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Never Gonna Snow Again - Recensione: Starman metafisico - TIFF 2020

Da Venezia 77 al Toronto International Film Festival 2020 Never Gonna Snow Again non è solo una previsione scientifica che ci dice che nel 2025 ci sarà l’ultima nevicata, ma un elegante ritratto di un personaggio silenzioso, avvolto da un mistero affascinante e confortante.

 

Malgorzata Szumowska dirige Never Gonna Snow Again, una commedia drammatica che ci racconta la storia di Zhenia, massaggiatore che s’insinua in una piccola comunità borghese polacca grazie alle sue doti.

 

La regista polacca Malgorzata Szumowska, ben nota a Venezia così come a Locarno e a Berlino, dirige un film dal ritmo languido e permeato di mistero, reggendosi interamente sull’aura quasi metafisica di Zhenia, il protagonista, interpretato splendidamente da Alec Utgoff - conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Alexei in Stranger Things

 

 

 

Zhenia, nato nella regione del disastro di Chernobyl esattamente sette anni prima del giorno del disastro, potrebbe essere radioattivo, potrebbe essere un supereroe, potrebbe essere un messia o Starman, un uomo venuto dalle stelle e nato uomo per dare pace agli uomini. 

 

Il suo mantra non è il trucco di un massaggiatore, non è il sapiente studio di qualcuno che sembra poter parlare ogni lingua del mondo, ma il pesante dono di chi sa dare sollievo alla foresta oscura a rappresentare l’anima degli uomini.

 

Zhenia è la luce abbagliante che illumina l’oscurità dentro i nostri pensieri e i patimenti, girando come un carosello tra le fronde degli alberi per portare un ristoro per molti illusorio e per altri indispensabile per vivere con se stessi.

Ipnosi, magia, psicocinesi.

Quale che sia la natura dietro le abilità di Zhenia, trascende la natura dell'uomo che, per qualche ragione, riesce a darvi un senso inconscio, percependone a livello subconscio la presenza, affidandovisi senza dubbio alcuno. 

 

Alec Utgoff dimostra di essere perfetto per portare sullo schermo un protagonista silenzioso che si esprime con sorrisi gentili, con qualche passo di danza, con gesti cadenzati e lenti, che dimostra la sua genuina anima in ogni segmento del film, portando un inusuale senso di pace ai comprimari e una latente tristezza agrodolce allo spettatore. 

 

 

 

 

Eppure Never Gonna Snow è un film meravigliosamente bilanciato nella sua regia tanto quanto nel districare la vicenda, giocando tra attimi di leggerenza e momenti di raccoglimento, tra la sapienza di Zhenia e il suo imparare e assorbire dai clienti, tra il dramma di un uomo, forse, radioattivo e il languore di uomini e donne oppressi dalle loro stesse idiosincrasie. 

 

Il mondo descritto da Malgorzata Szumowska è anche costantemente permeato da un senso di disagio dato da linee di dialogo disorganiche rispetto a quella che pensiamo essere la realtà, da scene a spezzare quello che crediamo sapere di ogni personaggio e dello stesso Zhenia, accompagnando lo spettatore attraverso un dramma che non disegna mai chiaramente i confini tra quello che è reale, psiche, metafisica e fantasia. 

 

Never Gonna Snow vive non solo della meravigliosa performance di Alec Utgoff, ma della messa in scena di Malgorzata Szumowska, delle sue scelte per inquadrare la storia sempre bilanciate con il momento, con il contesto della vicenda e che duettano con la fotografia di Michal Englert

 

 

 

 

Il gioco tra realtà e mistero e tra dramma e commedia entra nella rappresentazione di un quartiere quadrato eppure scombinato, negli interni di Zhenia e dei suoi ricordi in netto contrasto con il plumbeo perenne delle vite dei suoi clienti, della ricerca di luce che porta ogni scena del protagonista a dare calore al freddo di una borghesia polacca patetica. 

 

Malgorzata Szumowska dirige una commedia drammatica senza lasciare a casa i movimenti di macchina, senza trascurare i quadri e le immagini, catturando l'attenzione dello spettatore con un momento, una battuta, una scena, una carrellata, un flashback. 

 

Never Gonna Snow è un film che, come probabilmente accadrà per altre pellicole, ho rimpianto di aver visto sullo schermo di un computer, poiché il lavoro di composizione dell’immagine e la ricerca nello storytelling per immagini che Malgorzata Szumowska spesso sceglie, andrebbe gratificato da un grande schermo. 

 

Sarà Never Gonna Snow un Oscar contender?

 

Forse è presto per dirlo, ma io terrei molto vicino Alec Utgoff e la sua performance.

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