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Oscar 1972: la standing ovation per Charlie Chaplin

L'Oscar alla carriera più meritato di sempre

Il più completo artista della storia del cinema calca per la prima volta il palco degli Academy e riceve l’Oscar alla carriera, facendo registrare quella che è tuttora la più lunga standing ovation della storia della cerimonia.

 

In realtà, quello fu il secondo Oscar onorario che Charlie Chaplin riceveva nella sua carriera.

 

Il primo risaliva all’edizione 1929, ma non aveva lo stesso sapore e la stessa importanza del successivo; non solo per la questione del record dell’applausometro, ma anche per il fatto che la seconda statuetta fungeva da risarcimento per tutte le angherie che la star aveva dovuto subire vent’anni prima, durante il Maccartismo. 

 

Come tutti sanno, a partire dalla fine degli anni ‘40 Charlie Chaplin cominciò a essere inviso sia alla stampa che al governo americano, a causa delle sue idee politiche progressiste e alla presunta vicinanza al partito comunista (cosa che comunque non venne mai confermata esplicitamente dall’attore).

 

Nel settembre del 1952, mentre si trovava in Europa per le vacanze, l’ufficio immigrazione statunitense, dietro spinta del ministro della giustizia, lo etichettò come “non idoneo” al rientro, costringendolo così al trasferimento forzato nel vecchio continente (fissò la sua residenza in Svizzera).

 

Fu solo negli anni ’70 che gli americani tornarono sui loro passi, decidendo di concedergli l’onore che meritava.

Il resto è storia.

Durante la 44ª edizione degli Academy Awards, dal momento che venne annunciato il suo nome dal presentatore e fino all’inizio del suo discorso di ringraziamento passarono circa dodici minuti. Dodici minuti di applausi scroscianti e ininterrotti: il giusto tributo per l’uomo che, forse più di tutti, seppe fare del Cinema la forma d’arte del secolo.

 

In rete non esiste purtroppo un video integrale che mostri per intero l’applauso prolungato. Nella versione tronca che vedete sotto, unica reperibile su YouTube, vengono mostrati solo i due minuti finali della standing ovation. Che comunque non sono pochi.

 

Il discorso di ringraziamento è breve, ma genuino e sincero, come ogni sua opera:

“Oh, grazie mille davvero. Questo è un momento emozionante per me, e le parole sembrano così futili, così deboli.

Posso solo ringraziarvi per l’onore di avermi invitato qui. Siete meravigliosi. Vi ringrazio”.

 

La parte in cui dice che le parole sono futili ci rimanda inevitabilmente col pensiero al tempo dei suoi grandi film muti degli anni ’20 e ’30, quando, in effetti, le parole non erano necessarie per far trasparire dallo schermo tutta la carica espressiva dei suoi personaggi.

 

Qui di seguito il video originale.

 

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2 commenti

Arianna

5 anni fa

Meraviglioso, mi ha fatto commuovere il suo sguardo...

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Nibbio

5 anni fa

Assurdo, bella figura che abbiamo fatto😓

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