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Chi dovrebbe guardare BoJack Horseman e perché

Premetto: sono un animale da sala. Al cinema annullo la mia vita e allo stesso tempo mi sento viva.

Non mi piace neanche molto fare sport infatti non pratico neanche l’attività preferita dai millenials: il binge watching. Per vari motivi, tra cui questo, ho aspettato per stipulare il patto con il demonio altresì detto l’abbonamento a Netflix. Un giorno però ho voluto dare ascolto ad un amico.

Glielo dovevo perché è uno dei pochi che ogni tanto guarda i film che gli consiglio o forse ha applicato la giusta dose di insistenza. Fu allora che decisi di guardare il primo episodio di BoJack Horseman.

 

La serie parla di vuoti e contraddizioni nello star system hollywooddiano in un mondo popolato da esseri umani e animali antropomorfi. Il protagonista è BoJack Horseman, cavallo di mezza età, che vive di rendita dopo essere stato reso celebre da una sit-com negli anni ’90. I presupposti ci sono tutti: cartone coloratissimo, ironia scortese, materiale infinito per memes. Pare l’ennesimo riverbero della mastodontica riserva di sarcasmo di South Park.

Perfetto da guardare all’ora di pranzo, quando mangi solo una minestrina già pronta e la tv non è più in grado di offrirti ciò che vuoi, tra repliche di serie e trasmissioni riproposte all’infinito e la ricerca di crudezza dovuta ad una vita continuamente alla ricerca di ... per farla breve: credevo che BoJack Horseman fosse una sitcom leggera e cinica. Niente di più sbagliato.

 

“Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell'uretra. E a volte quando torni a casa dopo un giornata di calci nell'uretra ti va solo di guardare uno show su gente amabile dove si vogliono tutti bene. E dove qualunque cosa succeda alla fine di quella mezz'ora, be', è tornato tutto a posto. No, sai, perché nella vita vera... ho già detto quella cosa lì dell'uretra” (1x01)

 

 

Arriviamo al punto: chi dovrebbe guardare BoJack Horseman? E perché dovrebbe farlo?


- Chi continua a sentirsi inadeguato, insicuro e inutile anche dopo aver superato l’adolescenza


Cosa ci dovrebbe essere in comune tra un essere umano qualsiasi, un banale medioman, e un attore ricchissimo con una villa favolosa e che oltretutto è persino un cavallo?

Molto più di quanto si crede.

BoJack è apparentemente cinico e incapace di amare. In realtà la serie ci accompagna nel suo passato e nella sua testa, ogni puntata ad un livello sempre più profondo, fino a connettere i tasselli del puzzle e capire cosa ha reso BoJack Horseman uno “stupid piece of shit” (04x06) 

 

Un dolore esistenziale che ha radici profonde, un vero e proprio retaggio, un marchio di famiglia che ha portato BoJack a compiere sempre scelte sbagliate. Vedendo BoJack Horseman non si è solo di fronte ad un cinico mondo di maschere, ma quasi in mezzo ad un gruppo di amici. I personaggi principali non si sentono mai adeguati come amici, fidanzati, amanti, coniugi, attori, agenti o semplicemente come adulti.

 

 


- Chi almeno una volta si è promesso di cambiare, migliorare, incominciare una vita sana... ma non ci è riuscito.


“Conosce quella vecchia battuta: quanti psicologi ci vogliono per cambiare una lampadina? E la risposta è: solo uno, ma la lampadina deve voler cambiare!” (3x07)

 

Nella mia vita ho conosciuto persone incredibili, persone che hanno lottato contro le più atroci sofferenze, ma si sono sempre rialzate e hanno superato tutte le aspettative… grazie ad una volontà invincibile. Nell’universo di BoJack Horseman i personaggi sono abbonati al domani cambierò.

Lunedì cambierò. Incomincerò la dieta, jogging ogni mattina e fra un anno sarò una persona nuova, avrò nuovi amici, un hobby costruttivo, smetterò di bere, di drogarmi, di comportarmi male. Domani mi realizzerò.

 

Quel domani però non trova mai la dimensione del presente e nonostante le buone intenzioni e frasi motivazionali incredibilmente convincenti i personaggi di BoJack, soprattutto il protagonista, cadono e si rialzano in continuazione.

Se da un lato il tempo è una linea dritta dall’altra l’esistenza ha un andamento più simile a quello delle montagne russe senza un punto di arrivo: tra nausee, salite, discese, respiri trattenuti, percorsi ciclici, errori ripetuti ed abitudini sbagliate, il mondo di Hollywoo non offre una vera e propria ricompensa alla fine di un ipotetico percorso di crescita.

 

Sono diversi i motivi. Basti pensare banalmente alla pigrizia e al vizio: BoJack corre, ma si stanca presto, non riesce a trattenersi dal mangiare dolcetti, perché si adagia nella sua opulenza e nella sua fama.

Oppure per la paura di non riuscire ad ottenere i risultati desiderati al costo di tanto impegno. Oppure perché si è degli incommensurabili stronzi patologicamente insicuri: BoJack su tutti preferisce che una rottura con un’altra persona sia dovuta non ad un’incompatibilità, non al suo carattere, non alla sua essenza ma ad un’azione negativa.

 

 

-Chi apprezza i camei, l’ironia tipicamente americana sullo star system di Hollywoo(d).

 

“Gli assistenti sono come i fratelli Belushi. I buoni se ne vanno troppo presto e quelli cattivi, mai” (2x01)


Questo potrebbe essere banale, ma non lo è. Alcune persone amano solo la satira sul proprio paese d’origine e magari sono un po’ fuori dagli schemi televisivi statunitensi. Se il lato drammatico e psicologico è universale, il lato comico oscilla tra la demenzialità oltre misura, rappresentata principalmente dalla combo Todd - Mr Peanutbutter, e la componente satirica fortemente territoriale. Se non apprezzate questi due elementi BoJack Horseman non è per voi perché una prodotto del genere è, non dimentichiamolo, nato prima di tutto per ridere.

 

Persino i doppiatori dei personaggi principali sono attori famosi: Will Arnett, Aaron Paul e Alison Brie vi dicono qualcosa? Sono moltissime le guest star che si sono prestate a parti, più o meno piccole, tra le più interessanti possiamo ricordare Naomi Watts, che interpreta Diane in un film biografico su Mr Peanutbutter, Andrew Garfield fidanzatino d’America, Daniel Radcliffe star di una delle puntate più divertenti delle quattro stagioni, Zach Braff a cui è riservata una piccola parte ma davvero indimenticabile.

Merita una menzione d’onore Jessica Biel, ex moglie di Mr Peanutbutter, nella serie è irascibile, malefica e superficiale, incapace di apprezzare l’avocado (e chi mai si fiderebbe di qualcuno a cui non piace l’avocado?), ma come persona si mostra incredibilmente autoironica e capace di non prendersi sul serio.

 

D'altro canto probabilmente il personaggio più assurdo è quello dell'attrice caratterista Margo Martindale, le cui divertentissime gag reggono interi episodi. 

 

 


- Chi è stanco di personaggi femminili stereotipati.


Trovare un prodotto che parli di femminismo senza noiosamente retorico è difficilissimo, film o telefilm che sia: da un lato molto spesso le donne vengono rappresentate come vittime e dall’altro come eroine senza macchia e senza paura. L’ideologia traspare troppo palesemente sfavorendo notevolmente il lato artistico e molto spesso anche la caratterizzazione dei personaggi femminili viene ridotta in favore del messaggio.

 

BoJack Horseman affronta il tema in modo magistrale: le donne, gatte rosa o umane che siano, sono rappresentate in modo assolutamente realistico mentre affrontano gioie, dolori e contraddizioni. C’è Diane, dichiarata femminista della terza ondata, che cerca di ribellarsi contro l’omertà dello star system riguardo la violenza, contro un modello di famiglia fallocentrico e contro il ruolo di moglie docile di un personaggio famoso, persino prodigandosi per la promozione dell’autodifesa femminile. Le sue lotte sono quasi sempre un flop, ma nonostante le sue tendenze autodistruttive e i fallimenti con le relative sbronze annesse Diane è destinata a riprovarci e, purtroppo o per fortuna, scendere a volte anche a compromessi.

 

C’è Princess Carolyn che spesso non riesce a conciliare la carriera e la voglia di amare; al termine della quarta stagione non sappiamo se riuscirà a realizzare il sogno di formare una famiglia, in barba ai suoi problemi riproduttivi e ai suoi stressanti impegni lavorativi da manager, questioni troppo spigolose persino per chi l’ha veramente amata. Quello che sappiamo è che Princess Carolyn è una gatta e come tale cade sempre in piedi.

 

Viene trattato anche il tema dell’aborto, sia volontario e che spontaneo e sofferto. Una cantante pop adolescente, Sextina Aquafina, scrive a riguardo una canzone molto violenta: nonostante i toni eccessivi viene vissuta come una sorta di sdrammatizzazione, una provocazione urlata ed iperbolica di giovani donne confuse e spaventate in un mondo in cui il dibattito a riguardo è sempre tenuto da uomini adulti.

 

Poi c’è l’adolescente che soffre per il peso, donne orche sessualizzate in show per famiglie e le pop-star vendute allo star system fin da giovani e che finiscono per autodistruggersi: nessuno di questi personaggi è mai scontato. E ci sono tanti altre donne fantastiche e meno fantastiche, ma reali. Intendiamoci: sono molti i temi di cui tratta BoJack Horseman e questo è soltanto uno dei tanti, ma per me è davvero significativo.

 

 

 

- Chi si ritiene progressista


Inutile cercare di nascondersi dietro ad un dito: se sei un conservatore difficilmente ti identificherai nell’universo di BoJack Horseman. Se c’è un elemento che emerge in più passi della serie anche ad un occhio non troppo critico è il giudizio sulla mitizzazione del passato. Horsin' Around, l’idilliaco show a cui BoJack deve il suo successo, è solo la facciata dietro la quale si nascondono meschinità, inganni, tradimenti.

 

Nella 4ª stagione specialmente il modello di famiglia patriarcale viene sviscerato dall’interno, come la culla di traumi, bestialità che non sempre è ascrivibile solo alla violenza fisica ma che spesso di ricollega ad un annullamento della persona; la società moderna, rappresentata da BoJack e il suo universo, ha assorbito i traumi e le barbarità delle generazioni precedenti e ne palesa le conseguenze, distruttive, angosciose ed inevitabili.

L’infelicità in famiglia si trasmette di generazione in generazione: bisogna confrontarsi prima o poi.

 

Inoltre BoJack è una delle poche serie tv dove si affronta un tema assolutamente innovativo: l’asessualità. Uno dei personaggi principali si dichiara asessuale. La questione non ci viene presentata in modo barocco, ma con una semplicità disarmante. Il personaggio stesso è confuso dal suo orientamento sessuale, in un primo momento non riesce a concepire la differenza tra a-sessuale e a-romantico, e noi seguiamo la sua buffissima e sentimentale ricerca di se stesso. 

 

- Chi è stato deluso, almeno per una volta, per amore e per amicizia. 

 

“Il lieto fine è una cosa inventata da Steven Spielberg per vendere biglietti. È come il vero amore, le Olimpiadi di Monaco.

Sono cose che non esistono nel mondo reale. Dobbiamo continuare a vivere guardando al futuro” (1x05)


In BoJack Horseman l’amore traina il plot. C’è chi viene rifiutato, chi ama una persona per cui non è adatta, chi molla per paura ancora prima di iniziare, chi vuole essere illuso, chi si carica dell’onere del matrimonio per pura formalità, chi vorrebbe una relazione stabile e invece passa da un’avventura all’altra, ci sono famiglie, single, coppie senza figli, coppie con cucciolate .. poi c’è sesso tanto sesso, sesso riconciliatore, sesso arrabbiato, sesso molto spesso sbagliato, soprattutto per il protagonista che non riesce mai a stabilire un legame vero nonostante tante donne riscaldino il suo letto.

 

Nell’amore, e nel sesso, quello che emerge è l’incomunicabilità: i personaggi, pur volendosi spesso avvicinare, non riescono. L’amore familiare non se la passa meglio: la serie è ricca di non-detti, passati complicati e taciuti, complicate reminiscenze che non possono che formare un muro tra i personaggi. La solitudine è una condizione quasi patologica, ma i momenti in cui le anime riescono a sfiorarsi sono resi con grande pathos. 

 

Ed infine persino l'amicizia è vissuta visceralmente, come una forma d'amore. E come tale spesso è ostacolata dalla profondità dei sentimenti, dall'incapacità di comunicare, dall'egoismo di un momento, di cui poi pentirsi. 

 

 

Alla fine della fiera sono davvero poche le persone che potrebbero disprezzare questo prodotto. Come sempre non me la sento di essere assolutista e di dire che sia perfetta: lì dove io ci ho trovato una qualità, altri ci potrebbero trovare un difetto.

 

 

Sicuramente quello che vi potrete aspettare è una serie animata in modo indiscutibilmente originale, con una colonna sonora da sentire e riascoltare e soprattutto.. una serie incredibilmente umana.

Nonostante i colori accesi, le situazioni paradossali, gli animali antropomorfi prima o poi è inevitabile sentirsi simili a quel maledetto cinico pigro cavallo. 

Chi lo ha scritto

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386 commenti

Federico Saddemi

1 anno fa

episodio preferito: Free Churro🐴

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lycorisra9

1 anno fa

// lycorisra9 3 mesi fa Quest'articolo è stato utilissimo: ho sempre cercato qualcuno che mi spiegasse PERCHÈ vedere BoJack Horseman. Di solito quelli che lo hanno visto mi rispondono con un semplice e banale "perché è bello! Dagli una chance, diventerà la tua serie preferita!". Un po' generico...
Quindi ringrazio l'articolo e chi l'ha scritto per avermi fatto pensare: "okay, gli do una chance!". //

Eccomi dopo aver visto la serie! Inutile dirvi che mi ha cambiato la vita o meglio... è stata una serie in grado di darmi spunti di pensiero su tematiche tanto sciocche quanto importanti. Consiglio la visione a chiunque ( a discapito di chi dice che BoJack Horseman è apprezzato solo dai pessimisti ) e spero che piaccia quanto è piaciuto a me.

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Arkantos

1 anno fa

Una serie che mi incuriosisce, anche grazie ai vari suggerimenti, e che sto tenendo in lista, ma che al momento non mi sento di guardarla perchè ancora in produzione (guardo solo le serie totalmente terminate per ridurre al minimo i rewatch); comunque, quando avrà una sua "fine" la guarderò senza indugi.

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Matteo G

1 anno fa

Bojack Horseman è una serie che racconta a 360° ansie,paure e inquietudini dell'ambiente meschino hollywoodiano.La serie non mi è piaciuta,troppo pessimista.

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Arianna

1 anno fa

la trovo davvero una delle più belle e ben fatte serie tv degli ultimi anni.

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Ettore Rocchi

1 mese fa

Arianna
Concordo, a maggior ragione ora che è conclusa, senza passi falsi e conclusioni troncate o scontate

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Billizful

1 anno fa

La cosa che più mi sorprende di questa serie è che non so ancora se mi piace o no... è una serie che va a seconda del mood e se becchi la puntata che ha il tuo stesso mood, lì ti piace da impazzire. Per il resto non lo so veramente! E' una sensazione strana, provata solamente con Bojack...

P.S. La 5X06 è di una carica emotiva pazzesca. Per chi non l'avesse ancora vista, muovetevi ahaha è all'altezza della puntata subacquea

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Lorenza Guerra

1 anno fa

Billizful
Forse è anche più bella!

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Matteo G

1 anno fa

Una serie che fa riflettere,ricca di particolari per niente scontati.

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Diana

1 anno fa

Ok non l'ho vista, ma a quanto pare devo recuperare al più presto 😂😂😂

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