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Strange Way of Life - Recensione: lo chiamavano queer western - Cannes 2023

A Cannes 76 Pedro Almodóvar presenta Strange Way of Life, cortometraggio che segna la sua seconda opera in lingua inglese dopo The Human Voice

Il Festival di Cannes 2023 è un festival dalle molte identità e una di queste è incarnata da Strange Way of Life, cortometraggio di Pedro Almodóvar con protagonisti Ethan Hawke e Pedro Pascal, in arrivo prossimamente in Italia grazie a MUBI. 

 

L'opera ha suscitato un discreto chiacchiericcio sfruttando principalmente due fattori: l'incredibile successo trovato da Pedro Pascal grazie al suo ruolo in The Last of Us e il tema queer che, per certi versi, è inedito rispetto al genere. 

L'idea di Almodóvar di girare un queer western è sostanzialmente una novità, anche considerando come il pensiero di spettatori e critici sia volato immediatamente a Brokeback Mountain di Ang Lee: neo-western che, come precisa lo stesso regista spagnolo, vede protagonisti due pastori, allontanandoci dall'immaginario più classico rispetto al genere del cowboy dei film di John Ford o dello spaghetti western di Sergio Leone.

 

Strange Way of Life vuole invece portarci nel vecchio West e cerca la polvere girando in Almeria, sfruttando i set costruiti per la Trilogia del dollaro di Leone.

 

[Il trailer di Strange Way of Life] 

 

 

Siamo nel 1910 e Silva (Pedro Pascal) attraversa il deserto per arrivare a Bitter Creek e incontrare lo sceriffo Jake (Ethan Hawke).

 

I due non si vedono da ben 25 anni e nonostante i loro caratteri opposti e un deserto spietato a dividerli per molto, troppo, tempo riescono a ritrovarsi per riprendere il loro rapporto esattamente da dove lo avevano lasciato. 

Tuttavia non è solo questo il motivo per il quale Silva è tornato da Jake e lo scontro tra i due cowboy sarà decisamente amaro (Bitter), sviluppando il cortometraggio sul contrasto emotivo al centro del rapporto tra di loro, che parleranno apertamente della "Strange Way of Life" scelta fino a quel momento. 

 

Almodóvar gioca sul titolo che, ispirato al famoso fado della cantante portoghese Amália Rodrigues, crea un interessante cortocircuito: guardando al West potrebbe essere lecito pensare che la Strange Way of Life sia quella queer, quando invece, come racconta la canzone, la vera stranezza è vivere una vita rifiutandosi di seguire le proprie pulsioni.

 

Con Strange Way of Life Almodóvar non tradisce se stesso e nemmeno il genere di riferimento che dice di amare, proponendo una storia che ha i totem del Cinema del regista spagnolo, compresa una scanzonata autoironia, come gli archetipi del western, qui presenti con il conflitto che mette faccia a faccia i due protagonisti. 

 

 

[Ethan Hawke e Pedro Pascal in un momento sul set]

 

 

Strange Way of Life è sulla carta un ottimo spunto per un queer western che, se dovesse diventare Cinema, meriterebbe un maggiore approfondimento dei personaggi e una regia che non tradisca i dettami visivi del genere, magari guardando più attentamente a John Ford, o anche un più moderno Taylor Sheridan, per poi contaminarlo con il romanticismo e l'estro di Almodóvar. 

 

Se dal punto di vista narrativo la sceneggiatura è quanto basta per reggere le esigenze di un cortometraggio, grazie anche alle performance di Pascal e Hawke, l'occhio dietro la macchina da presa non è sempre così attento e lungo i trenta minuti di durata il vantaggio delle location leoniane, invecchiate ulteriormente dal tempo, si perde.   

Strange Way of Life è a mio avviso un western visivamente poco ispirato: la fotografia non offre i quadri tipici del genere e dimentica di riflettere la polvere, il sudore e il sangue, componenti che anche nella logica di un film queer potevano dare passione e trasporto a una storia che spesso risulta troppo pulita e digitale per convincere pienamente.  

 

Il corto è sospinto dal peso dei nomi e solo un buono spunto rende davvero interessante la visione queer proposta in Strange Way of Life che, credo, gioverebbe di una ricerca più appassionata sia nella scrittura sia, in particolar modo, nella regia.  

 

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