Articoli
#articoli
Heated Rivalry, creata da Jacob Tierney e ispirata ai romanzi di Rachel Reid, non è solo la serie del momento, ma di più momenti.
Se moltə di voi, come me, seguono le novità cinematografiche, seriali e della pop culture anche sui social network, avranno sicuramente visto Heated Rivalry prima ancora di guardarla grazie alla moltitudine di reel, reaction video, meme, edits di TikTok che l’hanno resa un fenomeno pop virale che ha accompagnato lo scorso Natale.
Prodotta in Canada, Heated Rivalry è un perfetto esempio di come si possano sfidare le regole di Hollywood imitandone i lati migliori e tralasciando i peggiori, evitando di puntare necessariamente sullo star power quanto piuttosto sull’uso sapiente e appassionato dei mezzi a disposizione e di libertà e autonomia creativa.
È anche un esempio di come un adattamento ben fatto e rinnovato rispetto al medium di partenza consenta a quello che sembra un prodotto di nicchia di parlare a un pubblico molto più ampio e variegato.
Heated Rivalry è dunque arrivata a tuttə prima ancora di arrivare davvero su HBO Max, e non solo in Italia.
Il curioso parallelo poi con le vicine Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina non ha fatto altro che amplificare la risonanza di una serie nata in sordina, con un budget ridottissimo e attori sconosciuti, e diventata immediatamente un evento mondiale.
[Trailer ufficiale di Heated Rivalry]
Jane e Lily
Heated Rivalry è una storia di rivalità sportiva che cela un amore appassionato.
Shane Hollander (Hudson Williams) è un giovane e promettente giocatore canadese di hockey su ghiaccio che nel 2008 incontra per la prima volta Ilya Rozanov (Connor Storrie), sfacciato e talentuoso giocatore russo trapiantato negli Stati Uniti.
Entrambi giovani promesse, verranno selezionati da squadre avversarie: Shane dai Montréal Metros e Ilya dai Boston Raiders.
Inizia così la rivalità, che però sin da subito nasconde qualcosa di più: Shane e Ilya si piacciono e quella che inizia come una relazione quasi esclusivamente sessuale si trasforma nel corso degli anni in un sentimento tanto forte quanto represso lungo quasi dieci anni.
Heated Rivalry è una storia di un tira e molla travagliato, legato da una parte all’incertezza dei sentimenti reciproci di Shane e Ilya e dall’altra alla paura di esporsi al mondo, sportivo e non.
Shane è ancora parzialmente ignaro della propria omosessualità e inizia una relazione con l’attrice Rose Landry (Sophie Nélisse), che invece che “cambiarlo” lo aiuterà a scoprire se stesso.
Ilya invece è perfettamente a proprio agio con la propria bisessualità ma non con l’impatto che essa avrebbe sulla sua madrepatria, la Russia, notoriamente ostile alla comunità LGBTQIA+.
Ilya ha una relazione di facciata con Svetlana (Ksenia Daniela Kharlamova), che è la prima ad accorgersi che la famosa Jane con cui Ilya chatta continuamente è in realtà Shane, un ragazzo, che a sua volta ha salvato il numero di Ilya sotto il nome di Lily per non insospettire i compagni di squadra.
[Ilya Rozanov (Connor Storrie) e Shane Hollander (Hudson Williams) nella prima puntata di Heated Rivalry]
I’ll believe in anything
Sebbene la storia principale di Heated Rivalry sia quella di Shane e Ilya, c’è una sottotrama che ha contribuito non poco al successo della serie e a quello diegetico della coppia Hollander-Rozanov: la storia di Scott Hunter (François Arnaud), capitano dei New York Admirals, e Kip Grady (Robbie G.K.), studente di arte e commesso di una caffetteria.
La storia d’amore tra Scott e Kip inizia nella terza puntata di Heated Rivalry, Hunter, per poi esplodere nella quinta puntata, che può essere considerata quasi un servizio sociale: in Canada molti locali hanno organizzato delle visioni collettive di Heated Rivalry di settimana in settimana e rimarranno memorabili i reaction video al finale dell'episodio in questione.
Scott e Kip decidono di vivere la loro storia d’amore allo scoperto, ma Scott avverte il peso di un coming out pubblico e si allontana dall’uomo che ama. Eppure, il peso di dover vivere una vita non propria è più opprimente.
I New York Admirals vincono la finale di coppa e com’è d’uso i giocatori invitano i propri cari sul ghiaccio.
Tra mogli, compagne e figli, Scott chiama sul ghiaccio Kip, per svelare finalmente al mondo il proprio amore e non doversene più vergognare.
Shane e Ilya sono davanti alla TV, ognuno a casa propria, quando vengono trasmesse le immagini di Scott e Kip che si baciano felici dopo la vittoria: è questo a cambiare ogni cosa ed è da qui che Ilya, con l’ormai iconica battuta “I’m coming to the cottage”, cioè “Verrò al cottage”, riferendosi all’invito di Shane di passare l’estate assieme, darà una svolta alla relazione con Shane, aprendosi finalmente all’altro e permettendogli di aprirsi a sua volta.
[Scott Hunter (François Arnaud) e Kip Grady (Robbie G.K.) nell'ormai iconica scena della quinta puntata di Heated Rivalry]
Iconic
Ci sono svariati motivi per cui Heated Rivalry è diventata presto una serie iconica.
La chimica e la complicità tra i due protagonisti, Hudson Williams e Connor Storrie, è una delle cose più belle: dentro e fuori dal set, Hudson e Connor appaiono completamente a proprio agio in compagnia dell’altro e hanno abbracciato la fama esplosa nel giro di un mese con allegria ma anche con maturità, decisi a non farsi schiacciare come accaduto a molte star degli anni Novanta ma senza nemmeno farsi portar via le nuove e numerose opportunità derivate dall’improvviso successo.
La Gen Z sembra essere molto più consapevole dei cugini Millennial di rischi e benefici dello star system.
Hudson Williams interpreta Shane Hollander in maniera impeccabile, conferendo al personaggio tratti caratteriali e personali che non vengono descritti ma direttamente mostrati: Shane è infatti autistico, ma questo tratto non è né sottolineato né spiegato, semplicemente evinto dal suo comportamento senza diventare però uno stigma.
Connor Storrie è invece il mago degli accenti: il suo inglese inflesso di russo è perfettamente credibile, come confermato dai fan russi che hanno dovuto attuare stratagemmi mirabolanti per guardare la serie censurata nel loro paese.
Ilya è diventato così l’icona della comunità LGBTQIA+ russa e delle sue lotte per poter esistere senza essere perseguitata.
Il monologo di Ilya, sempre nella centrale quinta puntata, è emblematico: in Russia per il funerale del padre malato da tempo, Ilya parla al telefono con Shane e decide di confessargli tutto il suo amore e tutte le sue paure e per sentirsi completamente libero lo fa nella sua lingua madre. È uno dei momenti più intensi di tutta Heated Rivalry, in cui il personaggio di Ilya emerge per ciò che è realmente, un giovane uomo sensibile e tormentato, burbero ma tenero, abitato da tanti demoni che l’amore per Shane può aiutare a tenere a bada.
Shane ascolta a occhi chiusi il monologo e, pur non capendone il significato, ne comprende la profondità e l’importanza.
[Intimità, passione, sensibilità: Heated Rivalry utilizza il romance per parlare in maniera leggera di molto di più]
Iconici sono i personaggi femminili: Svetlana, Rose e Elena (Nadine Bhabha) non sono delle semplici figurine ma delle fondamentali gregarie per i loro amici/compagni maschili.
Svetlana è amica d’infanzia di Ilya e ha sempre retto il gioco per l'amico, che da ragazzo aveva una tresca con Sasha (Kaden Connors), il figlio del suo allenatore. Rose è la prima persona con cui Shane fa coming out e da fidanzata diventa sua carissima amica, consapevole di quanto una spalla alleata sia importante. Elena è il sostegno di Kip, la sua confidente e la sua più grande sostenitrice nella storia travagliata ma a lieto fine con Scott Hunter.
Menzione speciale per George Grady (Matt Gordon), padre vedovo di Kip e una delle migliori rappresentazioni paterne degli ultimi anni: dolce, comprensivo, roccia a cui Kip si aggrappa nei momenti più duri.
Doveroso citare anche i genitori di Shane, Yuna (Christina Chang) e David (Dylan Walsh), che danno una bella lezione su come un genitore dovrebbe reagire al coming out del figlio.
Iconici sono poi gli anni 2010, rivitalizzati e rimodernati dall’abbigliamento alla musica: il remix del brano del duo pop russo t.A.T.u. All the Things She Said non solo accompagna una delle scene madri di Heated Rivalry ma si fa doppio inno di liberazione Millennial.
[Elena (Nadine Bhabha), Kip (Robbie G.K.) e il padre George (Matt Gordon) nella scena della finale di coppa in Heated Rivalry]
Sempre un lieto fine
Lə fan di Heated Rivalry possono stare tranquillə: per quanto le cose possano mettersi male, ci sarà sempre un lieto fine.
È la caratteristica dei romance, come ha spesso sottolineato il creatore Jacob Tierney, ma per i queer romance questa è più che una bella notizia: è una rivoluzione.
Il pubblico mainstream è poco abituato alle storie d’amore queer. Quando vi è abituato, è più propenso ad aspettarsi un finale non sempre lieto, una sofferenza intrinseca, una maggiore difficoltà nell’affrontare la vita da parte dei personaggi.
È un bias dovuto a come, in quanto pubblico, siamo stati educati alle storie queer (se e quando siamo stati educati): la narrazione cinematografica degli anni Ottanta e Novanta era inevitabilmente segnata dalla tragedia dell’AIDS e da tutte le difficoltà che la comunità LGBTQIA+ doveva affrontare in termini sociali, civili, medici e politici.
Una narrazione a sua volta figlia della letteratura, che spesso celava in sé un certo giudicante sguardo discriminatorio da parte del pubblico etero.
Il saggista e scrittore Colm Toíbin riporta nel suo saggio Amore in un tempo oscuro le parole del filosofo Michel Foucault:
“La gente può tollerare di vedere due omosessuali che se ne vanno via insieme ma, se il giorno dopo li vede sorridere tenendosi per mano e abbracciandosi teneramente, non c’è perdono.
Imperdonabile non è il fatto che si allontanino verso il piacere, è il fatto che si risveglino felici”.
In Heated Rivalry la sofferenza legata all’essere queer – la paura di Shane di aprirsi con i suoi, la necessità di nascondersi alla madrepatria di Ilya – è presente, sarebbe scorretto se non ci fosse, visti i passi giganteschi che bisogna fare soprattutto nel mondo dello sport.
Tale sofferenza non è però un ostacolo all’amore, al sesso e alla scoperta di sé, mettendo subito in chiaro che è il mondo a essere sbagliato e che non fermerà Ilya e Shane dall’amarsi e dallo stare insieme.
Heated Rivalry va dunque oltre il romance, facendosi vero e proprio dramma a lieto fine.
La stereotipia apparente di contesto e storia non deve trarre in inganno: i personaggi sono sfaccettati, complessi, con caratteristiche non dichiarate apertamente ma intuibili grazie alla bravura degli interpreti, che uniscono bellezza e personalità senza che l’una sminuisca l’altra o prevalga.
I temi che Heated Rivalry affronta vanno ben al di là di sesso e amore: si parla di queerness, salute mentale, sex positivity, consenso, libertà, dignità e rivoluzione di pensiero nel mondo dello sport.
[La scena del coming out di Shane con i suoi genitori al famoso cottage è una delle più significative di Heated Rivalry]
Game Changers
Il romanzo da cui Heated Rivalry è tratta appartiene alla serie Game Changers, tutti a firma di Rachel Reid e ambientati nello stesso universo dell’hockey su ghiaccio maschile.
Il nome della saga non potrebbe essere più profetico: Heated Rivalry ha cambiato non solo la serialità e la rappresentazione romance ma la vita di tutte le persone coinvolte.
I queer romance di Reid erano infatti inediti in molte parti del mondo prima dell’uscita della serie. La scrittrice, affetta dal morbo di Parkinson, ha raccontato che la fama improvvisamente acquisita le ha permesso di avere accesso a visite e cure per la sua malattia come mai accaduto prima.
Inoltre, la felicità provata già alla notizia di un adattamento dei suoi libri e la successiva fortuna straripante di Heated Rivalry l’ha convinta ad ampliare l’universo Game Changers non fermandosi all’ultimo romanzo, ancora in lavorazione, ma pensando alla continuazione ulteriore della storia.
Come già detto, Hudson Williams e Connor Storrie, i protagonisti di Heated Rivalry, erano dei perfetti sconosciuti prima dell’uscita della serie. I più attenti ricorderanno una piccolissima parte di Storrie in Joker: Folie à Deux.
La loro vita, personale e lavorativa, è cambiata nel giro di un mese.
Nel mondo della serialità, non si vedeva un exploit di celebrità così folgorante dai tempi di Normal People, piccola ma curatissima serie irlandese tratta dall’omonimo libro di Sally Rooney e diretta da Lenny Abrahamson e Hettie MacDonald, che nel 2020 proiettò nel panorama internazionale gli allora esordienti Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones, oggi due dei più promettenti attori della loro generazione con alle spalle già un ottimo curriculum.
Williams e Storrie sono già impegnati in interessanti progetti futuri tra Cinema e serie TV, prima fra tutte la seconda stagione di Heated Rivalry, le cui riprese inizieranno nell’estate 2026 e la cui uscita è prevista per il 2027.
Ne seguirà anche una terza, per la quale i due protagonisti avrebbero già firmato il contratto: la storia d’amore tra Shane e Ilya non ha ancora smesso di emozionarci, garantendoci sempre un lieto fine.
___
CineFacts non ha editori, nessuno ci dice cosa dobbiamo scrivere né come dobbiamo scrivere: siamo indipendenti e vogliamo continuare a esserlo, ma per farlo abbiamo bisogno anche di te!
Articoli
Articoli
Articoli
