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Diamanti grezzi - Recensione: scommetteresti mai sulla tua vita?

Diciamocelo: quando esce un film che ha come protagonista Adam Sandler in pochi, pochissimi - salvo i fan più accaniti dell'attore newyorkese - ne aspettano con ansia l'uscita. Quando però la pellicola in questione è prodotta da Martin Scorsese le aspettative sono diverse. 

 

 

Diamanti Grezzi è il terzo lungometraggio diretto dai fratelli Josh e Benny Safdie che, dopo vari cortometraggi e il loro primo film Heaven knows what, sono balzati agli occhi della critica con il bellissimo Good Time, un'opera indipendente con protagonista Robert Pattinson.

  

Seppur giovani, i due cineasti newyorkesi hanno saputo fin da subito imprimere un proprio stile che li rendesse riconoscibili. 

 

Diamanti grezzi infatti è caratterizzato da un ritmo adrenalinico dettato dalle musiche sperimentali al sintetizzatore di Oneohtrix Point Never che, in prima battuta, sembrano strizzare l'occhio a Vangelis e Wendy Carlos per poi esaurirsi nei titoli di coda con L'Amour Toujours del nostro Gigi Dag nazionale (giuro: è tutto vero).

 

Se si aggiunge un sapiente uso della macchina "a mano" e dialoghi nevrotici che rispecchiano lo stato d'animo del protagonista, allora il quadro può dirsi completo.

 

Diamanti grezzi prende tutti questi elementi e li esalta fino all'esasperazione.

 

Howard Ratner - un meraviglioso Adam Sandler - è un gioielliere ebreo proprietario di un negozio nel Diamond District di New York.

Howard fin da subito deve vedersela con dei creditori che lo assillano per avere indietro i propri soldi, che Ratner scommette in maniera compulsiva sui risultati delle partite NBA dei Boston Celtics.

 

Quando però gli viene consegnato un prezioso opale, sembra che sia arrivato per lui il momento di risollevarsi.

 

 

[Adam Sandler con i fratelli Safdie]

 

 

Diamanti grezzi ci catapulta in una vita confusionaria, veloce, pericolosa ma incredibilmente eccitante: quella di Howard Ratner.

 

Le disavventure del gioielliere, però, vengono utilizzate come pretesto dai fratelli Safdie per parlarci dell'essere umano e della sua innata voglia di rischiare, mettersi in gioco, perdere e poi risorgere come l'araba fenice. 

 

Come già accaduto in Good Time, anche in Uncut Gems (questo il titolo originale del film) i due registi newyorkesi scavano a fondo nel loro protagonista: se all'inizio possiamo pensare di assistere semplicemente alle vicende di un personaggio fittizio, verso la fine capiremo come i Safdie ci vogliano parlare invece dell'uomo, della sua natura più intima, mettendo a nudo ogni aspetto di Howard.

 

Il personaggio interpretato da Adam Sandler, a un certo punto della storia, impegna un anello di Kevin Garnett  (sì, proprio quel Kevin Garnett) non per avidità, ma per poter aver dei soldi da scommettere per riprendersi tutto ciò che ha perso, per poi ritentare la fortuna di nuovo.
Un circolo vizioso incredibilmente adrenalinico e pericoloso.

 

Quante volte - a ognuno di noi - è successo di scommettere più o meno metaforicamente su qualcosa?

E quanto è esaltante il momento della vittoria o deprimente quello della sconfitta? 

 

 

 

Diamanti Grezzi ci vuole parlare proprio di questo, a partire già dal titolo: il termine Uncut Gems si riferisce infatti a quelle gemme grezze che, per acquisire splendore, hanno bisogno di anni e anni di lavorazione per poi scintillare in tutta la loro magnificenza.

 

E l'attesa stressante, eccitante e nevrotica che anticipa il momento in cui scopriremo se abbiamo "fatto centro" o perso tutto è una sensazione unica.

 

I concetti appena citati vengono ben trasposti sullo schermo dai fratelli Safdie che, attraverso un sapiente uso della macchina da presa e del montaggio, rappresentano in modo veritiero la vita e la caduta di Howard, interpretato da un Adam Sandler in quella che è a tutti gli effetti una delle migliori prove di recitazione della sua carriera.

 

 

 

 

Il suo personaggio è nevrotico, ansioso, parla continuamente al telefono, ma al tempo stesso riesce a essere un padre di famiglia e avere una relazione amorosa extraconiugale con una sua dipendente.

 

La presenza scenica di Adam Sandler è incredibile, i complimenti da Daniel Day-Lewis non si ricevono per caso: l'attore impersona un uomo che è completamente fuori dagli standard dei personaggi a cui ha dato vita in passato. 

Una scelta operata dai fratelli Safdie che risulta essere una mossa assolutamente vincente.

 

Il gioielliere ebreo non è il classico personaggio con cui si può empatizzare, anche perché non ha un'evoluzione, ma il modo in cui Adam Sandler lo interpreta ci porta inspiegabilmente a fare il tifo per lui, sempre e comunque. 

 

Spesso, però, le scelte di Howard risultano essere velleitarie - come ammesso dallo stesso protagonista - e, in quanto tali, lo porteranno a scommettere inconsapevolmente sulla propria vita.

 

Vincendo e perdendo allo stesso tempo.

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12 commenti

Mike

1 mese fa

molto interessante! da mettere in lista!

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Nic Cage

1 mese fa

Nel complesso un buon film .. devo dire che i ritmi forsennati della prima parte del film, quei dialoghi molte volte sovrapposti e quella "caciara" di voci mettono a dura prova lo spettatore però devo dire che per un certo senso lo catturano e lo tengono in costante apprensione per tutte le vicissitudini del protagonista amante del rischio e della scommessa ..

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Nic Cage

1 mese fa

Era già nella lista "Da vedere" e questa recensione mi conferma che la visione sarà meritevole .. inoltre recupererò anche  Good Time con l'occasione ;) ;) Grazie mille

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Biagio Turtula

1 mese fa

Concordo perfettamente con quanto scritto nella recensione, il ritmo frenetico riesce a catturare lo spettatore facendolo catapultare in un mondo caotico che i giovani registi riescono a catturare alla perfezione, offrendo uno spaccato sulla vita rocambolesca e mai certa delle scommesse e riuscendo così a dare una dimensione reale a questo loro lavoro.

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Ettore Rocchi

2 mesi fa

Lo metto senz'altro in lista!

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Antonella

2 mesi fa

Ottima analisi, prima di vedere il film non avevo letto nulla sulla trama, curiosa di vedere cosa celasse il grande successo ottenuto in America l'ho visto recentemente, e devo dire che la performance di Sandler è notevole, non mi aspettavo di vedere molte cose, ha un ritmo molto veloce ma non dispersivo, ho letto tipico dei registi di cui pero per ora ho visto solo questo film, nel complesso buon film!

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Giulia Quercia

2 mesi fa

L’analisi l’ho trovata molto accurata. Personalmente non apprezzo Adam Sandler, ho preferito di gran lunga Good Time di Safdie. Diamanti Grezzi credo sia l’ennesima produzione Netflix buttata lí tanto per “arricchire” il catalogo, ma per farlo cosí sarebbe meglio limitarsi ad acquistare titoli. Ci sanno fare molto di piú con le serie che con i film. Scorsese dovrebbe rivedere un po’ i suoi standard. I ritmi cosí frenetici e i dialoghi sovrapposti sovrastati da questa colonna sonora esaustiva sono a dir poco insopportabili e costruiti apposta per bilanciare e nascondere una scrittura e una struttura a dir poco deboli. Ma è un mio personalissimo giudizio.

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Andrea Ginanni

2 mesi fa

All'inizio lo volevo vedere solo per Garnett, non essendo grande fan di Adam Sendler...però ne stanno parlando molto bene e mi ha reso curioso...

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Claudio Bertelle

2 mesi fa

Non è proprio mio genere ma lo metto in lista.

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Greta Soncin

2 mesi fa

Sono decisamente curiosa di vederlo, Good Time mi è piaciuto molto

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