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Shining Extended Edition: la splendida festa di morte si allunga - Recensione

''[...] trovo che Shining non sia un grande film. Non credo che lui (Kubrick) abbia mai capito veramente il genere horror. Non credo abbia capito fino in fondo cosa stava facendo. Il libro era pieno di immagini forti e suggestive ma non credo che lui le abbia sentite veramente'' - David Cronenberg

 

Per quanto la parola del regista canadese papà del Body Horror sia considerata come legge da molti appassionati del genere horror, nelle frasi sopracitate - secondo chi scrive - non c'è la minima traccia di verità.


Il film del 1980 diretto da Stanley Kubrick - al netto di fastidiose e sterili diatribe con Stephen King - è e resterà per sempre uno dei capisaldi del Cinema mondiale.

 

E con pieno merito.

 

 

 

Per il semplice fatto che Shining è un prodotto cinematografico costruito su immagini, simmetrie, musiche e prove di recitazione che riescono a immergere completamente nello sgomento lo spettatore, a prescindere dalla sua età o dal numero di visioni precedenti.

E un effetto di questo tipo, perdonatemi, non credo si possa raggiungere nel caso in cui il direttore d'orchestra di un film, il regista, non "senta" veramente la narrazione che sta proponendo al suo pubblico.

 

Il percorso dello spettatore all'interno dell'Overlook Hotel - a tutti gli effetti un organismo vivente e mostruoso - è permeato costantemente da una sensazione di insicurezza (persino cronologica, nonostante i "finti puntelli" temporali usati da Kubrick) e angoscia che gli attanaglia lo stomaco dal primo minuto di proiezione fino alla sua conclusione. 

 

 

 

 

Shining, al contrario della filmografia di Cronenberg, non vive di particolari sottotesti concettuali, sociali o politici.

 

E non lo fa perché non ne ha bisogno, gli basta essere ciò che è, nella sua incredibile e meravigliosa semplicità: un racconto dell'orrore, pieno di spettri, cimiteri indiani e omicidi sinistri.

Ci spiace, Cronny, non saranno VHS estratte dalla viva carne di James Woods, ma queste sensazioni non si discutono.

 

Shining è semplicemente Shining: un viaggio disagevole e orrorifico all'interno di rappresentazioni costruite su quadri dominati dal rosso del sangue e da colori sempre più spenti e cupi lungo l'incedere nella pazzia di Jack Torrence, il personaggio interpretato da Jack Nicholson in una delle prove di recitazione più clamorose della sua carriera.

Accanto a lui si muovono Shelley Duvall (vessata e messa costantemente sotto pressione da Kubrick durante le riprese), Danny Lloyd e Scatman Crothers, vincitore del Saturn Award per la sua interpretazione nel film.

 

 

[Shining 1 - Cronenberg 0. E Jack se la ride] 

 

 

La fotografia - più che all'altezza del romanzo del Re del Terrore - venne curata da John Alcott, già collaboratore di Kubrick sui precedenti Arancia Meccanica e Barry Lyndon, nonché DoP della scena de L'Alba dell'Uomo in 2001: Odissea nello Spazio

 

La colonna sonora, cupa, angosciante e onnipresente fu saggiamente affidata a Wendy Carlospioniera della musica elettronica e del sintetizzatore Moog e al compositore Krzysztof Penderecki, anche lui vincitore del Saturn Award per Shining.

 

Qualcuno non conosce ancora la trama di Shining?

 

 

Sul serio?
Rimediamo.

 

 

["Sono il lupo cattiiiivoooo!"]

 

 

Jack Torrance, ex insegnante e scrittore in erba, viene assunto come guardiano dell’Overlook Hotel (vero protagonista della storia insieme a Nicholson), un albergo tanto luminoso e pieno di vita nella bella stagione quanto oscuro e desolato nel corso del periodo invernale che la famiglia Torrance dovrà tascorrere lì in isolamento forzato.

Ma il complesso alberghiero, oltre che per lusso e imponenza, è famoso per un tragico avvenimento: all'interno dell'hotel, anni prima dell'arrivo di Jack, Danny e Wendy avvenne una terribile e oscura tragedia.

 

Il custode precedente, Dalbert Grady (Philip Stone), colto da un'improvvisa e apparentemente immotivata follia, uccise a colpi d'ascia moglie e figlie per poi "mettersi la doppietta in bocca" trovando finalmente il buio dell'oblio e della pace.

La storia - che sembra essere destinata all'eterno ritorno dell'uguale - si ripeterà?

 

 

 

 

In occasione dell'uscita di Doctor Sleep di Mike Flanagan, il film di Kubrick - che all'epoca fu buffamente candidato ai Razzie Awards per la peggior regia - è tornato nelle sale dopo 39 anni in una versione estesa contenente 24 minuti di scene inedite che ci aiutano a contestualizzare e comprendere meglio alcune dinamiche narrative dell'intreccio. 

 

Dalla crisi di Danny prima della partenza per l'Overlook al colloquio lavorativo "completo" di Jack, in questa edizione speciale lo spettatore è ulteriormente agevolato e libero di cogliere tutte le nuove sfumature narrative che accompagneranno il suo incedere all'interno di questa splendida festa di morte.

 

 

 

Shining di Stanley Kubrick è un capolavoro.

 

È Storia del Cinema Moderno.

Puro e semplice.


Da questo fatto non si può scappare o nascondersi.

 

In caso contrario, le immagini agghiaccianti della megera nella camera 237, delle gemelline che infestano i labirintici corridoi dell'Overlook e degli sguardi allucinati di Jack saranno pronte a rincorrerci finché, urlando, non saremo pronti ad abiurare di fronte alla potenza di questo inimitabile racconto dell'orrore.

 

 

 


Nel caso vogliate prapararvi al meglio per la versione estesa di Shining, vi lascio con 8 gustosissimi CineFacts relativi al terz'ultimo lavoro del maestro Stanley Kubrick.

 

Bene: ora siete pronti per andare a giocare per sempre.

Per sempre. 
Per sempre.

 

Shining Extended Edition potete trovarlo in esclusiva solo sulla piattaforma Infinity, in regalo fino al 7 novembre!

 


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1 commento

Jaimy

9 giorni fa

Bella recensione, sono d'accordissimo su tutto. Tuttavia quando l'ho visto già diversi anni fa continuavo a ripetermi come mi aspettassi qualcosa di più, forze a causa del fatto che avevo appena letto il libro

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