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8 meravigliose sorprese dalla Mostra di Venezia 2026

Otto titoli tutti da scoprire dalle sezioni parallele della Mostra di Venezia 2026

Quando si parla di Mostra del Cinema di Venezia si pensa quasi sempre al Concorso: le grandi star, i film più attesi della stagione dei premi, il buzz attorno all'associazione del Leone d'oro.

 

Tutti elementi che ci hanno spinto ad amare e ad appassionarci al festival cinematografico più antico del mondo.

 

C'è però un altro fattore che contraddistingue inequivocabilmente la Mostra di Venezia, che nessuno sciopero degli attori o nessuna scelta di mercato di Hollywood potrà mai intaccare: la ricerca della sorpresa, del film di un regista emergente o dell'opera del rilancio di un autore maturo che si credeva ormai dimenticato, magari nascosta in una delle sezioni parallele.

Quando, per scelta o per incastro fortuito dovuto alle alchimie della programmazione, si scopre una piccola perla, la kermesse della laguna ci rende più felici.

 

Per celebrare questa meravigliosa caratteristica della Mostra di Venezia, ho preparato per voi una rassegna non esaustiva - ma che spero possa farvi venir voglia di esplorare le carriere dei registi citati - di alcune delle più belle sorprese che mi è capitato di incrociare nel corso dell'ultima edizione, incontrate rigorosamente fuori dal Concorso principale.

 

Prendetela come un incentivo a esplorare i festival oltre i grandi nomi che vi partecipano: non ne resterete mai delusi.

____

 

CineFacts segue tantissimi festival, dal più piccolo al più grande, dal più istituzionale al più strano, per parlarvi sempre di nuovi film da scoprire, perché amiamo il Cinema in ogni sua forma: non potevamo dunque mancare l'appuntamento con la Mostra di Venezia! 

Se vuoi supportare tutto il gigantesco sbattimento che ci facciamo (e che ti assicuriamo non costa poco...) allora prova a dare un'occhiata ai livelli degli Amici di CineFacts e diventa uno di loro! 



Posizione 8

My Notes on Mars 

di Lili Horvát - Giornate degli Autori

 

Questa edizione della Mostra di Venezia ci ha mostrato la miglior interpretazione della carriera di Mackenzie Davis, che brilla nell'opera terza della regista ungherese Lili Horvát, tornata a Venezia a sei anni dal suo bel Preparativi per stare insieme per un periodo indefinito di tempo con un film ambizioso e dal respiro internazionale. 

 

My Notes on Mars parla di Margot, una brillante giovane scienziata che sta affrontando una crisi personale matrimoniale, che scompare durante un’escursione con il marito, Sam (Rupert Friend), poco dopo aver fatto una scoperta epocale che non riesce a comunicare a nessuno. 

 

Quando tutti la danno per morta, eccola riapparire alla propria celebrazione funeraria: non ricorda nulla della sua vita e sembra mossa dalla voglia incontrollabile di distruggere i suoi appunti sulla sua scoperta marziana. 

 

Lili Horvát confeziona un'opera dolce e ironica, in cui suggestioni fantascientifiche e Cinema sentimentale si mescolano con grande naturalezza: la conferma della bravura di una regista che speriamo di ritrovare presto a Venezia e nelle nostre sale.

 

Posizione 7

Our Share of Sand

di Shalini Adnani - Settimana internazionale della Critica

 

Lotta di classe e devastazione dei legami familiari di una famiglia altoboghese in India: Our Share of Sand, l'opera prima della regista di origine indiana e residenza londinese Ali Adnani contiene in egual misura elementi di vita personale, un racconto di formazione e schegge di Cinema politico. 

 

L'opera racconta del ritorno in India della dodicenne Maya e di sua madre: il nucleo familiare si ricongiunge attorno al lavoro del padre, un imprenditore che si occupa di estrazione della sabbia.

 

A seguito di un tragico incidente, gli equilibri familiari vengono sconvolti, anche complice la nuova coscienza di classe di Maya. 

 

Un dramma teso, di cui Ali Adnani non perde mai il filo del racconto politico, che inoltre mostra lo straordinario talento dell'esordiente regista nel dirigere giovani attori. Una dote non da poco.

 

Vincitore del Premio del Pubblico della Settimana internazionale della Critica.

 

Posizione 6

Une femme aujourd'hui

di Robert Guédiguian - Giornate degli Autori

 

Definire Robert Guédiguian una sorpresa dopo oltre quarant'anni di carriera sarebbe un azzardo, se non fosse che con Une femme aujourd'hui vediamo rinnovarsi un piccolo miracolo: il suo modo di lavorare familiare, con gli stessi attori di sempre e un'invidiabile rappresentazione della grande dignità dei suoi personaggi. 

 

Al centro del racconto Juliette (Marilou Aussiloux): trentacinque anni e una vita all'apparenza perfetta.

Un'apparenza, ovviamente, dettata dagli standard capitalistici che regolano questo mondo.

 

Un giorno, però, viene aggredita da un collega durante un evento aziendale e allora, con grande difficoltà decide di intraprendere un nuovo percorso per dare un senso alla sua esistenza.

 

Attorno a lei, fioriscono i sempre presenti Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin e Gérard Meylan, con i loro soliti, adorabili, personaggi pieni di ferite e spirito comunitario.

 

Il miglior film recente del regista francese, che coglie la durezza dei nostri giorni e ci propone la propria poetica come rimedio per affrontarla.

 

Vincitore del premio Europa Cinema Label.

 

Posizione 5

The Color of the Sun

di Xavier Tera - Orizzonti

 

Tra gli esordi presenti all'edizione 2026 della Mostra di Venezia eccone un altro presentato nella seconda competizione più prestigiosa, Orizzonti, che quest'anno è stata - come vedremo - particolarmente densa di titoli interessanti.

 

The Color of the Sun parla di un'amicizia anti-convenzionale in un'Okinawa ammantata di tristezza: Kamei, orfano di padre, e Colin, figlio di uno dei militari statunitensi che risiedono nella base collocata sull'isola. La loro è una storia di formazione che interseca i temi del lutto, dell'amore e dell'accettazione.

 

Malgrado la giovane età, Xavier Tera mostra una padronanza del mezzo e un gusto estetico davvero rari, regalandoci un'opera che sconvolgente per maturità registica e tematica. Che sia la nascita di un nuovo grande autore del cinema nipponico?

 

Vincitore del Premio FIPRESCI in Orizzonti. 

 

Posizione 4

The Pervert's Guide to Utopias 

di Sophie Fiennes - Venice Open

 

Abbiamo assistito alla più bella tra le guide perverse di Slavoj Žižek?

 

La Mostra di Venezia 2026 ci lascia con questa domanda, che però sembra aprire a una risposta sempre più convintamente affermativa.

Dopo Guida perversa al Cinema e Guida perversa all'ideologia, Sophie Fiennes torna a collaborare con il filosofo-sociologo sloveno confezionando un'opera capace di leggere la contemporaneità e le sue pulsioni attraverso le lenti del Cinema.

 

Žižek, accolto sul lido come una star, fornisce all'opera - diretta con una mano sempre più sapiente e raffinata dalla regista - una prova esilarante ma capace di coniugare analisi sociale e cinefilia, entrambe filtrate dal suo inglese super riconoscibile e da un'ironia nera del tutto irresistibile.

 

 

Posizione 3

(The Burning Giants)

di Phuttipong Aroonpeng - Orizzonti

 

A 8 anni dal suo trionfo nella sezione Orizzonti con Manta Ray, il talentuosissimo regista tailandese Phuttipong Aroonpeng torna al lido con un'opera che ne segna un ulteriore passo di crescita.

 

Dopo aver parlato dei Rohingya, Aroonpeng si dedica dell'etnia Karen raccontando una storia che mescola attualità, politica e il suo tocco di realismo magico: a causa di una misteriosa epidemia che si diffonde in thailandia attraverso un fumo proveniente da fuochi invisibili, l'esercito sta decimando la comunità Karen, i cui superstiti si rifugiano sulle montagne.

 

Cosa succede se un soldato si innamora di una donna di etnia Karen ma non rinnega la violenza da cui è mosso? La risposta è affidata agli spiriti che popolano il film di Aroonpeng.

 

Il film è ispirato alla storia vera di Billy, attivista di etnia Karen scomparso dopo essersi opposto allo sgombero forzato del suo villaggio, racconta la violenza inflitta alle comunità cancellate in nome del progresso nazionale.

 

Dopo una conferma così straordinaria del suo talento, mi aspetto che la prossima volta il regista venga invitato a far parte del Concorso principale.

 

 

Posizione 2

Moragheb (Falling House)

di Mohsen Gharaei - Orizzonti

 

Una casa prossima alla distruzione in un cui un padre (rivelatosi padrone) rinchiude le sue figlie e sua moglie in nome di regole soffocanti. Una potentissima metafora dell'Iran per un'opera straordinaria che si segnala come l'ennesimo fiore sbocciato nel deserto di una terra che da sempre ama il Cinema e ci regala opere straordinarie.

 

Di questo parla Moragheb: di un padre carceriere che, quando il suo lavoro viene messo a rischio e la sua casa sta per essere distrutta, sceglie di preferire la morale al futuro delle proprie care, nello specifico della sua figlia maggiore Ensi, che sogna di diventare modella.

 

Un'opera che si situa nel solco de Il seme del fico sacro e consacra un nuovo bravissimo regista.

 

Vincitore del premio alla migliore interpretazione femminile (Laleh Marzban) in Orizzonti.

 

Posizione 1

Biografía de Jorge Luis Borges

di Mariano Llinás - Venice Open

 

Jorge Luis Borges, Mariano Llinàs e le finzioni.

Una biografia da ricostruire, quella di Borges, e una domanda: è possibile che sia stato lo stesso scrittore argentino a segnalare ai posteri una via per raccontare la sua vita come fosse un'opera di finzione?

 

Una serie di oggetti, luoghi e colpi di genio senza pari in un documentario monumentale in cui l'invenzione non è un semplice elemento contaminante ma si fa sostanza assoluta, spunto di riflessione, chiave per leggere un uomo e il suo mondo.

 

Mariano Llinás ed El Pampero Cinè si confermano nell'olimpo del Cinema contemporaneo con un'opera di genio, su un genio della storia della letteratura e dell'umanità. 

 

Un documentario-mondo in cui incontrerete tigri, immagini che si impadroniscono del racconto contro la volontà del regista e una chiave di lettura per leggere le vite di tutti i protagonisti a partire da quella di Borges.

 

Semplicemente indimenticabile. 

 



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