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Pepé Le Pew censurato: l'amore fa male anche ai cartoon

È stata rimossa una scena tra Pepé Le Pew e l'attivista del movimento #MeToo Grecie Santo in Space Jam: A New Legacy.

Capiamone di più. 

 

Pepé Le Pew è uno tra i più noti personaggi del mondo dei Looney Tunes creato dagli studi d’animazione della Warner Bros.

 

Si tratta di una moffetta, più semplicemente ed erroneamente chiamata puzzola, dalla vaporosissima coda nera e bianca.

Modi gentili - questo aspetto lo rivedremo più sotto - spiccato accento francese e una puzza costante e pesante che lo segue dovunque vada.


Il buon Pepé Le Pew però non ci ha mai fatto troppo caso e non ha mai impedito che la sua maleodorante pelliccia lo frenasse nel suo "scopo di vita": conquistare il gentil sesso.

 

Pepé è un inguaribile romantico, che fin dalla sua prima apparizione emerge per la fame d’amore.

 

 

 

Il primo cartoon della serie Merrie Melodies nel quale lo vediamo è Il gatto puzzola (Odor-able Kitty; 1945) dove un gatto randagio continuamente sottoposto alle angherie della vita di strada si tinge il pelo con della pittura nera e, creduto una maleodorante puzzola, proprio grazie a quell'olezzo procurato da un mix di formaggi avariati, evitato da tutti riesce a trovare l’agognata tranquillità.

 

Almeno fino a quando non entra in gioco Pepé Le Pew, che in questo primo corto ancora conserva il nome provvisorio di Henry.

Il Nostro, credendolo prima di tutto una puzzola e in secondo luogo - elemento non meno importante - una gatta femmina, inizia a sedurlo. 

 

Lo fa in modo pressante, insistente e soffocante.

 

 



Questo va riconosciuto: Pepé Le Pew non si ferma nemmeno davanti al rifiuto del partner e continua nel suo corteggiamento, imperterrito.

 

Da segnalare è il curioso finale del corto, nel quale questo "prototipo" di Pepé Le Pew viene colto in flagrante dalla moglie e dai due figlioletti mentre corteggia la finta puzzola e la consorte, con opportuno ombrello verde, picchia violentemente il marito con tanto di effetto stelline sulla testa.

 

Ci vorranno un paio di altri corti con differenti comprimari prima che entri regolarmente in gioco Penelope Pussycat, o più semplicemente Penelope, la gattina nera che in ogni cartoon incorrerà in incidenti che le procureranno una striscia bianca sulla schiena, solitamente per mezzo di vernice fresca su cui distrattamente la gatta si appoggia.

 

E una volta ottenuta la non richiesta pelliccia da moffetta, il romantico Pepé Le Pew inizia ad agire indisturbato. 

 

 

 

 

Appiccicoso come nessun altro, Pepé Le Pew per l'appunto sembra ignorare di emanare un odore insopportabile per chi gli sta intorno, poiché fare la corte alla sua amata prevale su qualsiasi altro problema.

 

La povera "preda" il più delle volte riesce a sfuggirgli ma Pepé non si dà per vinto, ritornando perciò sempre alla carica.

Non dà via di scampo: se si ha la sfortuna di trovarsi in una stanza con lui, chiude la porta a doppia mandata e inghiotte la chiave con tanto di effetto sonoro di deglutizione.

 

A dirla tutta l'esordio di Penelope non segna soltanto un consolidamento del personaggio di Pepé Le Pew, ma anche un importante traguardo per la Warner. 

 

 

 

Il primo corto in cui la micia appare si intitola Per motivi sentimentali (For Scent-imental Reasons; 1949) ed è firmato da Chuck Jones alla regia e Michael Maltese alla sceneggiatura.

 

Il corto è molto noto poiché è stato inserito anche in più ampi lungometraggi-collage e specialmente per aver avuto la fortuna di essere premiato con l'Oscar, l'unico ottenuto da Jones tra i cinque conferiti a cortometraggi della Warner.

 

Per motivi sentimentali è il primo cartone animato di Pepé Le Pew ambientato in Francia e costituisce una vera e propria antologia del francese maccheronico che diventerà poi caratteristico della serie, anche su altri personaggi, dal momento che fino a ora solo Pepé aveva parlato con l'accento.

 

Chuck Jones e la sua squadra dovettero battersi non poco per realizzare il cartoon, dinanzi all'opposizione del produttore esecutivo Eddie Selzer che considerava la storia "per nulla divertente" ma che, in definitiva, non si fece pregare per ritirare l'Oscar che l’Academy decise di conferire al cartoon.

 

 

[Il cartello originale dei titoli di testa de Per motivi sentimentali]

 

Elencherò in chiusura la filmografia completa del personaggio, che va considerato a tutti gli effetti un "figlio" di Chuck Jones e che inizia a essere veramente sé stesso proprio da For Scent-imental Reasons in poi.

 

Essa si compone di 17 corti (più una figurazione speciale come cameo in un corto di Friz Freleng), ma purtroppo quasi tutti sono inediti in home video italiano anche se, fortunatamente, sono stati più volte trasmessi in TV – a orari infelici.

 

Viene in effetti da chiedersi dove poterli vedere, questi piccoli capolavori dell'animazione, se si volesse recuperarne la visione.

 

Le recenti polemiche che hanno investito la moffetta dei Looney Tunes non aprono futuri molto radiosi.

 

 

 

La scottante polemica nasce dall'account Twitter dell'editorialista del New York Times Charles M. Blowche riporta alla cronaca la puzzola animata in relazione al sequel di Space Jam (1996) di prossima uscita: Space Jam: A New Legacy, con protagonista LeBron James.

 

Lo scrittore fa riferimento a una scena del sequel che era stata girata dal primo regista curatore del film, Terence Nance, al quale poi subentrò Malcolm D. Lee che, sicuramente in accordo con la produzione, già diversi mesi fa ha optato per il taglio della scena con Pepé Le Pew.

 

Sostanzialmente in ciò che è stato rimosso dal film, da quanto è trapelato, si vedeva l'attivista MeToo Greice Santo ordinare a Pepé-cameriere un cocktail.

Questo le viene servito con le immancabili e non richieste avances del personaggio che, in tutta risposta, la Santo prende a schiaffi con così tanta forza da farlo finire su uno sgabello al bancone del bar, facendolo roteare vertiginosamente sulla seduta. 

 

Da un dialogo successivo si sarebbe scoperto addirittura che Pepé Le Pew aveva ottenuto un ordine restrittivo, ossia un divieto di avvicinamento, nei confronti della gatta Penelope.

Sembrerebbe oltretutto che chi ha finora assistito alle anteprime del film sostenga di non aver visto Pepé Le Pew in nessun altro cameo all'interno della pellicola firmata da Lee.

 

Il personaggio è stato eliminato dal film perché, a quanto pare, sembrerebbe alimentare la cultura dello stupro con le sue insistenze nei confronti della conquista di turno, risultando anche eccessivamente maschilista.

 

 

[Un frame con Pepé Le Pew e Michael Jordan da Space Jam  (1996) diretto da Joe Pytka]

 

 

Personalmente non posso negare che capisco e accolgo il fondamento di questa obiezione, ma ritengo che si tratti di una polemica quantomeno sterile ed eccessiva.

 

Indubbiamente questo tratto del personaggio oggi non ha lo stesso peso che aveva quando fu concepito dagli artisti Warner che, segnalo, non lo hanno mai pensato come uno stupratore.

Oltretutto è bene ricordare, ma lo vedremo tra un po', che in qualche occasione le parti si siano anche invertite e che quindi Pepé Le Pew si è ritrovato a essere insistentemente sedotto.

 

Ovviamente è l'atteggiamento che va condannato, non il personaggio, indipendentemente dal sesso.

 

Va però precisato che la scena era stata tagliata dal film già diverso tempo prima che l'editorialista del New York Times gridasse allo scandalo e, specialmente, mettesse alla gogna il povero Pepé.

La Warner sa bene già di sua sponte, infatti, che oggi i comportamenti della moffetta sarebbero difficilmente proponibili. 

 

È però un peccato che la scena, a quanto ne sappiamo ben scritta e che soprattutto non snaturava la natura originale del personaggio, sia stata eliminata dal film.

 

Poteva a mio avviso essere un intelligente modo di portare Pepé Le Pew nel 2021, considerando la sua notorietà. 

 

 

 


Dopo aver appreso del taglio, tramite il suo agente anche Greice Santo si è detta delusa e arrabbiata del fatto che la scena sia stata rimossa, aggiungendo di essersi divertita a girarla poiché finalmente la puzzola riceveva la giusta punizione.

 

Anzi, è arrivata perfino a offrire l’importante somma di 100.000 dollari per vedere il girato, ma a quanto pare la Warner Bros. non l'ha accontentata, dichiarando anche che chiunque faccia trapelare materiale del film senza autorizzazione commette ovviamente reato.

 

Né la Warner Bros. né il regista hanno voluto commentare ufficialmente la vicenda, ma va detto che non è la prima volta che lo Studio si trova dinanzi alla difficoltà di gestire alcuni personaggi Looney Tunes non propriamente corretti politicamente.

Nel meraviglioso Looney Tunes Back in Action (2003), a mio avviso nettamente superiore a Space Jam, c'è una divertente scena nella quale Porky Pig e Speedy Gonzales discutono di come il politicamente corretto abbia ostacolato le loro carriere.

Lo scambio di battute tra i due fa ridere, anche perché non è propriamente fuori luogo. 

 

Se Porky non ha mai avuto grossi disguidi per le sue interpretazioni, e dunque la sua è una battuta satirica riferita solo al fatto che un personaggio balbuziente oggi forse non fa più ridere come negli stereotipi degli anni '40, lo stesso non vale per Speedy Gonzales.

 

 Pepé Le Pew Pepé Le Pew Pepé Le Pew 

 

Il topo più veloce del Messico è, volendo esagerare, una caricatura un po' stereotipata del messicano.

 

Nel primo corto in cui appare, La nave messicana (Cat-Tails for Two; 1953) firmato da Robert McKimson, sfoggia perfino il famoso dentone d'oro in un aspetto fisico che accentua ancora di più i suo tratti messicani.

Ma Speedy è un vincente, è un modello buono che difende il pueblo.

Il suo essere un modello positivo per lo spettatore, probabilmente, gli ha in parte salvato in tutti questi anni la pelle in una maniera più soft di quanto non stia toccando ora a Pepé Le Pew. 

 

Perché bisogna dire questo: i Looney Tunes si sono aggiornati nel tempo.


Lo stesso Pepé, per esempio, non importunava insistentemente la povera Penelope da più di 30 anni e potremmo dire che ancora così è, ora che la scena sembra essere stata tagliata in maniera definitiva dal film con LeBron James.

 

In questo senso sarebbe da riscoprire la recente serie The Looney Tunes Show che ha rivisitato anche positivamente molti dei Looney principali e che, se al tempo d'uscita scatenò non poche polemiche tra i fan e i puristi, ora sta lentamente acquisendo un nutrito consenso.

 

 

 Pepé Le Pew Pepé Le Pew Pepé Le Pew 

 

Mi piace ironicamente pensare che anche in questo periodo in cui tutti gli puntano il dito contro, il buon Pepé Le Pew possa continuare a ostentare il suo sorriso che testimonia la grande fiducia che ha in sé e che ben si armonizza coi toni della sua voce soave.

 

In America è quella di Mel Blanc - voce originale della quasi totalità dei Looney - che gli dà un'anima, e lo fa con il già citato accento francese.

 

La sua voce italiana più nota e azzeccata è quella di Gerolamo Alchieri che ha in carico il personaggio dal 1995 circa e che in quanto doppiatore, ma specialmente attore di lunga esperienza, ha saputo fornire a Pepé Le Pew la corretta caratterizzazione vocale, ridoppiando integralmente i corti classici (e non solo) della filmografia della puzzola che, in precedenza di Alchieri, aveva avuto la voce di grandi personalità quali Oreste Lionello, Franco Latini o Massimo Dapporto.

 

Questo perché Pepé, più di altri Looney a mio avviso, è un personaggio estremamente teatrale e poliedrico che pur di riuscire nella conquista è disposto a sfoggiare ogni sua arma: anche le doti recitative e canore (Alchieri ha sempre cantato anche tutte le canzoncine, ottimamente). 

 

 

[I cartellli italiani finali dei ridoppiaggi di fine anni '90 con le voci che oggi maggiormente conosciamo sui Looney Tunes]

 

 

Il fine lavoro di Gerolamo Alchieri ha fornito al personaggio un accento francese non calcato eccessivamente che gli ha impedito di diventare una sterile macchietta.

 

Un lavoro di ridoppiaggio (che già ha circa più di 25 anni) rispettoso sia della creazione originale del personaggio inventata dalla caratterizzazione di Mel Blanc, sia della sensibilità italiana a cui i cartoon sarebbero stati poi indirizzati.

 

A proposito di caratterizzazioni vocali: Pepé non è l'unico personaggio che nella versione originale parla con un accento preciso! 

L'amico Andrew Marini, fondatore dell'ottimo sito Looneyverse, mi segnala che Bugs Bunny è un newyorker; il Cane da cortile, che vediamo nei corti con Foghorn Leghorn che a sua volta parla con l'accento americano del Sud, si esprime con un accento newyorkese. 

Poi ci sono Titti, Taddeo, Daffy Duck, Gatto Silvestro e Porky Pig che non hanno accenti particolari ma, come già accennato, difetti di pronuncia.

 

L'elenco sarebbe ancora molto lungo. 

   

 

[Fotobusta promozionale del meraviglioso Looney Tunes Back in Action diretto da Joe Dante (2003)]

 

 

Sia chiaro: non ci sono offese in queste caratterizzazioni vocali, che ovviamente in Italia - purtroppo - con il doppiaggio perdono molto del loro essere snaturando, di fatto, l'opera dei Looney Tunes nel loro insieme.

 

Io per primo, pur apprezzando molto il (ri)dopppiaggio anni '90-00 degli stessi, riconosco che la vera potenza di quei cartoon è nella lingua originale, considerato specialmente il grande - e unico - lavoro fatto da Mel Blanc.

Ma non si vogliano in quelle caratterizzazioni così marcate, dicevo, vedere delle offese.

 

I Looney, a differenza dei corti Disney, sono cartoni animati dissacranti, satirici e sarcastici, quindi è giusto che siano esagerati anche negli accenti.

 

Per il resto ribadisco che Pepé Le Pew era quasi interamente una creatura del grande Chuck Jones, uno tra gli animatori e registi più prolifici e noti dello studio Warner, ed egli era sicuramente, tra gli animatori, quello con lo sguardo più aperto.

Pepé Le Pew non può essere emblema del razzismo nei confronti del popolo francese.

 

L'accusa ogni tanto gli è stata mossa, sulla base di antichi cliché e retrogradi stereotipi, quasi a voler significare che i francesi puzzano. 

Ma nemmeno voglio perdere inchiostro virtuale per questa sciocca bagatella, invitandovi a considerare che Pepé puzza perché è una moffetta.

Ed è francese perché è un romantico seduttore incallito.

 

Ecco, semmai, quale potrebbe essere il vero cliché.

 

 

[Un cartello dai titoli di testa di Per motivi sentimentali]

 

È giusto però sottolineare l'aspetto dell'odore, perché è probabilmente questa la giusta chiave di lettura per capire il personaggio.

 

Intervenendo sulla polemica attuale anche Linda Jones . figlia di Chuck - ha espresso il suo disaccordo in merito all'idea che la soave puzzola abbia contribuito alla cultura dello stupro, come suggerito dall'editoriale del New York Times.

 

L'erede del regista warneriano riconosce che l'approccio insistente e malizioso di Pepé Le Pew nei confronti di Penelope Pussycat non sia accettabile per gli standard odierni ma, intelligentemente, insiste sul fatto che le persone che lo guardavano all'epoca nei cinema, di certo non ritenevano quelle dinamiche associabili alla normalizzazione della cultura dello stupro.

Forse era sbagliato o ignorante il pubblico di allora - riflette - ma semplicemente non era l'atmosfera, né l'intenzione di quei cartoon che - aggiunge Linda - avevano lo scopo di essere pura commedia.

 

Da sempre molto attiva nel valorizzare la memoria del padre e i suoi lavori, Linda Jones ritiene che Pepé Le Pew non debba essere cancellato o accantonato dal mondo Looney poiché il suo vero centro è da ricercarsi su quanto puzza(va) come corteggiatore, nonostante egli pensasse di essere desiderabile se non addirittura irresistibile, che parimenti rappresenta(va) la vera causa per la quale veniva costantemente respinto.

 

Rappresenta in questo senso un'eccezione il corto Il bel Pepé (Little Beau Pepé; 1952) dove gli spettatori possono assistere a una piccola vendetta da parte di Penelope.

 

 

[Un frame da Il bel Pepé, dove le parti si invertono]

 

Qui il Nostro, per la prima volta consapevole del proprio orribile odore, si cosparge coi profumi più ricercati e costosi proprio nella speranza di impressionare la gatta.

 

Ma la mistura si rivela una specie di pozione d'amore che inebria letteralmente la gattina, oggetto delle brame della moffetta.

Un rovesciamento sicuramente inatteso, ma non inedito: Penelope è qui un'amante impetuosa e soffocante, e di contro Pepé divine il malcapitato che cerca disperatamente di sottrarsi dalle sue brame, ma questo ruolo lo aveva già interpretato proprio nel suo primo corto d'esordio - Per motivi sentimentali, già citato sopra - quando nel finale confonde la moffetta francese per un gatto dalla pelliccia azzurra. 

 

Fortunatamente nessuno ci può togliere questi piccoli gioielli dell'animazione.

Me li immagino, i dirigenti della Warner in giacca e cravatta che vengono casa per casa a bruciare le vecchie VHS o a spaccare i DVD.

Certo, spiacerà non ritrovare il personaggio nel nuovo Space Jam ma, per quanto mi riguarda, è meglio accusarne l'assenza che lamentarne la presenza completamente stravolta.

 

Piccoli gioielli dell'arte dell'animazione, appunto, che in Italia probabilmente non hanno mai avuto il successo che meriterebbero.

 

Complice sicuramente una distribuzione home-video scostante, fallace e frammentata, così come la loro messa in onda televisiva, il complicato e affascinante mondo dei Looney Tunes è molto poco conosciuto nel nostro Paese (anche per questo promuovo iniziative lodevoli come quella del sito dell'amico Marini).

 

 

[Il buon Chuck Jones (1912 - 2002) circondato dai suoi più celebri "figli"]

 

Concludendo va detto che in Italia abbiamo da sempre una concezione molto infantile del cartone animato, purtroppo, per tanti e complessi fattori.

 

Guardando però all'opera di Chuck Jones non si può che rimanere affascinati dalla sua maestria e dall'indiscussa preparazione nel realizzare un cortometraggio: utilizzo di carrellate, uso dei fondali, astrattismo... Tecniche molto complicate e all'avanguardia ancora oggi e forse, proprio per questo, immortali.


Proprio in virtù di questo, anche in caso di rimozione dal titolo cinematografico del momento, un personaggio come Pepé Le Pew non morirà mai davvero.

Almeno non per un vecchio nostalgico come me.

 

Una piccola ultima curiosità finale, che ci riguarda questa volta da vicino. 

Se il personaggio originariamente ha un accento francese, vi siete chiesti come diventa lo stesso nella versione d'oltralpe?

Ma ovviamente italiano!

 

Vi consiglio di vedere qualche corto di Pepé Le Pew doppiato in francese e non mancherete perlomeno di sorridere a sentire - anche un po' a casaccio, il che è ancora più comico - parole come “spaghetti”, “Paganini”, “ragazza”, “ravioli”

 

 

Pepé Le Pew Pepé Le Pew Pepé Le Pew 

 

Ora che spero abbiate letto qualche curiosità in più su questo romantico personaggio dei Looney, vi lascio indicata la sua filmografia classica completa.

 

Ovviamente Pepé Le Pew è apparso in molti più prodotti, nel tempo, ma questi soltanto sono i classici cortometraggi d'epoca di 6 minuti che lo vedono protagonista, anche in veste di "prototipo" pre-1947 o "cameo".

 

Starà a voi cercarli, scoprirli - o ricordarli! - tutti e giudicare in seguito se la recente polemica che ha visto la contestazione della moffetta loonatica ha motivo di esistere o no. 

Buona visione!

 

Il gatto puzzola (Odor-able Kitty; 1945)

Comincia tutto da una mela (Fair and Worm-er; 1946)

Profumo di puzzola (Scent-imental Over You; 1947)

Tanto odore per nulla (Odor of the Day; 1948)

Per motivi sentimentali (For Scent-imental Reasons; 1949)

Sentimental Romeo (Scentimental Romeo; 1951)

Il bel Pepé (Little Beau Pepé; 1952)

Pazzo di te (Wild Over You; 1953)

La Gatz-bah (The Cat's Bah; 1954)

Giulieo e Rometta (Past Perfumance; 1955)

Amore sulla neve (Two Scent's Worth; 1955)

Mandato dal cielo (Heaven Scent; 1956)

Toccata e fuga (Touché and Go; 1957)

Pepé a New Orleans (Really Scent; 1959)

Chi ti ha profumato? (Who Scent You?; 1960)

Pepé sulle Alpi (A Scent of the Matterhorn; 1961)

Louvre torna da me! (Louvre Come Back to Me!; 1962)

Canili, cani e canarini (Dog Pounded; 1954) [*]

[*: cameo in un corto di Silvestro & Titti dove Pepé fa la corte a…Gatto Silvestro!]


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