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The Hotel: dopo 7 anni tornano le serie tv in Iraq

Era dal 2012 che l’Iraq non trasmetteva serie televisive: questa lacuna sarà colmata da The Hotel, le cui riprese si sono svolte negli ultimi mesi a Baghdad, capitale dello stato.

 

Siamo ormai nel periodo del Ramadan (che quest’anno durerà dal 5 maggio al 4 giugno), in cui sono trasmessi molti dei programmi più seguiti dal pubblico, e The Hotel avrà il compito di intrattenere i fedeli musulmani nel loro digiuno rituale.      

 

 

[Hassan Hosni, regista di The Hotel]

 

Al giorno d’oggi, la realizzazione di una serie televisiva può sembra un evento all’ordine del giorno; tuttavia, in Iraq ciò ha anche un forte valore simbolico perché finalmente il paese orientale sta tornando alla normalità dopo anni di lotte contro lo Stato Islamico, dichiarato ufficialmente sconfitto nel dicembre 2017.      

 

Da quel momento, lo stato di guerra ha lasciato il posto alla vita di tutti i giorni, con la riapertura di bar e centri commerciali, gallerie e teatri, segnando la rinascita culturale del paese.      

 

 

[Mahmoud Abu Al-Abbas, attore protagonista della serie]

 

Era naturale, dunque, che anche la televisione riprendesse il proprio posto nelle case degli iracheni: la produzione di The Hotel si può avvalere di attori da poco tornati in patria, persone costrette ad emigrare altrove a causa del dissenso verso il regime di Saddam Hussein.

 

A tal proposito, ha dichiarato Mahmoud Abu Al-Abbas, il protagonista della serie:

“Fui interrogato per due giorni e poi, su consiglio del Ministro della Cultura, lasciai immediatamente l’Iraq”.

Tutto questo accadeva nel 1997.      

 

L’invasione degli Stati Uniti prima (a partire dal 2003) e il conflitto con lo Stato Islamico poi, decretarono un forte rallentamento dello sviluppo artistico in terra irachena.

 

Ormai il peggio sembra alle spalle e così lo sceneggiatore iracheno Hamid al-Maliki ha concepito The Hotel, serie che - a suo dire - tratta di argomenti scomodi come la prostituzione, la tratta di esseri umani e il commercio di organi.      

 

 

[Foto tratta dal backstage della produzione]

 

 

Per al-Maliki è importante che l’arte affronti apertamente l’ideologie che alimentano l’estremismo, aggiungendo che

“Solo la cultura porterà la vittoria su Daesh; la cultura è vita, Daesh è morte” (Daesh è il termine arabo con cui ci si riferisce allo Stato Islamico).      

 

Alla regia di The Hotel c’è invece Hassan Hosni, anche lui recentemente rientrato in Iraq dopo averlo lasciato nel 1996.

 

Secondo Hosni, la nascita di nuove serie televisive è un dato rassicurante, poiché testimonia il ritorno della pace in Iraq:

“È tempo che la famiglia irachena stia di nuovo insieme a casa, con parenti e vicini”.

 

E The Hotel è la giusta occasione per assistere alla realizzazione di questo proposito.  

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