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The Loudest Voice: l'ascesa e la caduta di Roger Ailes

Correva l’anno 2014 quando il giornalista statunitense Gabriel Sherman dava alle stampe The Loudest Voice in the Room, biografia su Roger Ailes, presidente di Fox News.

 

 

Libro-inchiesta dalle tematiche scottanti, presto attirò le attenzioni di Blumhouse Television e Showtime, che a partire dal 2017 lavorarono alla realizzazione di The Loudest Voice, miniserie andata poi in onda nel 2019.

 

I suoi sette episodi si concentrano sull’ultima parte della vita di Roger Ailes, partendo dal 1995: è questo l’anno in cui Ailes contribuì (insieme a Rupert Murdoch) alla fondazione di Fox News, oggi il canale di news H24 più seguito negli Stati Uniti.

 

[Trailer originale di The Loudest Voice]

 

 

 

L’ascesa di Ailes nel settore dell’informazione va di pari passo con la sua discesa negli abissi della morale.

 

Accusato di molestie sessuali da una nutrita schiera di sue collaboratrici, Ailes sarà licenziato dalla Fox morendo poi nel maggio 2017, pochi mesi dopo l'elezione di Donald Trump a presidente USA, alla quale sembra aver contribuito nell’ombra.

 

Chiaramente, le vicissitudini del protagonista fungono anche da pretesto per raccontare gli ultimi venti anni di storia americana: particolare rilevanza è data all’attentato terroristico alle Torri Gemelle l'11 settembre 2001; è trattata anche l'elezione a presidente di Barack Obama, avvenuta nel 2008 (con seguente rielezione nel 2012).

 

 

[La copertina del libro di Gabriel Sherman, su cui si basa The Loudest Voice]

 

 

Fulcro della narrazion di The Loudest Voice è indubbiamente Roger Ailes: magistralmente interpretato da un irriconoscibile Russell Crowe (e un plauso va ai truccatori che hanno lavorato alla miniserie), è una figura dalla mente - a suo modo - brillante, capace di prevedere cosa vuole il pubblico e in grado di soddisfarlo.

 

 

Novello Catone il Censore, Ailes difende i valori della patria, proteggendoli (nella sua sua visione distorta) da tutto ciò che è anti-americano. 

 

Tuttavia, alle sue abilità in campo lavorativo si accompagna una personalità prepotente e prevaricatrice: grasso, conservatore e paranoico (come egli stesso si descrive), è pronto a tutto pur di rendere Fox News il canale di punta dell’informazione americana.

 

 

E questo è uno dei temi principali di The Loudest Voice: il potere, e le responsabilità, del giornalismo.

 

 

[Russell Crowe in The Loudest Voice e Roger Ailes a confronto]

 

 

 

Consapevole del fatto che gli spettatori preferiscano essere informati rispetto all’essere veramente informati, Ailes detta le regole del gioco: è un convinto sostenitore della causa repubblicana, cerca pertanto in ogni modo di accaparrarsi le simpatie dei conservatori, privi di un’emittente TV che dia loro voce, screditando a più riprese gli avversari democratici attraverso la manipolazione delle notizie e la diffusione di pettegolezzi dalla dubbia veridicità.

 

Bersaglio grosso di Ailes è soprattutto Barack Obama, del quale impone di mettere in risalto il suo secondo nome, che per ironia della sorte è Hussein, criticando ogni sua singola mossa politica.

 

In questo senso, il modus operandi di Ailes è molto simile a quello di giornalisti e - cosa sconcertante – di politici contemporanei, che a colpi di post e tweet sui social cercano di influenzare l’opinione pubblica nell’era della post-verità, dove non importa se le notizie siano vere o false.

 

 

L'importante è che se ne parli, e al diavolo l’imparzialità.

 

 

 

 

Oggi affiancato da Facebook e Twitter, fino agli anni 2000 era principalmente il medium televisivo a fungere da cassa di risonanza per tali seminatori di discordie.

 

Lo strapotere di Ailes viene fermato da un gruppo di donne che, dopo anni di soprusi, decidono di uscire allo scoperto e denunciare le molestie subite.

 

Alla loro guida c’è la conduttrice Gretchen Carlson, nei cui panni in The Loudest Voice recita Naomi Watts.

 

Non a caso Sesso e potere è il sottotitolo nella versione italiana, e ben delinea le assi portanti della miniserie.

 

L'opera illustra con grande efficacia le dinamiche comportamentali che possono verificarsi in casi del genere, smontando anche alcune argomentazioni utilizzate dai detrattori dei movimenti a difesa delle donne: ad esempio, perché le vittime di molestie non denunciano immediatamente i loro carnefici?

Tardano ad agire anche per un loro tornaconto personale?

 

 

La risposta - naturalmente - è no.

 

 

[Il cast di The Loudest Voice]

 

 

Sicuramente c’è una forte disparità nelle forze in campo: da un lato c’è Roger Ailes, presidente di Fox News, fine conoscitore del mondo politico, apprezzato da molte personalità in vista della società americana; dall’altro ci sono delle donne le cui esistenze - tranne alcune eccezioni - rasentano l’anonimato.

 

Conduttrici, segretarie, stagiste che potrebbero perdere il posto di lavoro se solo provassero a scalfire l’immagine pubblica di Ailes, con quest’ultimo e i suoi avvocati che renderebbero la loro vita un inferno in ogni modo possibile e immaginabile.

 

Stando così le cose, è comprensibile che non tutte le donne abbiano il coraggio di uscire allo scoperto: fortunatamente, c’è chi ha la forza mentale per farlo e resistere all’urto degli eventi.

Nel caso di The Loudest Voice è Gretchen Carlson che trova il coraggio di registrare gli sgradevoli momenti privati trascorsi in compagnia con Ailes, arrivando infine a intentargli causa e mostrando all’opinione pubblica la sua vera natura.

 

Per mera cronaca, il procedimento legale terminerà con un patteggiamento, un risarcimento milionario per la vittima, scuse pubbliche e un accordo di riservatezza.

 

 

Oltre ai già citati Crowe e Watts, nel cast di The Loudest Voice figurano anche Sienna Miller (nei panni di Beth, moglie di Ailes) e Seth McFarlane.

 

Si ricorda che la serie è stata ideata da Tom McCarthy, vincitore del Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale per Il caso Spotlight nel 2016.

 

 

 

 

Dietro la macchina di presa si sono poi alternati diversi registi dalla conclamata professionalità, come Jeremy Podeswa (nome noto agli appassionati di Game of Thrones) e Stephen Frears (Le relazioni pericolose, The Queen).

 

Buon successo di pubblico, The Loudest Voice ha spaccato la critica statunitense in due; ciò non le ha impedito di essere nominata per due Golden Globe e di vincerne uno grazie alla performance di Crowe.

 

Resta da dire che, curiosamente, The Loudest Voice non è l’unica opera audiovisiva dedicata alla figura di Roger Ailes.

 

Dedicato allo scandalo sessuale che lo ha visto coinvolto, sempre nel 2019 è uscito nelle sale americane Bombshell, film diretto da Jay Roach, con Nicole Kidman, Charlize Theron e John Lithgow, che in Italia è visibile sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video.

 

Caldamente consigliata agli appassionati di politica e giornalismo made in USA, The Loudest Voice è attualmente disponibile su Sky.  

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