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Neon Genesis Evangelion e l'adattamento: Jessica Consalvi difende Gualtiero Cannarsi

In questi giorni in rete è esplosa la questione relativa all'adattamento di Neon Genesis Evangelion da parte di Gualtiero Cannarsi: l'anime è sbarcato su Netflix e ha dato vita a un fiume inarrestabile di opinioni, che per la maggior parte criticano il lavoro dell'adattatore

Abbiamo ricevuto in redazione e pubblichiamo un intervento da parte della Dott.ssa Jessica Consalvi, PhD Candidate in Storia dell'Arte e Studi Cinematografici, che conosce personalmente Gualtiero Cannarsi e ha voluto spendersi in sua difesa con quanto segue: 

  

"Gli adattamenti di Cannarsi sono spesso criticati a causa del linguaggio utilizzato, considerato un italiano desueto, e per uno stile che appare pomposo.

Il suo metodo più vicino alla lingua e la cultura originale nipponica è apprezzato invece sia in Giappone sia in Italia, da alcuni cultori.

 

In varie interviste, Cannarsi ha precisamente chiarito di seguire un metodo di lavoro totalmente improntato sulla fedeltà all'originale, in modo da rispecchiare la cultura nipponica.

 

Credo che fondamentalmente nella critica al Cannarsi ci si dimentichi la passione per l’originale nonché per l’uso dell’italiano. 

Non ha senso inoltre citare delle frasi a caso e riportarle su Internet senza recitarle, visto che si sta parlando di doppiaggio. 

 

La critica al Cannarsi, soprattutto sfociata in un articolo di dimensionefumetto.it, mi fa davvero sorridere perché proprio lui che si applica così tanto per una fedeltà alla traduzione di prodotti giapponesi viene così attaccato, mentre le critiche da fare sarebbero molte altre!

 

Credo che quasi tutti i doppiaggi italiani di anime siano praticamente inascoltabili.

Io non seguo gli anime, avendo ormai trent’anni, ma ho provato a vedere ultimamente InuYasha e il paragone giapponese-italiano era davvero imbarazzante sia per la resa della traduzione sia per l’atmosfera, nonostante i doppiatori coinvolti fossero bravissimi e anche adatti (direttore del doppiaggio: Fabrizio Mazzotta).

 

Guardiamo il confronto dell’ultima morte di Kikyou (episodio 124), nella quale nonostante gli attori italiani coinvolti fossero bravi si è persa la possibilità di fare un lavoro decente.

 

- Li vuoi sapere?

Diventa

- Li vuoi davvero sapere?

 

- In questo caso te li dirò

Diventa

- Te li dirò

 

- Ti sei distratta, Kikyou.

Diventa

- Ti sei distratta, Kikyou. Mi meraviglio di te.

 

Per non parlare che quando Kikyou è ferita e si chiede se quindi quello che avevano portato via fosse un’anima.

Ovvero fa una domanda a sé stessa.

Nella versione italiana, diventa un’affermazione… 

 

E come gran finale della scena, in italiano Kagome chiede a InuYasha: “c’è qualcosa che non va?” - mentre in originale lo chiamava semplicemente per nome!!!

 

Certo l’intonazione era nuovamente interrogativa, forse lo avranno trovato strano?

Confrontare per credere. Versione giapponese:

 

   

 

 

I doppiatori italiani sono diretti in maniera pessima, ovvero non paiono star recitando: è tutto così monotono.

 

Allora qui c’è la solita perdita di credibilità assoluta e i veri appassionati dei fumetti e della animazione giapponese spengono la Tv e incominciano a studiare la lingua straniera.

Il credere che non si possa tradurre fedelmente, come Cannarsi invece fa, e seguire il folle pensiero contrario che il tradurre ‘sia un’arte’ è una scelta di comodo, più o meno poetica, che tradisce l’opera originale.

 

Ricordiamoci che la traduzione italiana dei libri è spesse volte sbagliata: ha iniziato Vittorini traducendo dall’inglese pur non conoscendo la lingua, semplicemente inventando!

 

Il tutto poi si mischia alla censura, a un senso estetico e via dicendo.

Eravamo ai tempi del fascismo.

 

Tutto questo nei film adattati dal Cannarsi non esiste.

I protagonisti mangiano i ‘ramen’, non spaghetti, e addirittura vengono usati i diminutivi giapponesi.

Questo significa avvicinarsi a una cultura diversa dalla nostra, come è quella giapponese.

 

Cannarsi è da sempre molto coinvolto con la cultura giapponese, ma si è occupato anche di serial tv americani, conoscendo in maniera quasi perfetta l’inglese.

 

Cannarsi lavora per Art for art’s sake, e ha ragione nel farlo.

Se non si ha rispetto dell’opera, non si ha rispetto proprio per null’altro.

 

Quando frequentavo l’Istituto Giapponese di Cultura mi hanno spiegato che esistono tre significati di sumimasen, ma (ahi ahi) uno combaciava con grazie (?!).

 

Ovviamente un corso di lingua giapponese non vuole essere un corso di filologia giapponese interculturale, ma vuole solo insegnarti a parlare il più velocemente possibile.

Ovviamente ha ragione Cannarsi quando dice che non può essere tradotto come grazie.

 

Quando noi ringraziamo lo facciamo sorridendo, loro nel dire “sumimasen” sono piuttosto mogi.

Si vedono le differenze culturali!

 

Può sumimasen essere tradotto come grazie?

No.

Loro provano una sensazione di incomodo e dicono ‘scusa’.

No, non è la nostra cultura; è la loro.

Approfondimento.

 

Pasqualini critica Cannarsi perché traduce Ohayo con ‘buongiorno’.

O forse non gli piace ‘le auguro buongiorno’?

 

Ohayogozaimasu è la prima cosa che ti dicono i giapponesi, per tutta la mattinata, in maniera petulante e martellante, chiunque e ovunque, fino alle 12:00 circa.

Sorprenderà, sì, i giapponesi sono molto ma molto cortesi; non sono noi!

 

Pasqualini dice che è dapprima un saluto militare.

Ma non vive in Giappone?!

Anche all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma ti spiegano: mattina: Ohayo, pomeriggio: Konnichiwa; sera: Konbawa.

Semplice: Buongiorno, buonpomeriggio, buonasera.

 

O forse, più semplicemente, siamo tutti militarizzati.

 

Ovviamente la traduzione del Cannarsi è corretta, e abbiamo avuto una sua risposta persino per un saluto: “traduzione corretta che funziona, perché veicola, dico io, il giusto significato e la giusta portata del significato”.

 

Per fortuna che non risponde!" 

________________________________________________

 

Quanto riportato rappresenta il pensiero della Dott.ssa Jessica Consalvi ed è stato pubblicato per dare ai lettori un ulteriore punto di vista sulla questione.

 

Non rappresenta pertanto il pensiero della redazione di CineFacts.it che, in quanto eterogeneamente composta, è variegato e composito: ogni articolo su questo sito rappresenta il pensiero del redattore che lo ha firmato; nel caso delle news e dei contenuti a firma Redazione si preferisce non prendere nessuna posizione bensì semplicemente riportare un fatto senza aggiungere alcunché di soggettivo. 

 

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45 commenti

Mimmo Locascio

2 mesi fa

È evidente che la Dottoressa non ha letto con attenzione l'analisi di Pasqualini. Un esempio tra tutti è la sua risposta approssimativa all'esempio del saluto Ohayogozaimasu. Pasqualini non dice che si tratta di un saluto militare, bensì cito testualmente: "O-hayou gozaimasu è un saluto che si usa principalmente fra persone che si conoscono già o con cui si ha familiarità o con cui si sta per fare qualcosa insieme (compagni, colleghi, eccetera). Si tratta infatti un saluto nato e usato in ambito lavorativo, all’interno del mondo del secolare teatro Kabuki, in cui gli assistenti di scena accoglievano e tutt’ora accolgono l’arrivo degli attori nei camerini con l’espressione standard お早いお着きでございます O-hayai o-tsuki de gozaimasu, ovvero “È arrivato presto (rispetto all’inizio dello spettacolo)” in forma cortese. L’espressione si è poi diffusa e semplificata nell’attuale o-hayou gozaimasu, ma sempre restando in ambito lavorativo, para-lavorativo, militare eccetera." 

Altri esempi del genere si sprecano in questa risposta. Il dileggio stesso all'autore ("ma Pasqualini non vive in giappone?") lascia il tempo che trova: lo stesso Pasqualini dichiara che "Le informazioni presenti sono state tutte sottoposte all’opinione di almeno cinque madrelingua contattati separatamente, fra cui il professor Takuya Sakamoto (insegnante di lingua giapponese presso la scuola superiore privata Istituto Meisei di Okayama) e il dottor Kouji Taniguchi, ricercatore e storiografo del periodo Edo presso il Centro per lo scambio internazionale di Okayama." È piuttosto ingeneroso liquidare in poche righe scritte di getto una analisi che, ahinoi, si è rivelata una premonizione di quanto è successo con l'adattamento di Evangelion.

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Jessica Consalvi

2 mesi fa

Mimmo Locascio
Pasqualini dice che è un saluto militare.
Voi non sapete fare il vostro lavoro, io sì.
Io studio, voi?
Niente lascia il tempo che trova...
Pasqualini dice che ohayou si usa in ambito militare.
Ridicolo: io ci ho vissuto in Giappone, veramente e tutti lo dicono, anche io!

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mario ginnetti

1 mese fa

Jessica Consalvi
Non capisco da dove viene tutta questa spocchia che mi sembra di leggere dalle tue parole....direi che è il caso che ti ridimensioni: non vali niente come storica dell'arte eri fuori corso a Tor Vergata e di certo non eri una studentessa modello...non vedo come possa esprimerti su un argomento del genere che per altro hai difeso in maniera pessima, maldestra, confusionaria e tanto per difendere il tuo compagno al quale dovresti dire di imparare a capire cosa sia il lavoro di adattatore, cosa per cui è stato pagato e il cui lavoro pessimo è giustamente finito in fumo, perchè se lavori di merda è giusto che ti mandino a cagare. Poi se sei una Phd in storia dell'arte e cinema io sono superman, meglio levare queste diciture ridicole e false che ci fai più bella figura, fare il dottorato in storia dell'arte a Tor Vergata non significa essere Phd e soprattutto ho potuto constatare che lo danno a cani e porci e tu incarni pienamente questa mia affermazione. Già che ci sei leva anche dottoressa perchè per esserlo ti devi dottorare non basta la specialistica, e impara anche a saper dare credibilità alle tue parole, iniziando con il dire che a 30 anni non si vedono gli anime non dai certo credibilità al tuo discorso che per altro è scritto male, di getto, motivato peggio e che fa acqua da tutte le parti. Ps. menomale  che non scrivi e  non parli di cinema, materia della quale sono profondo conoscitore e studioso, perchè mi troveresti sotto ogni  tuo articolo a stroncare le fesserie e le castronerie che già so diresti.

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Luca Buratta

2 mesi fa

Premettendo che non seguo quasi per nulla il mondo anime, pur avendone visto qualcuno sommariamente (per intenderci, gli anime che trasmetteva mediaset 20 anni fa e qualcosa che passava sulle reti private più piccole), negli ultimi anni ho recuperato qualcosa dello studio Ghibli e ho visto il primo episodio di Evangelion proprio su Netflix per avvicinarmi ad esso; e che quindi non ho particolari competenze in merito, né termini di paragone, ma da studente che ha affrontato tra le altre cose anche qualche nozione di linguistica, seguo il dibattito con una certa curiosità.
Ho ascoltato gli interventi di Cannarsi nelle due live su Youtube in cui è stato coinvolto, e a me sono parse argomentazioni ragionevoli (ripeto, da profano). Se il materiale di partenza è di per sé ostico, pieno di scelte lessicali particolari, e la lingua originale già di suo si presta poco ad essere riportata in modo semplice, per me non è un'idea sbagliata quella di lasciare questa complessità anche nella trasposizione in italiano. D'altra parte se l'opera di partenza è scritta in una certa maniera, che può risultare ostica, non è compito dell'adattatore addolcirla e renderla più fruibile o godibile. È formalmente sbagliato, nel senso che a quel punto l'Evangelion che guardiamo noi non è più l'Evangelion iniziale, ma qualcosa di filtrato e "rimaneggiato" per noi. Sta poi allo spettatore fare un passo verso la compresione, non è che l'adattatore "deve farci piacere" qualcosa, deve riportarlo nel modo più fedele possibile. Ascoltavo Cannarsi giustificare alcune sue scelte sulla base del fatto che la scelta dei termini nell'originale giapponese stesso risulta inconsueta, in alcuni casi sono stati preferiti dei termini specifici ad altri più comuni, e lui ha cercato di restituire in italiano queste scelte dell'autore.
Ripeto che seguo il dibattito da totale profano, ma ascoltando a me è parso che da una parte c'era Cannarsi, che conosce a menadito l'opera e ha giustificato ogni obiezione che gli è stata presentata con dovizia di particolari, puntualità e coerenza; dall'altra, tante accuse abbastanza vaghe, tutte fondate sull'assunto che, così adattata, l'opera sia meno fruibile. Il punto, secondo me (e questo difficilmente lo possiamo sapere noi, dall'altra parte del mondo, venticinque anni dopo la prima pubblicazione dell'anime), è questo: quanto era "fruibile" Evangelion per un giapponese al momento della sua uscita? Se era un'opera di semplice fruizione, in cui i personaggi parlavano in maniera estremamente lineare, e in cui non c'erano significati reconditi dietro ogni scelta lessicale, allora l'adattamento di Cannarsi è inutilmente ampolloso e complicato; se invece l'opera di partenza ha in sé queste complessità, al netto delle differenze che rendono il giapponese di difficile traslazione in italiano, allora l'adattamento è stato semplicemente fedele, e la difficoltà deriva di fatto dall'opera.
Spero di non essere stato troppo "cannarsiano" 😂 era solo un parere da totale spettatore su una questione a mio parere molto interessante, al di là del caso specifico.

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Lorenzo Cecchi

2 mesi fa

piccola precisazione: la Dott.ssa Jessica Consalvi è la compagna di Cannarsi. Non mi sembra che come parere difensivo abbia molto valore.

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mario ginnetti

1 mese fa

Lorenzo Cecchi
ma dottoressa cosa??? non è dottoressa xD

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Jessica Consalvi

1 mese fa

mario ginnetti
Dopo la laurea sei dottore.
In ITALIA.

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Giulio Umido

2 mesi fa

Basta la frase "Io non seguo gli anime, avendo ormai trent’anni" per denotare l' ignoranza di questa persona, ho smesso di leggere da lì.

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Marco Dal Canto

2 mesi fa

Allora premesso che con Cannarsi mi sono sorbito tutti gli adattamenti dei film dello Studio Ghibli, ho provato a vedere Neos Genesis Evangelion, in primis perchè non ho mai avuto la fortuna di vederlo e soprattutto per constatare questo ennesimo adattamento molto criticato.
Le mie conclusioni dopo aver visto una decina di episodi sono che non si può (ma Cannarsi spesso lo fa) dare più o meno tutti personaggi ( di tutte le età) gli stessi vocaboli, mi spiego meglio un bambino non può usare gli stessi vocaboli articolati e astrusi che userebbe un adulto, Cannarsi secondo me sbaglia su questo punto ma anche calcare parola per parola la lingua giapponese.

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Christine D.

2 mesi fa

Gentilissimi, potrete togliere la dicitura "PhD in Storia dell'Arte e Studi Cinematografici", per favore? Come lei stessa dichiara nel video, e come si evince dal suo profilo su Academia.edu, ha appena iniziato il dottorato, quindi non ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca (PhD). Non diffondiamo ulteriori inesattezze, in una questione in cui la competenza e i titoli, certificati e guadagnati con fatica, dovrebbero contare qualcosa. Grazie.

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mario ginnetti

1 mese fa

Christine D.
la laurea glie l'hanno regalata figurarsi il Phd

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Jessica Consalvi

1 mese fa

mario ginnetti
Mario io la mia laurea me la sono sudata tanto per molti
motivoi

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Leonardo Bianchini

2 mesi fa

"Io non seguo gli anime, avendo ormai trent’anni..."

Ho smesso di leggere dopo questa frase. Che senso ha leggere le opinioni di una persona a proposito di un argomento che -tra le righe- reputa infantile?

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Jaimy

2 mesi fa

Leonardo Bianchini
stessa cosa... mi ha fatto a dir poco incazzare quella frase

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Giulio Umido

2 mesi fa

Jaimy
Idem, anche a me certe frasi mi fanno incaxxare, è una persona ignorante... non sa di cosa parla.

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Giulio Umido
So benissimo di che parlo.
EVA non è sicuramente per trentenni.

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Valerio Manenti

2 mesi fa

Non andrebbe neppure data visibilità a certe esternazioni. Sono la dimostrazione più lampante che l'intelligenza non si quantifica in lauree.

Per altro, se ho ben capito, la signora in questione non è una semplice conoscente di Cannarsi, ma ne è la compagna. Di che stiamo parlando?

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Jaimy

2 mesi fa

Valerio Manenti
addirittura... questa informazione me l'ero persa

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Valerio Manenti
Della traduzione della cultura nipponica in Italia in ambito della cinematografia animata.
Ma più in generale della semplicioneria degli adattamenti da lingue stranierie da parte dei direttori di doppiaggio, se non Cannarsi.

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Giuseppe Casella

2 mesi fa

Ma la Dott.ssa Consalvi ha effettivemante visto il nuovo adattamento? Qui il problema non sono le traduzioni dei termini. Che ascolti le puntate e abbia il coraggio di dire cosa ne pensa.
Non sembrano neppure scritte in italiano! Sembra un'altra lingua!

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Giulio Umido

2 mesi fa

Giuseppe Casella
Non credo proprio che l'abbia visto, come hai potuto leggere lei è adulta ha 30anni, non guarda anime.

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Giuseppe Casella
Ho visto spezzoni. Eva è un'opera complicata di per sé anche in giapponese perché Anno è matto. Anche i giapponesi non hanno una compresione completa ma al pubblico generalista nipponico non importa proprio niente di capire parola per parola

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Matteo Caronna

2 mesi fa

La Dott.ssa Consalvi poteva tranquillamente risparmiarsi questa figuraccia: in generale la lettera è un po' tutto un obbrobrio argomentativo, ma la prova più evidente di quanto critichi per partito preso chiunque sia contro Cannarsi è nel passaggio in cui critica l'articolo di Pasqualini in merito alla sua presunta affermazione che "Ohayou" sia un saluto militare. Falso, Pasqualini non dice questo, Pasqualini nel suo articolo spiega l'usanza dietro l'utilizzo quotidiano e odierno di questo saluto e per farlo ne ha citato l'origine militare (senza mai dire che si tratta di un saluto esclusivo dell'ambito militare). Se non riesce neanche a capire quello che legge, posso immaginare quanto il suo giudizio possa aver valore su queste cose (ci si aggiunge poi il bellissimo "Non seguo gli anime avendo ormai quasi trent'anni" che sottintende come eterni fanciulli tutti gli appassionati di questo medium)

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Matteo Caronna
Pasqualini dice che è un saluto militare... Io credo che il
vostro problema sia l'italiano, non il giapponese! Vi consiglio di vedervi lo sceneggiato de I Medici, ben più interessante di Eva, così ascoltate un italiano difficile e fate un po' di pratica

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Adrian Robotnik

2 mesi fa

Vorrei dire solo una cosa: il pubblico NON vuole che Cannarsi si occupi di adattare i dialoghi degli anime che ama (tipo i film dello Studio Ghibli da lui "adattati"), fine della storia. Non gliene frega niente se il Cannarsi lavora "for art's sake", se il risultato finale NON piace praticamente a nessuno e suona fin troppo strano. Che la dottoressa Consalvi e lo stesso Cannarsi se ne facciano una ragione.

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Jaimy

2 mesi fa

Adrian Robotnik
che film dello Studio Ghibli ha adattato?

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Adrian Robotnik
A noi non interessa del pubblico.
Se fosse per il pubblico l'arte non esisterebbe più.
Non so se è chiaro.
Non vediamo Eva che parla "adesso mi preparo un piatto di spaghetti e mi vedo un partita di calcio"

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Luca Colombo

2 mesi fa

Questa non è una lettera in difesa di un lavoro, è una lettera in cui una persona corre in aiuto di una persona insultando tutti gli altri. Insultando chi guarda gli anime, insultando i doppiatori, insultando i direttori del doppiaggio, insultando chi critica riportando fatti e prove. E porta come sue "prove" Inuyasha, ovvero un altro anime. 
Senza portare un singolo argomento reale se non "lo conosco, è bravo."
Vuoi difendere il lavoro di Cannarsi su Evangelion? Perfetto, parla del suo lavoro su Evangelion, non di Inuyasha, non di quanto siete amici, non della tua esperienza personale che poco c'azzecca in questo caso.

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Luca Colombo
No.
Io voglio difendere la cultura giapponese.
Io sono un' umanista.
Non mi interessa di Eva.
Quello è il vostro livello.
Non il mio.

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elio de angelis

2 mesi fa

secondo me la signora non ha colto bene la questione: non ci si lamenta del linguaggio aulico/pomposo visto che l'adattamento su Saint Seiya da parte di De Palma &co era bellissimo ma ci si lamenta del fatto che molte frasi non hanno proprio senso, sembrano prese e tradotte con Google!

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Jessica Consalvi

1 mese fa

elio de angelis
Saint Seiya era tradotto malissimo.
Cannarsi ha adattato benissimo tutti i suoi lavori.
O almeno ci ha provato.
Tramite la fedeltà all'originale.
Vogliamo ascoltare le voci giapponesi.

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Cornelius

2 mesi fa

Premetto che ho sentito molto parlare della questione, ma non sono proprio sul pezzo non avendo approfondito, quindi lascio perdere la questione e mi concentro su quanto detto dalla Consalvi.
Inizia dicendo che gli anime son roba da ragazzini perché avendo lei ormai 30 anni non li segue, ma subito prima ha affermato "credo che quasi tutti i doppiaggi italiani di anime siano praticamente inascoltabili", portando come riprova 3-4 frasi di una puntata di un'anime, perché "questo è stato fatto peggio".
Inoltre, poche righe più in su troviamo "Non ha senso inoltre citare delle frasi a caso e riportarle su Internet senza recitarle, visto che si sta parlando di doppiaggio.", quindi perché portare quelle di una puntata di Inuyasha?
Infine, sostiene il desiderio di Cannarsi di trasmettere la cultura nipponica, rafforzando il concetto con l'esempio di “sumimasen” che non può essere tradotto con "grazie", il che è discutibile, ma ha senso e può essere giusto, ma nelle ultime righe si contraddice difendendo Cannarsi quando gli vengono mosse critiche nella traduzione di "ohayo" con "buongiorno", perché ha medesimo valore, anche se Pasqualini fa notare che è un saluto militare.

Bah, mi pare una difesa pessima, piena di fallacie e per niente oggettiva.

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Sandra Bullock

2 mesi fa

Cornelius
92 minuti di applausi

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Jaimy

2 mesi fa

Cornelius
concordo su tutto .. è scioccante davvero questa "difesa"

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Jessica Consalvi

1 mese fa

Cornelius
Io ho riportato un video e delle battute...
su Internet riportano solo battute a caso, non recitate, ovvio che non capiscano. Anche se le reciti male non si capiscono. Io sono cresciuta pane e manga.

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Cornelius

11 giorni fa

Jessica Consalvi
-"Non ha senso inoltre citare delle frasi a caso e riportarle su Internet senza recitarle, visto che si sta parlando di doppiaggio."
-"Io non seguo gli anime, avendo ormai trent’anni"
Frasi sua, non mia.
A mio avviso doveva concentrarsi su una difesa un po' più elaborata, invece di bacchettare successivamente tutti quelli che la ritengano ridicola.
Inoltre, ho letto una risposta che ha dato, dove afferma "A noi non interessa del pubblico. Se fosse per il pubblico l'arte non esisterebbe più.", che ritengo giustissima come affermazione, ma non coerente con il contesto: l'opera non è vostra, l'arte è già stata creata, il compito dell'adattatore è di renderlo fruibile ad un target diverso dall'originale, dove il target in questo caso sono coloro che parlano un altra lingua. ADATTARE un'opera ad un pubblico, trovando un compromesso tra i due e, se viene mancata una delle due parti, il lavoro non è stato fatto bene.
Per mantenere l'opera "pura", bisognerebbe non adattarla, chi vuole vederla si studia la  lingua di origine e se la guarda.
Una traduzione 1:1 da una lingua ad un'altra, non è mantenere l'opera e il suo valore artistico puri, ma infangarli.

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Jessica Consalvi

3 giorni fa

Cornelius
Cannarsi adatta benissimo.
Non vedo il
problema.

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