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Se mi lasci ti cancello... O forse no?

È possibile cancellare ricordi di eventi spiacevoli?

 

 

Sembra una domanda degna di un film di fantascienza, alla quale la scienza ha cercato di dare una risposta nel 2013: un gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa Marijn Kroes della Radboud Universiteit di Nijmegen (Paesi Bassi), è riuscita a rimuovere alcuni ricordi spiacevoli dalla mente di un gruppo di pazienti, utilizzando l’elettroshock.

 

Nove anni prima, nel 2004, il regista francese Michel Gondry ha affrontato il tema dei ricordi e della loro eliminazione in Se mi lasci ti cancello, film che poi vinse l'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale, a firma del geniale Charlie Kaufman.

 

 



Protagonisti della pellicola sono Jim Carrey e Kate Winslet, rispettivamente Joel e Clementine: coinvolta in una love story fatta di alti e bassi, Clementine deciderà di rompere la relazione e si rivolgerà alla Lacuna Inc., clinica che permette di sottoporsi a un trattamento grazie al quale dimenticherà completamente Joel e la relazione con lui.

 

Scoperto ciò, anche Joel deciderà di fare lo stesso; tuttavia, nel bel mezzo del processo di cancellazione, capirà che non è questo quello che desidera davvero e farà di tutto per salvare i suoi ricordi, ostacolando l'opera di distruzione dei tecnici della Lacuna.

 

 

 

Se mi lasci ti cancello non è un film d’amore dove viene semplicemente descritta una storia romantica, ma è un film sull’amore, perché prova a descrivere i suoi meccanismi e le sue conseguenze.

 

Oltre all'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale, sicuramente gli andrebbe assegnata anche la Palma per la peggior traduzione in italiano di un titolo cinematografico straniero (se tale premio esistesse), completamente fuorviante.

 

Il titolo italiano lascerebbe pensare ad una commedia sdolcinata e sciocchina, mentre gli spettatori più attenti avranno certamente notato che il titolo originale dell’opera, Eternal Sunshine of the Spotless Mind (traducibile liberamente nella nostra lingua come “Infinita letizia della mente candida”), riprende un verso del poema epistolare Eloisa to Abelard, scritto dal poeta inglese Alexander Pope (1688-1744), e non ha nulla a che fare con l’adattamento nostrano.

 

 



Quella di Pope non è l’unica citazione letteraria all’interno del film: si pensi alla frase "Beati gli smemorati, perché avranno la meglio anche sui loro errori", che si trova nell’opera Al di là del bene e del male del filosofo tedesco Friedrich W. Nietzsche ed è pronunciata da una dipendente della Lacuna, Mary Svevo, interpretata da Kirsten Dunst.

 

A sua volta, il cognome "Svevo" non può che essere un omaggio allo scrittore Italo Svevo (affascinato, nella prima parte del '900, dalla psicanalisi freudiana).

 

Anche Lacuna, il nome della clinica che si occupa dell'eliminazione dei ricordi, è un sinonimo - sia in italiano che in inglese - di "vuoto", "dimenticanza".

 

 



L’aforisma di Nietzsche evoca il tema principale del film: è meglio dimenticare errori ed eventi sgradevoli avvenuti in passato, oppure mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato?

 

Cancellare equivale ad essere felici?

Come emergerà nel corso del film, l’oblio è la via più semplice ma non la migliore, perché è il passato a renderci ciò che oggi siamo e non si può - e in certi casi nemmeno si deve - cancellarlo con un colpo di spugna.

 

Senza contare che anche l’eminente Sigmund Freud trattò questo aspetto nel corso dei suoi studi, giungendo a sostenere che traumi o brutti ricordi comunque si manifestano attraverso sogni e nevrosi, sebbene l’essere umano cerchi di eliminarli dalla propria coscienza attraverso il meccanismo della rimozione (e che cos'è il trattamento della Lacuna, se non un tentativo di rimozione?).

 

Tornando al film, Se mi lasci ti cancello è sempre in bilico tra commedia e melodramma; un tocco di fantascienza si fonde con questi generi, essendo gran parte della trama ambientata nella testa di Joel; i ricordi oggetto di cancellazione a mano a mano perdono i loro contorni, svaniscono e il protagonista assiste impotente alla loro scomparsa: si veda la scena ambientata in una libreria, dove i libri sullo sfondo gradualmente diventano bianchi, mentre i due innamorati parlano fra di loro.

 

Ironia della sorte, proprio in quel frangente Clementine invita Joel a non dimenticarsi di lei.

 

In merito alla messa in scena, gli effetti speciali creati al computer sono ridotti al minimo: Gondry e la sua troupe hanno affermato di aver utilizzato perlopiù invenzioni artigianali e vecchi trucchi del mestiere riguardanti fotografia, scenografia e montaggio.

 

Un esempio di ciò è la scena della cucina in cui Joel, bambino capriccioso, si rifugia sotto un tavolo, apparendo di gran lunga più piccolo fisicamente rispetto a Clementine grazie all'uso della prospettiva.

 

 



L'esposizione narrativa è frammentaria, e solo al termine si arriva alla comprensione globale della storia: il film inizia con una prolessi, per poi continuare con un’analessi.

 

Sorrisi e riflessioni si alternano durante la visione: il meritò di ciò non è solo solo della sceneggiatura, ma anche di Kate Winslet e Jim Carrey, ben calati nei loro ruoli e aiutati da un supporting cast di tutto rispetto, che conta - oltre alla già citata Kirsten Dunst - Tom Wilkinson, Mark Ruffalo ed Elijah Wood.

 

In particolare, va elogiata l’interpretazione di Carrey, famoso in Italia fino a quel momento soprattutto per parti comiche (i due film basati sul personaggio dell’animalista Ace Ventura sono pietre miliari del genere demenziale), anche se nel corso degli anni si è distinto in ruoli drammatici, come quello di The Truman Show di Peter Weir (1998).

 

Un attore versatile per una pellicola che è un piccolo gioiello della cinematografia moderna.

 

Ma questa è un'altra storia.

 

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14 commenti

Sky

6 mesi fa

Un peccato vedere come molti associno Carrey solo ad un determinato genere, quando invece riesce a regalare performance di questo tipo.

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James Mackenzie

1 anno fa

Gran film, spesso sottovalutato. Titolo in italiano indecente

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Reto Gelshorn

1 anno fa

Da vedere in successione per lo sceneggiatore, assolutamente capolavori di sensibilità.

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Mattia Malaspina

1 anno fa

Lo guardai principalmente per il titolo italiano e per Jim Carrey, felicemente rimasto sorpreso dalla bellezza e leggerezza del film. Jim Carrey cosi non lo avevo mai visto, molto molto bello, la scena della cucina e quella finale rimangono nella mia memoria come le migliori scenografie

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Reto Gelshorn

1 anno fa

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Antonella

1 anno fa

non conoscevo quei riferimenti a delle opere letterarie, la sceneggiatura di questo film è davvero ben fatta e fortunatamente premiata!

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Charlie Shield

1 anno fa

Davvero un bell'articolo, bravo! 

Purtroppo hai dovuto fare riferimento al brutto titolo, che ormai è diventato uno di quei convenevoli immancabili, tipo "non ci sono più le mezze stagioni" ecc.

Ripetuto all'infinito.

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Elena Mercuri

1 anno fa

Charlie Shield
Stessa cosa che penso io, per carità, pessima traduzione, però che noia!

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Marco Batelli

1 anno fa

Charlie Shield
Grazie! Il riferimento al titolo italiano - per quanto mi riguarda - era d'obbligo per introdurre il titolo originale. Per il resto, sono d'accordo quando è stato detto (in precedenza) che il film è famoso più per il titolo che per le sue qualità, e questo è un vero peccato.

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Luca Buratta

1 anno fa

Purtroppo la scena della cucina da noi evoca inevitabilmente il "Miiiiii Yooooomo.... all'arrembaaaggio!" di Bagliana memoria 😂

Grandissimo film, il mio preferito tra quelli a cui ha preso parte Carrey (e paradossalmente quello in cui fa meno il Carrey).

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