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8 attori incredibilmente mai candidati agli Oscar

Lo sappiamo: gli Oscar non sono mai stati un grande esempio di meritocrazia. 

"Gente" come Charlie Chaplin, Stankey Kubrick, Ingmar Bergman e Alfred Hitchcok sono stati fondamentalmente snobbati dall'Academy, nonostante nessuno possa mettere in dubbio i meriti e l'apporto che questi quattro nomi abbiano dato alla Settima Arte. 

Ma almeno qualche nomination la presero. 

In questa Top 8 invece vediamo quali sono gli 8 attori che nella loro carriera non sono mai stati nemmeno candidati, come Protagonista o Non Protagonista. 
Ma sono tutti ancora in vita, quindi una speranza c'è. 

Quale vi sorprende di più? 



Posizione 8



Guy Pearce

 

Dal 1986, 70 ruoli tra cinema e tv. 

Esordisce adolescente in Neighbours - soap opera australiana iniziata nel 1985 e in onda ancora oggi! - e si fa conoscere grazie alle 449 puntate in cui è tra i protagonisti. 

Nel 1994 è uno dei 3 protagonisti di Priscilla - La Regina del Deserto e Hollywood si accorge di lui: L.A. Confidential e Memento [nella foto] i suoi ruoli più famosi. 

 

Ma anche The Time Machine, The Hurt Locker, Prometheus, Iron Man 3, Il Discorso del re... 

 

Vanta un Emmy vinto e una nomination ai Golden Globe, entrambi per la serie Mildred Pierce, e 3 nomination ai SAG, con una vittoria per il Miglior Cast de Il Discorso del re. 

 

 

Oscar? 
Mai sentiti.

Posizione 7



Idris Elba

 

Dal 1994, 90 ruoli tra cinema e tv. 

Grandissimo interprete principale della serie tv Luther, ha dimostrato la sua versatilità passando da film drammatici alle commedie romantiche finanche ai film di supereroi del Marvel Cinematic Universe, dove ricopre il ruolo di Heimdall. 

 

Ai Golden Globe vanta una statuetta vinta su 4 nomination per Luther (candidato per ognuna delle stagioni della serie!) e altre due nomination per Mandela: Long Walk to Freedom e Beasts of No Nation [nella foto]. 

Quattro nomination agli Emmy, due nomination ai BAFTA, quattro ai SAG dove nel 2016 ha vinto facendo doppietta: Miglior Attore non Protagonista per Beasts of No Nation e Miglior Attore in una MiniSerie per Luther. 

 

Co-protagonista in Prometheus, Pacific Rim, RockNRolla, Molly's Game, apprezzato doppiatore in film come Alla Ricerca di Dory, Zootropolis, Il Libro della Giungla...

 

 

Oscar? 
Mai sentiti. 

 

Posizione 6



John Turturro

 

Dal 1980, 107 ruoli praticamente quasi solo al cinema.

Tra gli attori feticcio dei fratelli Coen e di Spike Lee, Turturro ha iniziato con un piccolissimo ruolo non accreditato in Toro Scatenato, di Martin Scorsese. 
Non male come esordio. 

 

Da lì in poi Cercasi Susan Disperatamente, Il Colore dei Soldi, Il Siciliano e poi le collaborazioni con Lee (Fa' la cosa giusta, Mo' Better Blues, Jungle Fever, Clockers, Girl 6, He Got Game, Summer of Sam) e con i Coen (Crocevia della Morte, Barton Fink [nella foto], Il Grande Lebowski, Fratello dove sei?)

 

Palma d'oro a Cannes come Migliore Attore in Barton Fink, due nomination ai Golden Globe, per Quiz Show e la serie The Night of, due agli Emmy con una statuetta vinta come Outstanding Guest Actor in Monk, quattro nomination ai SAG.

 

Oscar? 
Mai sentiti. 

Posizione 5



John Goodman

 

Dal 1983, 157 ruoli tra cinema e tv. 

Altro attore che con i fratelli Coen si è sempre trovato bene, grandissimo co-protagonista praticamente lungo tutta la sua carriera. 

 

Spazia dalle commedie ai film drammatici senza problemi: noto universalmente per la serie Pappa e Ciccia, dove è protagonista assieme a Roseanne Barr di tutti i 230 episodi della serie, tra i suoi film più famosi ricordiamo Arizona Junior, Always - Per Sempre, Barton Fink, The Babe, I Flintstones, Il Grande Lebowski [nella foto], Al di là della vita, The Artist, Argo

 

Apprezzato doppiatore di film di animazione, è la voce di Pacha ne Le Follie dell'imperatore e di Sulley in Monsters & Co.

 

Per lui 11 nomination e una vittoria agli Emmy, 5 nomination ai Golden Globe con una vittoria nel 1993 per Pappa e Ciccia, 5 nomination ai SAG con una vittoria per il Miglior Cast di Argo. 

 

Oscar? 
Mai sentiti. 

Posizione 4



Steve Buscemi

 

Dal 1985, 159 ruoli tra cinema e tv.

Ok: è evidente che i fratelli Coen facciano lavorare bene gli attori. 

 

Buscemi è un altro di quegli attori che non ha ancora avuto un vero e proprio ruolo da protagonista assoluto in un grande film di Hollywood, ma le sue interpretazioni memorabili non si contano. 
Anche lui presente in Crocevia della Morte, Barton Fink e Il Grande Lebowski, per i Coen ha recitato anche in Mister Hula Hoop e Fargo

Indimenticabile il suo ruolo come Mr Pink ne Le Iene di Quentin Tarantino [nella foto], che lo ha richiamato per un piccolo ruolo in Pulp Fiction, Buscemi alterna in carriera piccoli film indipendenti e giganteschi blockbuster: Si Gira a Manhattan, Cosa fare a Denver quando sei morto, Con Air, Armageddon, Ghost World, Big Fish, The Island, Coffee and Cigarettes, Morto Stalin se ne fa un altro. 

 

E non si possono non citare le sue prove televisive ne I Soprano e in Boardwalk Empire

 

Vanta 4 nomination ai Golden Globe con una vittoria nel 2011 per Boardwalk Empire, 7 nomination agli Emmy con una vittoria nel 2016 per la commedia talk-show Park Bench with Steve Buscemi, 11 nomination ai SAG dove ha vinto due anni di fila: nel 2011 e 2012 Miglior Attore e Miglior Cast per Boardwalk Empire. 

 

L'ultima serie in cui ha recitato è la nuovissima Miracle Workers, dove interpreta il ruolo... di Dio. 

 

Oscar? 
Mai sentiti.

Posizione 3



Ewan McGregor

 

Dal 1993, 80 ruoli tra cinema e serie tv. 

Inizia in televisione nel 1993 ma l'attore scozzese ci mette un attimo a mettersi in mostra. 

Nel 1994 Piccoli Omicidi tra Amici e nel 1996 Trainspotting, Grazie Signora Thatcher e I Racconti del Cuscino

Diventa in fretta una star grazie a Velvet Goldmine e al ruolo - che fu di Sir Alec Guinness - come Obi Wan Kenobi nella trilogia anni '90/2000 di Star Wars. 

 

Protagonista di Moulin Rouge! [nella foto], Big Fish, The Island, Colpo di Fulmine, The Impossible, sta per tornare sul grande schermo nel ruolo di un Danny Torrance adulto nel sequel di Shining, Doctor Sleep. 

Quando ha deciso di tornare in tv l'ha fatto per la 3ª stagione di Fargo, dove interpreta un doppio ruolo da applausi. 

 

Per lui finora 3 nomination ai Golden Globe, 3 agli Emmy con una vittoria nel 2017 per Fargo, 3 ai BAFTA con due vittorie (nel 1997 per Trainspotting e nel 2003 per Young Adam) e 3 nomination ai SAG. 

 

Oscar? 
Mai sentiti. 

Posizione 2



Donald Sutherland

 

Dal 1963, 190 ruoli tra cinema e tv. 

Carriera sontuosa per un signor attore capace di fare praticamente qualunque cosa. 

 

Dopo i primi anni costellati da serie televisive e film per la tv, Sutherland si è fatto conoscere grazie a Robert Altman in M.A.S.H. nel 1970, l'anno dopo è Gesù in E Johnny prese il fucile [nella foto] e il protagonista di Una squillo per l'Ispettore Klute


Poi Sutherland infila in pochi mesi Novecento di Bernardo Bertolucci e diventa Casanova per Federico Fellini, e poi ancora Animal House, Terrore dallo Spazio Profondo, Gente Comune, Sorvegliato Speciale, JFK... e negli ultimi anni si fa conoscere anche dal pubblico più giovane per il ruolo del Presidente Snow nella saga di Hunger Games

 

Sutherland vanta 2 Golden Globe vinti su un totale di 8 nomination, un Emmy vinto su 2 nomination e 2 nomination ai BAFTA (nello stesso anno!). 

 

Oscar? 
Mai sent.. ah, no: ha vinto un Oscar onorario, nel 2018. 

Ma di nomination neanche a parlarne. 

 

Posizione 1



Jim Carrey 

 

Dal 1981, 62 ruoli tra cinema e tv.

Al primo posto l'attore che ha... recitato meno degli altri. 

 

Carrey ha iniziato come comico e imitatore, e i primi ruoli sono legati alla televisione. 

Poi nel 1986 recita per Francis Ford Coppola: un piccolo ruolo in Peggy Sue si è sposata.

La sua verve gli fa scalare in fretta Hollywood e lo impone in pochi anni come attore comico tra i più richiesti; dopo Le Ragazze della Terra sono Facili nel 1988, è il 1994 l'anno della sua consacrazione: in pochi mesi escono al cinema Ace Ventura, The Mask e Scemo & più Scemo. 

 

Carrey schizza in testa alle classifiche degli attori più amati dal pubblico e più pagati dagli studios; è l'enigmista in un blockbuster come Batman Forever, poi ancora ruoli dove sfoggiare la sua faccia di gomma come il sequel di Ace Ventura, Il Rompiscatole e Bugiardo Bugiardo

 

Ma poi scatta qualcosa, e Jim accetta di fare il protagonista in un film diverso dal solito: The Truman Show [nella foto].

Film apprezzatissimo ovunque... ma sembra che tutti facciano finta di niente in merito all'interpretazione di Carrey, che in realtà si tiene addosso tutto il film. 

 

Da lì in poi le sue scelte cambiano, e recita in una toccante biografia - seppur di un comico - come Man on the Moon, diretto da un gigante come Milos Forman, e nel dramma firmato Frank Darabont The Majestic, dove pare avesse chiesto per contratto un numero minimo di ciak per ogni scena perché voleva a tutti i costi un riconoscimento. 

 

Non mancano in mezzo Il Grinch, Una Settimana da Dio e Io, Me & Irene, ma la svolta è di nuovo sottolineata nel 2004 con Se mi lasci ti Cancello

Del titolo italiano fuorviante si è parlato per anni, ma il film di Gondry lo vede per la prima volta interpretare un personaggio malinconico, triste, timido e con difficoltà a socializzare. 
La chimica con Kate Winslet è palpabile e Jim Carrey commuove davvero. 

Ma non basta. 

 

Per lui 7 nomination ai Golden Globe e 2 statuette vinte (un back to back nel 1999 e 2000 per The Truman Show e Man on the Moon), una nomination ai BAFTA, una ai SAG, un Emmy vinto per il documentario su Man on the Moon. 

E forse non hanno la stessa autorevolezza ma vanno sottolineati gli 11 MTV Movie Award vinti su ben 24 nomination, i 5 Teen Choice Awards vinti su 18 nomination e i 6 Kid's Choice Awards vinti su 15 nomination: che Jim sia adorato dai bambini non è un segreto. 

 

Oscar? 
Mai sentiti, nemmeno per sbaglio. 



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22 commenti

Enrico Liverani

2 mesi fa

...e, per un bizzarro contrappasso, Jonah Hill è stato nominato DUE volte agli Oscar e Viggo Mortensen non ha vinto né per "Captain Fantastic" né per "Green Book".
Bene così.

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Francesco Alfi

2 mesi fa

Inutile dire che il più eclatante sia Jim. Nel 1999 avrebbe dovuto vincerlo lui l'oscar a miglior attore. A scapito di Benigni? Sì, sticà! La mancata nomination fa capire quanto sia opinabile persino il parere di esperti di un settore.

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Enrico Liverani

2 mesi fa

Francesco Alfi
Concordo, meritava molto di più Carrey.

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Angie

2 mesi fa

Ma che cavolo!!

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Daniele Farina

2 mesi fa

Non sapevo che Jim Carrey non sia mai stato nemmeno candidato per l’Oscar, davvero un peccato... in The Truman Show, come hai Già detto tu, è proprio lui che tiene su il film quindi sono rimasto sbalordito nel sapere che non abbia avuto una minima considerazione... forse perché ai tempi lo vedevano ancora come comico che come attore

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Non mi sorprenderebbe se non avessero vinto, ma che neanche siano stati candidati è davvero un peccato

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Sam_swarley

2 mesi fa

Personalmente penso che gli Oscar (esclusi casi particolari) vadano a premiare non "troppo" la bravura ma più la funzione del film nella società, quindi ecco il perché di tante esclusioni

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Luigi Molinari

2 mesi fa

Ma quanto sono ingiusti gli Oscar! Sono 8 attori molti bravi che avrebbero meritato almeno una nomination e alcuni anche di vincere.

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Morena Falcone

2 mesi fa

Ma quanto è bravo Steve Buscemi in Con Air? Sì, ok, il film è quello che è, ma la scena di “He’s got the whoooole wooorld in His hands, He’s got the whole wide wooorld in His hands!” nella piscina vuota vale tutto il film!
Non c’è mai stato un suo lavoro che non mi sia piaciuto.

Ewan McGregor non capisco perché non venga considerato in ambito Oscar. In Moulin Rouge!, oltre alla prova attoriale indimenticabile, dimostra di essere un cantante a tutti gli effetti…cosa volevano di più?
Che bello Velvet Goldmine, ricordo che lo vidi per caso e la sorpresa fu piacevolissima!

Non sono molte le certezze nella vita ma, dopo aver visto che come foto in testa all’articolo c’era il frame con Joel in lacrime, ci avrei messo la mano sul fuoco che il primo posto della top8 era per Jim, il mio amato Jim.
E qui ho un po’ di cose da dire.
In realtà sarebbe poca roba ma mi piace prenderla alla lontana, siete avvertiti.

Ho un’affezione particolare per questo attore e questa, in una certa misura, ha qualcosa in comune con quella che ho nei confronti di Robin Williams e Massimo Troisi.
Mi spiego.
Se ci pensate tutti e tre sono nati o comunque sono diventati noti al grande pubblico come comici: Troisi ha mosso i primi passi insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro, facevano cabaret come trio La Smorfia, il buon Robin ha raggiunto la notorietà con la serie commedia Mork & Mindy in cui, da bravo alieno, beveva con un dito e si sedeva al contrario, gambe all’aria e faccia sul cuscino! Faceva meno ridere Jim Carrey nei suoi famosi ruoli in Ace Ventura e The Mask? Tutti e tre partiti come comici.

Ma cosa ti combina un comico, quando si cimenta in parti drammatiche? Le cose sono, banalmente, due: o fa male o fa bene.
Nel primo caso passa tutto in sordina, è un comico del resto.
Nel secondo caso sgraniamo gli occhi, ci rendiamo conto che un attore che ha sempre fatto il buffone nella sua carriera è capace di mettere in scena drammi, di farci emozionare, pensa te!

Ci ho pensato per lungo tempo: perché mi piacciono così tanto Troisi, Williams e Carrey e perché i loro lavori che più apprezzo sono i film drammatici?
Un comico, uno degno di essere chiamato così (che non fa della volgarità il fulcro del suo lavoro, per intenderci), deve essere dotato di una sensibilità speciale, deve conoscere l’emotività umana applicandosi ad essa quasi come fosse uno scienziato ed i suoi oggetti di studio fossero i sentimenti (Troisi era chiamato “il comico dei sentimenti”).
Operazioni così precise nel toccare le corde del cuore che i risultati fanno storia: Il Postino, Patch Adams, Eternal Sunshine of the Spotless Mi, ad esempio.

Come un chimico impara a dosare le sostanze, le misura, impara i gesti, diventa esperto ed inizia a fare tutto così velocemente che a noi sembra una cosa da niente (non immaginiamo neanche lo sforzo e i sacrifici che ha fatto per arrivare a quel punto), così il comico lo fa con le parole, le espressioni, i movimenti del corpo.
Il chimico alla fine ottiene una soluzione, ma non una a caso, sarebbe un chimico da due soldi: un buon chimico ottiene esattamente ciò che voleva ottenere. Il bravo attore comico ottiene, anche lui, la reazione attesa: allegria, risata amara o imbarazzata…
L’ultimo passo è quello che compiono in pochissimi, cioè lasciare nello zaino il libro di chimica con le dosi e le temperature e mettersi a fare esperimenti, improvvisando, senza fare danni al laboratorio e sintetizzando delle molecole nuove.

E’ roba loro quella dei sentimenti, è roba dei Comici, la mangiano a colazione da quando sognano un palco per la prima volta: come potrebbero riuscire male in lavori dal carattere drammatico?
E specifico che non sto dicendo che un attore che ha sempre recitato in ruoli drammatici non raggiungerà mai l’intensità interpretativa di un comico che recita in un dramma, solo mi chiedo perché ci stupiamo del risultato positivo di quest’ultimo.

Ma, e sto per finire, il motivo per cui secondo me è eresia che non si dia il giusto riconoscimento a Jim Carrey è che non viene riconosciuta la sua capacità di trasmettere emozioni, di far provare allo spettatore ciò che in quel momento deve essere provato, di farlo sentire come il personaggio in quel momento si sente.
Quanto avete sofferto immedesimandovi in Joel Barish? Non vi è mancata l’aria pensando di essere Truman Burbank?
La naturalezza con cui Jim Carrey comunica direttamente con noi ci fa sentire quasi nudi mentre guardiamo il documentario Jim & Andy.

Probabilmente è una percezione molto personale, chissà, magari a molti altri questa cosa accade con tanti altri attori.
Quando Jim Carrey recita in un film drammatico mi sembra di osservarlo da vicinissimo, di andare a braccetto con lui nella storia del film e quasi di dovergli chiedere scusa per l’invasione dei suoi spazi, per l’intromissione nei suoi pensieri.

Quindi sì, la prima posizione nella top8 avrete capito che trova il mio consenso e la conseguente domanda:
può tutto questo essere stato ignorato dall’Academy?
Evidentemente sì…

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Morena Falcone
Concordo con te su tutto

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Emanuele Antolini

2 mesi fa

Vabbè ma metà sono feticci dei Coen 🤣

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Nicolò Murru

2 mesi fa

Jim Carrey mai candidato è imbarazzante.

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Valerio Dp

2 mesi fa

Donald Sutherland e il suo Attila in Novecento, John Goodman in The Babe e Jim Carrey in Man on the moon e Eternal Sunshine meritavano almeno la candidatura

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Claudio Serena

2 mesi fa

Jim avrebbe strameritato per Eternal Sunshine of the Spotless Mind

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Sasuke

2 mesi fa

forse il più assurdo è Sutherland, sono tutti assurdi, ma lui forse più di tutti! se devo andare a simpatia però dico sicuramente Buscemi, io lo adoro follemente e Nucky Thompson è uno dei personaggi più belli e riusciti delle serie TV 😎

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Benito Sgarlato

2 mesi fa

Questa top 8 dimostra quanto ingiusta sia l'Academy, assurdo davvero; più moda, zero meritocrazia

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Vi.

2 mesi fa

Ci sono rimasta male per Buscemi..è un ottimo attore e molti suoi personaggi sono iconici 😯

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Marco D'Ambrosio

2 mesi fa

Come hanno fatto a non candidare Jim Carrey?! 😞

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RayRJJackson

2 mesi fa

Gli Oscar onorari contano comunque.

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Teo Youssoufian

2 mesi fa

RayRJJackson
"mai candidati agli Oscar" 😉

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RayRJJackson

2 mesi fa

Teo Youssoufian
Ah, avevo letto male.

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