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Henry is a Girl who likes to Sleep - Recensione: pensieri sonnambuli - Pesaro 2026

Presentato alla 62ª edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il film racconta la bellezza e la fragilità di avere un animale domestico

Henry is a Girl Who Likes to Sleep di Marthe Peters è stato presentato in concorso alla 62ª edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. 

 

Il cortometraggio vede come protagonista Henry, una giovane gatta adottata da qualche mese che porta la regista a dedicarle riflessioni sul suo approccio alla vita e sul cambiamento subito da quando Henry è entrata nella sua vita.

 

 

Girato su pellicola 16mm, Henry is a Girl Who Likes to Sleep indaga la vita di ogni giorno sia attraverso le immagini sia attraverso le parole, grazie all’uso di una voce narrante (la regista stessa), che si esprime in uno "stream of consciousness".

 

[Trailer ufficiale di Henry is a Girl Who Likes to Sleep]

 

 

Dal punto di vista delle immagini, Marthe gioca con la pellicola creando un mondo che corrisponde perfettamente a quello vuole mostrare: delicatezza, vulnerabilità e dolcezza ma anche dolore e malinconia.

 

Per dare questa precisa idea, Marthe unisce stili diversi inserendo anche contesti animati, che si sposano candidamente con tutta la sua poetica. Queste visual così forti trovano poi un più grande riscontro grazie alla sua voce gentile, che fa trasparire ancora di più il senso del cortometraggio. 

Per Henry is a Girl Who Likes to Sleep, Marthe è partita da un’idea ben precisa: durante la presentazione del cortometraggio ha infatti spiegato che il pretesto per il racconto è nato dal pensiero che lei dormisse molto, esattamente come la gattina Henry.

 

Da questo punto, poi, sono scaturite osservazioni sul vivere quotidiano con un animale domestico che le ha insegnato a non dare le cose per scontato.

Se prima Marthe doveva occuparsi principalmente di se stessa, adesso è “costretta” a occuparsi anche di un altro essere vivente. Si noti bene che questa costrizione non ha per forza connotazione negativa; al contrario, quest’obbligo è forse un motivo in più per superare un momento di stasi.

 

Avere accanto un essere vivente che dipende completamente da te sconvolge il modo di vivere anche le cose più semplici e, spesso, può aiutare a ritrovare il coraggio di attivarsi e avere una nuova motivazione.

Facendo ciò, Henry is a Girl Who Likes to Sleep fa anche una piccola critica nei confronti di come trattiamo effettivamente gli animali: egoisticamente, scegliamo un animale sapendo che ci darà amore, a prescindere da tutto. 

 

Le poetiche valutazioni di Marthe, seppure addolcite con quest’aura di bellezza estetica, ci danno un quadro verosimile sul significato dello scegliere un compagno di vita peloso: una responsabilità e un bisogno che vanno di pari passo.

___

 

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