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Anomalisa: più veri fingendo

Pochissimi giorni fa riflettevo su questo: che cosa non è mai stato rappresentato su pellicola? Quali aspetti della vita umana non sono mai stati ripresi ed inseriti nel montaggio finale?

Passando in rassegna tutti gli aspetti più privati ed insignificanti, mi pareva che prima o poi, tutti, fossero stati inseriti in qualche film...

Mi sbagliavo. 

 

Tutto è probabilmente stato già filmato, ma così poco, di tutto ciò, per come è davvero.

Certi aspetti del reale ci imbarazzerebbero qualora ci fossero riproposti troppo realisticamente: credo che sarebbe come immaginare che qualcuno ci avesse spiato e riproponesse a noi stessi, noi, da un punto di vista differente. In chiunque si è destato un sentimento di imbarazzo nel vedere alcune sue fotografie, nel vedersi dall'esterno, per come si appare; molti artisti odiano rivedere le proprie performances filmate pur non avendo alcun problema nel mostrarsi dal vivo di fronte a centinaia di migliaia di persone.

 

Tutti amiamo andare a teatro o a vedere spettacoli dal vivo ma, di solito, solo in qualità di spettatori: qualora l'artista ci interpellasse a metà dello spettacolo - se la cosa non era stata prima concordata - ci disturba l'essere esposti allo sguardo altrui e al proprio in una "luce" che non si era precedentemente prefigurata.

 

Sono certo che decine di film siano passati direttamente nell'elenco della "Black list" (la lista di sceneggiature mai realizzate) perchè, per così dire, "troppo realistici", "troppo rivelatori".

"Ma in fondo è solo un film!", si potrebbe obiettare...

Ma l'identificazione con essi e la profondità della verità che, spesso, raccontano è divenuta tale che tale osservazione non può sussistere.

Al fondo, probabilmente, gli aspetti più tragicamente veri della vita di ciascuno di noi sono il più grande tabù esistente!

 

Qualcuno diceva che "nel teatro, la finzione è più vera della verità".

Basta aver recitato davanti ad un pubblico anche soltanto una volta per poter confermare quanto questo sia vero: nella presunta finzione, un attore rivela il suo lato più intimo. Sono convinto che ci siano artisti che sappiano esprimersi solo su di un palco.

Ma la verità ci pare, lì, essere protetta dall'etichetta "finzione scenica", ma è chiaro che basta poco, allo spettatore, per ricavarla.

 

Ecco perché Anomalisa non è stato censurato pur essendo più vero di qualsiasi film in live action: perchè non vi sono attori che muovono i personaggi (e un uomo non acconsentirebbe mai di prestarsi ad una sceneggiatura che lo esponga tanto), ma vi sono soltanto degli aspetti della vita umana incarnati da una presenza creata in computer grafica.

 

Anomalisa è un film d'animazione. 

La verità è "salva": non c'è nulla di vero in ciò che vediamo correre sullo schermo, ci diciamo.

Ma uno spettatore minimamente attento sa che questa operazione di copertura ha paradossalmente lo scopo di rivelare, indisturbata, ogni cosa.

 

 

 

 

Ci sarà un sogno nel corso del film, un sogno che ci dirà più verità della realtà vissuta dal personaggio, e da spettatori non è assolutamente possibile espungerlo da ciò che il film, ci sembra, voglia raccontarci, solo perchè si dimostra essere un sogno.

Anomalisa è, per usare un semplice gioco di parole - ma è stato notato da tutti, una anomalia nel panorama cinematografico; rivela lo spirito dell'essere umano ("troppo umano", avrebbe aggiunto Friedrich Nietzsche).

E non solo mostra esplicite scene di sesso e nudità, ad essere messa a nudo è anche l'anima del protagonista e quella di tutti noi.

 

Il creatore di questa pellicola, Charlie Kaufman, è noto ad Hollywood soprattutto per essere uno sceneggiatore di opere molto interessanti: su tutte Essere John Malkovich e Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind).

Kaufman, anche qui, si riconferma uno dei migliori traduttori del discorso amoroso.

Le simbologie che utilizza per veicolare concetti quantomai veri sono stupefacenti.

 

Ma non tutto è allegorico: come facevo notare in Anomalisa ci sono mostrati, soprattutto all'inizio, moltissimi aspetti insignificanti della vita quotidiana (che per ragione di economia narrativa sarebbero solitamente espunti dal montaggio finale - soprattutto se si ha intenzione di far durare la pellicola soltanto un'ora e mezza - ma non quando essi stessi veicolano il messaggio del realizzatore del film).

 

 

 


Ho adorato il film fin dal concept design dei personaggi che presentano volti composti da due o tre placche (fanno pensare che non siano stati terminati nel processo di digitalizzazione, ma le placche di cui sono visibilmente composti avranno invece una funzione narrativa decisiva).

E poi, le voci.

 

Ho trovato assolutamente geniale l'idea di uniformare le voci di tutti i personaggi e lasciare che Lisa fosse l'unico Individuo.

L'innamoramento, ritengo, è esattamente ciò che ci viene presentato da Kaufman, e in maniera assolutamente originale: è il sentimento per l'unica persona che per noi, in quel momento, è speciale.

Inutile dire che ho trovato l'idea dello sceneggiatore davvero stupenda. E stupendo è il viaggio fra i sentimenti di Michael Stone: un'anima incatenata.

 

Alcuni hanno definito Anomalisa come "a tratti comico".

Qualcuno rideva in sala, ma io credo invece che sia uno dei film più tragici ed amari che io ricordi. Tragico, ma quantomai vero: davvero, tutto ciò che viene descritto in Anomalisa è completamente anticinematografico e (quindi) esattamente come accade nella vita vera.

 

 

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24 commenti

I cineasti

19 giorni fa

Prima di tutto volevo farti i complimenti perchè ogni tuo articolo è sempre interessante e ben scritto. Detto questo, parlando del film, mi sembra davvero fantastico, e sopratutto il tuo (permettimi di dire consueto) modo di recensire un film parlando di un'altro tema rimanendo nei limiti della settima arte, direi anche la parte più bella e profonda di essa. 

Comunque sono un appassionato di stop-motion e questo film era già in lista. Grazie di avermi confermato che probabilmente sarà una piacevole visione

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Benito Sgarlato

28 giorni fa

Perché diamine non ho mai sentito parlare di questo film?! Sembra interessantissimo...

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ZERO

28 giorni fa

Credo che una cosa piuttosto importante che non è stata menzionata nel tuo articolo sia che non è un caso che Michael alloggi proprio al "Fregoli Hotel".

Fregoli era il nome di un grande imitatore ma soprattutto un grandissimo trasformista e proprio da questo personaggio prende il nome una sindrome che definisce una malattia psichiatrica in cui il paziente si sente perseguitato da una singola persona la quale, secondo il suo delirio, assume le sembianze di coloro che lo circondano non abbandonandolo mai.

Con questa chiave di lettura tutto assume un'altro significato. Non penso che il punto sia incentrare il film su di una persona affetta da questa sindrome ma è come se la monotonia e la routine quotidiana portassero a un appiattimento generale e una depersonalizzazione di tutto ciò che gli sta attorno che, unito a un pizzico di paranoia,  portano ai risultati che poi vediamo nel finale del film.

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Sebastiano Miotti

27 giorni fa

ZERO
Hai fatto bene a segnalarlo ma continuo a pensare che meno ci si riferisca al lato patologico della cosa e si universalizzino le sue sensazioni meglio sia
Certo non si può prescinderne, come dici tu

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Sebastiano Miotti

27 giorni fa

ZERO
Hai fatto bene a segnalarlo ma continuo a pensare che meno ci si riferisca al lato patologico della cosa e si universalizzino le sue sensazioni meglio sia
Certo non si può prescinderne, come dici tu

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ZERO

26 giorni fa

Sebastiano Miotti
Per carità, il discorso della sindrome di Fregoli sembra magari sminuire quello che può essere il significato del film ma d'altronde se hanno messo questo riferimento (che non è esattamente una cosa da niente) non si può non tenerlo in conto nell'analisi di quello che il film vuole trasmettere, no? =)

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Sebastiano Miotti

24 giorni fa

ZERO
Infatti ti ho ringraziato ;)

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ZERO

24 giorni fa

Sebastiano Miotti
Non voleva essere una critica, rispondevo al
"continuo a pensare che meno ci si riferisca al lato patologico della cosa e si universalizzino le sue sensazioni meglio sia"
 =)

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Morena Falcone

28 giorni fa

È un film “a tratti comico” per quelli che ridono quando Alma cucina per Reynolds in The Phantom Thread, per chi ride alla disperazione di un Nikanor Chevatorevich ricoverato nell’ospedale militare, per chi ride mentre Alex viene stuprata in Irréversible...

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Sebastiano Miotti

27 giorni fa

Morena Falcone
O nelle scene con la famiglia in Eraserhead...

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Morena Falcone

25 giorni fa

Sebastiano Miotti
Dio, io ero pietrificata...

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Sebastiano Miotti

24 giorni fa

Morena Falcone
Un qualcosa che Calzetto non avrebbe saputo tollerare

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Morena Falcone

17 giorni fa

Sebastiano Miotti
In realtà, con la depressione che lo attanaglia quotidianamente, secondo me quella scena lo avrebbe confortato...

...che sei stupido! :))

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BubbleGyal

28 giorni fa

Non ci ho trovato niente di comico sinceramente in questo film che è, al contrario, dannatamente drammatico e riflessivo. Ho adorato il contrasto tra le figure in plastilina, normalmente utilizzate per creare film d'animazione divertenti ed adatti alla fruizione anche di un pubblico giovanissimo, e i temi adulti come l'innamoramento, l'ossessione, il logorio moderno, l'adulterio, la psicosi. È un film di cui ho sentito parlare poco e me ne dispiaccio perché merita molto.

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Martina Cellanetti

29 giorni fa

La visione di questo film è stata tutt'altro che semplice per me. Mostrare in maniera così vera i sentimenti umani mi ha fatto sentire 'esposta', quasi imbarazzata, come se mi fossi ritrovata nel mezzo di una conversazione intima tra due conoscenti (che per una persona riservata, come la sottoscritta, è un momento di altissimo disagio).
Non ci vedo davvero nulla di comico, anzi, penso che sia uno dei film più drammatici che abbia mai visto.
Consiglio caldamente a tutti di vederlo.

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Sebastiano Miotti

29 giorni fa

Martina Cellanetti
Purtroppo il riferimento che faccio alla "comicità" è in ricordo delle risate inspiegabilmente fuori-luogo che si sentirono in sala. 
Forse è la risposta istintiva all'imbarazzo per qualcuno. È probabile

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Martina Cellanetti

29 giorni fa

Sebastiano Miotti
Mi pare che anche in qualche recensione si parlasse dello "humour" del film, ma forse anche per loro, come dici tu, la risata è stata una risposta all'imbarazzo

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Angela

29 giorni fa

Quando vidi per la prima volta Anomalisa rimasi stupita dalla storia, mi attirava l'animazione in stop motion, e quindi non sapevo di cosa parlasse il film, sono rimasta affascinata da tutto il racconto, dalle vicende di Michael che cerca di dare un senso a tutto ciò che li accade e invece è  affetto dalla Sindrome di Fregoli (geniale come essa è anche il nome Dell Hotel dove lui alloggia)
Il film ti fa entrare molto nell'ottica per l'appunto realismo con cui sono raccontate tutte le vicende.

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Sebastiano Miotti

29 giorni fa

Angela
Avevo dimenticato il riferimento alla Sindrome. Hai ragione!
Non mi piace pensare sia un'operazione che parli di un malato soltanto, però

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Angela

29 giorni fa

Sebastiano Miotti
Si, però il film è incentrato su quello, pur mettendola in secondo piano, comunque lo spettatore deve trovare una logica nel suo comportamento, ma soprattutto il fatto delle voci, lui le sente tutte uguali proprio a causa della Sindrome 😁

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Claudio Serena

30 giorni fa

Kaufman ha delle doti di scrittura davvero notevoli.
Film interessante che riflette paure e debolezze che potrebbero essere quelle di qualsiasi persona.
Una storia straordinaria di ordinaria vita comune

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Sebastiano Miotti

30 giorni fa

Claudio Serena
Probabilmente è, semplicemente, dannatamente onesto (e sensibile, si). Non onesto, trasparente.
Come dice il protagonista di Essere J. M.: "lui svela le contraddizioni, e per questo non lo fanno lavorare"

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Luca Buratta

30 giorni fa

Anomalisa è un film incredibile. Poco conosciuto, purtroppo. Ma ha dentro tante di quelle cose, e le esprime in maniera così poco convenzionale. L'alienazione, il conformismo, l'impossibilità di sfuggire alla vita che ci si ritrova, spesso proprio malgrado, a vivere, la difficoltà nel trovare la propria anima gemella e i compromessi a cui non siamo disposti a scendere. C'è tutto il lato "psichiatrico" della vicenda che è interessantissimo e sarebbe stato praticamente impossibile da trasporre in un film live action, mentre con la tecnica dello stop motion acquista grande forza. Un'animazione oltretutto di grande livello (non so quanto in percentuale sia stop motion tradizionale e quanto sia aiutata dalla cgi), fluida, convincente, i personaggi sono molto espressivi - e allo stesso tempo assolutamente inespressivi, quando il film lo richiede. 
Sicuramente non è un film semplice, non tanto perché sia difficile da comprendere (una volta trovata la chiave, le metafore sono piuttosto semplici da decifrare), ma perché, come giustamente dici nell'articolo, ci mette di fronte a un lato della psiche umana che non vorremmo affrontare, e lo fa anche graficamente, mostrando dei particolari sgradevoli o comunque troppo realistici per essere accettati in un film recitato da pupazzi.
Assolutamente consigliato a chi non lo avesse ancora visto.

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Sebastiano Miotti

30 giorni fa

Luca Buratta
A questo punto mi spiace solo di non ricordare la colonna sonora, che di certo avrà concorso nel creare quell'atmosfera

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