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Dumbo e la teoria del complotto

La Disney è in frenesia da remake.

Non solo ha appena realizzato un remake live-action di Dumbo, ma come sappiamo ha tantissimi altri sequel o remake in lavorazione.  

 

L’ondata di remake è diventata la fonte per una teoria del complotto.  

Guarda cosa si dice su Twitter:

 

 [Disney non ha appena sfornato un sequel di Dumbo per rinnovare il copyright su un film di 80 anni fa?]

 

 

Considerazioni del genere le trovi anche su Facebook e praticamente su tutti i social media.  

 

Il problema è che la teoria del complotto è completamente falsa.

L'uscita del nuovissimo film di Dumbo non influisce per niente sul termine del copyright del film originale del 1941.

 

Secondo la legge attuale, quel film cadrà in pubblico dominio il 1 gennaio 2037.

In America il copyright dura 95 anni dopo la prima pubblicazione. 

 

Il remake non cambia, né importa se Disney lancia un film o produce una versione aggiornata dell'originale. Quel termine rimane lo stesso.  

 

A prova di ciò, considera le opere in dominio pubblico e come vengono utilizzate. 

Vuoi qualche esempio?

 

Un eccellente esempio è Frankenstein di Mary Shelley: il libro, pubblicato per la prima volta nel 1818, è di dominio pubblico.

 

Tuttavia, nel 1931, la Universal Pictures produce il suo film storico e iconico con Boris Karloff e crea una nuova opera protetta da copyright che cadrà in pubblico dominio il 1° gennaio 2027.  

 

 

 



Quando la Universal ha prodotto il suo film, il libro originale è semplicemente rimasto in pubblico dominio.

Altri erano stati autorizzati e continuavano a vendere copie del libro e a produrre adattamenti.  

 

La Universal ha solo reso le cose molto difficili.

Infatti l'adattamento cinematografico più famoso è la sua versione di Frankenstein, che è diventata cosi iconica da essere praticamente equiparata - e forse anche superato - al libro.

 

Dal momento che il libro non includeva una descrizione dettagliata del mostro, Universal possedeva la sua versione del mostro.  

Altri, tra cui Hammer Films, hanno prodotto le loro versioni, ma hanno dovuto assicurarsi che il loro mostro fosse stilisticamente diverso da quello di Universal.  

 

 

 



In conclusione, i nuovi lavori, sia autorizzati che non autorizzati, non estendono il copyright sull'originale.

Di conseguenza, il remake di Dumbo non cambia nulla rispetto al film originale.  

 

Un nuovo lavoro o una nuova opera non può estendere il copyright su una vecchia opera.

 

Ciò significa che, in assenza di un cambiamento nella legge, il 1° gennaio 2037 potrai fare copie, distribuire, vendere o creare opere derivate basate sul Dumbo originale.  

 

Ciò che non sarai in grado di fare è tutto ciò che è esclusivo del nuovo film.

Eventuali nuovi elementi del personaggio introdotti non saranno utilizzabili e non potrai farne nessuna copia (fuori dai limiti del fair use) senza una licenza.   

 

Leggi anche 

Come ha fatto Mickey Mouse a eludere il diritto d'autore 

 

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3 commenti

Benito Sgarlato

2 mesi fa

Complottisti poco informati... strano. 😪

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Nuriell

2 mesi fa

Il problema è che comuqnue Disney tenetrà di prolungare nuovamente il limite del Copyright visto che nel 2023 cadranno i diritti di Topolino (anche se ha marchi registrati legati al topo che per quel che ho letto sono rinnovabili a tempo indefinito quindi usare il topo sarà sempre un problema).

In ogni caso entro un paio d'anni vedo gli USA mettere mano alal normativa per allungare a, chessò 120 anni.

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Claudia Roggero

2 mesi fa

Nuriell
che noia però! Così è proprio troppo 😳

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