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Dopo il successo nel 2023 del primo capitolo, con Steven Yeun e Ali Wong, 8 Emmy e 3 Golden Globe vinti, arriva su Netflix Beef - Lo scontro 2, la serie TV antologica creata da Lee Sung Jin, con altri protagonisti e un nuovo focus tematico.
Prodotta da A24, di cui si riconosce lo stile grottesco e il ritmo serrato ormai diventati un marchio di fabbrica, Beef - Lo scontro 2 declina il conflitto non più attraverso una rabbia esibita, manifestata in una catena di gesti violenti e vendicativi aderenti alle intenzioni dei personaggi, ma su un sentimento di frustrazione sottile che si scatena dentro la relazione di coppia, rivelandosi confusamente prima con l'altro e solo dopo con se stessi.
Al centro della storia ci sono tre coppie con età e classi socio-economiche diverse, in una rappresentazione paradigmatica di come lo stesso sentimento, così denso e complesso, come quello dell'amore, possa diramarsi in tante versioni a seconda del contesto: i più giovani e squattrinati Ashley (Cailee Spaeny) e Austin (Charles Melton), gli adulti alle prese con difficoltà economiche Joshua (Oscar Isaac) e Lindsay (Carey Mulligan) e i ricchissimi anziani Mrs. Park (Youn Yuh-jung) e il Dottor Kim (Song Kang-ho).
La narrazione di Beef - Lo scontro 2 si svolge (quasi) tutta in un prestigioso country club di Montecito, in California, un luogo esclusivo con campi da golf e centri di benessere, alle prese con il passaggio della proprietà nelle mani di Mrs. Park e il Dottor Kim, la facoltosa coppia di sudcoreani.
[Trailer ufficiale di Beef - Lo scontro 2]
Joshua è il general manager del club che ha il compito di tenere in ordine la contabilità e soddisfare ogni esigenza dei clienti, mentre la moglie Lindsay è un'arredatrice d'interni senza successo.
L'ambizione lavorativa e la necessità di tenere in piedi quello che fino a quel momento sembra un progetto comune, avere una bella casa e godere dei privilegi del circolo, provoca una frattura nella coppia, soffocata dagli impegni che non lasciano spazio alla possibilità di rimettere tutto in discussione, ripensando una vita diversa.
Tornati a casa dopo l'ennesimo evento di beneficenza glamour al club, Lindsay provoca i nervi di Joshua, preoccupato di venire licenziato dalla nuova direzione, gli urla addosso la sua infelicità, mentre lui la accusa di ingratitudine, i toni si fanno sempre più accesi fino a innescare quello che è il vero e proprio incidente scatenante di Beef - Lo scontro 2.
Al culmine del litigio, infatti, le loro urla vengono sentite da Ashley, addetta alle bibite e caddie nel campo da golf del country club, e dal fidanzato Austin, personal trainer in erba.
I due giovani, allarmati, si avvicinano alla vetrata della abitazione e assistono a una scena che, dall'esterno, sembra essere quella di un episodio di violenza domestica.
Il primo riflesso incondizionato di Ashley è quello di estrarre lo smartphone e riprendere la scena.
[Joshua (Oscar Isaac) e sua moglie Lindsay (Carey Mulligan) in Beef - Lo scontro 2]
Ashley è terrorizzata all'idea di perdere il posto di lavoro a causa della fusione aziendale e Austin asseconda ogni suo umore, appiattito nella propria identità personale dentro una struttura relazionale sbilanciata di cui non si accorge.
Ostinati nel difendere a ogni costo il futuro della loro coppia, i due decidono di ricattare Joshua e Lindsay, con la minaccia di divulgare il video qualora Ashley non avesse ottenuto uno scatto di carriera.
La velocità con cui i ragazzi passano da una preoccupazione reale per l'incolumità di Lindsay, valutando l'opzione di denunciare ipotetiche molestie messe in atto dal marito, a quella di cogliere la possibilità di un riscatto professionale per emanciparsi dalla condizione di precarietà economica, rivela non tanto la loro meschinità - che in Beef - Lo scontro 2 accompagna la scrittura tridimensionale di ogni personaggio - quanto piuttosto quella invidia sociale che provoca rabbia in chi sente di non poter accedere al diritto di costruirsi la vita dignitosa che gli spetterebbe, a causa del proprio background socio-economico.
Lee Sung Jin sembra suggerirci, infatti, che il giudizio nei confronti dei comportamenti della giovane coppia, non sia da applicare tanto alla fame di rivalsa sociale, su cui potremmo avere uno sguardo indulgente, quanto nelle aspettative disfunzionali che avvolgono il loro rapporto.
Austin è per metà sudcoreano ma non ha mai esplorato davvero le sue radici, passa il tempo a guardare video su YouTube per affinare la tecnica da allenatore, continuamente interrotto dalle richieste della fidanzata, su cui concentra tutte le sue risorse emotive, convinto che questo sia l'unico modo per dimostrarle il suo sentimento. I tempi moderni gli hanno inoltre insegnato quanto sia giusto comunicare ogni pensiero istantaneamente, anche quello più segreto, come l'attrazione per un'altra donna, perché la sincerità è il segno evidente di un rapporto che funziona.
Ma ne siamo davvero sicuri?
L'alternativa alla onestà non è di certo la menzogna, ma la capacità di riconoscere il tempo necessario per elaborare un'idea ricorrente, riflettere sul peso che provoca in noi, ascoltare cosa ci suggerisce rispetto a un'eventuale cambiamento di prospettiva, prima di buttarla addosso all'altro, che deve parare il colpo di qualcosa che non ha neppure ancora una forma.
Austin è confuso, certo, e gli è concesso perché è giovane e inesperto, ma il dato interessante è che segue una sorta di indicazione collettiva della contemporaneità, in cui la trasparenza sembra dover avvenire prima con l'altro e solo dopo - forse - con sé.
Ashley è una ragazza apparentemente determinata, che vive la coppia con un carico di progettualità enorme, suscitato probabilmente dal desiderio di creare un suo nucleo familiare, a fronte di genitori distratti, quando non del tutto assenti. Il suo bisogno interiore trasforma il sogno di diventare madre in una ossessione da realizzare il prima possibile, con la fretta di chi deve trovare un modo per tenersi stretto l'altro, per vincolarlo dall'esterno alla fedeltà eterna, perché altrimenti, senza un figlio, potrebbe non riuscire a essere meritevole di amore.
Nel tentativo di reagire alla sua sindrome dell'abbandono, Ashley diventa manipolatoria con Austin e non solo, alla ricerca disperata di farsi spazio nel mondo, disposta a giocare sporco se serve, pur di essere finalmente vista.
[Austin (Charles Melton) e la fidanzata Ashley (Cailee Spaeny) in Beef - Lo scontro 2]
Da quel ricatto iniziale, Beef - Lo scontro 2 inanella un susseguirsi di strategie scorrette, vendette, sotterfugi, tentativi di manomettere i conti, mentre Joshua, Ashley e Austin, che nel frattempo è stato assunto al club, cercano di conquistare il favore della nuova proprietaria del club, la presidentessa Park, a sua volta alle prese con uno scandalo che coinvolge il marito Kim.
Un climax di eventi affastellati, spesso violenti, con quella carnalità stravagante e paradossale che caratterizza le produzioni di A24.
La trama di Beef - Lo scontro 2 è però solo un espediente narrativo per mettere in scena i sentimenti più umani, senza sconti per nessuno.
Anche nel matrimonio di Joshua e Lindsay entrano i classici problemi delle relazioni, gonfiati dai tic digitali della modernità, quindi la costruzione personale passa attraverso l'ascolto quotidiano di podcast motivazionali, il calo del desiderio sessuale si incrocia con la frequentazione compulsiva di siti come OnlyFans e, ancora, la distanza dall'altro è facilitata dalla messaggistica istantanea.
Ritrovarsi, nel senso più analogico del termine, diventa allora un esercizio impegnativo, che i due provano a mettere in atto per un po', sollecitando il ricordo dell'entusiasmo di un tempo, quando il collante poteva ancora essere una vita tutta da immaginare.
La terza relazione è quella di Mrs. Park e il suo secondo marito Kim. Lei, molto più in là con l'età di lui, è una facoltosa imprenditrice, con influenze nella politica e nel business, dove si muove in affari piuttosto opachi con atteggiamento sprezzante.
Lui è un chirurgo plastico che continua a rimandare il pensionamento, riluttante all'idea di rinunciare a una professione che gli conferisce prestigio e realizzazione.
Nella dinamica di coppia, Kim viene dipinto come un inetto, incapace di gestire un evento tragico di cui è responsabile, schiacciato dall'ingombro della figura di Mrs. Park, che lo tratta come un bambino da rassicurare, a cui non affidare alcuna incombenza.
Lei conta sulla facilità di un rapporto di cui sente di avere il controllo, atterrita dal pensiero che lui, a un certo punto, possa rendersi autonomo e lasciarla, spaventata dalla solitudine della vecchiaia.
Come si dimostrerà sul finale di Beef - Lo scontro 2, in realtà, Kim possiede un'indipendenza morale molto marcata, che lo rende libero di prendere decisioni autodeterminandosi.
[Mrs. Park (Youn Yuh-jung) e il Dottor Kim (Song Kang-ho) in Beef - Lo scontro 2]
Attraverso le manipolazioni che Mrs. Park agisce a livello emotivo e pratico, pur di mantenere intatto il suo privilegio di classe, Beef - Lo scontro 2 mette in scena una componente squisitamente politica sul funzionamento delle strutture di potere.
Quando la storia si sposta a Seoul, il regista Lee Sung Jin coglie l'occasione per mettere a nudo l'egemonia del ceto più ricco, che non si preoccupa di sedare le proteste cittadine, interpretate piuttosto come uno sfogatoio, utile nella forma ma illusorio nel contenuto: se il popolo scende in piazza, vuol dire che crede ancora che sia in vigore una democrazia e che il dissenso possa determinare cambiamenti sociali - i miliardari possono così avere salva la faccia all'esterno, continuare a controllare i governi e conservare lo status quo.
Tutto si tiene insieme: lo sguardo disincantato verso le relazioni sentimentali fa il paio con quello cinico sull'amministrazione della cosa pubblica.
La sintesi di questo concetto si ritrova nelle parole proprio di Mrs. Park: "il capitalismo funziona perché è un sistema che è nato in natura, il sistema del sé, e l'amore esiste in questo sistema, ma sono tutti modi in cui l'uomo serve se stesso".
In Beef - Lo scontro 2 c'è a latere anche una quarta coppia, quella di Ava (Mikaela Hoover) e Troy (William Fichtner).
Lei è giovane e bella, passa tutto il giorno al country club tra campi da golf e SPA, preoccupata solo di apparire sempre in forma. Lui è più grande, ricco, assiduo frequentatore del circolo, intento a godere dei benefici del lusso, appagato dal suo stile di vita.
Nonostante il facile stereotipo che potrebbe generare - la mantenuta non troppo brillante con il vecchio facoltoso che ne approfitta - in realtà la loro è la relazione sentimentale che funziona di più, perché non indossa maschere, corrisponde negli obiettivi e nelle aspettative, si nutre dei vantaggi reciproci senza giudizio, guarda al mondo con gli stessi occhi.
[Ava (Mikaela Hoover) e Troy (William Fitchner) in Beef - Lo scontro 2]
Beef - Lo scontro 2 è un lavoro corale che regge nella scrittura e nelle performance degli attori, sia quelli più freschi e giovani sia quelli più consolidati, da Oscar Isaac (Frankenstein, Dune) a Carey Mulligan (Il grande Gatsby, Una donna promettente) fino a Song Kang-ho (A Taxi Driver, Parasite).
La capacità attoriale è evidente non solo nella credibilità con cui i personaggi evolvono, ma anche nella espressività fisica che contraddistingue i dialoghi, quando tra le parole e i pensieri (per lo più meschini o inconfessabili) esiste uno scarto che può essere restituito solo calibrando il tono di voce o accentuando una smorfia.
Tra l'altro il regista Lee Sung Jin ha raccontato che il suo modus operandi sul set ha messo non poco in difficoltà gli attori, con i copioni che spesso venivano riscritti durante la notte e consegnati poco prima dell'inizio delle scene da girare.
Per guardare Beef - Lo scontro 2 non è necessario recuperare la prima stagione, ma sarebbe comunque utile, per cogliere meglio il tratto stilistico di Lee Sung Jin, la frenesia della sua camera a mano mossa, il ritmo veloce che non concede il tempo di focalizzare appieno quello che accade, mirato a riprodurre la frustrazione della vita che scivola senza controllo, fatta di improvvisazioni e passi falsi.
La colonna sonora composta da brani nostalgici degli anni dieci del 2000, insieme a quelli originali firmati dal produttore Finneas O'Connell, incornicia perfettamente gli umori altalenanti del racconto.
Beef - Lo scontro 2 interroga lo spettatore sulle relazioni attraverso la tensione del conflitto: per dirsi innamorati davvero, bisogna conoscere il peggio dell'altro e restare comunque?
O è solo una narrazione per autoconvincersi di non aver perso tempo?
Occorre, forse, essere disposti a mettersi in discussione intimamente, fare pace con il fatto che lo scambio con l'altro non è mai vita sprecata, essere pronti a rivisitare il percorso dei nostri desideri e accogliere l'eventualità che possano aver mutato forma.
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