Articoli
#articoli
Robin Hood - Il prezzo del sangue è il nuovo film di Michael Sarnoski, girato in pellicola 35mm e rivisitazione della storia del leggendario eroe forestiero che "rubava ai ricchi per sfamare i poveri".
Robin Hood (Hugh Jackman) non è come raccontano le leggende: vecchio e stanco, Robin è in realtà un fuggitivo e un brutale assassino, guidato solo dai propri interessi, in cerca di sopravvivere a tutti i costi in un mondo che non ha bisogno di lui.
Affiancato da Little John (Bill Skarsgård), Robin Hood passa la sua esistenza a nascondersi per non essere ammazzato, fin quando non viene brutalmente ferito e portato su un’isola, dove Sorella Brigid (Jodie Comer) si prende cura di lui; Robin, però, sceglie di nascondere la sua vera identità.
È proprio sull’isola che Robin Hood scenderà a patti con se stesso, mettendo in discussione chi è diventato e dunque rivalutando le scelte che lo hanno guidato sino a quel momento.
[Trailer ufficiale di Robin Hood - Il prezzo del sangue]
La distruzione del mito
Michael Sarnoski in Robin Hood - Il prezzo del sangue scava nella psicologia del personaggio riscrivendolo da zero ed eliminandone tutta la mitologia che porta, lasciandone dunque quasi solo il nome.
Il suo Robin Hood, infatti, si mostra come un anziano ma forzuto uomo che ne ha viste tante: un sopravvissuto a dolori e tragedie di cui è innanzitutto carnefice.
Hood è un uomo spietato, incapace di amare e pronto a tutto pur di salvarsi, Little John è invece un uomo che agisce d’istinto, anche a causa di quella che sembra una grave disabilità intellettiva, e che segue Robin fedelmente senza sindacare, facendo tutto quello che il padrone desidera.
La brutalità che lascia posto alla spiritualità
In Robin Hood - Il prezzo del sangue vengono messe in scena immagini terribilmente crude e violente che rimandano direttamente all’epoca di ambientazione.
Mentre una prima parte si concentra particolarmente nell’imprimere queste scene cruente, nell’avanzare del viaggio la pellicola si concentra sul dolore fisico e psicologico di Robin Hood e sul suo bisogno di trovare una parte spirituale di sé di cui non era a conoscenza.
[Una scena da Robin Hood - Il prezzo del sangue]
Alla ricerca dell’altro
Robin Hood - Il prezzo del sangue è un film che parla quindi di spiritualità molto più di mitologia, concentrandosi su un uomo che potrebbe essere chiunque alla ricerca di una vita molto lontana da quella vissuta.
Tra bugie leggendarie e sanguinose lotte, Robin Hood trova un posto nel mondo in una landa immacolata in mezzo al nulla, dove tutti coloro che vi abitano cercano di condividere il più possibile, collaborando tra loro.
Il mito però non dovrebbe essere solo un nome
In Robin Hood - Il prezzo del sangue però, a parte i nomi e lontanamente i costumi, ho fatto fatica a capire che si stesse parlando proprio di Robin Hood, proprio perché l’unico modo per riconoscerlo come tale è il nome, il fatto che tutti parlino dell’eroe, delle leggende e dell’abilità nell’usare l’arco.
Niente di più.
Al film sembra mancare un lato fondamentale che contestualizzi come Robin sia arrivato a quel punto della sua vita e perché così tante persone siano convinte del suo eroismo, quando chiunque ha incontrato sul suo cammino non si è effettivamente salvato.
Del passato non sappiamo granché né ci viene svelato, a stento è presente una citazione a Lady Marian (che comunque non spiega quale ruolo abbia avuto nella vita di Robin Hood) e anche Little John porta di lui solo il nome.
La decostruzione/revisione del mito di cui tanto ha parlato il regista, dunque, a mio avviso è in realtà invisibile.
Il pensiero appesantisce l’azione
Robin Hood - Il prezzo del sangue rallenta innumerevoli volte.
Dopo un inizio energico, il film sembra perdere la sua verve iniziale; il ritmo lentissimo però non giustifica le azioni del protagonista, che risultano ripetitive e poco interessanti.
Si noti bene che i momenti drammatici raggiungono delle vette molto alte e gli attori sono tutti degli ottimi interpreti (Jodie Comer su tutti, con un’ottima prova recitativa) ma si perde facilmente nelle sue ripetizioni riuscendo a riguadagnare campo solo sul finale.
In conclusione
Con il giusto bilancio Robin Hood - Il prezzo del sangue poteva essere il film perfetto su un antagonista redento in cerca di una nuova giustizia, marcando significativamente l’idea di rivisitazione.
Invece, purtroppo, mi ha lasciata insoddisfatta, con la sensazione che ci fossero delle mancanze fondamentali.
La messa in scena di una storia con un uomo redento stuzzica sicuramente, ma è un qualcosa che si è già visto in molte forme e che avrebbe potuto essere davvero arricchito ribaltando la leggenda.
Un "what if" sicuramente interessante, ma allo stesso tempo sprecato.
___
CineFacts non ha editori, nessuno ci dice cosa dobbiamo scrivere né come dobbiamo scrivere: siamo indipendenti e vogliamo continuare a esserlo, ma per farlo abbiamo bisogno anche di te!
Articoli
Articoli
Articoli
