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Red: la pubertà agli occhi di un panda rosso

Red di Domee Shi è l'ultimo arrivato in casa Pixar.

 

Red parla di cosa vuol dire guardare il mondo sulla soglia dell'adolescenza: siamo nel 2002 e Mei Lee deve trovare un equilibrio tra essere una figlia obbediente ed esprimere liberamente se stessa. 

 

[Il trailer di Red]

 

 

Tredici anni: le relazioni parasociali con i personaggi famosi, le fanart, i fantasy romance tra le braccia, le amicizie che sembrano poter - e dover - durare per sempre.

 

Tredici anni: i primi passi fuori all'esterno del nido familiare, la ribellione come affermazione del sé, la sensazione di ineluttabilità connessa agli eventi singoli, la purezza delle emozioni appena sbocciate scevra dall'inquinamento dell'abitudine. 

 

Una mattina Mei Lee si sveglierà nel corpo di un enorme panda rosso: questa trasfigurazione kafkiana che odora dell'inchiostro di poster di boyband e di baozi al vapore rivela tutte le impellenze e le contraddizioni del corpo e nel cuore di una neo-adolescente.

 

 

[La protagonista di Red mostra per la prima volta la sua trasfromazione in panda rosso alle sue migliori amiche]

 

Alle scuole medie il corpo cambia e lo fa in un modo e con una velocità tali da rivelarsi a volte mostruoso.

 

I primi peli pubici, i brufoli che si ergono scarlatti sulla superficie candida della pelle infantile, le asimmetrie degli arti e, per le persone di sesso femminile, l'arrivo delle temute mestruazioni. 

 

Mestruazioni come tabù, segreto, come momento di iniziazione, maledizione, benedizione, fine dell'innocenza; le religioni e le mitologie di tutto il mondo si sono impegnate per celebrare o demonizzare il menarca, questo cambiamento fisiologico dell'apparato riproduttivo femminile che in sé per sé non è nient'altro che un prodotto della biologia. 

 

Il panda rosso di Red è la rappresentazione iconografica di questo corpo che cambia: è ingombrante, è goffo, è tenerissimo ma è anche mostruoso. 

 

 

[Mei Lee nasconde inizialmente il proprio corpo a sua madre]

 

A tredici anni strabuzziamo gli occhi e riusciamo a intravedere nel nostro orizzonte le idiosincrasie della vita adulta.

 

Mettiamo in discussione l'infallibilità dei nostri genitori e aneliamo a un'indipendenza che, tutto sommato, spesso rivela incoscienza; la protagonista di Red passa dall'essere una bambina a trasformarsi un panda e viceversa in base all'intensità delle proprie emozioni, che a quell'età sono indomabili e contradditorie. 

 

Mei Lee imparerà a convivere con la creatura dentro di sé e a controllarla, sfuggendo alla voglia di sopprimerla o a quella di lasciarsi dominare dall'istinto. 

 

Red, nonostante il plauso della critica, ha portato dietro di sé una lunga sequela di critiche da parte del pubblico, alcune delle quali indubbiamente legate a meccanismi di misoginia e razzismo interiorizzati: da un lato perché la dimensione interiore di una ragazzina è considerato qualcosa di superficiale, di poco spessore o persino inappropriato - basti pensare al riferimento esplicito alle mestruazioni - dall'altro perché "limitato" ad un'esperienza biografica di un'adolescente sino-canadese. 

 

Non sorprende sapere che Red è il primo film Pixar diretto da una donna e da un'artista di origini cinesi. 

 

 

[La famiglia Lee gestisce un tempio nella città di Toronto]

 

Mettendo da parte il fatto che chi scrive - pur essendo qualche anno più giovane della regista in questione e vivendo in un altro continente - ha visto nella pubertà di Mei Lee molti punti di contatto con la propria, è affascinante vedere come in Red il naturale scontro generazionale si sovrapponga con i piccoli e grandi dilemmi di una società sempre più multietnica.

 

Red si colloca perfettamente nei prodotti più più intimi di casa Pixar, insieme a LucaOnward, ma a differenza delle due opere precedenti ha portato alla luce quanti problemi ha il pubblico conservatore a rapportarsi con un microcosmo stereotipicamente giovane e femminile, a maggior ragione se ha radici asiatiche. 

 

La leggerezza - da non intendersi come superficialità, ma nel senso calviniano del termine - con cui Domee Shi riesce a mettere in scena certe tematiche ruota tutta intorno alla figura del panda rosso. 

 

 

[I 4*Town sono la passione di Mei Lee e le sue amiche. Per il loro stile la regista si è ispirata principalmente a NSYNC e The Backstreet BoysBillie Eilish e Finneas O’Connell hanno scritto tre canzoni per la boy band immaginaria]

 

 

Iniziamo con una premessa: la regista ha scelto questo animale per creare un mito del tutto originale, un universo narrativo e dogmatico che avesse le proprie radici all'interno del film stesso, più che uno stretto legame con le tradizioni cinesi. 

 

Il potere del panda accomuna le donne della famiglia di Mei Lee da generazioni; la "maledizione" è iniziata quando l'antenata Sun Yee chiese agli Dei di trasformarla in un panda rosso per proteggere se stessa e la sua famiglia dai banditi durante una guerra nell'antica Cina. 

È possibile però sigillare lo spirito del panda rosso in un talismano tramite un rituale durante un'eclissi lunare. 

 

Mei Lee, come l'antenata Su Yee, decide di imparare a gestire lo spirito dell'animale; se è vero che ogni adolescenza coincide con la guerra - come cantavano nel 2001 i Tre allegri ragazzi morti - allora è possibile interpretare la circolarità e l'evoluzione del mito del panda rosso nell'universo di Red. 

 

 

[Il panda è un lato di sé da non nascondere]

 

Il film di Domee Shi, infatti, basandosi senza alcun dubbio su dei capisaldi della tradizione cinese, plasma il suo stesso mito in modo tale che possa adattarsi alla società e alla modernità piuttosto che esserne disintegrato. 

 

A proposito di tradizione, è bene ricordare l'importanza del culto degli antenati nella religione antica cinese; non a caso la famiglia di Mei Lee gestisce con dedizione un templio in onore dell'antenata Su Yee. 

Si tratta di pratiche millenarie, di cui si sono trovate le prime testimonianze risalenti alla dinastia Shang (XVI - XII secolo a.C). 

 

Si pensa infatti che gli spiriti dei progenitori fungano da intermediari presso le forze celesti e che possano influire sugli agenti atmosferici o sulle condizioni di salute della famiglia. 

 

 

[Il panda rosso è un mammifero che vive tra le foreste montuose di Cina, India, Nepal, Buthan e Myanmar. Piccolo fun fact: il simbolo del browser Mozilla Firefox non rappresenta una volpe ma proprio questo piccolo carnivoro] 

 

 

Nel corso della lunghissima storia della civiltà cinese si sono sviluppate diverse religioni dogmatiche - ad oggi buddhismo, confucianesimo e taoismo sono le fedi più diffuse, immediatamente seguite da cristianesimo e islam - ma il culto degli antenati è una delle credenze native legate ai rituali della religione popolare. 

 

Se volessimo inoltre addentrarci anche solo in una piccola parte dei miti riguardanti gli animali mutaforma nella religione tradizionale cinese ne verrebbe fuori un trattato pantagruelico, al di là delle mie competenze. 

D'altra parte è possibile ragionare sulla contrapposizione tra il mito sul panda rosso creato appositamente per Red con le caratteristiche sovrannaturali di un altro animale con una forte connotazione simbolica, non solo nella cultura cinese, ma anche in quella giapponese e coreana: la volpe. 

 

Il panda rosso infatti in lingua cinese è anche conosciuto col nome di hǔo hú (火狐), che significa letteralmente volpe di fuoco.

 

Gli huli jing, cioé gli spiriti volpe, sono spiriti sia malevoli che benevoli, ma solitamente nel folklore cinese si presentano come bellissime e astute donne, che ingannano gli uomini per succhiarne l'energia vitale o mandarli in rovina. Nonostante le differenti versioni e la molteplicità dei racconti che si è diffusa per tutto l'Estremo Oriente, possiamo affermare che la volpe rappresenti una serie di peculiarità legate alla sfera della femminilità: la bellezza, la furbizia, l'agilità, la fuggevolezza, il fascino, l'ammaliamento, la seduzione.

 

La maggior parte di queste caratteristiche sono spesso un pericolo per i protagonisti di miti e leggende. 

 

D'altra parte la volpe di fuoco descritta in Red rappresenta una femminilità incompleta, buffa, istintiva, inconsapevole, giocosa ma altrettanto potente e capace di portare gioia e distruzione in un momento cruciale nella vita di una persona: la pubertà. 

 

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