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Love, Death & Robots: quando Netflix fa la cosa giusta - Recensione

Quando uscì il trailer di Love, Death & Robots non nego che il sentimento provato fu un mix tra curiosità, epilessia, entusiasmo e diffidenza. 

La serie antologica di Netflix, supervisionata da Tim 'Deadpool' Miller e David 'Non ho bisogno di presentazioni' Fincher, è una collezione di 18 cortometraggi di animazione, dove il più breve dura 6 minuti e il più lungo 17 ed è la serie perfetta per il binge watching: la durata breve dei corti permette e anzi invita alla scorpacciata senza soluzione di continuità. 

 

 

Come promesso dal titolo i corti hanno in comune Amore, Morte e Robot. 


Anche se non in tutti è presente il trittico - e a dir la verità in un paio mancano proprio tutti gli ingredienti - la selezione è variegata sia nei temi che nella realizzazione tecnica: si passa da un'animazione di ispirazione giapponese anni '80 a una più statunitense, da un realismo impressionante in termini di resa fotografica a qualcosa di simile alle infografiche, da un mix con attori in carne ed ossa a qualcosa di molto simile a quello che abbiamo visto in Spider-Man - Un Nuovo Universo, dal cartoon vero e proprio a corti che ricordano molto le scene di intermezzo dei videogiochi moderni.  

 

 

 



Si mescola la fantascienza con l'horror, il soft porn con il black humour, il dramma storico con il fantasy, e il tutto ricorda molto la rivista americana Heavy Metal, figlia a sua volta della francese Métal Hurlant, ma Love Death & Robots ricorda anche l'esperimento di Animatrix, la serie di Ai Confini della Realtà e le sue ambientazioni prettamente distopiche la collocano vicino a Black Mirror

 

Non male, come punti di riferimento. 

La cosa funziona: la forma del cortometraggio è - secondo chi scrive - qualcosa di molto difficile da affrontare e da proporre al pubblico contemporaneo, ma allo stesso tempo è la formula ideale per venire incontro alle sue attuali esigenze ed abitudini.  

 

 

 



Sceneggiatori e registi, quando si mettono alla prova su un corto, sanno che non avranno molto tempo per raggiungere gli stessi traguardi di chi ha a disposizione 90, 120, 180 minuti di film o un'intera stagione di episodi di una serie: creare empatia con i personaggi, sviluppare il loro arco narrativo, raccontare qualcosa di sensato che abbia un inizio uno svolgimento e una conclusione, essere in grado di dire qualcosa. 

I corti di Love, Death & Robots, seppur con qualche caduta di tono, assolvono al compito. 

Ma soprattutto secondo me indicano una strada percorribile e interessante per Netflix: la piattaforma è riuscita in questi anni a creare un pubblico di affezionati, a cambiare le abitudini dello spettatore casalingo, a rimescolare le carte della distribuzione; soprattutto quest'ultimo punto non manca di generare polemiche, ultima delle quali quella che vede coinvolto Steven Spielberg e le regole dell'Academy. 

 

Il cortometraggio è solitamente relegato al giro dei festival dedicati, o al massimo a qualche portale specializzato, li si può trovare - cercandoli - su YouTube. 

 

 

 



A causa delle ovvie limitazioni tecniche e pratiche, i primi "film" della Storia del Cinema sono cortometraggi, che spesso non arrivano nemmeno al minuto di durata. 

 

E oggi, dopo più di 120 anni di Settima Arte, chi si approccia al Cinema dietro la macchina da presa lo fa quasi sempre partendo da lì: è una palestra che permette di rendersi conto delle proprie capacità, di come gestire una troupe e un cast, di cosa si riesce a fare e come lo si debba fare; è il primo vero banco di prova di chi vuole nella vita fare del Cinema. 

Al tempo stesso, però, non è una forma d'arte popolare o conosciuta, e questa interessantissima proposta di Netflix con alle spalle gli altisonanti nomi di David Fincher e Tim Miller potrebbe spingere qualcuno ad innamorarsene, a cercarne altri, a scoprire qualcosa che prima non conosceva. 


Love, Death & Robots può essere l'inizio di un qualcosa, può aprire delle porte e offrire nuove possibilità, può scardinare preconcetti sia sulla forma - l'animazione, da troppi ritenuta una forma d'arte "per bambini" - che sui contenuti. 

Proporre oggi una serie così diversa dal solito, che punta sull'animazione ed è evidentemente rivolta a un pubblico adulto, può "educare" lo spettatore medio a una nuova fruizione del mezzo cinematografico.  

 

 

 



Va incontro alle abitudini contemporanee del "mordi e fuggi", al poco tempo da dedicare alla visione di prodotti cinematografici e - paradossale ma vero - alla bulimia che spinge a guardare mille episodi di una serie tutti di fila; è un esperimento che così come è pensato può funzionare solo su una piattaforma streaming, e va ad infilarsi in un interstizio fino ad oggi non occupato da nessuno e che non dovrebbe nemmeno infastidire nessun altro. 

Come ho scritto prima personalmente non li ho trovati tutti riusciti, ma in generale su 18 corti l'offerta e la qualità sono davvero di livello molto alto. 

Nello specifico, qualche parola su ognuno, in ordine di presentazione su Netflix

 

 



Sonny's Edge - Il Vantaggio di Sonnie 

17 minuti

 

Il biglietto da visita di Love, Death & Robots mette subito in chiaro le cose: amore, morte e "robot" sono a tutti gli effetti i protagonisti di questo corto, dalla realizzazione simile alle scene di intermezzo di un videogioco moderno; c'è nudità, violenza estrema e sangue a profusione, in una storia di vendetta e rivalsa che prende in contropiede. 

Il doppio plot twist sorprende e soddisfa, appena concluso non si può non avere voglia di vederne subito un altro, e rimane un filo di rammarico per un impianto narrativo che probabilmente funzionerebbe anche in caso di una mini serie dedicata a Sonnie e compari. 

 

Voto: 70%

_______________________________________

 

 



Three Robots - Tre Robot

11 minuti 

 

Si cambia immediatamente registro e conosciamo tre robot - ognuno con un design diverso, ma egualmente irresistibile: si va dal ricordare Chappie a una forma geometrica con una scelta di movimenti semplici ma geniali - che sono in visita in una città devastata dalla catastrofe nucleare che ha messo la parola "fine" all'umanità. 

Dopo una divertente citazione a Terminator 2, scopriamo che i robot sono gli unici sopravvissuti: gli intelligenti droidi sono il nostro lascito sul Pianeta Terra ma non conoscono bene i loro creatori e provano quindi a farlo in quanto turisti, tra gustosi dialoghi che mettono in dubbio il nostro sistema digerente e buffe spiegazioni sui nostri comportamenti umani, troppo umani. 

Ma parafrasando Twin Peaks, "I gatti non sono quello che sembrano". 

 

Voto: 72%

_______________________________________

 

 



The Witness - La Testimone

12 minuti 

 

La tecnica di animazione è sbalorditiva e ricorda da molto vicino quanto visto in Spider-Man - Un Nuovo Universo, fresco vincitore dell'Oscar come Miglior Film di Animazione: La Testimone sembra realizzato con delle riprese dal vivo in seguito passate al rotoscope, con la presenza delle onomatopee a video e una scelta splendidamente cinematografica sul taglio delle inquadrature e sul montaggio. 

Una ragazza assiste a un omicidio e tenta di mettersi in salvo dall'assassino che si è accorto di lei: il finale è tanto semplice quanto perfetto, e lascia interdetti qualche minuto a pensare con un sorriso scemo sulle labbra. 

Personalmente, uno dei corti più riusciti della serie, e visivamente è davvero un gioiellino. 

 

Voto: 82%

_______________________________________ 

 

 



Suits - Tute Meccanizzate 

17 minuti 

  

Pop, colorato e fracassone, questo corto vede dei campagnoli 2.0 che grazie a degli esoscheletri molto avatariani si prodigano nel difendere i propri raccolti e le proprie mandrie dall'invasione di insettoidi letali. 

 

Girato e montato benissimo, personalmente mi ha però detto poco e il tutto mi è parso qualcosa di 'già visto', o quanto meno di meno interessante come proposta e come racconto rispetto agli altri: personaggi che ricalcano cliché ben noti e svolgimento in fin dei conti prevedibile, l'idea dello svelamento finale è interessante ma non eleva il prodotto più di tanto. 

 

Voto: 65%

_______________________________________

 

 



Sucker of Souls - Il Succhia-Anime 

13 minuti 

 

L'aspetto ricorda molto l'animazione giapponese di qualche tempo fa: degli archeologi risvegliano un demone - forse Dracula in persona? - che diventa immediatamente un nemico pericoloso e sanguinario. 

I toni giocati praticamente quasi solo sul rosso e sul nero e l'ambientazione sotterranea rendono cupo il cortometraggio che però ha una svolta decisiva grazie... ai gatti. 

Pessimista e senza scampo, non mi ha però colpito particolarmente. 

Voto: 60%

_______________________________________

 

 



When the Yogurt Took Over - Il Dominio dello Yogurt

6 minuti

 

Senza dubbio uno dei più originali e interessanti. 
I registi Victor Maldonado e Alfredo Torres sono gli stessi di Tre Robot e il tono è il medesimo: leggero all'apparenza, devastante nel significato. 

Degli scienziati creano inavvertitamente uno yogurt senziente, che dimostra capacità e qualità oltre l'umano e mira al dominio del mondo: in una società allo sbando come quella attuale, ci riuscirà. 

 

Il corto punta il dito contro l'attuale propensione della massa ad affidarsi al primo "uomo forte" che le si presenta davanti con la soluzione in tasca per qualunque problema. 

L'assurdo è che questo "uomo forte" sia... un latticino. 

 

Si ride, molto, e si riflette, altrettanto, e il finale irrisolto lascia sospesi con una domanda senza risposta.

Ed è giusto così. 

Voto: 75%

_______________________________________

 

 



Beyond the Aquila Rift - Oltre Aquila 

16 minuti

 

Dopo un salto nell'iperspazio oltre la velocità della luce, l'equipaggio di una navicella finisce fuori rotta: uno di loro incontrerà una vecchia amica, ma c'è qualcosa che non va. 

 

Se mi si chiedesse di scegliere il mio preferito tra i corti di Love, Death & Robots, questo sarebbe una delle risposte. 

Visivamente straordinario, con un protagonista disegnato sulle fattezze di Hugh Jackman e una scena di sesso girata meglio di quelle che si vedono in film più blasonati, la storia è un racconto sulla perdita e il recupero della speranza, sul mantenimento delle apparenze per non causare dolore a chi amiamo, sulla classica "bugia a fin di bene". 

 

Tratto da un racconto di Alastair Reynolds - astrofisico, astronomo e rinomato autore di fantascienza - in Oltre Aquila l'eco di Matrix si fa sentire, e tanto, ma è secondo me il corto meglio recitato e più maturo della serie e Thom e Greta sono molto più umani di tanti attori contemporanei. 

 

Voto: 90%

_______________________________________

 

 



Good Hunting - Buona Caccia

17 minuti

 

Il figlio di un cacciatore di spiriti dovrebbe seguire le orme del padre, ma al contrario stringe un forte legame con una mutaforma "hulijing" e la aiuterà ad affrontare la vita dopo lo scontro mortale tra i rispettivi genitori. 

 

Delicato e romantico, Buona Caccia è un esempio di steam punk riuscitissimo: animazione, colori e situazioni scorrono e si sviluppano armoniosamente così come il rapporto tra i due protagonisti e la società che cambia ed evolve attorno a loro. 

 

Il legame tra i due è speciale e invidiabile. 

Se vi piace il mecha e lo spiritismo, è facile che questo corto diventi il vostro preferito tra i 18 della serie. 

 

Voto: 83%

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The Dump - La Discarica

10 minuti

 

Il vecchio redneck padrone di una discarica non è intenzionato ad andarsene nonostante le istanze di un ispettore municipale. 

 

Prevedibile fin dall'inizio, non particolarmente divertente anche se costruito per esserlo, personalmente mi ha detto poco ed è senza dubbio quello che mi è piaciuto meno di tutta la serie. 

 

Simpatici design e scenografia, ma il livello non è secondo me all'altezza degli altri episodi. 

 

Voto: 50%

_______________________________________

 

 

 

 

Shape-Shifters - Mutaforma

16 minuti 

 

La guerra in Afghanistan vista con gli occhi di un Mannaro.

Altro corto che visivamente galleggia tra il fotorealismo e le scene di intermezzo di un videogioco - a un certo punto c'è addirittura una soggettiva che diventa una visuale in terza persona - la storia è semplice. 

I due Marines protagonisti sono degli emarginati all'interno di un corpo che fa del cameratismo la sua forza principale, e il nemico non è più solo rappresentato dai talebani, ma dal corrispettivo mediorientale di ciò che sono in realtà i due principali personaggi. 

 

Il discorso sul "diverso ma uguale" non viene nemmeno preso in considerazione: per il Marine lo straniero è da uccidere nonostante si tratti di un essere della sua stessa razza, anche se di un'altra nazionalità e religione. 

 

Forse tradito dalle mie stesse aspettative, ma l'ho trovato semplicistico e deludente. 

 

Voto: 55%

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Helping Hands - Dare una Mano

10 minuti

 

Qualcuno ha detto Gravity?

 

Un'astronauta si ritrova costretta a decidere se mutilarsi e sopravvivere o lasciarsi morire nello spazio, attendendo degli aiuti che sa già che arriveranno troppo tardi rispetto alle sue scorte di ossigeno disponibili. 

 

Girato e fotografato bene, il corto mette addosso una giusta dose di ansia anche se a un certo punto diventa quasi scontato il suo svolgimento. 

Fin troppo debitore nei confronti del film di Alfonso Cuarón, Dare una Mano aggiunge pochino al discorso generale di Love, Death & Robots, ma la sua realizzazione tecnica lo pone un gradino sopra ad altri. 

 

Nota di merito per l'iniziale citazione ad Alien e al suo LV426. 

 

Voto: 68%

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Fish Night - La Notte dei Pesci 

10 minuti

 

Tratto da un racconto del texano Joe R. Lansdale - off topic: del quale vi consiglio praticamente qualunque cosa abbia scritto - La Notte dei Pesci ci riporta indietro di qualche era e ci fa sognare ad occhi aperti. 

 

Due venditori porta a porta restano bloccati nel mezzo del deserto statunitense con l'auto in panne: quella notte succederà qualcosa di magico e antico, che fonderà il sogno con l'incubo. 

 

Poetico e letale allo stesso tempo, il corto è una gioia per gli occhi: la fotografia è curatissima sia nella palette di colori che nei tagli delle inquadrature, e forme e colori dei "pesci notturni" sono una meraviglia. 

 

Lo smarrimento che si prova nel finale ci riporta con i piedi per terra e ci fa porre qualche domanda. 

Il che, in ogni caso, è sempre e comunque un merito. 

 

Voto: 70%

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Lucky 13 - Dolci Tredici Anni 

14 minuti 

 

Assolutamente impressionante dal punto di vista visivo - la mia compagna ha più volte dubitato del fatto che stesse vedendo dell'animazione e non delle riprese dal vivo - il corto racconta una 'classica' storia militare. 

Una navicella ritenuta porta jella diventerà al contrario la più efficiente, lasciando qualche dubbio anche sul fatto di essere consapevole della propria condizione e addirittura senziente. 

 

Samira Wiley (Orange is the New Black, The Handmaid's Tale) dà voce e volto alla protagonista, una donna che vuole contrastare le superstizioni e che troverà nella Lucky 13 la compagna ideale per le pericolose missioni che deve affrontare. 

 

Non particolarmente profondo e al limite dell'off topic - i Love, Death & Robots del titolo si scorgono a malapena - presenta scene d'azione e di guerra davvero di alto livello, e un fotorealismo assolutamente ineccepibile. 

 

Voto: 75% 

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Zima Blue

10 minuti 

 

In nemmeno 600 secondi un discorso sull'identità, sull'esistenzialismo, sulla ricerca di se stessi e sull'essenza della vita stessa che raramente si trova altrove: un pittore segue il proprio percorso artistico e umano, affrontando sfide sempre più estreme e realizzando opere sempre più concettuali. 

 

Zima Blue è l'altro dei miei corti preferiti di questa serie, e forse non è una coincidenza che sia il secondo tratto da un racconto di Alastair Reynolds dopo Oltre Aquila

 

Profondo come un oceano e vasto quanto un universo, il corto affronta ontologicamente un discorso davvero ampio e lo fa con uno stile visivo affettatissimo, quasi futurista, con contorni neri netti e spigoli vivi, fisionomie e anatomie esagerate e fuori scala. 

Zima è un personaggio interessantissimo per il quale avrei voglia di una serie a parte, nonostante i 10 minuti del corto riescano ad essere comunque non frettolosi. 

 

Affascinante e ipnotico, il cortometraggio diretto da Robert Valley - del quale vi consiglio caldamente Shinjuku, del 2016 - è secondo me il punto filosoficamente più alto di tutta Love, Death & Robots

 

Voto: 93%

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Blind Spot - Punto Cieco 

8 minuti

 

Un blindato contiene qualcosa di prezioso: dei ladri cyborg tenteranno di appropriarsene, ma ovviamente i sistemi di difesa saranno implacabili. 

Cortometraggio che se allungato andrebbe bene trasmesso il pomeriggio su Italia 1.  

 

Sbaglierò, ma ci ho trovato davvero poco oltre agli stereotipi: l'eroe principale figo, il sidekick grosso e rozzo con sigaro in bocca, la signorina sexy e cazzuta, il novellino impaurito che però sarà decisivo. 

 

Divertente e girato bene - praticamente tutto il racconto si svolge mentre ci si trova lanciati a tutta velocità lungo una strada e dentro a un tunnel - ma come nel caso de La DiscaricaPunto Cieco mi è parso un po' fuori stile rispetto alla proposta generale della serie. 

 

Ed entrambi mi hanno lasciato un "E quindi?" sulle labbra a fine visione. 

 

Voto: 60%

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Ice Age - L'Era Glaciale 

10 minuti

 

Dopo 15 cortometraggi molti dei quali visivamente incredibili, quando L'Era Glaciale inizia con Topher Grace (That's 70's Show, BlackKklansman) e Mary Elizabeth Winstead (Scott Pilgrim vs The World, 10 Cloverfield Lane) viene da chiedersi se l'animazione 3D abbia ormai raggiunto la perfezione... 


Invece no, sono attori in carne ed ossa che interpretano una coppia che trova nel proprio frigorifero una microscopica versione della Storia del Mondo e dell'Uomo. 

Oltre allo stupore iniziale non se ne curano particolarmente, e la velocità impressionante con la quale la società nel frigorifero cresce - ripetendo passo dopo passo ciò che abbiamo fatto noi, dalle caverne ai grattacieli - li mette in condizione di rammaricarsi per aver perso il Rinascimento. 


Anche se sarebbe evidentemente durato qualche secondo. 

 

Forse non l'ho capito io, ma al di là di un generale senso di divertita sorpresa per l'idea di base - che ricorda molto alcuni episodi di Ai Confini della Realtà - non ci ho trovato niente di che. 


E la direzione degli attori principali, così disinteressati alla meraviglia che hanno in casa e così impassibili nonostante un olocausto nucleare nel proprio congelatore, non aiuta ad appassionarsi alla cosa. 

 

Probabilmente il corto gestito meno bene nei tempi a disposizione, resta comunque simpatico. 

 

Voto: 65%

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Alternate Histories - Alternative Storiche

7 minuti 

 

Grazie alla fittizia app Multiversity possiamo far deviare il corso della Storia e vedere "cosa sarebbe successo se". 
Ovviamente il personaggio preso di mira è Adolf Hitler, e il tema è la sua morte prematura rispetto a quanto accaduto nella realtà. 

 

La Storia però non cambia a seconda di quando far morire Hitler, bensì a seconda di come morirà. 
E i modi sono uno più esilarante dell'altro. 

 

Il più dichiaratamente comico dei cortometraggi di Love, Death & Robots è un concentrato di black humour con una realizzazione al limite dell'infografica: vedere Hitler morire nei modi più assurdi - e non li elencherò perché spoilerarli sarebbe un peccato - è indubbiamente appagante e divertente e Alternative Storiche si candida ad essere uno dei corti della serie di cui più vorrei altri episodi, magari dedicati ad altri personaggi e altri bivi storicamente fondamentali. 

 

L'idea dell'app non è nuova - il tema "What If" è uno dei più abusati e lo è soprattutto per quanto riguarda il Fuhrer, il Reich e la Seconda Guerra Mondiale - ma la forza del corto sta proprio nello s(tra)volgimento della cosa: consapevoli dell'abuso del tema, gli autori hanno esagerato e hanno vinto. 

 

Voto: 73%

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The Secret War - La Guerra Segreta

16 minuti 

 

Il corto paga un po' il fatto di arrivare dopo gli altri. 
È una rivisitazione di un fatto storico conosciuto, è una storia di militari in guerra, è il racconto di un manipolo di eroi contro una minaccia esterna e cattivissima, tecnicamente c'è una ricerca pregiata del fotorealismo. 

 

Tutti elementi già visti in Love, Death & Robots nei cortometraggi precedenti e che quindi potrebbero non giocare a suo favore. 

Ma se preso a sé stante, come dovrebbe essere trattandosi di una serie antologica nella quale in comune ci sono solo i temi generali, La Guerra Segreta è davvero un gran bell'episodio. 

 

Siamo in Siberia e dei militari dell'Armata Rossa devono affrontare qualcosa di mostruoso e micidiale. 

 

I personaggi funzionano e sono ben definiti, la "macchina a mano" è ben gestita e diretta, la colonna sonora è quella dei grandi film epici e, anche se il finale appare forse un filo sbrigativo, il corto è proprio bello. 

 

Voto: 80%

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In conclusione mi auguro fortemente che quella indicata da Love, Death & Robots sia una strada che Netflix vorrà intraprendere con sempre più convizione. 

Non esiste al momento luogo migliore per presentare una serie di cortometraggi dall'indubbia maestria tecnica, con temi e situazioni dedicate agli adulti e che magari possano essere una fucina di talenti per il Cinema. 

 

O anche no, perché alla fine il cortometraggio, se pensato e realizzato a dovere, non ha nulla da invidiare a un film ed è una sfida affascinante sia per chi lo gira che per chi lo guarda. 

 

Vedremo come risponderà il pubblico contemporaneo a una proposta così originale e d'impatto. 

 

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30 commenti

Andrea Pitossi

3 mesi fa

Ho letteralmente adorato Sonnie's Edge. Il doppio plot twist è una cosa incredibile.

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Paino

3 mesi fa

Visti tutti di fila in pochi giorni, non sto qui ad elencare i migliori, anche se non sono tanti, viste che comunque alcuni li ho trovati noiosi ed evitabili visto l'alto livello degli altri, alcuni sono fatti cosí bene da sembrare reali.

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Maatz

5 mesi fa

Serie finita recentemente, ho centellinato gli episodi per gustarmeli al meglio... tutto sommato serie più che promossa, Zima Blue e Beyond the Aquila Rift sono i miei preferiti

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Benito Sgarlato

5 mesi fa

Appena finito di guardarla, tutta d'un fiato!
Abbastanza d'accordo con la classifica...
Il Dominio dello Yogurt la più divertente, Zima Blue quella che mi ha fatto più riflettere, La Discarica quella che mi è piaciuta meno, La Notte dei Pesci la più sbalorditiva a parte il finale.

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Leonardo Saviano

6 mesi fa

"Serie" veramente stupenda, ma ora la domanda che mi sorge spontanea è: perchè, nel mondo, nessuno sta sviluppando Multiversity per davvero? Voglio passarci tutto il giorno per il resto della vita

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Angela

6 mesi fa

Bellissimi, ho amato l'idea dei cortometraggi, e mi hanno davvero spinta a guardarli fino alla fine, spero che Netflix non abbandoni questo progetto per incentivare questo modo di esprimersi dell'animazione mirato ad un pubblico non solo di bambini ma anche di adulti 😁

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Niccolò Mencagli

6 mesi fa

Serie, a mio avviso, straordinaria nel senso di fuori dal comune in cui si punta a qualcosa di più, magari non riuscendoci in tutte le puntate, ma apprezzatissima l'idea e la voglia di, appunto, qualcosa di nuovo

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Alessandro Chiollo

6 mesi fa

Idea molto molto interessante! Spero che Netflix ne faccia ancora così!
Pazzesca Zima Blue! Belle anche three robots, the witness e beyond the aquila rift...

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Manuel Perin

6 mesi fa

quello che mi è piaciuto di più è Good Hunting, fantastico il finale di Beyond the Aquila Rift, e mi sono piaciuti parecchio anche Zima Blue e The Witness.

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Michele Penna

6 mesi fa

Divorata quasi tutta d'un fiato! Se non avessi letto che Lucky 13 fosse un corto d'animazione, sarei ancora lì a pensare di guardare degli attori. Incredibile.

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James Mackenzie

6 mesi fa

Serie veramente ben fatta, speriamo che Netflix continui il progetto. Puntata preferita: "Oltre Aquila"

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Daniele Veroli

6 mesi fa

Visivamente bellissima e vola via che è una bellezza. Il corto che ho preferito è stato "Oltre Aquila"

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Me la sono divorata in un giorno bellissima ci sono episodi che mi sono piaciuti molto più di altri ma è assolutamente da guardare

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Alcuni episodi raggiungono un livello altissimo sotto ogni punto di vista. La testimone è quello che mi ha colpito maggiormente.

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Lisa

6 mesi fa

L'ho iniziata da poco ed ero davvero curiosa di sapere cosa ne pensavi tu, Teo

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Val

7 mesi fa

Appena finita. Il livello tecnico è sbalorditivo!

Personalmente gli episodi che ho più apprezzato sono, in ordine casuale:

- "La testimone" per l'impatto visivo e la dinamicità delle scene, oltre che a quella sensazione di ansia costante sempre ottimamente trasmessa dalla protagonista;

- "Oltre aquila" per l'impressionante realismo dei personaggi e degli ambienti e per il finale dolce-amaro un po' prevedibile, ma non scontato. Per certi versi mi ha ricordato Black Mirror;

- "Alternative storiche" per lo spasso generato e il gusto narrativo. Ci ho visto la vogli adiegli autori di divertirsi e mi sono divertito anch'io! Come detto nell'articolo, sarebbe fighissimo vedere altri episodi su vari personaggi storici.

In definitiva è una serie appassionante che sicuramente meriterà almeno una seconda visione.

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Benito Sgarlato

7 mesi fa

La inizio tra qualche giorno, non vedo l'ora!

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Nuriell

7 mesi fa

Io detesto le collection di corti o episodi con stili e storie nettamente diversi gli uni dagli altri, come cosa la accetto nei fumetti ma in una serie tv o in un altro formato (DVDBDStreaming) non lo sopporto proprio, mi vanno bene messi singolarmente ma quando li butti tutti insieme semplicemente non lo reggo.

In questo caso ho provato a vedere la serie e proprio non è nelle mie corde, ho preso tre episodi a caso e se il primo visto mi è paiciuto gli altri mi hanno fatto, stilisticamente, ribrezzo e per me è morta lì, non vale la pena darle altro mio tempo perché non posso sapere se quel mio tempo è speso bene essendo tutta così diversa.

So che in questo momento in molti avranno le palpitazioni perché non sopporteranno il mio discorso ma per me la cosa fondamentale è l'intrattenimento che un qualcosa puo' darmi nel poco tempo che ho a disposizione, tutto il resto è secondario.

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Alessio Bottoni

6 mesi fa

Nuriell
Curiosità: quali episodi hai guardato?

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Nuriell

6 mesi fa

Alessio Bottoni
Tre episodi, ho detto a caso ma in effetti mi sono visto i primi 3, solo che ho visto 2, 3 e 1.

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Alessio Bottoni

6 mesi fa

Nuriell
Ok allora sì, probabilmente non rientra proprio nei tuoi gusti. Ti consiglio di lasciar perdere e guardare altro che probabilmente ti piacerà di più 😊

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ZERO

7 mesi fa

Leggo con piacere la tua recensione e in alcuni punti siamo perfettamente d'accordo, in altri invece ho storto un po' il naso.   
Ovviamente il gusto è soggettivo e non entro nel merito di "a te non sono piaciute mentre invece a me sì", perchè non avrebbe alcun senso.  
Quello che mi ha fatto un po' storcere il naso è stata la frase, nella recensione di "Dare una mano": "aggiunge pochino al discorso generale di Love, Death & Robots"

Concetto che, anche se con altre parole, hai applicato pure in storie come "Tute meccaniche", "la discarica" e qualcun altro. 
 Per come l'avevo vista io Love, death & robots vuole raccontare 18 storie. Autoconclusive, veloci, indolori. Senza premesse, senza paletti, solo 3 linee guida che possono essere sfruttate al massimo (ZIMA BLUE, presenta tutti e tre gli elementi) o al minimo (DARE UNA MANO, non vorrei dire una cazzata, ma non ne presenta neanche uno). 
Non tutte le storie vogliono avere un significato profondo, non tutte pretendono di essere quella che ti cambierà la giornata.  
Ce ne sono di tutti i tipi, da quella cazzona, a quella profonda, a quella fracassona. 

 

 Possono piacere o possono farti schifo ma il senso del progetto credo sia quello di raccontare solo delle storie, se alla fine di una di queste ti chiedi "E quindi?" la risposta penso sia "E quindi niente, questa non ti è piaciuta, va avanti e guarda la prossima!" 
;)

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Alessio Bottoni

6 mesi fa

ZERO
In "dare una mano" c'è molto forte il tema DEATH, direi 😊

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ZERO

6 mesi fa

Alessio Bottoni
C'è il suo alone ma alla fine della puntata, in effetti... non muore nessuno! Si può dire che il tema Death c'è...ma non c'è! XD

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Giorgia Ferraro

7 mesi fa

Io sto adorando questa serie, ogni episodio è così breve ma potentissimo, si esplorano trame a volte intricate con tecniche d'animazione MERAVIGLIOSE.
Vorrei ci fossero altri cento episodi di tale potenza narrativa!

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Esperimento assolutamente ben riuscito, ero un pò scettica e son felice di essermi ricreduta. Tra alti e bassi ho divorato gli episodi in pochissimo tempo, i miei preferiti son stati: Sonny's Edge
, Three Robots, Beyond the Aquila Rift, Good Hunting, Zima Blue e The Secret War. 
L'unica cosa che non comprendo bene è stata la scelta di tradurre il titolo di "Lucky 13" con "Dolci Tredici Anni", ma chiaramente questo non intacca la qualità della serie.

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Dario Pisanello

7 mesi fa

La serie è stata davvero sorprendente, anche se certi corti mi sono sembrati un po' fuori posto ("Tute Meccanizzate" potrebbe benissimo essere il trailer esteso di un videogioco così come "La guerra segreta" anche se possiede un valore di molto più alto) ma in ogni caso spero che un esperimento del genere possa continuare.
Devo dire però, che in testa non riuscivo a non pensare a come Neill Blomkamp abbia, in una certa misura, aperto la strada a questo esperimento col suo canale YouTube degli Oats Studios (che consiglio a chiunque di recuperare il prima possibile).

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Jacopo Troise

7 mesi fa

Che esperienza incredibile! Invito tutti a fare assolutamente il binge watching della serie: il mix di impressioni (a volte discordanti, come dice giustamente Teo nell'articolo) che si prova alla fine della tirata unica è una sensazione rara che sarebbe in parte rovinata dalla rottura del 'flow' in cui si è immersi durante il susseguirsi degli episodi. Si tratta di una sensazione unica perfino per una piattaforma streaming come Netflix che ultimamente ci ha sbalorditi emotivamente anche con metodi non convenzionali. Per pochissimi punti percentuali il mio prsonale podio non coincide perfettamente con quello della classifica (io dico: Zima Blue, Beyond Aquila Rift, The Secret War) ma per il resto sono decisamente d'accordo (forse un po' troppo severi con Shape-shifters e Sucker of Souls?😁)! Consigliatissimo! e questo pezzo mi ha fatto venire la voglia di rivedermi alcuni corti!😱

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Alex Lenoci

7 mesi fa

Aspettavo fiducioso l'uscita di questa serie e sono contento della qualità messa in campo da netflix. Mi trovo molto d'accordo con i giudizi espressi nell'articolo e salvo  un paio di episodi la serie mi ha davvero elettrizzato. Hanno davvero mostrato cosa può fare l'animazione e vedere tutti questi stili mi ha fatto sperare in una futura serie. L'ultimo episodio penso abbia la miglior resa fotorealistica e buona caccia rappresenta uno degli stili d'animazione che più mi piacciono. Le trame sono semplici ma efficaci con oltre l'aquila che riesce a stupire e far pensare come anche la tutt'altro che banale puntata sullo yogurt.

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