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The Offer - Recensione: Don Draper Goes to Hollywood

La miniserie targata Paramount+ racconta il folle dietro le quinte de Il padrino

Su Paramount+ è disponibile The Offer, miniserie TV in dieci episodi incentrata sulla realizzazione de Il padrino, capolavoro di Francis Ford Coppola e primo capitolo di una delle trilogie più leggendarie nella Storia del Cinema.

 

Lo show è raccontato attraverso il punto di vista di Albert S. Ruddy (Miles Teller), produttore al tempo alle prime armi a cui venne affidato il compito di supervisionare l'adattamento dell'omonimo bestseller di Mario Puzo.

 

Oltre alla co-star di Top Gun: Maverick nel cast di The Offer sono presenti anche Matthew Goode (Watchmen), Juno Temple (Ted Lasso), Burn Gorman (And Then There Were None), Dan Fogler (Animali fantastici), Colin Hanks (Fargo) e Giovanni Ribisi (Lost in Traslation).

 

[Il trailer di The Offer, la miniserie sul dietro le quinte de Il padrino]

 

 

Come è noto, la produzione de Il padrino procedette in maniera tutt'altro che liscia, con Ruddy e la sua squadra costretti a fare i conti non solo con le perplessità dei vertici di Paramount Pictures - su tutte la scelta di scritturare Marlon Brando e l'allora poco noto Al Pacino - ma anche con la mafia.

 

Sia il leggendario Frank Sinatra che il boss Joe Colombo - tramite l'Italian-American League of Civil Rights League - criticarono apertamente il libro di Puzo e in un primo momento ostacolarono le riprese del film, finendo poi per appoggiarlo dopo aver stretto un accordo con Ruddy.

 

In The Offer la criminalità organizzata italo-americana non fa tra l'altro da semplice sfondo, ma risulta infatti protagonista di una sotto-trama che, intrecciandosi con quella principale, si sofferma sull'ascesa malavitosa di Colombo (Giovanni Ribisi) e la sua rivalità con "Crazy" Joe Gallo.

 

Il coinvolgimento di Sinatra e della mafia basterebbero per rendere questa storia meritevole di essere raccontata, ma l'intera realizzazione del film diretto da Coppola fu un'autentica tempesta perfetta di eventi che solo per puro caso permise al film di uscire nelle sale.

 

 

[Giovanni Ribisi nei panni del gangster Joe Colombo in una scena di The Offer]

 

In The Offer Mario Puzo (Patrick Gallo) è un romanziere in crisi, costretto a scrivere una storia sulla mafia perché questi sono i contenuti che vendono e lui ha un disperato bisogno di soldi; prima ancora di aver concluso la stesura cede i diritti cinematografici del libro a Paramount per 15000 dollari ma, quando Il padrino si rivelerà un bestseller, nessuno all'interno dello studio sembrerà interessarsene.

 

"Il filone mafioso è morto, oggi c’è una nuova visione: James Bond… Funny Girl!

La gente è questo che vuole vedere".

 

Commenta l'ambizioso dirigente Barry Lapidus (Colin Hanks) nel tentativo di convincere il proprietario di Paramount, Charles Bluhdorn (Burn Gorman), a vendere il progetto ai rivali di Warner Bros. in cambio di un milione di dollari.

 

Il vicepresidente Robert Evans (Matthew Goode) lo convincerà invece del contrario, non tanto per convinzione ma semplicemente perché vuole contraddire e delegittimare il suo rivale Lapidus, affidando poi il progetto all'inesperto Ruddy, produttore reduce da un brutto flop e unica persona disposta a realizzarlo con un budget di soli 4 milioni.

 

[Il trailer de Il padrino, capolavoro di Francis Ford Coppola uscito nelle sale 50 anni fa]

 

 

L'Al Ruddy di The Offer è un ex architetto e programmatore di computer per il governo degli Stati Uniti, lavori stabili e ben pagati che ha però abbandonato perché si annoiava e non si sentiva realizzato.

 

Grazie a un amico attore ottiene un incontro con i vertici del canale generalista CBS ai quali riesce a vendere - improvvisando sul momento - Gli eroi di Hogan, una delle sitcom più famose di sempre. 

Lascerà però anche il ruolo di autore televisivo decidendo di volersi occupare di Cinema dopo aver visto la reazione del pubblico al finale de Il pianeta delle scimmie e, riuscendo a eludere la sicurezza, si presenterà davanti all'ufficio di Bob Evans per chiedergli un lavoro.

 

Evans è un attore fallito, diventato produttore e infine numero 2 di Paramount perché in grado di promuovere la sua immagine attraverso i media e attirare così l'attenzione di Bluhdorn; riconoscendo Ruddy come un suo simile accetterà di rischiare dandogli una chance.

 

Il protagonista farà la stessa identica cosa poco dopo quando sceglierà Bettye McCartt (Juno Temple) come sua segreteria, anche lei priva d'esperienza ma capace di intrufolarsi alle selezioni e convincere la favorita a rinunciare fingendo di essere stata appena assunta.

 

 

[Robert Evans (Matthew Goode) e Al Ruddy (Miles Teller) in una scena di The Offer]

 

The Offer fa riferimento a un mondo del Cinema e più in generale a un'immagine degli Stati Uniti che non esiste più, nella quale le persone non venivano necessariamente ingaggiate per meriti e competenze, ma grazie a un mix di personalità, determinazione, intuito e paraculaggine.

 

Il racconto della produzione de Il padrino viene impostato da subito come una lotta tra un gruppo di sognatori motivati e dotati del giusto fiuto per gli affari, contrapposti a una serie di contabili senz'anima e senza talento convinti che il Cinema sia solo un business come gli altri.

 

"Tu e io non siamo come questi burocrati del cazzo, noi non seguiamo le regole ma le scriviamo! 

Vuoi girare il film a New York? E allora vai a New York!

Fai degli accordi e dimostra che puoi riuscirci lo stesso. Mendica, chiedi un prestito, ruba!

Non mi importa, ma fai tutto ciò che serve!".

 

Queste le parole di Evans a Ruddy dopo la richiesta, da parte di Lapidus e di un altro dirigente, di girare Il padrino a Kansas City o a St. Louis e ambientarlo nella contemporaneità pur di far risparmiare soldi allo studio.

 

 

[Il Barry Lapidus di Colin Hanks in The Offer rappresenta e guida il gruppo di dirigenti contrari a Il padrino]

 

Ruddy assomiglia un po' al Mister Wolf di Pulp Fiction che risolve problemi, ma è anche e soprattutto un lupo solitario come Don Draper di Mad Men: ipnotizzatori di professione in grado di convincere più o meno chiunque in un incontro faccia a faccia e di tirar fuori il coniglio dal cilindro nei momenti decisivi.

 

Nessuno dei due si ferma davanti a niente, al punto da arrivare allo scontro o scavalcare chi gli ha dato un lavoro e insegnato la professione, per poi non farsi alcun problema a chiedere il loro aiuto in un secondo momento: tutto è lecito pur di raggiungere l'obiettivo prefissato. 

Uno fa il pubblicitario, l'altro il produttore cinematografico: entrambi provano a vendere non tanto un prodotto bensì un'esperienza, lavorando sull'immaginazione dei potenziali consumatori.

 

The Offer in generale sembra subire l'influenza della serie TV creata da Matthew Weiner, soffermandosi in più di un'occasione sulle geniali presentazioni - spesso improvvisate - di Bob Evans e dello stesso Ruddy durante le loro incursioni negli uffici della Gulf and Western, azienda al tempo proprietaria di Paramount.

 

 

[Il protagonista di The Offer Al Ruddy pochi istanti prima di una presentazione à la Don Draper]

 

 

Oltre ad aver ispirato la sceneggiatura, il vero Albert S. Ruddy ha ricoperto anche la carica di produttore esecutivo di The Offer, motivo per il quale non sorprende che l'assoluto protagonista risulti essere lui e non ad esempio Francis Ford Coppola, regista e co-autore della sceneggiatura insieme a Mario Puzo, ma anche maggiore sponsor di Pacino e Brando.

 

La scelta di non puntare su una storia realmente corale scegliendo il produttore del film come Sole attorno a cui far ruotare i vari personaggi tende però alla lunga a rendere lo show ripetitivo, riproponendo in continuazione lo schema della situazione apparentemente irrisolvibile che richiederà il suo intervento decisivo.

 

Anche la scelta di utilizzare Barry Lapidus come simbolo dei cosiddetti "burocrati di Hollywood" lascia a mio avviso un po' a desiderare: l'idea è quella di sottolineare la differenza tra chi ha il coraggio di rischiare e chi invece pensa solamente a massimizzare le entrate, lasciando tra l'altro intendere che al giorno d'oggi i secondi abbiano ormai preso quasi definitivamente il sopravvento.

 

Critica assolutamente pertinente, sia chiaro, ma il risultato finale è quello di semplificare un po' troppo la questione trasformando il suo personaggio in una macchietta che un giorno boccia Il padrino, il giorno seguente Chinatown e quello dopo Paper Moon - Luna di carta, magari senza aver nemmeno letto le sceneggiature.

 

 

[Barry Lapidus viene proposto come il principale main villain di The Offer]

  

Ho apprezzato e trovato coraggioso il tentativo di provare a richiamare gli eventi della trilogia attraverso la gangster story sulla famiglia Colombo in un gioco metacinematografico che però non convince fino in fondo.

 

Così come Il talento di Mr. C prende in giro i film d'azione finendo poi per diventare uno di essi, anche The Offer prova a giocare con il genere gangster proponendo una storyline che in teoria dovrebbe fare da controcanto alla principale, ma finisce invece per toglierle spazio senza aggiungere niente di significativo.  

 

Da questo punto di vista non credo sia assolutamente casuale il fatto che la miniserie sia stata creata e sviluppata proprio da Michael Tolkin, autore del romanzo The Player e adattato da lui stesso nella sceneggiatura de I protagonisti, film di Robert Altman incentrato su un produttore cinematografico in un'opera che ritengo dissacrante nei confronti di Hollywood e autoreferenziale come poche.

 

Allo stesso modo The Offer sembra sfruttare il racconto della produzione de Il padrino come pretesto per proporre al pubblico una storia figlia di quel sistema, ambientata però in un periodo rivoluzionario per il business come quello a cavallo tra gli anni '60 e '70.

 

[Il trailer de I protagonisti, film di Robert Altman scritto dall'autore di The Offer Michael Tolkin]

 

 

The Offer appare un prodotto certamente ben confezionato - il regista Dexter Fletcher (Rocketman) ha diretto i primi due episodi - che prova a catturare lo spirito del tempo e può contare sul contributo di un ottimo cast di supporto, tra cui spiccano Juno Temple e il caratterista Burn Gorman.

 

La mia impressione però è che lo show avrebbe potuto beneficiare di una riduzione di minutaggio, raccontando gli stessi eventi in 4 o 6 puntate (contro le 10 effettive) o addirittura in un lungometraggio (da anni si parla di un progetto simile in cantiere con Oscar Isaac e Jake Gyllenhaal nei panni di Coppola e Evans).

 

The Offer è la folle storia sul dietro le quinte di un capolavoro del Cinema. 

The Offer è un'ode nostalgica a una Hollywood e un mondo che non esistono più. 

The Offer è una gangster story e The Offer è soprattutto un biopic su un produttore cinematografico. 

 

Pur apprezzandone l'ambizione, alla lunga la serie tende secondo me a perdersi cercando di mettere insieme troppi ingredienti, dando l'idea di non sapere quale ricetta preparare.

 

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