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Raised by Wolves - Recensione: straziante maternità androide

Raised by Wolves - Una nuova umanità è una serie HBO Max creata da Aaron Guzikowski - già sceneggiatore del Prisoners di Denis Villeneuve - che vede la presenza di Ridley Scott tra i produttori, nonché regista dei primi due episodi. 

 

Dieci episodi tra i 40 e i 50 minuti l'uno per raccontare una storia di fantascienza che mescola Fede e Tecnologia: Mother e Father sono due androidi che si recano su un pianeta con degli embrioni, loro compito sarà farli crescere, accudirli, educarli e dare vita a una nuova società. 

 

[Il primo trailer di Raised by Wolves]

 

 

Indistinguibili da un essere umano se non per delle straordinarie capacità fisiche e una leggera vacuità nello sguardo, Mother e Father sono programmati per portare a termine il loro lavoro e per fare da genitori ai bambini che nasceranno: Father (Abubakar Salim) è dei due quello più amichevole, un padre simpatico che possiede nel database una serie di barzellette da raccontare all'occasione per alleviare i momenti difficili, rigoroso ma amorevole e che non disdegna lo scherzo per divertire i bambini. 

 

Mother (Amanda Collin) possiede invece tutte le caratteristiche di una madre, compresa quella parte feroce pronta ad aggredire chiunque osi avvicinarsi e minacciare i suoi cuccioli. 

 

Risulta da subito evidente che i due siano dei futuristici Adamo ed Eva, ai quali è stato dato il gravoso compito di rimettere in piedi una nuova umanità, così come recita il sottotitolo italiano di Raised by Wolves; durante lo svolgimento della serie veniamo a conoscenza dei motivi che hanno spinto "i programmatori" a inviare degli embrioni su un nuovo pianeta affidandoli a degli androidi, impariamo a conoscere anche gli aspetti più brutali di Mother, capace letteralmente di trasformarsi in un'arma di distruzione di massa implacabile e sterminatrice. 

 

Raised by Wolves però non si limita a questo.  

 

[I suggestivi titoli di testa di Raised by Wolves, con la voce di Miriam Wallentin]

 

 

La serie viaggia su due binari distinti, destinati a incontrarsi: da una parte abbiamo gli androidi e i bambini che crescono, dall'altra una comunità di esseri umani che vivono nel culto di Sol, una divinità che pregano e alla quale si rivolgono per conoscere la strada da percorrere. 

 

Questo gruppo di uomini e donne ha all'interno due intrusi (Travis Fimmel e Niamh Algar), che hanno colto l'occasione di unirsi al gruppo in maniera furtifera e assassina per sfuggire a morte certa nella loro terra natìa. 

 

Diventa subito evidente che Raised by Wolves vuole proporci l'antico scontro tra Scienza e Fede, tra Tecnologia e Religione: il conflitto tra le due mentalità che hanno da sempre accompagnato l'essere umano viene però qui declinato in modo da mescolare gli ingredienti, confondere lo spettatore facendolo riflettere non tanto su granitiche certezze in un senso o nell'altro, bensì dimostrandogli che i confini tra le due cose spesso sono labili e liquidi. 

 

La cieca fiducia nella Scienza e in ciò che il "programmatore" ha infuso nelle loro schede porta Mother e Father a diventare tanto religiosi quanto coloro che credono in Sol. 

La Scienza dovrebbe essere anche dubbio, prova empirica, esperimento e confutazione della teoria postulata precedentemente, in un continuo migliorarsi grazie alle nuove conoscenze acquisite: in Raised by Wolves invece ci viene presentata una Scienza immota, stabile, intoccabile e impossibile da contraddire, facendola diventare pari a una Religione. 

 

Dall'altra parte i seguaci di Sol sono pronti a cambiare pastore a seconda degli eventi, affidandosi a chiunque sostenga di sentire la voce del loro dio e ritrovandolo anche in manufatti evidentemente terreni e non divini, ai quali loro conferiscono un'importanza e una simbologia sovrumana.  

 

 

[Travis Fimmel è Marcus, uno dei Mitraici seguaci di Sol] Raised by Wolves

 

Lo scontro tra le due fazioni, complice anche un rapimento in seguito a una carneficina, è previsto e prevedibile ma Raised by Wolves sterza improvvisamente proprio nel momento in cui tutto sembra già scritto. 

 

La serie a mio avviso è quanto di più originale e affascinante si sia visto sul piccolo schermo da qualche anno: merito della scrittura dei personaggi principali, della fotografia sabbiosa e aliena, degli effetti visivi spettacolari, dei dialoghi tra Mother e Father che aprono discussioni su etica, morale e genitorialità, delle atmosfere che non si rilassano mai neanche nei momenti sulla carta più tranquilli. 

 

Soprattutto, però, il mio grande applauso va al personaggio di Mother e all'interpretazione di Amanda Collin: androide capace di emozioni, che passa dall'amore al terrore trasformandosi nel fisico e nell'animo e che a un certo punto si mette in dubbio.  

 

 

[Le due anime di Mother in Raised by Wolves]

 

Un'intelligenza artificiale che mette in dubbio ciò che sa, ciò che è stata programmata per sapere e pensare, un essere artificiale che al posto di seguire pedissequamente il suo programma cresce, impara, cambia e diventa curiosa: vuole conoscere, vuole scoprire, vuole sapere, il suo compito iniziale di madre che dona la vita si amplia e muta, progredendo con il passare del tempo e delle sue scoperte. 

 

Mother è secondo me uno dei personaggi femminili più incantevoli e magnetici della Storia della TV. 

 

Complesso e sfaccettato, emozionante e spaventoso, rigido e flessibile insieme; il suo struggimento e la sua presa di coscienza sono palpabili e vengono comunicati allo spettatore tramite scene davvero riuscite e tale è la bravura dell'attrice e degli sceneggiatori che spesso si arriva a un cortocircuito: Mother mostra dei tratti così umani che a volte ci si dimentica che ciò che abbiamo davanti è un essere costruito, di tessuti e circuiti elettronici, per poi ricordarsi che in realtà è solo un personaggio fittizio, interpretato da un'attrice in carne e ossa. 

 

[Mother: dolce e devastante] Raised by Wolves

 

 

Gli androidi di Raised by Wolves sono differenti da tutti quelli che abbiamo visto finora, perché non vogliono sembrare umani né provano a esserlo, sono coscienti della loro condizione e si stupiscono della loro capacità di provare sentimenti. 

 

Sentimenti che però non sono i nostri, sono altri, nati da un profondo conflitto tra ciò che dovrebbe essere e ciò che invece è, tra quello che sanno di essere programmati per provare e quello che invece si trovano a provare, qualcosa che li confonde e li agita perché si rendono conto di non essere preparati ad affrontarlo, a elaborarlo e a superarlo, esattamente come succede a tutti noi quando ci troviamo davanti a un compito difficile a cui far fronte, come può essere quello di passare dall'essere "figli di qualcuno" all'essere "genitori di qualcuno". 

 

Nessuno ci prepara per esserlo. 

Possono avvisarci, darci consigli, indicazioni, ma poi tocca a noi. 

Solo avendo fede nelle nostre capacità, senza cadere nella depressione dovuta al senso di inadeguatezza, potremo superare i momenti difficili e andare avanti, emozionandoci per ogni nuova esperienza e scoprendo lati di noi stessi che nemmeno pensavamo esistessero. 

 

Il percorso di Mother e Father è molto simile a questo, con la differenza che però si tratta di esseri artificiali e che quindi la loro capacità di elaborazione dei dati differisce dalla nostra, così come i ragionamenti che fanno - se così si possono definire - e di conseguenza le decisioni che prendono. 

 

 

[Father e Mother in un'immagine di Raised by Wolves]

 

Ma il discorso sulla genitorialità in Raised by Wolves è allargato anche ai non androidi: per un motivo che non svelerò per evitare spoiler, anche "gli intrusi" nel gruppo di seguaci di Sol si troveranno a riflettere sull'essere padre e madre nonostante nessuno li avesse preparati. 

 

Gli eventi e i dubbi si duplicano e si guardano allo specchio: da una parte esseri artificiali programmati per essere genitori, dall'altra esseri umani che si trovano forzosamente a essere genitori; l'etica e la morale dei quattro personaggi si riflettono e si assomigliano, ma prendono strade profondamente diverse nonostante alla base rimanga sempre forte la reazione violenta per difendere e proteggere i propri figli. 

 

Qualcosa che accomuna esseri umani e artificiali agli animali, alla forma di vita che agisce per istinto e non attraverso il ragionamento: androidi, donne e uomini che dentro di loro diventano lupi a capo di un branco, pronti a soffiare e sbuffare furiosamente su chi minaccia la loro sopravvivenza. 

 

[Trailer italiano di Raised by Wolves - Una nuova umanità]

 

 

Raised by Wolves è oscura, pessimista, intelligente e filosofica e sicuramente non è un prodotto pensato per il largo pubblico, che probabilmente lamenterà una mancanza di ritmo in alcuni episodi.

 

Se però siete alla ricerca di qualcosa di diverso, di profondo, di allegorico e di impegnativo ma stimolante, allora non perdetevela. 

 

E se a un certo punto durante la visione dovesse capitare anche a voi di innamorarvi di Mother, sappiate che siete in compagnia. 

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5 commenti

Un po' Lost, un po' Prometheus, una serie che ripropone elementi visti e rivisti mille volte. Nonostante un indubbio e precocissimo "hook", la serie soffre alla lunga di una storia sfilacciata e della mancanza di un vero e proprio climax efficace.
I personaggi, escluso la protagonista, sono poco carismatici, vuoti, senza scopo apparente, quasi persi nel plot che sembrano comprendere meno di tutti, per i quali non si prova empatia. Questo è anche dovuto all'assenza o quasi di backstory che possano rendere più tridimensionali i protagonisti e la storia stessa che c'è dietro le due fazioni. Lo svolgimento della storia procede sempre più veloce e caotico, con aggiunta di troppi elementi che non si legano necessariamente l'un l'altro. Si percepisce una delusione e una perdita di attenzione nella seconda metà della stagione abbastanza netta. Il meccanismo narrativo "Lost-like" (moltiplicarsi dei subplot --> risposte parziali --> allontanamento del mistero) qui non funziona perché troppo condensato. Le ultime 3 puntate si riducono così ad una specie di trailer della seconda stagione che arriverà e che speriamo migliore della prima.

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Alessandro Vacca

1 mese fa

Già i trailer mi avevano incuriosito un sacco.
Produzione HBO ✅
Ridley Scott tra i produttori ✅
Recensione Cinefacts positiva ✅
Devo assolutamente vederla appena ho tempo

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Francesco Cartier

1 mese fa

Ho apprezzato la serie praticamente in toto e condivido la recensione.. ma il finale di stagione? Solo io l'ho trovato un po' affrettato e fuoriluogo?

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Francesco Cartier
mooolto affrettato, concordo
persino slegato

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Nic Cage

2 mesi fa

Che dire... recensione che condivido davvero in toto . Una serie Tv davvero che riesce ad entusiasmare e anche a regalare qualche cosa di nuovo nonostate si possa pensare che sia la solita storia trita e ritrita di fantascienza e religlione e androidi !!!
Ma quando c'è di mezzo Sir Ridley Scott si può andare sempre tranquilli ... Aggiungo che personalmente non ho colto nel complesso grandi cali di tensione o puntate lente per così dire.. giusto ritmo .
Consigliatissima

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