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#top8

Gli 8 migliori film di Denis Villeneuve

Nato il 3 ottobre 1967 a Trois-Rivières, in Québec, Denis Villeneuve ha all'attivo 9 lungometraggi diretti in 20 anni di carriera. 
A parte i primi due (Un 32 Août sur Terre e Maelström) non ne ha più scritti da solo, ma nonostante non sia un autore nel senso letterale del termine appare ovvio come si possa definirlo tale grazie alla sua poetica. 

Le scelte che fa quando accetta un film da dirigere si inseriscono perfettamente in un'idea di Cinema che lo vede alle prese con storie dai temi e dai dilemmi etici importanti, personaggi che affrontano contraddizioni e lottano per un'identità, figure femminili forti e centrali. 

9 film, ma questa è una Top 8: quale sarà il film mancante secondo la redazione di CineFacts.it? 
Sarete d'accordo con la classifica? 



Posizione 8


Maelström - 2000 

Un pesce ci racconta la storia tragica di Bibiane, di quello che ha fatto e che dovrà affrontare. 
Scritto interamente da Villeneuve, al secondo lungometraggio si intravede già la voglia del regista di narrare vicende umane che toccano la morale e l'etica, le contraddizioni e le decisioni da prendere con se stessi e nei confronti del mondo.

Media voto della redazione: 76%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Maelström lo trovi qui.

Posizione 7


Prisoners - 2013

 

Un dramma familiare, un thriller a scatole cinesi, un dilemma etico e tre interpretazioni fuori dal normale. 


Jake Gyllenhaal, Paul Dano e Hugh Jackman si sfidano a chi è più bravo, ma è evidente che la mano di chi li dirige ha parecchi meriti in tutto ciò: il film non si dimentica facilmente, ma non è l'unico di questa Top 8 a lasciare questa sensazione. 

 

Media voto della redazione: 79%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Prisoners lo trovi qui.

Posizione 6


Polytechnique - 2011

 

Terzo film del regista: tratto da una storia vera, la strage avvenuta nel 1989 al Politecnico di Montréal. 
Il bianco e nero estetizza la violenza che esplode da una situazione di calma apparente, il sangue diventa un liquido scuro e la messa in scena è glaciale, distante. 

Le 14 vittime della follia di uno studente furono solamente donne, non a caso: un altro tratto distintivo di Villeneuve che spicca in mezzo al resto. 

 

Media voto della redazione: 80%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Polytechnique lo trovi qui.

Posizione 5


Enemy - 2013

 

Il secondo film hollywoodiano del regista, tratto dal romanzo L'Uomo Duplicato del premio Nobel José Saramago. 

Il tema dell'identità sfocia qui nel doppelganger, il professore che vede un altro se stesso in un film è l'occasione per un discorso profondo sulla ricerca di sé e sul potere femminile simboleggiato dagli aracnidi, reali o immaginari, che costellano la pellicola. 

 

Media voto della redazione: 83%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Enemy lo trovi qui.

Posizione 4


Sicario - 2015 

 

I narcos messicani e l'FBI, una giovane agente in mezzo a qualcosa di molto più grande di lei, dove le decisioni da prendere in nome di un bene più grande sono spesso decisioni contro la morale e contro le regole: cosa è giusto fare per fare quello che è giusto? 
Con la splendida fotografia di Roger Deakins (tre in tutto le collaborazioni tra lui e Villeneuve) una storia violenta nella messa in scena e nel concetto di base. 

Media voto della redazione: 84%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Sicario lo trovi qui.

Posizione 3


La donna che canta - 2010

 

Due gemelli che cercano di ricostruire la propria identità, una madre che diventa una sconosciuta e un padre da riscoprire. 

In un gioco tragico di scoperte e rivelazioni, segreti e promesse, un viaggio fisico e psicologico che non lascia scampo e si apre anche alla ricerca dell'identità di un intero popolo. 

Il film che fece conoscere Villeneuve a Hollywood grazie alla nomination come Miglior Film in Lingua Straniera agli Oscar 2011. 

 

Media voto della redazione: 87%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? La donna che canta lo trovi qui.

Posizione 2


Arrival - 2016

 

L'identità è in Arrival quella dell'umanità intera: la conoscenza, il tempo, la comunicazione come crescita e conoscenza. 
Il primo passo di Villeneuve nella fantascienza è già un passo enorme, con una protagonista-madre che si trova ad affrontare un problema che riguarda tutti ed uno che riguarda se stessa e, mentre nel film ci si chiede chi siamo e cosa ci rende ciò che siamo, in sala ci si domanda cosa faremmo al suo posto. 

Due domande che puntualmente tornano in tutta la filmografia villeneuviana. 

Media voto della redazione: 88%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Arrival lo trovi qui.

Posizione 1


Blade Runner 2049 - 2017

 

Con uno dei pochi sequel della Storia del Cinema che non tradisce l'opera originale, Villeneuve accoglie il discorso del film di Ridley Scott e lo porta nel terzo millennio. 
La scoperta e la ricerca di sé, la presa di coscienza su ciò che siamo e quello che siamo destinati a essere, una madre "impossibile" e delle figure femminili che sono al centro di tutto in una realtà ricostruita che diviene più reale di quella vera. 

Tutti i temi del cinema di Denis Villeneuve si incontrano e si palesano nel suo film più maturo e più costoso, più difficile proprio perché più facile da sbagliare e più esteticamente e formalmente riuscito. 

Media voto della redazione: 89%

 

Vuoi farci sapere come la pensi? Blade Runner 2049 lo trovi qui.



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69 commenti

Sky

5 mesi fa

Blade Runner 2049 esempio di sequel degno di esistere.

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Claudio Bertelle

1 anno fa

Per me Prisoners è da podio 😉

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Benito Sgarlato

1 anno fa

Fino a un anno fa avevo visto solo Prisoners, adesso della sua filmografia mi mancano solo Maelstrom e Un 32 aout sur terre, che sono difficili da reperire purtroppo... riguardo la classifica, non ce n'è uno che non mi sia piaciuto molto, un grande regista davvero, uno dei migliori contemporanei

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Mike

1 anno fa

Prisoners e Blade Runner bellissimi. Sicario non saprei definirlo invece, gli altri da recuperare!

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Di villeneuve ho visto solo "Arrival", "Sicario" e "Blade Runner 2049".
Devo recuperare assolutamente gli altri film del regista🙈

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Elena Mercuri

1 anno fa

Uno dei miei registi preferiti, probabilmente il mio preferito insieme a PT Anderson fra quelli ancora attivi, Arrival secondo me è una buona sintesi dei temi della sua filmografia, l’ho trovato molto toccante, ma enigmatico come Enemy non ce n’è nessuno!

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Sam_swarley

2 anni fa

quanto è bello Prisoners, ti tiene incollato

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Danilo Canepa

2 anni fa

per me polytechnique meritava una posizione migliore

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Marco Natale

2 anni fa

Arrival
Enemy
Blade Runner 2049

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Morena Falcone

2 anni fa

Volevo far notare che nell'articolo c'è un errore riguardo il nome del regista: il titolo corretto doveva essere "Gli 8 migliori film di Paolo Cellammare"...

...dai, si somigliano un sacco lui e Villeneuve! :D

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