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Elijah Wood e Daniel Radcliffe: la lunga strada per scrollarsi di dosso Frodo e Harry

Elijah Wood e Daniel Radcliffe: 9 anni di differenza, un destino simile per più di un motivo. 

 

A partire dalla strana coincidenza in merito all'uscita dei film che hanno cambiato la loro vita: l'anteprima mondiale di Harry Potter e la pietra filosofale si tenne a Londra il 4 novembre 2001, l'anteprima mondiale de Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'anello si tenne sempre a Londra appena 5 settimane dopo, il 10 dicembre 2001. 

 

Ma non è questa l'unica cosa che avvicina Daniel Radcliffe ed Elijah Wood, due attori che ancora oggi qualcuno confonde, anche fisicamente. 

 

Vado con ordine. 

 

[L'ultimo giorno sul set de Il Signore degli Anelli per Elijah Wood: preparate i fazzoletti]

 

 

Da sempre nella Storia del Cinema ci sono attori che nella memoria collettiva rimangono incollati a un personaggio: i motivi sono tanti, ma è innegabile che per il mondo William Shatner sia il Capitano Kirk di Star Trek, Mark Hamill sia Luke Skywalker di Guerre Stellari, Roger Moore sia James Bond, Malcolm McDowell sia Alex di Arancia Meccanica e così via. 

 

Ci sono ovviamente le eccezioni, attori e attrici che nonostante un ruolo iconico siano poi riusciti a uscirne con il prosieguo della carriera: due su tutti Sean Connery ed Anthony Hopkins che, nonostante siano ancora oggi considerati lo 007 più iconico di tutti e l'Hannibal Lecter per definizione, hanno recitato in altri ruoli altrettanto indimenticabili negli anni successivi. 

 

Al di là degli esempi e dei casi particolari, che potrebbero essere tanti e non saranno mai esaustivi, negli ultimi anni due attori in particolar modo sono rimasti indelebilmente legati al loro personaggio più famoso.

 

Entrambi hanno scelto in seguito di intraprendere una carriera che sembra voglia a tutti i costi dimostrare che sono in grado di fare molto altro: Daniel Radcliffe ed Elijah Wood. 

 

[Le ultime ore sul set dell'ultimo film di Harry Potter: avete ancora in mano i fazzoletti?]

 

 

Daniel Radcliffe è nato a Londra nel 1989 e iniziò a recitare per la BBC nella versione televisiva di David Copperfield quando aveva 9 anni. 

 

Poco dopo arrivò l'occasione della vita: il ruolo principale nella saga cinematografica di Harry Potter, nata da un successo letterario senza precedenti e con un budget gigantesco.

 

Radcliffe è quindi cresciuto recitando per praticamente dieci anni di fila - dal settembre 2000 al giugno 2010 - lo stesso ruolo, diventando famoso a livello planetario e venendo identificato ovunque con il maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling

 

[Il piccolo Daniel alla sua prima esperienza]

 

 

Elijah Wood iniziò alla stessa età: nato nel 1980 a Cedar Rapids, Iowa, nel 1989 fece la sua prima apparizione in un videoclip di Paula Abdul, diretto da David Fincher, e poi recitò una piccolissima parte con delle battute in Ritorno al Futuro - Parte II, nei panni di uno dei bambini che si prende gioco di Marty McFly alle prese con un videogioco nel Cafe 80's.

 

A differenza di Radcliffe, Wood recita parecchio prima di arrivare al "suo" ruolo: da sottolineare L'innocenza del Diavolo - accanto all'allora baby superstar Macaulay Culkin fresco di sequel di Mamma, ho perso l'aereo - Tempesta di Ghiaccio di Ang Lee e un ruolo nel blockbuster Deep Impact di Mimi Leder nel 1998. 

 

[Il piccolo Elijah alla sua prima esperienza]

 

 

L'anno successivo è quello della svolta: Peter Jackson lo sceglie come Frodo Baggins per la sua trilogia de Il Signore degli Anelli

 

I tre film vengono girati in Nuova Zelanda per 14 mesi di fila, da ottobre 1999 a dicembre 2000, oltre a vari pick-up nei mesi successivi. 

Il successo dei film è clamoroso e culmina con gli 11 Premi Oscar vinti da Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re. 

 

Ma dopo? 

 

A mio avviso Elijah Wood e Daniel Radcliffe sono due dimostrazioni di impegno, amore per il proprio lavoro, perseveranza e, perché no, coraggio.

 

Harry Potter e Il Signore degli Anelli sono due dei franchise in assoluto più fortunati e fruttuosi della Storia del Cinema ed era facile rimanere ingabbiati nel ruolo del protagonista principale.

Per molti attori quella gabbia avrebbe potuto essere anche una scelta, di comodo, che avrebbe permesso loro di vivere di rendita grazie alle fanbase sparse in giro per il mondo continuando a sfruttare la fama di Frodo e Harry per conferenze, incontri, convegni, ospitate: non sarebbero stati i primi. 

 

Ma a ventidue anni è troppo presto per sedersi sugli allori per chi ha deciso di vivere di recitazione: caso vuole infatti che quando uscì nel 2011 Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 Daniel Radcliffe avesse la stessa età che aveva Elijah Wood nel 2003 quando uscì Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re

 

A quell'età evidentemente entrambi gli attori devono aver pensato che avevano una gran voglia di dimostrare di essere anche altro, e le loro carriere lo testimoniano. 

 

I tre film successivi alla Trilogia di Peter Jackson per Wood non potevano essere più diversi. 

 

[Elijah Wood in Sin City]

 

 

Nel 2004 recita per Michel Gondry in Se mi lasci ti cancello, (sì, lo sappiamo, il titolo italiano è brutto e bla bla bla) in un ruolo nel quale raramente lo si vede bene in faccia, nel 2005 è la volta di Hooligans e Sin City.

 

Nel film di Lexi Alexander interpreta uno studente che viene coinvolto nelle dinamiche "da curva" ma in quello di Robert Rodriguez è Kevin, un inquietante serial killer cannibale che quando viene mutilato e brutalizzato da un lupo "Non caccia un urlo, nemmeno quando la bestiaccia è ormai piena e le budella di Kevin sono sparse un po' ovunque". 


Un po' lontano da Frodo Baggins, insomma. 

 

Da qui in poi si comincia a vedere un percorso, anche qui simile a quello che anni dopo intraprenderà Daniel Radcliffe, iniziato proprio con Hooligans: a Wood piace dare fiducia ai registi emergenti, a coloro che per la prima volta si mettono dietro la macchina da presa o a registi e registe semisconosciute. 

 

Ogni cosa è illuminata è infatti il primo film da regista dell'attore Liev Schreiber, dove Elijah Wood interpreta il protagonista del film tratto dal romanzo autobiografico di Jonathan Safran Foer, nei panni dello scrittore: un americano di religione ebraica e origine ucraina che ripercorre la strada del nonno.  

 

[Il trailer internazionale di Ogni cosa è illuminata]

 

 

Dopo il film corale Bobby, di Emilio Estevez sull'omicidio di Robert Kennedy, Elijah Wood torna a dare fiducia a un esordiente in Day Zero: nel film di Bryan Gunnar Cole è uno scrittore che viene reclutato dall'esercito in un futuro distopico, dove la guerra al terrorismo ha cambiato il nostro mondo. 

 

Nel 2008 è il protagonista di Oxford Murders - Teorema di un delitto, primo film in lingua inglese per lo spagnolo Álex de la Iglesia, e nel 2010 compare in un piccolo ruolo in The Romantics, film della regista Galt Niederhoffer a 12 anni di distanza dal suo primo lungometraggio. 

 

Nel frattempo Elijah Wood non resta certo immobile: numerose sono infatti le sue incursioni nel mondo del doppiaggio, a partire dagli ovvi videogiochi sulla saga de Il Signore degli Anelli al protagonista della serie videoludica Spyro, dal film di animazione Happy Feet al protagonista di 9, film di animazione dalle atmosfere burtoniane nonché primo - e ad oggi unico - lungometraggio di Shane Acker

 

Dal 2011 è il protagonista di una serie TV che gli permette di aumentare la sua collezione di personaggi bizzarri: Wilfred

 

 

[Elijah Wood è Ryan Newman in Wilfred]

 

 

Nella serie FX durata 4 stagioni Elijah Wood è un giovane avvocato con tendenze suicide che vede il cane del suo vicino di casa in forma umana, vestito con un enorme costume grigio e peloso. 

 

Lo ritroviamo poi sul grande schermo nel 2012 in una parte secondaria di Separati Innamorati, di Lee Toland Krieger, e nell'ampio cast di Revenge for Jolly!, primo lungometraggio - again! - di Chadd Harbold. 

 

Negli ultimi 10 anni sono tantissimi i cortometraggi e i videoclip a cui Elijah Wood prende parte, senza dimenticare il doppiaggio di parecchie serie di animazione e videogiochi. 

Ma con i lunghi il suo rapporto rimane sempre più o meno lo stesso: il 2013 è l'anno de I truffatori e de Il ricatto; il primo è un film corale con personaggi davvero fuori dalle righe e nel secondo, scritto da Damien Chazelle, interpreta un pianista minacciato da un assassino. 

 

L'anno dopo è in Cooties a combattere contro un'orda di bambini malefici, esordio nel lungo per Jonathan Milott e Cary Murnion; in Open Windows ricopre il ruolo "del fan" di un'attrice che spia attraverso il computer: il film è il terzo lungometraggio di Nacho Vigalondo - che esordì con il secondo me ottimo Timecrimes - e l'attrice spiata è nientepopodimeno che Sasha Grey; ultimo film del 2014 è Set Fire to the Stars, semi-biografico in cui veste i panni del poeta John M. Brinnin. 

 

Indovinate? 

Si tratta dell'esordio nel lungometraggio per il regista Andy Goddard. 

 

[Molti premi al montaggio per Open Windows, ma la critica non l'ha apprezzato]

 

 

Successivamente Elijah Wood si fa vedere in un film all'anno.

 

Nel 2015 è parte del cast di The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe accanto a Vin Diesel, nel 2016 fa coppia con Nicolas Cage ne I corrotti - The Trust e nel 2017 è co-protagonista di I Don't Feel at Home in This World Anymore, che guarda un po' è il primo lungometraggio di Macon Blair ed è il film più meritevole di questa lunga lista di titoli. 

 

Nel 2016 intanto era diventato il co-protagonista della serie TV di BBC America Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica, altro ruolo particolare in una serie tutt'altro che sui binari della normalità. 

 

Poi è storia di poco fa: Come to Daddy è l'ennesimo atto di fiducia da parte di Elijah Wood nei confronti di un regista esordiente, Ant Timpson, e l'ennesimo ruolo "particolare" che lo vede recitare; nel film Elijah è un DJ ultramodaiolo che millanta amicizie importanti e che cerca di riallacciare un rapporto con il padre che non vede da quando aveva 5 anni: il film gira sulla black comedy e il thriller e mette in luce, qualora ce ne fosse bisogno, la versatilità di Wood. 

 

Nel 2021 è uscito No Man of God, dove veste i panni dell'analista dell'FBI che strinse un particolare rapporto con il serial killer Ted Bundy, mentre è in post-produzione L.A. Rush, che lo vedrà entrare nel mondo dei videogiochi sotto la minaccia di un misterioso sviluppatore di videogames. 

Ancora in fase di pre-produzione The Toxic Avenger, il remake del mitico film della Troma dove Elijah Wood tornerà a recitare per Macon Blair accanto a Kevin Bacon, Peter Dinklage e Jacob Tremblay. 

 

Destino simile quello di Daniel Radcliffe.

 

[A Young Doctor's Notebook: un gioiellino purtroppo semisconosciuto]

 

 

Terminata la saga di Harry Potter Radcliffe ha preso parte ai progetti più disparati.

 

Oltre alla serie TV basata sui racconti di Mikhail Bulgakov Appunti di un giovane medico, dove interpreta la versione giovane di Jon Hamm nei panni di un medico di un piccolo ospedale russo agli inizi del XX secolo, nel 2012 il giovane attore recita nel thriller horror The Woman in Black, ambientato sempre agli inizi del XX secolo ma in Inghilterra e dove invece che con i pazienti ha a che fare con gli spiriti. 

 

Il film fu un successo incredibile e con quasi 130 milioni di dollari incassati diventa l'horror britannico più visto dal 1984. 

Solo nel Regno Unito gli incassi sorpassarono i 34 milioni: forse la presenza di Daniel Radcliffe fresco reduce dalle avventure in quel di Hogwarts ebbe un certo peso. 

 

L'anno dopo il grande schermo lo vede recitare in Horns, film multigenere dove a Radcliffe crescono delle vere corna in testa, in Giovani ribelli - Kill your Darlings, esordio nel lungometraggio di John Krokidas dove l'attore veste i panni del poeta della Beat Generation Allen Ginsberg, e in What If, commediola romantica senza infamia e senza lode dove però oltre a Radcliffe troviamo Adam Driver, Mackenzie Davis e Zoe Kazan. 

 

[Un cast niente male!]

 

 

Il 2015 è l'anno dello sfortunato Victor: La storia segreta del dottor Frankenstein: Daniel Radcliffe è Igor, l'assistente del famoso dottore che nel film è interpretato da James McAvoy, in una rivisitazione del famoso romanzo di Mary Shelley. 

 

Con 40 milioni di dollari di budget il film ne incassa appena 34 in tutto il mondo e viene accolto dalla critica in maniera tutt'altro che entusiasta. 

 

Nel 2016 però le cose cambiano.

Oltre a un ruolo in Now You See Me 2 Daniel Radcliffe esce al cinema con due film tutt'altro che semplici: Imperium con Toni Collette e Swiss Army Man con Paul Dano.

 

Entrambi vedono l'esordio nel lungometraggio dei registi: il primo è firmato Daniel Ragussis e vede Radcliffe nel ruolo di un agente FBI che va sotto copertura fingendosi un suprematista nazi, il secondo è di Daniel Scheinhart e Dan Kwan e lo vede interpretare... un cadavere. 

Due ruoli delicati e complicati, da recitare accanto a dei co-protagonisti di indubbio talento e capacità. 

 

La critica premia entrambi i film e anche l'interpretazione di Radcliffe ne esce vincente.  

 

[Nel caso non l'abbiate ancora visto, Swiss Army Man è assolutamente consigliato]

 

 

L'anno successivo Woody Harrelson lo vuole per il proprio esordio da regista in Live in London, film assurdo girato e trasmesso dal vivo in tempo reale in 500 cinema dove Daniel Radcliffe interpreta il difficile ruolo di... Daniel Radcliffe. 

 

Dopodiché per l'attore arrivano due film che lo vedono protagonista assoluto: Jungle e Beast of Burden - Il trafficante. 

 

Nel primo è Yossi Ghinberg, vero avventuriero israeliano che nel 1981 rimase da solo per tre settimane nella foresta amazzonica, nel secondo è un trafficante per necessità che deve gestire una difficile situazione mentre guida un Cessna; il film è quasi interamente girato nella cabina del piccolo aereo con la cinepresa costantemente puntata sul protagonista, ed è il primo film hollywoodiano per il regista svedese Jesper Ganslandt.

 

[Esigo l'action figure del personaggio di Daniel Radcliffe!]

 

 

Dopo aver prestato la voce a un Playmobil nel film omonimo, per Daniel Radcliffe arrivano altri due film fuori dai binari del mainstream. 

 

Nel 2019 è infatti protagonista dell'esplosivo e coloratissimo Guns Akimbo, che lo vede interpretare un annoiato game developer che trollando sul web si ritrova suo malgrado iscritto a un gioco di sopravvivenza dal vivo: vestaglia, pantofolone a zampa di animale e due pistole inchiodate alle mani sono il suo outfit per il secondo lungometraggio di Jason Howden, ex visual effect artist e digital compositor che iniziò la sua carriera sulla - toh! - trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson. 

 

Guns Akimbo vede in produzione Nuova Zelanda, Germania e Regno Unito. 

 

Il mix di paesi ha a che fare anche con il successivo film con protagonista Daniel Radcliffe: Fuga da Pretoria. 

Ancora Germania e Regno Unito, ai quali si aggiungono Stati Uniti, Australia e Sud Africa: ambientato nel 1979, il thriller racconta la vera evasione dal carcere di Pretoria degli attivisti anti-apartheid Tim Jenkin e Stephen Lee. 

 

Daniel è protagonista anche della serie TV antologica Miracle Workers: nella prima stagione interpreta un angelo che prova a far desistere Dio (interpretato da Steve Buscemi!) dal distruggere l'umanità come aveva intenzione di fare, nella seconda stagione è un principe medievale, nella terza un prete nel Vecchio West.

 

Gli incantesimi sono lontani, i ruoli particolari assolutamente no. 

 

[Il trailer della prima stagione di Miracle Workers]

 

 

Attualmente è in post-produzione e previsto per il 2022 The Lost City of D, avventura romantica con Channing Tatum e Sandra Bullock (sic) che vede Daniel Radcliffe nel cast, anche se in un ruolo minore, mentre sappiamo che sarà tra i protagonisti di We Do Not Forget assieme a Zachary Quinto e di Miss Sarajevo, dove per ora è l'unico attore accreditato. 

 

Entrambi ancora in fase di script, il primo film racconta la vendetta di un gruppo di hacker contro un cartello messicano e il secondo invece riporta i ricordi dolorosi di un medico volontario durante la Guerra dei Balcani. 

We Do Not Forget è il ritorno alla regia di Zach Helm dopo Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie del 2007, Miss Sarajevo sarà il primo film in lingua inglese per il francese David Oelhoffen. 

 

Daniel Radcliffe ed Elijah Wood

 

Due carriere incredibili, iniziate quando entrambi avevano 9 anni, con un successo enorme arrivato all'inizio del nuovo millennio e due volti difficili da staccare da quelli di Harry Potter e Frodo Baggins. 

Eppure i due attori pare che stiano facendo qualunque cosa per dimostrare di non essere solo Harry e Frodo.

 

La Hollywood dei grandi nomi e dei grandi budget non sembra essere di loro interesse e continuano a preferire piccoli film, meglio se di autori emergenti o quasi, con ruoli il più possibile diversi tra loro; film che li possano mettere alla prova, film indipendenti, liberi dal peso dei grandi studios, per due attori che possono permettersi il lusso di scegliere davvero. 

 

Quanti ventiduenni conoscete che avrebbero fatto le stesse scelte? 

Quante giovani star sappiamo essersi autodistrutte dopo un successo planetario legato a uno o a una serie di film? 

 

Elijah Wood e Daniel Radcliffe sono lì a dimostrarci di essere diversi: recuperate i loro film più particolari e vedrete che il talento e la versatilità che mettono in campo sta dando loro ragione: nel mondo così spietato e tritacarne dello show business i due ex Harry ed ex Frodo si sono ritagliati uno spazio personale e davvero molto interessante, allontanandosi quanto più possibile dal typecasting. 

 

Ah, e non cercateli su Instagram: nessuno dei due ha un account su quel social network. 

Radcliffe addirittura non ha nemmeno Twitter, né Facebook.

 

Come si fa a non voler bene a due così?! 

 

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