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Marc Maron: Il Joker di Joaquin Phoenix tra una mente malata e il ritratto intimista e crudo

Joker, film d'origine dedicato all'omonimo villain DC, è stato definito in una recente intervista rilasciata dalla co-star Marc Maron a NME, come "una storia di origini e uno studio caratteriale su di una persona mentalmente disturbata".    

Joker è probabilmente il progetto cinematografico DC più atteso del momento e Marc Maron co-protagonista del mattatore Joaquin Phoenix, nel corso di una recente intervista rilasciata a NME ha approfondito alcuni, conturbanti, dettagli sul progetto.

 

Il film, diretto da Todd Phillips, regista della trilogia di Una Notte da Leoni e di Trafficanti (aka War Dogs) e prodotto da Martin Scorsese, sarà rated-R (quindi con restrizioni legate all'età dello spettatore) e ha già polarizzato l'attenzione di fanatici e protonerd di tutto il mondo, innescando, dopo un semplice test-screen footage, una serie di reazioni entusiaste, quasi al limite dell'isterismo.

 

La trama vede Arthur Fleck (Joaquin Phoenix), stand-up commedian fallito, caracollare lungo una serie di vicende che lo porteranno alla follia, fino a tramutarsi nel famigerato sociopatico pluriomicida del nostro cuore, conosciuto come The Joker.

Una trama che, se proprio vogliamo darci alle speculazioni, prende qualcosa dal famigerato The Killing Joke di Alan Moore, recentemente trasformato in un lungometraggio animato di dimenticabile fattura - il cinema ha serie difficoltà a portare a schermo i lavori di uno degli autori più geniali del medium.

 

 

 


"Penso sia un approccio molto interessante," ha dichiarato Maron riguardo il film.

"Sono stato un po' pregiudizievole verso i cinefumetti e sono stato ritenuto un ipocrita dalla stampa... l'approccio che Todd Phillips ha applicato lo rende molto più di una storia di origini o uno studio caratteriale su una persona mentalmente disturbata che diventa il Joker.
Più che altro è un film intimo e crudo con uno scopo ben specifico.
Sarà molto interessante vedere cosa ne verrà fuori."

 

Maron era stato tacciato di ipocrisia proprio per le sue dure posizioni verso i cinefumetti, opinione ribaltata quando ha poi avuto occasione di recitare al fianco di Phoenix e, soprattutto, Robert De Niro.

 

De Niro, nel film, interpreta un famigerato conduttore di Late Night Show che, in qualche modo, inciderà nella ripida spirale di follia nella quale è destinato a precipitare Arthur Fleck.

 

"Se ricevi una chiamata da qualcuno che ti dice, 'Hey vuoi fare una scena con Robert De Niro e Joaquin Phoenix?' metti da parte certe cose," aggiunge Maron riguardo la sua controversia.
"Ho passato una settimana a New York dove ho girato una scena con De Niro e Phoenix.
Non potevo crederci ma una volta li ero come 'Ci siamo. Mettiamoci al lavoro.'"

 

Non sappiamo di preciso quale parte sia stata interpretata, di preciso, da Maron ma sembra relativa al rapporto tra il personaggio di Phoenix e lo show presentato da quello di De Niro.

 

Maron ha brevemente descritto la sua esperienza sul set con De Niro, "è stato bello incontrarlo e lavorare con lui.
Non ero molto teso perchè (da "artisti irraggiungibili") tendono a diventare persone molto velocemente.
Quando non giri passi il tempo stando insieme.
Rimane comunque Robert De Niro e la delicatezza con la quale fa quello che fa è innata e stupefacente da guardare. E' una brava persona e anche un po' timida. E' stata una grande esperienza e non troppo cervellotica"

 

Parlando invece di Phoenix, sembra non ci sia stata occasione per Maron, che da questa intervista sembrava essere in vacanza premio, di avere un contatto personale con l'attore, costantemente calato nel personaggio, seguendo il metodo. 

 

"Non ho avuto una reale occasione di poter parlare con lui perché era piuttosto immerso nel Joker.
Pensavo tipo, 'Non andrò certo a disturbarlo'.
E va bene così: devi rispettare il processo altrui."

 

 

 


Se volete la mia, la scelta di fare questo film, è coraggiosa, tenendo in considerazione che una delle componenti che contribuisce a rendere affascinante l'iconografia del personaggio di Joker è proprio l'anonimato, il buco nero che si nasconde dietro un criminale che, per lo stesso Batman, è solo una maschera da clown senza identità e passato.

 

Non che la scelta di dare una storia di origini al personaggio sia inedita al cinema - il Batman di Tim Burton lo aveva già fatto - quanto nel fumetto.
Qualora foste interessati a leggere qualcosa, consiglio la sopracitata graphic novel di Moore, tanto quanto il recente Batman: Cavaliere Bianco, edito in Italia da RW Edizioni, che esplora una linea narrativa parallela, impegnandosi a dare una differente dimensione non solo alla dinamica distorta Batman/Joker ma anche alla figura dietro il volto bianco, del villain.
Nel caso siate proprio affamati e desiderosi di conoscere altre storie dove il Joker diventa centrale, anche in relazione alle sue origini, dei must read sono Morte Della Famiglia e Fine del Gioco, archi narrativi curati da Scott Snyder - nessuna parentela ... questo è bravo!.

 

Joker è atteso nelle sale americane per il 4 Ottobre e non si conosce ancora quella di distribuzione Italiana. 

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