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Heartstopper Forever, scritto da Alice Oseman e diretto da Wash Westmoreland, ci racconta il capitolo finale della tenera storia d’amore degli adolescenti Nick e Charlie e delle sfide della vita che li attendono alla fine delle scuole superiori.
Tratta dall’omonima serie di graphic novel della stessa Oseman e da lei adattata per il piccolo schermo, la serie Heartstopper si è subito affermata come una delle produzioni più amate rivolte a ragazzi e ragazze, ma ha saputo conquistare un plauso intergenerazionale per il racconto dolce e incisivo dell’adolescenza queer, della scoperta di sé, dell’amore e dell’importanza di amici, famiglia e scuola nell’affrontare tematiche spesso difficili e determinanti nell’età del liceo.
[Trailer ufficiale di Heartstopper Forever]
Nick Nelson (Kit Connor) e Charlie Spring (Joe Locke) sono cresciuti davanti ai nostri occhi, coltivando il loro amore con consapevolezza e supporto reciproco, attorniati da una squadra di amici, familiari e insegnanti che ci hanno mostrato – in una delle pochissime occasioni sul piccolo e grande schermo – il lato bello e colorato dell’amore queer, trasformandolo in un messaggio formativo tanto per lə ragazzə quanto per i genitori, senza però appesantirlo con toni da lezione da impartire.
Con Heartstopper Forever vediamo giungere la maturità, la fine del liceo, le difficili decisioni che possono cambiare la vita e le relazioni.
Nick e Charlie non sono più dei ragazzini e ciò potrebbe riflettersi sul loro amore, che però è contemporaneamente salvatore di sé stesso.
Una cosa era chiara sin dall’inizio di Heartstopper: il fine sarebbe sempre stato lieto, per sottolineare e difendere la gioia queer che tuttə meritano.
[Joe Locke e Nick Nelson sono due cresciuti Charlie e Nick in Heartstopper Forever]
Fino a qui
Heartstopper Forever è il capitolo finale di una storia iniziata nel 2022.
Appena quattro anni ma molto visibili nei cambiamenti vissuti innanzitutto dagli interpreti dell’amata serie, avendo iniziato a girare in un’età in cui qualche mese di crescita è subito evidente nell’aspetto.
Kit Connor e Joe Locke sono davvero cresciuti di fronte a noi tutti, maturando come personaggi ma soprattutto come attori: mentre l’universo Heartstopper continuava il proprio cammino, entrambi hanno sviluppato una carriera autonoma tra ruoli teatrali e cinematografici inserendosi nel panorama dei giovani attori promettenti della prossima generazione.
Sin dalla sua prima stagione, Heartstopper è stata riconoscibile agli occhi dei fan dei fumetti: quasi tutte le inquadrature rispecchiavano gli stessi momenti ritratti su carta e l’inclusione di piccole animazioni cartoon durante alcune scene – come le immancabili foglioline colorate, quasi una firma di Oseman – hanno reso la trasposizione live action una naturale continuazione dei disegni tanto amati.
Uno dei punti forti di Heartstopper è stato anche quello di affidare piccole parti a grandi attori, dando risalto ai loro personaggi: ricordiamo Olivia Colman nei panni della mamma di Nick (fino alla seconda stagione, dalla terza ha dovuto abbandonare a malincuore per impegni conflittuali), Stephen Fry come il preside Barnes, Jonathan Bailey come guest star della terza stagione nei panni di Jack Maddox, scrittore adorato da Charlie.
Tutte icone del Cinema inglese e internazionale, ma soprattutto rappresentanti della comunità LGBTQIA+: una testimonianza di supporto e Storia queer che attraversa le generazioni, come testimonia il cameo di Sir Derek Jacobi in Heartstopper Forever.
[In Heartstopper Forever Anna Maxwell Martin sostituisce Olivia Colman nei panni di Sarah, mamma di Nick (Kit Connor): in questa scena, in cui Nick parla dei propri dubbi alla madre, viene richiamata la scena del coming out di Nick proprio con Sarah nella prima stagione della serie]
Over The Rainbow
Le prime due stagioni di Heartstopper si sono concentrate maggiormente sulla scoperta personale di Nick e Charlie.
Il primo è diventato consapevole della sua bisessualità, consacrandosi come una delle icone bisessuali pop in grado di dare risalto a una delle sessualità più spesso invisibilizzate e malignamente equivocate, mentre il secondo ha saputo superare la timidezza e l’emarginazione grazie anche all’amore di Nick.
La terza stagione e Heartstopper Forever si sono invece concentrati maggiormente su tematiche più buie ma altrettanto fondamentali nella vita e nella crescita di un adolescente: salute mentale, bullismo, omofobia, disturbi alimentari, rapporto con i genitori, comunicazione relazionale più difficile man mano che si cresce.
Questa oscurità non ha comunque adombrato l’arcobaleno, baluardo sempre fisso della narrazione e della storia di tutti i personaggi.
[Heartstopper Forever: Tori (Jenny Walser), sorella di Charlie, fa coming out come asessuale, ponendo al centro del racconto un'altra delle sfumature più invisibilizzate e incomprese della comunità queer]
Attraverso gli amici di Nick e Charlie, infatti, vengono mostrati tutti i colori dell’arcobaleno: Elle (Yasmin Finney) è una ragazza trans, Tara (Corinna Brown) è una ragazza lesbica, Darcy (Kizzy Edgell) scopre di essere non binary, Isaac (Tobie Donovan) fa coming out come asessuale aromantico, mentre Imogen (Rhea Norwood) esplora sé stessa scoprendo di non essere eterosessuale come credeva.
Questa rappresentazione è fondamentale, e nonostante sembri banale dirlo non lo è affatto, visti anche i tempi che corrono.
Com’è fondamentale l’attenzione data alla dimensione intima di una relazione adolescente e queer, che in Heartstopper Forever viene sottolineata maggiormente: all’amore giovane si aggiunge il sesso, trattato con estrema tenerezza e delicatezza perché è una dimensione presente nonostante si tenda spesso a censurarla per non affrontare la fatica di mostrarla in maniera adeguata.
[L'importanza della rappresentazione degli adulti: Fisayo Akinade e Nima Taleghani sono Mr. Ajayi e Mr. Farouk, insegnanti del liceo maschile Truham frequentato da Nick, Charlie e i loro amici in Heartstopper Forever ma già presenti nella serie tv come grandi alleati e appartenenti loro stessi alla comunità queer]
Trans Rights
Heartstopper Forever, come già la serie, manda dei messaggi rilevanti.
Oltre a sviscerare come un rapporto possa modificarsi nella forma senza cambiare nella sostanza, soprattutto se sorretto da un grande affetto e da un grande amore, e come non bisogna credere sempre che un amore adolescenziale non sia destinato a durare, Heartstopper Forever si assume l’incarico di dirci ciò che una buona parte del nostro mondo non vuole ascoltare: che le vite delle persone trans valgono e devono essere protette.
Il personaggio di Elle è uno dei migliori della serie.
Elle è un’orgogliosa ragazza trans sostenuta da amici e genitori, vuole diventare un’artista ed è determinata a seguire la propria strada non facendosi fermare da niente e nessuno.
Il suo personaggio, ma anche l’attivismo dell’attrice Yasmin Finney, porta il messaggio oggigiorno più difficile, specialmente nel Regno Unito del 2026, che legifera contro le persone trans sostenuto da personalità ahinoi illustri: i ragazzi e le ragazze trans esistono e legiferare contro di essə non lə farà sparire, ma aumenterà di certo la loro emarginazione e il rischio di criminalizzazione e suicidio.
Questa è la realtà, tanto nel nostro mondo quanto in quello di Heartstopper Forever, che nonostante tutta la luminosità, la gioia, i colori e l’euforia di genere non dimentica che tale gioia è sempre messa in pericolo da una riemergente mentalità conservatrice, retrograda, discriminatoria e oppressiva.
[Lottare insieme per tuttə: il senso di comunità in Heartstopper Forever assume tante diverse sfumature di significato]
Nick & Charlie Forever
La decisione di concludere la storia di Heartstopper con un film invece di una quarta stagione è legata soprattutto alla questione narrativa: riportare al centro del racconto i due protagonisti e tralasciare leggermente le trame parallele degli altri personaggi.
C’è però anche un altro aspetto: dare una conclusione ai personaggi sullo schermo che sia coerente con la loro visione, nonostante essa differisca leggermente dalla conclusione dei fumetti, anch’essi chiusi definitivamente con il sesto volume di Heartstopper.
Alice Oseman ha così scelto di racchiudere in Heartstopper Forever buona parte dell'ultimo volume, che si è trovata a concludere dopo la scrittura del film, e la novella scritta più di dieci anni fa, Nick & Charlie, che racconta di un momento difficile nella loro relazione.
Essendo passato del tempo e avendo nel frattempo Oseman riscritto e adattato più volte la storia di Nick e Charlie per media diversi, è normale che Heartstopper Forever abbia scelto la propria via autonoma di narrazione, dandoci uno dei possibili racconti ma senza mai toglierci il lieto fine.
[In Heartstopper Forever anche l'amore diventa più adulto: Charlie e Nick esplorano la dimensione intima della loro relazione]
Per la prima volta la produzione cinematografica ha anticipato quella editoriale, non potendo dunque partire da materiale già esistente e dovendo inventare una narrazione e un’estetica non ancora presente su carta, com’era successo alla serie.
Per questo motivo e per l’intento di dare un’impronta più cinematografica, Heartstopper Forever forse risulterà appena più distante dalla resa grafica della serie, con una fotografia più matura e meno zuccherosa, ma in linea con la maggiore età dei personaggi e con la crescente responsabilità delle loro scelte.
In quanto storia principalmente young/adult, è giusto che Heartstopper abbia una conclusione definitiva e che essa sia Heartstopper Forever, che si ferma all’inizio del primo anno di università di Nick, quando cioè tutto cambia e non si è più dei ragazzini.
Il grande successo della serie fa sperare i fan in una futura continuazione, magari seguendo Nick e Charlie da adulti, ma a mio avviso Heartstopper ha già raggiunto il suo scopo: insegnarci che l’amore queer può essere una cosa bellissima e che molte produzioni dedicate a bambini e ragazzi dovrebbero prendere esempio da una storia che ha scaldato il cuore a grandi e piccoli rivoluzionando con coraggio e dolcezza il racconto dell’adolescenza.
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