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Frozen II - Il Segreto di Arendelle: la magia del cambiamento - Recensione

Frozen II - Il Segreto di Arendelle è il sequel del film di animazione Frozen - Il Regno di Ghiaccio del 2013 diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, con una sceneggatura della stessa Lee, prodotto dai Walt Disney Animation Studios.

 

 

Elementale, Watson!

 

Frozen è stato un fenomeno tutto particolare alla sua uscita: dopo essere stato un successo di pubblico e critica divenne improvvisamente oggetto di aspre critiche, complice anche l'enorme successo della canzone All'alba sorgerò (Let it go) e della sua invasione del web con cover, parodie e reinterpretazioni varie.

 

Se normalmente il seguito di un classico Disney non viene visto di buon occhio, Frozen II - il Segreto di Arendelle è come lo sfigato della classe che si presenta alla festa di fine anno, dispiacendo tutti: per farsi accettare, deve dimostrare di meritare di essere lì, stupendo tutti ancora di più di tutti gli altri.

 

[Trailer internazionale di Frozen II - il Segreto di Arendelle]

 

 

Che rumore fa il cambiamento?

 

Frozen II - Il Segreto di Arendelle è ambientato tre anni dopo il primo film e vede protagonisti sempre Anna, Elsa, Kristoff, Olaf e Sven.

 

Arendelle pare vivere tranquilla sotto il regno di Elsa, ma anche i protagonisti sanno che la tranquillità non significa l'assenza di cambiamento, che avviene sempre e comunque.

 

Neanche loro, però, sospettano che il cambiamento significhi la messa in pericolo dell'intero regno al risveglio di antichi spiriti elementali che pare vogliano distruggerlo.

 

È questo che segna l'inizio dell'avventura dei nostri protagonisti, che si trovano a combattere per il bene comune tentando di non dover sacrificare, nel frattempo, le proprie vite - sia letteralmente che metaforicamente. 

 

 

 

 

È interessante il lavoro che viene fatto in Frozen II - Il Segreto di Arendelle per dare a ogni personaggio una sua sottotrama ampliando quella principale, anziché soffocarla accidentalmente, e riuscendo così ad amplificare il messaggio principale senza però puntare tutto su quel singolo insegnamento.

 

Degno di nota anche il lavoro fatto nel costruire una storia con grandi momenti di tristezza, ma che non rinuncia alla giusta dose d'ironia, come secondo la più classica tradizione Disney.

 

La storia è inoltre molto lineare, ma riesce a trovare lo spazio e il modo giusto per rispondere ad alcuni interessanti quesiti che erano nati dopo i fatti del primo Frozen. 

 

[Trailer italiano di Frozen II - Il Segreto di Arendelle]

 

 

Canto dunque sono

 

Se il primo Frozen era incentrato sull'accettare se stessi, ed era un film rischioso e sperimentale sotto diversi aspetti, Frozen II - Il Segreto di Arendelle è un film su quello che si deve fare per crescere, dopo essersi accettati, e di come la crescita non smetta effettivamente mai, riuscendo ad essere un film che non ha più paura di osare.

 

 

Questo porta Frozen II - Il Segreto di Arendelle ad essere un musical a tutti gli effetti che abbraccia il lato più drammatico e gotico, arrivando a utilizzare ed esplorare temi inaspettati come il nichilismo.


Il tutto non oscura l'aspetto fiabesco della storia e anzi, Frozen II - Il Segreto di Arendelle sembra voler essere l'ennesima dimostrazione, seppur diversa da tutte quelle che ci sono state già mostrate dalla Disney, che le favole sono meravigliose storie di crescita, scoperta e accettazione di sé, anche e soprattutto grazie al loro aspetto meno gentile e morbido.

 

Nel veicolare ciò Frozen II - Il Segreto di Arendelle è aiutato molto dalle sue canzoni che, oltre ad essere parte integrante delle varie sottotrame e della trama principale, riescono a esprimere in modo ancora più potente le emozioni che permeano le varie fasi della storia. 

 

 

 

 

Un pupazzo di neve è per sempre

 

Parlando di un film Disney sembra quasi superfluo menzionare che l'animazione 3D è al meglio, che riesce ad essere realistica al punto giusto quando la scena lo richiede, e a far effettivamente immedesimare meglio lo spettatore in personaggi immaginari, anche se dotati di poteri sbalorditivi.

 

Sembra perciò quasi ovvio e sottinteso che in Frozen II - Il Segreto di Arendelle il realismo non è esagerato - come accade oggigiorno in alcuni film animati - non danneggiando, quindi, l'atmosfera magica e a tratti mitologica che permea il nuovo capitolo delle avventure di Anna, Elsa, Kristoff, Olaf e Sven e anzi riesce ad essere perfino poetica e a rendere memorabili alcuni momenti del film, sposandosi perfettamente con le musiche e le canzoni, rendendo ancora più efficaci alcuni tra i momenti più topici della storia.

 

Però a volte l'ovvio va ripetuto, per evitare che la sua importanza venga sottovalutata.

 

 

 

 

Frozen II - I segreti di Arendelle è un film che non solo non delude le aspettative, ma si dimostra a mio avviso capace di sorprendere e meravigliare anche un pubblico più maturo, e la cosa vale anche per coloro che non sono fan Disney duri e puri.

 

Ovviamente straconsigliatissimo (Accademia della Crusca perdoname por mi vida loca) per le famiglie, è un film consigliato anche per quelli che si riservano di vedere film di animazione più adulti e maturi.

 

 

Il mio voto è un meritatissimo 85%.

 

Il 90% non è possibile solo per alcuni significativi problemi di adattamento nei testi delle canzoni in italiano che, come già dimostrato in altri Classici Disney anche molto prima di Frozen, ci sono sempre e comunque e non vanno affatto a sminuire il lavoro, come sempre impressionantemente buono, fatto da adattatori e doppiatori italiani. 

 

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2 commenti

Sara Pastura

8 giorni fa

Visto qualche giorno fa in lingua originale, mi è piaciuto molto e lo metto allo stesso livello del primo.
Vedere una fiaba Disney in cui le protagoniste sono donne forti, indipendenti, che nella maggior parte dei casi si salvano da sole e riescono a imparare dai propri errori è un toccasana per l’anima di chi si ritrova perfettamente in questa descrizione.
Ho riso (La canzone di Kristoff mi ha fatto spaccare), pianto e applaudito e sono rimasta a bocca aperta per la resa di alcune scene (Elsa e il cavallo!).
La forza di Let it go non ce l’ha nessuna canzone, ma premettendo che uno dei miei telefilm preferiti è Glee, non posso che amare l’interpretazione di Idina Menzel (E Jonathan Groff).
Quindi siccome l’ho visto in originale, al 90% ci arrivo 😁

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Alessandro Ferrante

8 giorni fa

I trailer usciti finora non mi avevano convinto molto ma credo che gli darò un'occasione dopo aver letto questa recensione. Mi piace molto un film d'animazione che ha coraggio di trattare la storia in maniera matura, crescendo di pari passo col pubblico che lo segue, come è stata la saga di dragon trainer.

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