima incisa la traccia vocale e poi modellato il disegno e il movimento labiale (quindi non è propriamente sensato parlare di “doppiaggio” in quel caso).

 

Fu la giovane attrice Helene Stanley a fare da modella “vivente” per Cenerentola, in seguito anche per la principessa Aurora ne La bella addormentata nel bosco e infine per la bella Anita de La carica dei cento e uno.

Si narra oltretutto che la creazione del film fu oltremodo realistica e che già il girato con i modelli e gli attori che interpretavano i personaggi dell'animazione dal vivo potesse essere una buona base per ricavarci un ulteriore film.

 

Cenerentola è interpretata vocalmente da Ilene Woods anche nel canto, mentre altre due veterane voice-actor dei prodotti Disney, Verna Felton e Eleanor Audley, sono rispettivamente la Fata Smemorina e Madame Tremaine.

 

Betty Lou Gerson, iconica Crudelia De Mon nel 1961, è la voce narrante che introduce la storia.

 

 

[Un esempio delle riprese di Cenerentola effettuate dal vivo e poi usate come riferimento per gli animatori]

 

In Italia Cenerentola è uno dei pochi Classici ad aver subito un ridoppiaggio, ossia ad aver goduto di ben due edizioni italiane: la prima realizzata per la distribuzione originale della pellicola nel nostro Paese, la seconda per riproporre il film al cinema nel 1967, questa volta operando qualche cambiamento nell’audio. 

 

All’epoca il doppiaggio non si effettuava in quelle che nel gergo tecnico vengono correttamente definite “colonne separate”, ossia incisioni sonore delle piste audio di ogni singolo personaggio missate insieme solo in un secondo momento. 

In assenza di questa tecnologia si registrava come a teatro: tutti gli attori doppiatori recitavano insieme al leggio.

 

Si trattava di un leggio molto più lungo del normale, per ospitare tutti come se fossero stati su un palcoscenico, con al posto della platea... il microfono! 

 

[Estratto dal doppiaggio di Cenerentola del 1950 disponibile grazie al canale dell'amico Federico "Passoridotto"]

 

 

Perché vennero realizzate due edizioni italiane di Cenerentola? È difficile oggi stabilirlo con certezza. 

 

Un’ipotesi abbastanza accreditata - dato che in questo caso la qualità della colonna audio non sembrava particolarmente deperita rispetto ad altri casi (vedasi: Le avventure di Peter Pan) - sembrerebbe imputare alla voce italiana della protagonista la necessità di ridoppiare tutta la pellicola, non potendo intervenire singolarmente per i motivi sopracitati.  

 

Nell’edizione italiana originale Cenerentola era doppiata dall’attrice Giuliana Maroni la cui voce era effettivamente abbastanza stridula.

 

Sembrerebbe essere stata questa poco calzante scelta a rendere il personaggio vocalmente sgraziato e “scollato” dal dolce viso sullo schermo e dalle sonorità originali.

 

 

[Un brevissimo estratto con la prima voce italiana di Cenerentola]

 

 

Maroni stessa, gradualmente, abbandonerà la carriera al leggio per affermarsi nel ruolo di assistente al doppiaggio, al fianco dei più grandi direttori. 

 

Anche se in assenza dei crediti ufficiali non è del tutto escludibile una direzione del doppiaggio firmata da Franco Schirato (direttore per MGM e RKO, quest'ultima era la casa di distribuzione di Cenerentola come vedremo sotto), la prima edizione italiana del film sembrerebbe essere stata diretta dal regista Mario Almirante, probabilmente già direttore per Disney anche di DumboPinocchio e del successivo Alice nel Paese delle Meraviglie, dunque responsabile anche della scelta delle voci. 

Nel secondo doppiaggio italiano, invece, la direzione andò nelle mani di Giulio Panicali, anch’esso direttore del doppiaggio italiano per i più famosi Classici Disney (La carica dei cento e uno, Il libro della giungla, La spada nella roccia…).

 

La direzione musicale passò invece da Alberto Brandi a Pietro Carapellucci.

 

 

[Una foto del sito VHSWD della targa nel monumento alle Disney Legend europee a Disneyland Paris]

 

Tra le due edizioni italiane di Cenerentola cambiano totalmente i cast vocali, ma una cosa rimane inalterata: la presenza di Roberto de Leonardis

 

Traduttore e adattatore di fiducia per Walt Disney in Italia, nonché amico personale dello stesso Walt, "il Comandante" de Leonardis (appellativo con cui era affettuosamente chiamato nel settore, per via dei suoi trascorsi in Marina grazie ai quali imparò la lingua inglese) adattò i copioni per l’Italia della quasi totalità della produzione Disney, dalla fine degli anni ’40 fino alla morte nel 1984. 

 

Basta dare un’occhiata nella pagina a lui dedicata nel sito di Antonio Genna - realizzata dal sottoscritto in collaborazione con l’amico adattatore Nunziante Valoroso e la Royfilm s.r.l. - dove in coda è presente anche una piccola biografia, per rendersi conto delle prodezze compiute da quest’uomo per l’accessibilità italiana al mondo del Cinema, quando la versione originale non era pratica così diffusa come oggi, anche per via di una maggiore difficoltà nella comprensione della lingua, spesso l'inglese.

 

 

[Foto di Stefano Beltrami, dall'archivio di VHSWD, del Premio postumo Disney Legend a Roberto de Leonardis, fotografato negli uffici della Royfilm s.r.l. a Roma]

 

Chi tra i lettori ha avuto la fortuna di visitare Disneyland Paris potrebbe aver visto, davanti al punto dove tutti i visitatori si posizionano per fare il selfie con il Disneyland Hotel alle loro spalle alle soglie dell’ingresso, il nome di de Leonardis tra le Disney Legend europee. 

 

Fu insignito con questo ambizioso titolo nel 1997 e da allora il suo nome è leggibile nel parco parigino assieme a quello di altri italiani: Mario Gentilini, il più longevo direttore del periodico Topolino, Antonio Bertini, presidente di Walt Disney Italia, Gaudenzio Capelli, giornalista, fumettista e anch’esso direttore di Topolino e infine Arnoldo Mondadori, editore.

Giusto per far capire la portata del personaggio, anzi, di tutti questi signori sopra elencati. 

 

Ma torniamo a parlare di Cenerentola. 

 

 

[Al minuto 5:12 Roy Disney, nipote di Walt, annuncia le 18 Disney Legend europee all'inaugurazione del monumento a Disneyland Paris]

 

 

Prima di venire allo "scoop" di questa Pillola Disney ci tengo a presentare alcune intuizioni originate dal genio di Roberto de Leonardis, che non si accontentò di rilevare e copiare pedissequamente il copione da lui stesso adattato per l'edizione italiana precedente, ma giocò invece con le parole apportando alcune divertenti novità rispetto alla versione originale di Cenerentola.

 

- La battuta sui famosi piselli che Gas-Gas vede dall'oblò del battiscopa, protetti dal malvagio Lucifero, in inglese sono semplicemente "beads" (perline)! 

- La frase "pancia mia fatti capanna!" viene pronunciata dal sorcio grassottello in un momento in cui, in originale, Gas Gas non proferisce assolutamente parola. 

- Il Granduca Monocolao non ha un nome specifico nella versione originale: è chiara invece l'origine del nome italiano indossando lui... un monocolo!

 

Per entrambe le edizioni italiane, con lo pseudonimo di PERTITAS così come per la quasi totalità dei prodotti della Casa del Topo, la nostra Disney Legend ha curato anche l'adattamento italiano dei testi delle canzoni, in qualità di paroliere.

 

 

[Una presentazione del doppiaggio italiano originale di Cenerentola, curata dal compianto Angelo De Pompeis]

 

 

Due edizioni italiane, dicevamo. È fatto noto, non c’è quindi nessuna novità, ma se invece dopo più di 70 anni il film ancora avesse qualcosa da rivelare, perlomeno ai più curiosi appassionati di doppiaggio del Bel Paese? 

 

Tutto è nato da un articolo della storica rivista Radiocorriere, pubblicamente consultabile in forma digitale fino al 1995 nell’omonimo sito.

È stato l’acuto Andrea Augusto Migliori a scovare, a pagina 14 del numero 48 del 1961, una curiosa didascalia sotto la foto di una giovane donna, inserita all’interno di un articolo intitolato Attori grandi che recitano da piccini: le voci dei "bambinacci", firmato da Grazia Valci.  

 

Questa la didascalia: "Deddy Savagnone ha dato voce alla famosa Cenerentola di Walt Disney e continua a doppiare cani, gatti e bestioline dei boschi che appaiono nei vari cartoni animati". 

Crolla ogni certezza: come mai per anni era stato perpetrato il “mito” di Giuliana Maroni nel doppiaggio italiano del film?  

 

Bisognava indagare, anche perché - purtroppo - Radiocorriere ogni tanto commetteva errori e poteva benissimo trattarsi di una svista.

 

 

[Deddi Savagnone, a sinistra, in una foto d'epoca con la collega Isa Bellini]

 

C’era oltretutto la possibilità che si trattasse di un’allusione alla sola voce cantata del personaggio di Cenerentola, in sostituzione di Giuliana Maroni nel parlato. 

 

Gli elementi c’erano tutti: Deddi Savagnone, sorella maggiore della più nota Rita e che rispondeva in realtà al nome di Anna Maria Savagnone, era figlia di un musicista compositore di canto, Giuseppe Savagnone

Il padre sicuramente le avrà trasmesso il talento canoro perché negli anni a seguire Deddi diverrà un membro attivo della Compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma, interpretando importanti lavori canori e attoriali anche per la RAI al fianco di nomi noti quali Giusi Raspani Dandolo, Isa Bellini e Wanda Tettoni

 

Parallelamente a una corposa attività di dialoghista, una delle sue interpretazioni più note nel doppiaggio rimarrà Miss Marple, interpretata per la BBC da Joan Hickson.

 

Ma era davvero possibile che una cosa del genere fosse rimasta pubblicamente ignota per oltre 70 anni?

Fino al momento della pubblicazione di questo articolo, tutte le fonti Internet e quelle bibliografiche dedicate riportavano (e alcune ancora erroneamente riportano) Giuliana Maroni come unica voce di Cenerentola nel doppiaggio italiano originale, facendo invece la dovuta distinzione tra il cantato di Maria Cristina Brancucci e il parlato di Fiorella Betti nel ridoppiaggio del 1967.  

 

Qualche recente fonte ufficiosa, a dire la verità, suggeriva erroneamente il nome di Flaminia Jandolo come cantante per le canzoni di Cenerella nel nostro primo doppiaggio, ma l’ipotesi (in fretta copiata un po' dovunque) non sembrava avere molto fondamento.

Bisognava assolutamente avere dei chiarimenti. 

 

L’unica persona in grado di fornirceli era la sorella della compianta Deddi: Rita Savagnone, madre di Claudio Amendola.

 

 

[L'attrice e doppiatrice Rita Savagnone, sorella di Deddi e madre dell'attore Claudio Amendola]

 

Qui urge un piccolo ringraziamento pubblico all'amico Andrew Marini, appassionato del mondo del doppiaggio e profondo conoscitore dell’universo Looney Tunes

 

Grazie a lui - e all’intercessione della doppiatrice Elena Morara - si è riusciti ad avere la conferma telefonica da parte di Rita del fatto che fu proprio la sorella Deddi Savagnone a cantare le canzoni della Cenerentola di Walt nella prima edizione italiana storica. 

 

È fatta: avevamo e abbiamo la conferma ufficiale! 

La Signora Savagnone è stata gentilissima, anche perché incomodata durante le vacanze estive mentre si stava godendo l’aria di mare, poco prima di Ferragosto. 

 

C’è oltretutto una piccola curiosità da segnalare: Rita è la voce narrante dell’introduzione nel film, che ancora oggi possiamo ascoltare nella sua versione italiana più recente, dove solo in italiano viene correttamente specificato che Cenerentola non è il nome di battesimo della protagonista, ma solamente un nomignolo dispregiativo! 

 

 

[Deddi Savagnone canta "Questo è l'amor" nell'edizione 1950 di Cenerentola]

 

 

Personalmente trovo emozionante che dopo oltre 70 anni si possa dare pubblicamente e finalmente il giusto credito a chi lo merita. 

 

In questo caso si trattava di un dato che era sotto gli occhi di tutti, rimasto involontariamente taciuto troppo tempo, noto forse solo ai più stretti addetti ai lavori, che però hanno omesso di riferirlo anche nelle più note ecliclopedie e siti dedicati dedicati al tema.  

 

A questo punto spiace ancor più non poter godere oggi dello storico doppiaggio italiano di Cenerentola nella sua interezza. 

Gli appassionati collezionisti hanno recuperato in totale circa 50 minuti di sonoro, derivati da un vecchio vinile pubblicato nel 1965 e una manciata di battute trasmesse all'interno del programma La fabbrica di Topolino, presentate anche in uno dei video soprastanti. 

 

In qualche bobina cinematografica depositata in qualche soffitta o cantina, il bramato sonoro tuttavia sicuramente starà resistendo al tempo. 

Chissà se, pensando che in fondo "I sogni son desideri", prima o poi riusciremo a recuperare e sentire il film completo nella sua edizione italiana originale, nonostante il ridoppiaggio risulti comunque impeccabile! 

 

Cenerentola, come scritto all’inizio, fu un successo planetario: in Italia venne presentato in anteprima il 20 agosto 1950 durante l’11ª edizione della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, per poi venire regolarmente distribuito nei cinema il 20 dicembre dello stesso anno, per conto della R.K.O. Radio Films.

 

 

[Deddi Savagnone nel pezzo del Radiocorriere alla base di questo articolo] 

 

 

La mission di CineFacts.it è battersi sempre per un'informazione cinematografica chiara e corretta, anche se questo può voler dire indagare su di un aspetto collaterale del Cinema - quello del doppiaggio - con poco più di 70 anni di ritardo.  

 

Ancora grazie, quindi, ad Andrea Augusto Migliori per avermi concesso l’esclusiva del racconto della scoperta e ad Andrew Marini ed Elena Morara per aver contribuito a inseguire telefonicamente Rita Savagnone, alla quale vanno ulteriori ringraziamenti per la disponibilità nella ricostruzione degli eventi storici.    

 

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4 commenti

Marco Sangiorgio

3 mesi fa

meglio di un indagine FBI 😃

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Terry

3 mesi fa

Che storia e che lavoro per andare a confermare o smentire la storia! Bellissimo articolo

Rispondi

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Marco Volpe

3 mesi fa

Terry
Un lavoro veramente articolato e non semplice, svolto un po' da tutti i nomi degli amici citati nell'articolo, ma comunque piacevolissimo specialmente perché ci ha ricondotto a questa "dimenticata verità storica"! Grazie del tuo apprezzatissimo commento Terry e alla prossima Pillola!

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Terry

3 mesi fa

Marco Volpe
Non vedo l'ora

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