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Minions & Monsters è la origin story degli amatissimi “cosi” gialli con la salopette.
Non è solo una nuova avventura fine a se stessa, bensì un bellissimo e a tratti commovente viaggio attraverso la storia della Settima Arte, dalle sue origini passando per il western, il Cinema horror e la fantascienza, in un susseguirsi di omaggi ai generi e ai grandi classici che ne hanno segnato l'evoluzione.
Senza dubbio il capitolo più rocambolesco della saga, ma anche il più cinefilo: Pierre Coffin e Brian Lynch scrivono una vera e propria lettera d’amore per il Cinema.
[Trailer ufficiale di Minions & Monsters]
I più nerd passeranno tutto il tempo della proiezione a cercare le citazioni nascoste dietro ai frame, perché sono tantissime, alcune anche piuttosto ricercate.
Il film rende omaggio ai pionieri del pre-Cinema come Eadweard Muybridge per poi ripercorrere le più importanti tappe della storia della Settima Arte: dai fratelli Lumière, passando per Georges Méliès, fino ai grandi Maestri della comicità slapstick come Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harold Lloyd.
Le citazioni, però, non si fermano al Cinema delle origini: ci sono anche Casablanca, Quarto Potere, Lo squalo, E.T. l'extraterrestre e Matrix, oltre a un divertente cameo di George Lucas, trasformato in un reperto da museo, rinchiuso in una teca.
Fra easter egg e omaggi che gli spettatori più cinefili sapranno cogliere, Minions & Monsters è quindi una vera e propria dichiarazione d'amore per la Settima Arte.
Stupenda ad esempio la citazione a The Blob - Fluido mortale, una riuscita strizzata d'occhio al Cinema di genere che rievoca il celebre mostro gelatinoso (qui in versione arancione), regalando agli appassionati un omaggio nostalgico.
Questo nuovo capitolo è entusiasmante: il divertimento è assicurato e la dose di adrenalina resta alta grazie a inseguimenti rocamboleschi, mostri di ogni tipo e fughe all'ultimo secondo.
Già dalla trama, però, si percepisce quanto il film sia denso e pieno di sottotrame.
Le idee sono persino troppe e la sensazione è che ci sia molta carne al fuoco: tra l'origin story dei Minions, il filone dei mostri e il continuo gioco di citazioni cinematografiche, alcuni elementi finiscono inevitabilmente per avere meno spazio di quanto ne meriterebbero.
[Una scena da Minions & Monsters]
Minions & Monsters racconta la storia “assurda e assolutamente vera” di come i Minions abbiano conquistato Hollywood, siano diventati star del Cinema, abbiano perso tutto, abbiano liberato dei mostri nel mondo e poi si siano riuniti per cercare di salvare il pianeta dal caos che loro stessi avevano creato.
Pierre Coffin e Patrick Delage firmano la regia di un capitolo brioso e allegro, dove stringeremo la mano a inediti protagonisti, i tenerissimi Henry e James, voce fuori dal coro perché la loro missione non è trovare un cattivone a cui aggrapparsi, ma una storia da raccontare.
A loro si aggiungono poi tantissimi esemplari a caccia di cattivi che alla fine si uniranno a loro in un’unica avventura.
Tornano le ormai celebri gag nonsense, la comicità slapstick che cita esplicitamente il Cinema muto, le irresistibili parodie e l'inconfondibile linguaggio dei Minions, fatto di suoni, parole storpiate e trovate surreali che continua a essere uno dei marchi di fabbrica più divertenti della saga.
[Una scena da Minions & Monsters]
L’azione e il divertissement insomma non mancano neanche in questo capitolo: i Minions continuano a fare il loro dovere e potrebbero anche farlo all’infinito.
Tuttavia, proprio la continua ricerca di nuove idee e riferimenti finisce per appesantire una narrazione che, a tratti, perde di vista il suo equilibrio, alternando momenti brillantissimi ad altri meno incisivi.
A mio avviso l'aspetto meno riuscito, paradossalmente, è proprio quello dei mostri: oltre a non essere particolarmente memorabili, sembrano deviare il film dalla sua intuizione più interessante.
Se avesse insistito maggiormente sulla cavalcata attraverso la Storia del Cinema e sui suoi omaggi cinefili, Minions & Monsters avrebbe probabilmente restituito un insieme più compatto e coerente, evitando la sensazione di avere troppa carne al fuoco.
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