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Brian e Charles - L'amicizia tra un inventore e una lavatrice robot in sala dal 31 agosto

Arrivano Brian e Charles, amici strampalati ma dolcissimi  

Dopo aver conquistato il pubblico del Sundance Film Festival Brian e Charles arriva finalmente anche nelle nostre sale a partire dal 31 agosto.

 

Lungo la sua corsa centenaria il Cinema ha srotolato migliaia di chilometri di pellicola sul tema dell'amicizia, ammaliando e intrattenendo generazioni di spettatori.

Se si prova a restringere un po' il campo limitando il rapporto fra amici alle coppie composte da umani e robot la casistica ovviamente si riduce, portandoci comunque alla memoria relazioni fraterne che ci hanno segnato come appassionati cinefili.

 

Gli esempi si sprecano: Numero 5, il robot scavezzacollo che diventa grande amico di Stephanie (Ally Sheedy) in Corto circuito; Andrew, l'uomo bicentenario dotato di anima interpretato da Robin Williams, che lungo il suo cammino si affezionerà a tanti esseri umani; Marvin "The paranoid android" il robottone depresso con la voce di Alan Rickman di Guida galattica per autostoppisti o ancora B.E.N., il robot svitato senza memoria che diventa amico di Jim ne Il pianeta del tesoro. 

 

[Il trailer italiano di Brian e Charles]

 

 

Come si differenzia Brian e Charles dalle produzioni citate? Di cosa parla il film diretto da Jim Archer, regista al suo esordio su un lungometraggio?

 

Dopo un inverno particolarmente rigido nella campagna gallese in cui vive in completo isolamento (salvo qualche pecora), Brian entra in una profonda depressione; senza nessuno con cui parlare, l'inventore di bizzarrie di vario tipo e scopo fa ciò che qualsiasi persona sana di mente farebbe di fronte a una situazione così malinconica: costruisce un robot con i rottami - tra i quali una lavatrice - e i pezzi di scarto delle sue vecchie invenzioni. 

 

Inizia così un rapporto che va ben al di là del binomio creatore/invenzione, sviluppandosi invece come vera e propria amicizia.

 

Brian e Charles è una commedia indie girata con uno stile da “mockumentary", ma "moderno", come ha sottolineato il regista in conferenza stampa a Roma prima di volare al Giffoni Film Festival, dove il film ha avuto la sua anteprima ufficiale.

 

[Valerio Lundini intervista David Earl per Brian e Charles]

 

 

“Un film è diretto a un pubblico vasto, quindi volevamo rendere i personaggi più piacevoli rispetto allo spettacolo nei locali. 

La loro comicità è più adulta e dura dal vivo, ma nel film è più dolce e Brian risulta un vero emarginato, in modo che il pubblico faccia il tifo per lui”.

 

Come si può intuire da questa dichiarazione di Archer, la genesi di Brian e Charles ha radici più antiche della sceneggiatura scritta da Chris Hayward insieme al protagonista David Earl che interpreta Brian.

 

L'attore britannico - noto ai più per le sue collaborazioni con Ricky Gervais in Derek e After Life - è infatti colui che ha generato e sviluppato i personaggi che hanno dato vita al film: in una prima fase negli sketch online e sui palchi di cabaret, che da anni David Earl calca nei panni di Brian Gittins. 

 

In seguito nasce l'idea del robot: insieme al suo produttore Rupert Majendie Earl decide di dare “fisicamente” vita a Charles, coinvolgendo l’attore Chris Hayward.

 

Da quel momento in poi i vari Brian e Charles che vengono portati sul palco sono sempre diversi, influenzati dalle reazioni live del pubblico: Earl ha raccontato che il suo personaggio non aveva delle regole fisse, poteva essere timido, chiassoso, tranquillo, arrabbiato, sciocco, serio; anche la versione comica dal vivo di Charles era più “adulta”, sia nella personalità che nel linguaggio.

 

[Una clip "omaggio" al personaggio di Brian in Afterlife]

 

 

Il passo dagli sketch sul palco e su YouTube al cortometraggio dedicato ai due è piuttosto breve: Brian e Charles sono irrefrenabili e si guadagnano un lungometraggio dedicato interamente a loro.

 

Una produzione che parla di crescita e maturazione ottenute mutualmente attraverso al rapporto di amicizia: Brian e Charles si spingono vicendevolmente ad aprirsi al mondo, all'amore, all'incontro con altri esseri viventi.

A credere in una quotidianità fatta di originalità, fantasia e prospettive che si discostino da quelle comuni e omologate.

 

“Vorrei che dopo aver visto questo film i bambini avessero voglia di costruire delle cose.

Vorrei che catturasse la loro immaginazione e li spingesse a fare cose così strane”, ha detto il regista Jim Archer.

 

Noi non possiamo dirci che curiosi di osservare se così sarà a partire dal 31 agosto, quando Lucky Red distribuirà nelle sale italiane questa dolce stramberia che è Brian e Charles.

 

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1 commento

Terry

5 mesi fa

Sì, finisce subito nella lista di film che andrò a vedere da solo

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