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La dea della primavera (fascista) targata Walt Disney

La dea della primavera di Walt Disney torna a farsi sentire nella sua versione italiana storica d'epoca fascista!

 

 

Come segnalato in esclusiva da VHSWD – Il sito italiano delle videocassette, è arrivato anche sulla piattaforma streaming della Casa del Topo un titolo che merita di essere analizzato molto attentamente.

 

Si tratta di una nota Silly Symphony prodotta nel 1934 e intitolata The Goddess of Spring, ossia La dea della primavera.

 

 

[Nel calderone generale di prodotti presenti su Disney+, questa Silly Symphony rappresenta l'autentico spirito Disney]

 

 

La vicenda realizzata da Disney è di chiara ispirazione greca e vede Plutone (qui con le fattezze di diavolo) stipulare un patto con la bellissima Persefone al fine di farla diventare sua sposa e riportare il suo regno sulla Terra, passando sei mesi all’anno nell’Ade.

 

Lei, non senza titubanze e paure, accetta ritrovandosi così a poter portare nel mondo le gioie della primavera solo stagionalmente.

 

Se la trama de La dea della primavera di per sé non è nulla di eccezionale, di questa produzione è importante evidenziare l’anno di realizzazione, ossia il 1934, quando già nello Studio stavano iniziando i preparativi per Biancaneve e i sette nani, primo lungometraggio animato di Walt.

 

 

[Studi preparatori per il personaggio di Persefone, protagonista della Silly Symphony]

 

 

Con la prospettiva già rivolta a Biancaneve, la volontà di Disney e del suo staff era quella di ricorrere a un disegno più realistico rispetto a quanto animato fino ad allora.

 

In questo senso, per La dea della primavera, tutto il team che lavorò all’animazione si sforzò di rappresentare realisticamente in special modo Persefone, che idealmente avrebbe poi fatto da prototipo anche per Biancaneve.

La graziosa sorella di un animatore che lavorava alla Silly si prestò gentilmente per fare da modella in alcune pose e movimenti per la Dea, ma non essendo abituata a stare sotto la luce dei riflettori - probabilmente per una timidezza emersa mentre posava - il suo servigio non sortì nel prodotto finito l'effetto sperato dallo staff dell'animazione.

 

A detta di tutti il risultato finale fu insoddisfacente, ma Disney non si scoraggiò, sicuro che la prossima volta ce l’avrebbero fatta.

 

Walt sapeva che quello era un passaggio indispensabile: pensava che senza un personaggio in cui il pubblico potesse credere il film non sarebbe riuscito.

 

La dea della primavera La dea della primavera La dea della primavera La dea della primavera La dea della primavera La dea della primavera La dea della primavera 

 

È molto interessante una nota del regista Wilfred Jackson rintracciabile nel Walt Disney Studio Bulletin n°6 datato 19 novembre 1934. 

 

"I personaggi scelti per i ruoli da protagonisti non erano di tipo abbastanza definito per l’intenso lavoro da svolgersi per i disegni del cartoon.  

Quei personaggi, Plutone e Persefone, erano gommosi nell’aspetto e nei movimenti, il disegno e l’animazione deboli e maldestri”.

 

 

 

Fu in conseguenza a quel senso d’insoddisfazione prodotto dalla Silly Symphony che per la prima volta si decise di filmare dal vivo una ragazza nelle azioni richieste dalla storia, così da aiutare gli animatori a trasportare su carta l’azione reale con la più alta precisione possibile, tanto che per Biancaneve si scelse la ballerina di Los Angeles Marjorie Belcher, più tardi nota come Marge Champion.

 

Lei sì che era abituata a stare "sotto i riflettori"! 

 

 

[La modella che aiutò gli animatori a disegnare Biancaneve: Marge Champion]

 

 

La particolarità della versione de La dea della primavera ora disponibile anche su Disney+ è da rintracciarsi tuttavia nell’audio italiano. 

 

Bastano pochi attimi e ci si accorge del sapore tipicamente d’epoca della qualità sonora, e se poi si prosegue nella visione (pardon: nell’ascolto!) le canzoni interamente tradotte in italiano e cantate in stile operetta non passano certo inosservate e anzi lasciano pochi dubbi. 

 

Quella messa a disposizione di tutti gli abbonati a Disney+ è la versione italiana realizzata proprio negli anni ’30 e collocabile, più precisamente, al 1935!

 

Una versione che fino allo scorso mese avevano potuto sentire solo i privilegiati che videro il corto al cinema più di ottant’anni fa, o i fortunati possessori di qualche eventuale rarissima copia in pellicola sopravvissuta alle ingiurie del tempo.

 

 

[I due protagonisti de La dea della primavera, 1934]

 

 

Il prezioso archivio di ItaliaTaglia colloca il primo e unico visto censura del corto per il mercato italiano nel 1936, quando questo cartoon di quasi 10 minuti venne distribuito sui nostri schermi in maniera regolare. 

 

Il Cine Rex annuncia in pompa magna, su di un flano datato 9 giugno 1936, il “Meraviglioso Programma” per l’indomani composto da “le più belle novità di quest’anno rappresentate da cinque Sinfonie Allegre colorate e da cinque cartoni in bianco e nero di Topolino. Tutti inediti!”.

 

Per i più curiosi si trattava nello specifico di:

 

1) Topolino nel far West (Two-Gun Mickey; 1934)

2) La dea della primavera [colorato] (The Goddess of Spring; 1934)

3) Topolino meccanico (probabilmente Mickey's Service Station; 1935)

4) Re Mida [colorato] (The Golden Touch; 1935) 

5) Topolino Robinson (probabilmente Mickey's Man Friday, 1935)

6) Il gattino brigante [colorato] (The Robber Kitten; 1935)

7) Topolino e il canguro (Mickey's Kangaroo; 1935)

8) La lepre e la tartaruga [colorato] (The Tortoise and the Hare; 1935)

9) Topolino papà (Mickey Plays Papa; 1934)

10) Il lago incantato [colorato] (Water Babies; 1935) 

   

 

[Illustrazione di Silvia Ziche per il documentario di Marco Spagnoli Walt Disney e l'Italia - Una storia d'amore, 2014]

 

Ma a ben vedere il doppiaggio italiano del corto venne realizzato almeno un anno prima dell’inserimento in questo programma di cartoni animati, dal momento che Walt Disney lo portò in persona come regalo agli italiani in occasione della premiere di Gala organizzata al prestigioso Cinema Barberini di Roma nella sera di sabato 20 luglio 1935.

 

Nell’estate del 1935 difatti Walt, con la moglie Lillian, il fratello Roy e la sua consorte Edna, intraprese un considerevole viaggio che lo portò nelle principali città europee: dalla Francia alla Germania, passando per l’Austria e la Svizzera e arrivando, ovviamente, anche in Italia.

 

 

 

In quel sabato sera di luglio il Dopolavoro dell’Urbe organizzò una speciale proiezione in versione originale del film Resurrezione (We Live Again; 1934) diretto da Rouben Mamoulian con Anna Sten, Fredric March e ispirato all’omonimo romanzo Lev Tolstoj.

 

E lì La dea della primavera vide la luce sul grande schermo italiano per la prima volta!

 

 

[Una fotobusta originale del film Resurrezione di Rouben Mamoulian]

 

 

Mi sembra comunque giusto sottolineare che anche negli USA questa Silly era abbinata proprio alla soprastante pellicola di Mamoulian, rilasciata nel novembre del ’34 per merito della United Artists che distribuiva entrambi i titoli, quindi non era un caso vederli accostati anche in Italia.

 

Per l’evento, eccezionalmente, assieme al film vennero proiettati non solo La dea della primavera ma anche i già sopra citati Topolino Papà e Topolino Robinson.

 

I diversi articoli dell’epoca, consultabili presso l’archivio digitale de La Stampa, ci confermano che in quella serata d’onore i cartoon proiettati erano “arrivati direttamente dall’America con l’aeroplano” e quindi, presumibilmente, doppiati già negli Studi Disney di Burbank da interpreti italoamericani o comunque avvezzi alla nostra lingua.

 

 

[Walt Disney con la moglie Lillian viene accolto alla stazione di Roma Termini da Mario Luporini (sinistra) e Luigi Freddi (destra)]

 

 

Anche in questo caso, guardando al materiale proposto da Disney+, non serve molta attenzione per accorgersi che la dizione complessiva delle voci convocate al leggio è quantomeno bizzarra e con ogni probabilità non propriamente italiana.

 

Se da un lato va ipotizzato l’ingaggio di cantanti lirici che, in quanto tali, non avevano grossa dimestichezza con l'arte recitativa, va considerato anche che la “scarsa comprensibilità” è una caratteristica tipica del genere dell’operetta ancora oggi rintracciabile nelle numerose incisioni del genere, effettuate nel primo trentennio del Novecento su vinile.

Si potrebbe ipotizzare che siano stati i medesimi interpreti della versione originale, a ricantarla anche per il pubblico italiano!

Nello specifico del narratore bisogna dire che la voce originale e quella italiana sono pressoché identiche e, soprattutto, ricordare che per ovvi motivi i cantanti lirici - di qualunque nazionalità - erano e sono abituati a cantare anche in italiano.

 

Questo recupero piovuto dal cielo per grazia divina è veramente inaspettato e, invero, si aggiunge alla riproposizione su Disney+ del doppiaggio anni ’50 de I tre porcellini con il grande Arnoldo Foà che dà voce a Ezechiele Lupo e a quello anni ’60 di Gita al Grand Canyon dove Paperino parla con la voce di Oreste Lionello.

 

 

[I titoli di testa de I tre porcellini del 1933, proposto su Disney+ col doppiaggio italiano storico anni '50]

 

  

Nonostante i ridoppiaggi moderni siano stati perfettamente realizzati e ampiamente distribuiti negli anni ’90 per ambo i titoli, è quantomeno curiosa la presenza delle tracce audio italiane d’epoca proposte sulla piattaforma.

 

In tutta onestà credo si tratti di pure e semplici sviste, dopotutto dovrebbe essere anche contro gli interessi della stessa Disney proporre una caratterizzazione vocale che si discosta sensibilmente dall’originale (come ad esempio è quella del Paperino di Oreste Lionello).

 

 

[Attore e doppiatore famoso per aver fatto parlare in italiano Woody Allen, Oreste Lionello (sinistra) è stato la voce italiana di una miriade di personaggi Disney]

 

 

Il punto della faccenda però è questo: piste audio – o più in generale: materiali – che si ritenevano perduti per sempre sono, con ogni probabilità, perfettamente conservati nei vastissimi archivi della Disney americana.

 

Magazzini con archivi delle dimensioni di interi campi da golf, se non più vasti. 

  

Quei materiali che noi collezionisti e appassionati ricerchiamo da una vita sono lì, ad attendere solamente la svista dell’impiegato che non sa distinguerli con la dovuta attenzione, pronti per finire negli occhi e nelle orecchie di chi ancora sa commuoversi nel sentire una Sinfonia Allegra interamente doppiata nei primi anni ‘30 e portata in dono da Walt direttamente dall’America, quando ancora la Guerra era un pensiero lontano.

 

In conclusione è significativo notare che lo “Zio Walt” fece vedere ai fascisti un disincantato corto sul ritorno della Primavera.

Sicuramente non c’era malizia da parte di Disney (come invece sarà per alcuni corti a seguire) e come già detto il titolo era di default abbinato al film proiettato la sera della premiere.

 

Sarebbe però curioso sapere quale reazione Benito Mussolini abbia potuto avere dinanzi alla poetica di Disney, per quanto le testate dell’epoca riportino la sola presenza al Barberini di Edda Ciano (figlia del Duce) e di suo marito Galeazzo Ciano

 

 

[Un incontro che sicuramente avvenne fu quello tra Walt Disney e il nostro Luigi Pirandello, all'estrema sinistra, conosciuto il 1° agosto 1935 a New York in occasione del Waldorf-Astoria Party]
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Oltretutto ci sono fondati motivi di ritenere che Walt Disney e Benito Mussolini non s’incontrarono mai… O sicuramente non in quel frangente.

 

Lo storico dell’animazione Didier Ghez nel suo indispensabile libro Disney’s Grand Tour evidenzia che in quei giorni sull’agenda ufficiale di Mussolini, conservata all’Archivio Centrale dello Stato, non c’è traccia di un eventuale appuntamento con Walt.

 

Oltretutto segnala che nel pomeriggio del 21 luglio Mussolini lasciò Roma, per assolvere impegni istituzionali prima a Riccione e poi a Forlì.

E quando il 30 il Duce rincasò a Roma, Walt aveva già lasciato la città.

 

A supporto dell’ipotesi che i due non s’incontrarono personalmente, in quei giorni, va citata anche la foto della fotografa ungherese Ghitta Carell inviata da Mussolini a Walt (e conservata agli Archivi Disney) con la seguente dedica e datazione:

“A Walt Disney con cordiali riconoscimenti e complimenti.

Roma, 21 luglio 1935 – XIII. Mussolini”.

 

Secondo l’autore la foto non avrebbe motivo di esistere se i due si fossero davvero incontrati e scambiati vicendevoli riconoscimenti personali. 

 

 

[Una foto della serata analizzata nell'articolo: da sinistra a destra Lillian Disney, Walt Disney, Edda Mussolini, Galeazzo Ciano, Luigi Freddi, Mario Luporini]

 

 

Chiudendo voglio ringraziare l'amico Andrew Marini per le segnalazioni e gli aiuti.


Alla prossima "pillola" Disney! 

 

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3 commenti

Elia Cassine

1 mese fa

Quando cinema e storia si intrecciano...che figata

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Angela

1 mese fa

Wow, grazie davvero per questa perla!

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Marco Volpe

2 giorni fa

Angela
E' un piacere...e un dovere 😊 Grazie a te!

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