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Jumpers - Un salto tra gli animali è un film diretto da Daniel Chong, creatore dell’iconica serie TV We Bare Bears, prodotto da Pixar Animation Studios.
Mabel Tanaka (Piper Curda) possiede una spropositata empatia per gli animali e cerca in tutti i modi di salvarli dalle grinfie dell’uomo, cosa che non viene accettata dai suoi familiari.
Solo la nonna (Karen Huie) capisce il bisogno di Mabel di stare a stretto contatto con la natura e, di conseguenza, salvaguardare l'ambiente.
Crescendo, Mabel decide di restare con sua nonna e vegliare sula piccola riserva naturale della sua città, Beaverton, ma il sindaco Jerry Generazzo (Jon Hamm) fa di tutto per distruggere quell’ambiente e costruire un ponte tra Beaverton e le città vicine.
Dopo diversi tentativi falliti di fermare il sindaco, Mabel scopre che la dottoressa Samantha Fairfax, sua docente universitaria, sta portando avanti il progetto “Jumpers”, una macchina che permette di entrare nel corpo di un animale robot e infiltrarsi nella natura senza destare sospetti.
Mabel vede il progetto come un’opportunità e, senza pensarci troppo, utilizza la macchina e si connette a un falso castoro robot, entrando così nel mondo animale, un mondo che si rivelerà molto diverso dalle sue aspettative
[Trailer ufficiale di Jumpers - Un salto tra gli animali]
Il viaggio motivato di un personaggio inaspettato
La protagonista di Jumpers - Un salto tra gli animali non è come ci si potrebbe aspettare.
Testarda e impulsiva come tanti protagonisti Pixar, Mabel è però guidata da un’emozione in particolare: la rabbia.
Mabel è un’outsider singolare, isolata perché vuole fare a tutti i costi la cosa giusta: sente che l’unico spazio che può accoglierla è una piccola riserva naturale, luogo in cui può chiudere gli occhi, respirare e ritrovare una calma momentanea che la fa sentire meno incazzata col mondo.
Mabel non vive la solitudine in quanto "diversa" nel senso più canonico del termine: la causa che sposa è un qualcosa di più grande di lei, qualcosa che anche volendo non può controllare, ma per cui è comunque disposta ad annullarsi, al punto da minacciare di farsi esplodere - con intenzioni reali seppure il tutto sia inscenato in modo giocoso - se è davvero l’unico modo per essere ascoltata al fine di proteggere la natura.
Prospettive sulla natura
Due anni fa è uscito Il robot selvaggio, un film incredibilmente attuale sul rapporto tra uomo e natura raccontato attraverso gli occhi di un empatico robot.
Sebbene le premesse appaiano simili, in Jumpers - Un salto tra gli animali il rapporto con la natura è diverso e sfaccettato, mostrando più prospettive: da un lato abbiamo Mabel che ha una visione in cui l’uomo ne esce come figura distruttrice del regno animale e dell’ambiente naturale e dall’altro un sindaco che conferma la malvagità dell’uomo, disinteressato alla salvaguardia della natura.
C’è però un altro punto di vista che viene esplorato: quello degli animali.
Attraverso il personaggio del castoro Re George (Bobby Moynihan) abbiamo una terza prospettiva che vede un mondo in cui anche gli animali hanno scelta e credono nella possibilità di vivere serenamente con l’uomo, riuscendo a comunicare i propri bisogni nonostante i linguaggi differenti, trovando un punto di incontro per rispettarsi a vicenda.
[Una scena di Jumpers - Un salto tra gli animali]
Crescere richiede di mettersi in discussione
Guardando al mondo contemporaneo, quello che dice Re George in Jumpers - Un salto tra gli animali non solo sembra poco attuabile ma generalmente poco credibile, abbastanza da mettere in discussione Mabel, il sindaco e lo spettatore stesso.
Jumpers è, infatti, astuto nell’inserire la considerazione naïve del “si può vivere tutti insieme senza distruggerci a vicenda”; un’osservazione che, per quanto fiabesca, nasconde un fondo di verità e sposta l’attenzione dal dolo dell’uomo al suo potenziale miglioramento.
Il film smette di concentrarsi solo sul torto dell’uomo, senza eclissare i danni irreversibili che egli ha causato alla natura, perché preferisce evidenziare come nonostante queste brutture non bisogna dimenticarsi di chi, nel suo piccolo, esattamente come Mabel, può avere un impatto positivo attraverso atti di bontà che passano inosservati, ma rendono l’universo migliore.
È una visione non disfattista, ma realista: ciò che si fa probabilmente non salverà né cambierà le sorti dell’universo, ma vale la pena sperarci e credere nelle piccole rivoluzioni.
Nella forma, nel concreto
Jumpers - Un salto tra gli animali dal punto di vista dell’animazione è semplicemente spettacolare; è ridondante ripeterlo per ogni uscita di Pixar Animation Studios, ma inevitabile.
Il mondo creato è coerente e ogni scelta ha un senso preciso e fa la differenza in modo importante dal punto di vista narrativo: penso per esempio alle differenti prospettive sugli animali che appaiono diversamente a seconda dello sguardo (animale o umano) non solo nella mera scelta estetica ma anche negli atteggiamenti, nei suoni, nei movimenti.
Ne risulta valorizzata la regia, dinamica e creativa, che dona prospettive fotografiche mai banali, evidente segno che Pixar sceglie sempre di rinnovarsi e trovare nuove soluzioni.
Concludendo
Jumpers - Un salto tra gli animali presenta uno spiccato umorismo, lontano da certe infantilizzazioni, che porta quella freschezza che mancava da un po’ in casa Pixar.
Sicuramente non esente da difetti (due su tutti: l’iniziale pacatezza che si tramuta in un montaggio fin troppo frenetico e la debolezza del villain di turno, non necessario), Jumpers riesce a farsi notare con il suo bizzarro modo di spezzare il caos attraverso momenti delicati e, soprattutto, catartici, con un finale curiosamente dolceamaro.
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