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Possible Love rappresenta il ritorno, dopo 8 anni di attesa, di Lee Chang-dong.
L'ultima opera consegnataci dall'autore - che nel corso della sua vita è stato anche Ministro della Cultura in Corea del Sud - era lo splendido Burning - L'amore brucia, che lo aveva consacrato tra i più grandi Maestri della contemporaneità, pur senza ricevere alcun premio nell'edizione 2018 del Festival di Cannes.
[Trailer ufficiale di Possible Love]
Eccolo, dunque, tornare al Lido: proprio a Venezia il regista coreano aveva trovato la sua grande consacrazione venendo premiato, nel 2002, con il Leone d'argento per la regia di Oasis.
Circa ventiquattro anni dopo, il suo Possible Love è uno dei film più attesi del concorso, co-sceneggiato dallo stesso Lee Chang-dong e da Oh Jung-mi.
A interpretare il film una serie di volti noti del Cinema coreano: l'attore feticcio del regista Sul Kyung-gu (Peppermint Candy e Oasis), Jeon Do-yeon (Secret Sunshine e The Housemaid), Cho Yeo-jeong (Parasite) e Zo In-sung (Hope).
Nelle note di regia dell'opera, l'autore ha specificato che il lungo tempo trascorso tra le sue due opere è spiegabile con la sua necessità di ritrovare una certezza del significato delle sue opere per se stesso, per il pubblico e per il Cinema stesso.
Ancora una volta le ragioni dell'indagine del suo Cinema sono sociali: Possible Love trae spunto da un licenziamento di massa e dalla violenta repressione di uno sciopero, eventi che hanno scosso la società coreana e il regista al punto da chiedersi se fosse necessario rielaborarne un'opera di finzione.
Lee Chang-dong torna a riflettere sul rapporto tra lavoro, capitale e desiderio di libertà: un desiderio che - suggerisce il regista - è già una forma d’amore.
"Volevo fare un film su quel desiderio.
E, più ancora, sull’amore che incontriamo nella vita e sull’amore che, alla fine, non possiamo fare a meno di dare."
Ad aumentare l'attesa nei suoi confronti c'era un dato piuttosto insolito: ancor prima di essere stato presentato al Lido, Possible Love è stato scelto come candidato coreano all'Oscar per il Miglior Film Internazionale 2027.
[In Possible Love la bravissima Jeon Do-yeon torna a collaborare con Lee Chang-dong, fornendo una prova tra le più struggenti del concorso]
Possible Love racconta l'incrocio tra quattro vite: quattro sconosciuti - una regista, un lavoratore epurato e i rispettivi partner - che intesecano i loro percorsi a causa di un progetto documentaristico: a unirsi sono anche, però, le loro esperienze emotive che li costringono ad affrontare una serie di dure verità sul lavoro, sulla società e sull'amore.
A mescolarsi non saranno solo le abitudini giornaliere, ma anche i desideri umani e inclinazioni dei personaggi: l'amore possibile è dunque quello tra le classi sociali dei personaggi in gioco.
La sceneggiatura dissemina numerosissimi punti di grande interesse, ma li lascia germinare con pazienza, lasciando che sia lo spettatore a intuirne le direttrici.
La nostra coscienza di spettatori è costretta a interrogarsi senza soluzione di continuità sul voyeurismo vampirico dell'arte (anche quella apparentemente "impegnata"), sull'inequivocabile idea che la classe superiore possa sfruttare o ritenere di possedere la classe inferiore, le continue ridefinizioni del perimetro di confidenza ed empatia tra le classi.
Infine, Possible Love ci porta anche a chiederci se l'amore sia sempre uguale o se cambi dipendentemente dal contesto sociale nel quale veniamo immersi.
[Possible Love non si sofferma solo sul rapporto tra le classi, ma indaga anche i rapporti interni alla stessa classe]
Lee Chang-dong conferma di essere un assoluto gigante del Cinema contemporaneo, fondando la potenza di Possible Love a partire da uno stile di regia apparentemente asciutto: i numerosi virtuosisimi della macchina da presa si nascondono in bella vista, lasciando che la potenza dell'opera si dipani con solenne sobrietà malgrado l'imponente durata di 164 minuti.
L'accento, infatti, è ancora una volta posato con sofferta delicatezza sui rapporti umani e sulle loro multiformi vie.
Non a caso l'opera si apre e si chiude citando Krzysztof Kieślowski, col cui decalogo Possible Love condivide gravità morale e universalità espressiva.
Possible Love è, dunque, per Lee Chang-dong un ritorno sontuoso, che si candida a tutti i principali premi del concorso di questa Mostra di Venezia e a lasciare un segno profondo e duraturo nella coscienza degli spettatori.
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CineFacts segue tantissimi festival, dal più piccolo al più grande, dal più istituzionale al più strano, per parlarvi sempre di nuovi film da scoprire, perché amiamo il Cinema in ogni sua forma: non potevamo dunque mancare l'appuntamento con la Mostra di Venezia!
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