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Delicatessen - Recensione: cult grottesco e multitonale

Tra distopico e horror, commedia grottesca e storia d'amore, Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro è a tutti gli effetti un cult di rifermento per ogni appassionato di Cinema   

Sono passati più di trent'anni dall'uscita di Delicatessen, eppure il lungometraggio d'esordio di Jean-Pierre Jeunet (Alien - La clonazione; Il favoloso mondo di Amélie) e Marc Caro (La città perduta) non ha perso una stilla della forza espressiva che lo ha elevato allo status di cult del grottesco, perla del Cinema weird internazionale. 

 

In un'epoca imprecisata la Francia versa in condizioni post-apocalittiche: una grande carestia - e la conseguente scomparsa di valuta monetaria - costringe la popolazione a una fame nera e (quasi) senza scampo. 

 

Nel paesino dove hanno luogo le vicende arriva Louison (Dominique Pinon), ex clown in cerca di lavoro che si rivolge a Clapet (Jean-Claude Dreyfus), proprietario di un condominio e, al contempo, viscido macellaio di Delicatessen, botteguccia alimentare situata a livello strada del palazzo popolato dai suoi affamatissimi affittuari.

 

[Il trailer internazionale di Delicatessen]



Louison prenderà servizio nel condominio come manutentore tuttofare, utilizzando le sue peculiari abilità di circense per i lavoretti di restauro dello stabile.

 

C'è tuttavia un piccolo particolare, non irrilevante, circa le abitudini di questo strano contesto abitativo: nella macelleria si servono le carni degli sventurati che capitano da quelle parti e degli affittuari insolventi.

Riuscirà l'ingenuo Louison - rappresentante morale dei sognatori - a non soccombere di fronte alla fame atavica dell'uomo, interessato solo a ingrassare le proprie carni riempiendosi la pancia a qualsiasi costo?

 

Nel 1992 Delicatessen si aggiudicò ben quattro riconoscimenti ai Premi César (Migliore Opera Prima, Migliore Sceneggiatura, Miglior Montaggio, Miglior Scenografia) diventando così il protagonista assoluto della kermesse francese, in coabitazione con lo strepitoso Tutte le mattine del mondo di Alain Corneau.

 

L'opera prima di Jeunet e Caro riuscì in questa impresa in virtù del suo ottimo amalgama tecnico-contenutistico: l'impianto scenografico semi teatrale di Miljen Kreka KljakovicAline Bonetto e dello stesso Caro; la fotografia - virata in ocra - di uno dei più rinomati direttori della fotografia mondiali, Darius Khondji (Seven, In Dreams, Funny Games); il montaggio perfettamente cadenzato da Hervé Schneid e un cast di enorme valore diretto con maestria (e con qualche vago intento espressionista, azzarderei) dalla coppia di registi, anche autori della sceneggiatura insieme a Gilles Adrien.

 

 

[Jean-Claude Dreyfus è Clapet, il temibile macellaio di Delicatessen]



Delicatessen è un film che danza elegantemente su una palese allegoria sociale - la lotta di classe oltre alla contrapposizione tra prede sognatrici e predatori razionali e feroci: "Ricchi di merda, se la cavano sempre" - ma è anche un'opera audiovisiva ricca di guizzi d'ingegno tecnico, spunti compositivi di grande livello e, soprattutto, di un mood narrativo multitonale che si mantiene in equilibrio tra la commedia grottesca, l'horror squinternato e la poetica storia d'amore. 

 

In una palazzina da apocalisse fumettistica - spinta ed eccessiva - popolata da strampalati aspiranti suicidi, bambini dispettosi e generici esseri umani dalle inclinazioni malsane, i suoni e i movimenti ritmici della quotidianità condominiale prendono vita, si animano in un concerto orchestrato dai direttori d'orchestra Jeunet e Caro.

 

I due, reduci dall'esperienza vignettistica nella rivista-cult Metal Hurlant, in Delicatessen profondono il loro spirito sovversivo con uno script originale e una messa in scena macchiettistica ultra-caricata, alla pari delle performance dell'intero cast. 

 

 

[I sorridenti trogloditi di Delicatessen

 

 

Il mondo affamato e distrutto creato dagli autori francesi ha un sapore straniante e scanzonato, vicino (e forse ispiratore) a quella weirdness che ha segnato cineasti noti per le loro mostruosità cinematografiche.

 

Per citarne uno su tutti faccio il nome di Álex de la Iglesia, papà di strane creature in pellicola come Azione Mutante (1993) e Ballata dell'odio e dell'amore (2010). 

 

A ben vedere, le ispirazioni di Jeunet e Caro si trovano anche in certi personaggi di Terry Gilliam, come nel caso dei sovversivi "trogloditi vegetariani", uomini e donne scafandrati che vivono nel sottosuolo e lottano contro i cannibali che popolano la Terra. 

Per alcuni aspetti - penso ai modi quasi schizofrenici e per il character design - possono portare alla memoria dello spettatore i "terroristi" di Brazil, capitanati dall'indomito Archibald "Harry" Tuttle (Robert De Niro).

 

Ma lo spirito weird di Delicatessen non è solo legato a personaggi che fabbricano scatoline che muggiscono o a cantine allagate dove inquietanti condomini si nutrono di lumache e altre viscide creature: è tutto il film a essere denso di situazioni e dinamiche assurde, a tratti stranianti, capaci di sbigottire lo spettatore per quanto sta osservando sullo schermo. 

 

Il risultato finale è quindi una creatura ibrida eccezionalmente performante, un film nato già cult e che ha proseguito imperterrito su questa strada per più di tre decenni, trasformandosi così in vero e proprio must-watch per ogni appassionato di Cinema che si rispetti.  

___________________

 

Delicatessen potete vederlo in streaming grazie a Iwonderfull, la piattaforma streaming di I Wonder Pictures: Iwonderfull la potete trovare su Prime Video e fare l’abbonamento con una prova gratuita di 7 giorni oppure sul loro sito abbonandovi direttamente lì! 

 

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