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Klaus - Intervista a Nicola Finizio, 2D FX animator del film natalizio di Netflix

Il 15 novembre Netflix ha rilasciato sul proprio catalogo Klaus - I Segreti del Natale, la pellicola di animazione natalizia che svela le origini del futuro Santa Klaus (il quale, in lingua originale, ha la voce di J.K Simmons - Francesco Pannofino per il doppiaggio italiano), accompagnato e spronato dall'insistente postino Jesper (Jason Schwartzman - Marco Mengoni in italiano).

 

 

Il film, prodotto dallo Studio d'Animazione madrileno SPA e diretto da Sergio Pablos (animatore di classici come Il gobbo di Notre Dame, Hercules, Tarzan, Il pianeta del tesoro e il franchise di Cattivissimo me) sta avendo un grande sucesso, incontrando il favore del pubblico specialmente per l'alta cifra tecnico/stilista dell'animazione proposta dalla pellicola.


Abbiamo quindi intervistato Nicola/Nikolaos Finizio - classe 1988 nato a Genova da papà italiano e mamma di Kerkyra (Corfù) - animatore e membro del team che si è occupato degli effetti speciali del film.

 

Adriano Meis:

Ciao Nik! Grazie per averci concesso un po' del tuo tempo per parlare di Klaus, l'ultimo progetto a cui hai partecipato.

Sei soddisfatto dell'accoglienza del pubblico?

 

Nicola Finizio:

Ciao! E ovviamente anche un saluto anche a tutti i lettori di CineFacts.it!

Sì, certo, sono decisamente soddisfatto di come gli spettatori stanno reagendo al film: direi che è più che apprezzato!

 

Qual è stato il tuo ruolo all'interno della produzione di Klaus?

In soldoni: in che divisione ti troviamo nei titoli di coda? 

 

NF:

Ho lavorato a Klaus come 2D FX animator, cioé mi sono occupato degli effetti speciali.

In un film animato, gli effetti speciali comprendono tutto quello che si muove ma non è un personaggio: fuoco, neve (parecchia, in questo caso), acqua, vento...

E, trattandosi di un film 2D, tutto ciò è stato disegnato a mano frame per frame.

Come facevano nei Classici Disney, ma in questo caso al computer. 

 

[Volete un'idea di cosa fa concretamente un 2D FX animator? Date un'occhiata a questo reel di Klaus!]

 

 

Quanto è durata la produzione di Klaus?

E quante persone comprendeva il team di animazione?

 

NF:

Io ho lavorato al film per un anno intero, ma la produzione del film era cominciata molto prima.

Credo che i primi lavori siano addirittura datati 2010. Non conosco i numeri esatti, ma a spanne direi che nel momento di massima espansione in studio c'erano una quarantina di animatori di personaggi, altrettanti clean up artists e sette animatori di effetti speciali.    

 

Secondo te com'è cambiato il mondo dell'animazione negli ultimi anni?

 

NF:

Direi che ultimamente si stanno aprendo molte possibilità nuove per l'animazione.

I grandi studi stanno allargando il target di riferimento, non guardando più solo ai bambini ma ai young adults (penso ad esempio a Spider-Man - Un nuovo universo), i servizi di streaming investono in produzioni autoriali o dedicate al pubblico adulto (Dov'è il mio corpo? o Love, Death & Robots su Netflix e Undone su Amazon Prime Video).

Inoltre l'industria dei videogiochi, e quindi quella dell'animazione per videogiochi, sta vivendo probabilmente il suo periodo di massima espansione.

Tutto questo può tradursi nella possibilità di sperimentare con linguaggi e temi nuovi, o perlomeno spero che sia così!

 

[Il trailer dello splendido ed emozionante Undone, disponibile su Amazon Prime Video]

 

 

So che Klaus è stato proiettato come evento speciale in alcune sale cinematografiche all'estero.

In Italia è uscito direttamente su Netflix il 15 novembre.

Da appassionato di Cinema e sviluppatore del progetto, come vedi la cosa? Ti sarebbe piaciuta una distribuzione in sala?

 

NF:

Klaus ha avuto una piccola distribuzione in America, Spagna e Inghilterra [probabilmente in vista di una possibile corsa agli Oscar n.d.r.], per tutti gli altri c'è lo streaming su Netflix.

Da un lato sarebbe stato bello che una parte più grande del pubblico avesse potuto godere della visione al cinema (sono di parte, il film è davvero una festa per gli occhi) ma d'altra parte, Klaus ha visto la luce grazie proprio a Netflix, che ha investito in un progetto così ambizioso.

 

In che senso ambizioso?

 

NF:
Il film si prefiggeva di dare nuova linfa vitale a una tecnica considerata obsoleta, utilizzando tecnologie di produzione nuove, mai usate prima.  

 

A quale tecnica ti riferisci?

 

NF:

Klaus riprende la tecnica classica dell'animazione tradizionale 2D: disegno animato fotogramma per fotogramma.

Però a questa tecnica sono state apportate delle innovazioni per dare al film un aspetto contemporaneo, moderno, che ricorda un po' quello dei film animati in CGI.

 

Per esempio, è stato sviluppato un particolare software che permette di applicare un'illuminazione volumetrica ai personaggi e questa è probabilmente l'innovazione che salta più agli occhi rispetto ai film 2D del passato.

 

 

[Klaus - I segreti del Natale, regia di Sergio Pablos, disponibile su Netflix dal 15 novembre]

 

 

Come avete adattato il vostro metodo di lavoro voi animatori di FX?

In alcune scene del film sembra davvero di avere davanti agli occhi degli effetti speciali realizzati in CGI, penso al vento "magico" o alle stalattiti che si infrangono davanti alla porta della casa di Klaus.  

 

NF:

Una delle preoccupazioni principali dei nostri direttori artistici (Marcin Jakubowsky e Szymon Biernacki) era che anche gli FX seguissero l'idea che sta alla base di questo nuovo lighting sui personaggi: personaggi, sfondi e FX dovevano apparire il più integrati e coerenti tra loro, appartenenti allo stesso "mondo". 

Contrariamente al look dei classici film 2D, dove per praticità gli elementi animati hanno un trattamento diverso rispetto al resto e appaiono sempre un po' "appoggiati" sopra ai loro sfondi dipinti.

Per fare questo abbiamo dovuto inventarci diverse soluzioni: nel caso del vento magico animavamo dipingendo ogni frame con un pennello apposito.

Per alcuni effetti specifici, come per esempio la neve sotto la luce del tramonto, facevamo lavoro di squadra col dipartimento di BG, noi ci occupavano dell'animazione e loro andavano poi a "renderizzare" ogni frame dipingendolo a mano.

 

Prima hai fatto un accenno al mondo del videogioco e al concetto di "sperimentazione".

So che in passato hai lavorato anche nell'ambito della videoludica: cosa ne pensi di tutti quei progetti che - sempre più - tentano di mescolare gaming e narrativa cinematografica (penso al freschissimo Death Stranding di Kojima o, per certi versi, all'esperimento Bandersnatch di Black Mirror)? 

Credi che si proceda verso un'ibridazione che diventerà dominante o sono esperimenti che rimarranno fini a loro stessi?     

 

NF:

Personalmente mi auguro che l'ibridazione continui e apra nuove strade da percorrere creativamente.

Al momento l'ibridazione delle tecniche è già la norma: esistono sempre meno film 2D o 3D "puri", c'è sempre un po' dell'uno e dell'altro (penso a Klaus ma anche ai già citati Spider-Man - Un nuovo universo e Dov'è il mio corpo?).

 

Spero vivamente che la VR e una maggiore immersività dell'esperienza narrativa contribuiscano a rendere ancora più labili anche i confini tra cinema e videogiochi.

Staremo a vedere!

 


[Spider-Man - Un nuovo universo: Premio Oscar 2019 come Miglior Film di Animazione]

 

 

Come animatore e appassionato di Cinema, quali sono i tuoi modelli di riferimento e, secondo te, quali sono le produzioni più rilevanti degli ultimi anni?  

 

NF:

Da bambino ero un grande fan dei film di Don Bluth, ricordo ancora fresca l'inquietudine che mi metteva il vecchio gufo di Brisby e il segreto di NIMH!

Altra grande fonte di ispirazione è stata poi certa animazione giapponese: Katsuhiro Otomo e Satoshi Kon su tutti, ma anche Koji Morimoto, Takeshi Koike, ovviamente Hayao Miyazaki... la lista potrebbe continuare all'infinito!  

Tutte quelle che ho citato fino ad ora sono produzioni recenti che io considero molto interessanti e "da vedere assolutamente" per gli appassionati di animazione, proverò a buttare lì qualche altro titolo in ordine sparso:

 

Chuck Steel: Night of the Trampires di Michael Mort: per gli amanti della stop motion matta, urticante e disperatissima.


Ping Pong the animation e Mind Game di Masaaki Yuasa: per chi ha voglia di gettarsi in viaggi esistenziali a racchettate tra grandangoli e prospettive esasperate.


Sasha e il Polo Nord di Rémi Chayé: avventura ed esplorazione in paesaggi pastellati. 

 

Primal di Genndy Tartakowsky, una serie TV dotata di un'ultraviolenza primordiale. 

 


[Primal (2019) di Genndy Tartakowsky]

 

 

A nome di CineFacts.it ringrazio nuovamente Nik per averci concesso questa intervista e gli auguro il meglio per il proseguio della sua carriera.

 

Sperando di poter chiacchierare di nuovo - e presto - su un nuovo grande progetto come quello di Klaus.

 

Clicca qui per ascoltare la puntata del podcast di CineFacts con ospite Nicola Finizio.

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1 commento

Mike

11 mesi fa

devo ancora recuperarlo!

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