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Peppermint - L'angelo della vendetta: Jennifer Garner senza pietà

In Peppermint - L'angelo della vendetta il regista Pierre Morel - già dietro la macchina da presa per la trilogia di Taken - torna a raccontarci una storia di vendetta e giustizia privata, con una Jennifer Garner agguerritissima e pronta a tutto.  

 

 

 

Riley North (Jennifer Garner), moglie felice e madre modello, assiste impotente all’omicidio del marito e della figlia per mano di alcuni narcotrafficanti.

 

Gli autori del brutale omicidio vengono catturati ma durante il processo, nonostante la sua testimonianza, le accuse vengono fatte cadere e gli assassini liberati grazie all’intervento di un giudice corrotto e di avvocati e poliziotti collusi. 

 

Quando Riley decide di vendicarsi, il suo obiettivo non saranno soltanto i carnefici della sua famiglia ma tutto il sistema, dalla giustizia americana ai potenti cartelli della droga.  

 

 

 


 

La società è strutturata secondo un sistema di valori condivisi che assicurano un certo equilibrio.

 

 

Ci aggrappiamo all’idea che i buoni saranno ripagati per le loro buone azioni e che le cattive azioni non rimarranno impunite.

 

In questo film, la società e il corrotto sistema della giustizia deludono profondamente Riley North. 

 

 

 



Quando Chris North (Jeff Hephner) si tira indietro di fronte all’opportunità di guadagnare del denaro in modo facile, la vendetta di Diego Garcia (Juan Pablo Raba), il capo del cartello della droga, si abbatte rapida e spietata su di lui e sulla sua famiglia.

 

Mentre stanno festeggiando il compleanno di Carly (Cailey Fleming), la famiglia di Riley viene selvaggiamente assassinata, mentre Riley rimane gravemente ferita.

 

Quando si risveglia dal coma Riley identifica gli assassini, con la speranza che venga fatta giustizia.

 

 

 



“Riley vede con i suoi stessi occhi coloro che le uccidono la famiglia.
Quando si risveglia è impaziente di identificarli e si aspetta che vengano assicurati alla giustizia”
, ha raccontato Jennifer Garner.

 

Ma malgrado la sua testimonianza al processo, gli assassini rimangono impuniti, perché l’influenza del cartello della droga è talmente radicata all’interno del sistema corrotto che non c’è spazio per la giustizia.

Mentre Riley resta a osservare gli assassini che se ne vanno impuniti dentro di lei scatta qualcosa.

 

“Il giudice, l’avvocato e la polizia sono tutti dal lato sbagliato della legge e questa profonda ingiustizia le fa perdere la testa”, prosegue la Garner.

 

“Sapere di aver perso la figlia e il marito e che nessuno sia disposto a fare niente la fa impazzire.
Cancella tutte le sue emozioni, scompare dalla circolazione e passa i cinque anni successivi ad addestrarsi”.

 

 



Riley scompare senza lasciare traccia e comincia a ricostruire se stessa con un solo obiettivo: fare giustizia secondo i suoi termini.

Trascorre anni ad allenarsi per trasformarsi in uno spietato assassino, esperto di arti marziali, di esplosivi e di tutti i tipi di armi e di tecniche di difesa.

 

“Impara le tecniche delle Arti Marziali Miste, impara a maneggiare coltelli e armi, a mettersi i punti di sutura e ad aggiustarsi da sola le fratture.

Decide di entrare in azione nel 5° anniversario dalla morte dei suoi cari, che è anche il compleanno di Carly”, spiega ancora l'attrice.

 

Quando sono chiamati a indagare su un efferato triplo omicidio, gli investigatori della Divisione Omicidi, Moises Beltran (John Ortiz) e Stan Carmichael (John Gallagher Jr), ben presto si rendono conto che le vittime sono gli stessi tre uomini che erano stati accusati dell’omicidio della famiglia di Riley.

 

Man mano che le indagini proseguono, il numero degli omicidi aumenta sempre di più.

 

 

 



Il detective Moises Beltran è un poliziotto con una grande esperienza alle spalle, le ha viste tutte, sa come funziona il sistema.

 

“Moises è un poliziotto della vecchia scuola che ha servito in polizia per molti anni.
Ha visto cose orribili e ormai è capace di tenersi emotivamente a distanza, attenendosi scrupolosamente ai dettami della legge”
, spiega il regista Pierre Morel.

 

La sua assenza di emozioni e la sua metodicità creano una sorta di ambiguità che ci fa chiedere da quale parte stia, una dinamica che il veterano attore John Ortiz (Il Lato Positivo) trovava particolarmente interessante.

 

“Sembra ambiguo rispetto ai tipici detective, non è né buono né cattivo, e questa cosa la trovavo molto intrigante.
Questa sua ambiguità ci fa chiedere chi siano i buoni e chi i cattivi, e dove sia la legge in quello che sembra una sorta di Wild West”.

 

 



Chi si attiene più ottusamente ai dettami della polizia è il collega di Moises, il Detective Stanley Carmichael.

 

“Carmichael è un po’ più giovane di Moises e si lascia influenzare molto di più da quello che vede nel suo lavoro.
Non ha ancora imparato ad affrontarlo”

 

Per il ruolo del Detective Carmichael è stato scelto l’attore John Gallagher Jr. (10 Cloverfield Lane), che era attratto dall’opportunità di esplorare le conseguenze psicologiche che derivano dal lavorare nell’ambito della polizia.

 

“Secondo me è entrato in polizia spinto dalle migliori intenzioni, ma nella divisione omicidi ha visto delle cose orribili.

Queste esperienze gli hanno insegnato a rimanere impassibile per proteggere se stesso”.

  

Man mano che Moises e Carmichael indagano, cominciano a scoprire sempre più cose.

In una rapida successione, nelle ore successive, altre persone che in un modo o nell’altro sono implicate nell’omicidio della famiglia di Riley o nel processo, cominciano a morire una dopo l’altra, in circostanze terribili e mirabolanti.

 

 

 



I sospetti dei due detective trovano conferma quando vengono contattati dall’agente dell’FBI Lisa Inman (Annie Ilonzeh), che ha seguito Riley North in tutti i suoi spostamenti.

Mentre cerca di rimanere al passo con le sue efferate missioni punitive, la polizia comincia a mettere a fuoco la storia di Riley.

 

Riley è determinata a uccidere non solo Garcia, il boss del cartello, ma anche tutti quelli che sono sul suo libro paga.

Sapendo che lo sta cercando, Garcia usa tutte le risorse in suo possesso per cercare di fermarla.

La caccia s’intensifica mentre lei rende vano ogni suo tentativo di stanarla. 

 

 

 



Ormai è irriconoscibile, quella che prima era una dolce e innocua mamma delle periferia ora si è trasformata in un soldato spietato che farà di tutto pur di vendicare l’omicidio dei suoi famigliari.

 

Riley vive nascosa in un furgoncino in piena città, nel quartiere di Skid Row, a Los Angeles.

Nonostante i suoi tentativi di isolarsi dal resto del mondo, senza volerlo diventa la guardiana e la protettrice della comunità di senzatetto che vive attorno a lei.

 

Qualche eco distante della sua vecchia sé traspare ancora, sebbene si sforzi di lasciarsi tutto alle spalle. 

 

“Da quando Riley appare a Skid Row, il tasso di criminalità diminuisce sensibilmente nella zona, al punto che la polizia se ne rende conto e inizia a chiedersi come sia possibile”, spiega la Garner.

“Riley ha annullato ogni emozione, ma non può fare a meno di pretendere la giustizia dal mondo, e comincia a occuparsi anche delle persone che le vivono attorno."  

 

 

 



Pierre Morel conosce bene il genere e mette subito in chiaro le cose fin dalla prima scena: un flash forward di ciò che sarà il film, con una brutale scena di combattimento nell'abitacolo di un'auto parcheggiata.

 

Prima di sapere chi sia Riley North, lo spettatore è immediatamente messo al corrente che si tratta di una donna mossa da una feroce voglia di giustizia.  

 

 

 

 

 

Le scene d'azione sono tutte crude e violente: una Jennifer Garner in formissima - che dopo anni di ruoli "da mamma" torna alle origini action già apprezzate nella serie Alias - mette al servizio di Peppermint - L'angelo della vendetta tutto ciò che ha imparato in mesi di addestramento per il ruolo: il film è un classico revenge movie che farà la gioia degli appassionati, con un'eroina implacabile e determinata ad avere giustizia e dei comprimari che si muovono in una zona d'ombra e che non sempre sono quello che ci si aspetta. 

Il film sarà distribuito in Italia dal 21 marzo 2019

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2 commenti

Michele Penna

1 anno fa

Forse una trama già vista ma non mi dispiacerebbe andarlo a vedere. Si potrebbe sempre rivelare interessante. vedremo!

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ThePoleMan

1 anno fa

Dico la verità è un film che almeno leggendo un po’ quanto scritto e leggendo la trama non mi entusiasma tantissimo. L’unico motivo che mi spingerebbe a vederlo è la grande preparazione fisica ,e non solo, dì Jennifer Garner. Lo vedo come una storia già raccontata e troppo surreale, però mai dire mai nel cinema.

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