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Marcello Fonte

La storia di Marcello Fonte è ben diversa da quelle che siamo stati abituati a ripercorrere in questa rubrica. Nessuna ascesa fulminea, nessuna caduta rovinosa, nessuno stravolgimento nel tenore dei film interpretati: a cambiare, stavolta, è stata l'intera esistenza di un uomo venuto da lontano.

 

Questo minuto attore calabrese è stato investito dalla fama a quarant'anni, dopo una carriera che sembrava saldamente indirizzata verso un grigio anonimato dinnanzi al grande pubblico.

Marcello, infatti, malgrado un'onorata carriera artistica sbocciata al Teatro Valle di Roma, sembrava destinato a essere una comparsa. Troppo piccolo, con i lineamenti troppo spigolosi e una voce troppo poco profonda per sfondare.

Chissà quante volte se lo sarà sentito dire.

 

Marcello Fonte, però, ha alle spalle una storia di lotta che investe ogni aspetto della sua vita, non solo professionale. Così non si è dato per vinto e, comparsata dopo comparsata, ha vissuto dall'interno dei set davvero prestigiosi come quelli di Concorrenza Sleale e Gangs of New York

 

Sul set del film di Martin Scorsese l'attore originario di Archi ci ha anche regalato uno dei più bei cinefacts che abbiamo letto nel 2018. 

 

 

[Marcello Fonte e Leonardo DiCaprio. Autore della foto? Un signore di nome Daniel Day-Lewis]

 

 

Così, un passo alla volta, Marcello ha cominciato ad accumulare piccole parti in varie fiction televisive.

Da Don Matteo alle firme d'autore, però, il passo è più breve di quanto pare. Già nel 2011, infatti, aveva lavorato con Alice Rohrwacher in Corpo Celeste, prima di prendere parte al documentario Trappolitani-Valle occupato, un'opera legata a un tema a lui molto caro.

Insomma, un passo alla volta, questo piccolo calabrese si è fatto strada fino a ritagliarsi un ruolo in Codice Silenzioso, corto diretto da una firma prestigiosa come Enzo G. Castellari, e soprattutto posto di rilievo in un'occasione importante come il Locarno Film Festival: nel 2015, infatti, è stato attore e regista di Asino Vola, film autobiografico presentato nella sezione Piazza Grande della kermesse svizzera.

 

Insomma, come avrete capito, gli ultimi tre anni di vita hanno radicalmente cambiato la vita di Marcello: La Mafia Uccide solo d'estate, L'Intrusa e Io sono Tempesta sono stati tre, decisi, passi sulla strada che lo hanno condotto al vero, enorme, successo della sua carriera.

 

Con Dogman di Matteo Garrone ha impressionato la critica di tutto il mondo, diventando il nono italiano di sempre a vincere il Prix D'Interpretation Masculine al Festival del Cinema di Cannes.

A ruota è arrivato, in coabitazione con Edoardo Pesce, il Nastro d'argento al miglior attore protagonista.

E non è finita qui: sarà suo il volto scavato che accompagnerà la scalata dell'Italia nella scalata al Premio Oscar al Miglior Film in Lingua Straniera: come ormai ben saprete, infatti, Dogman è il film selezionato per concorrere in rappresentanza del nostro paese per il più famoso premio cinematografico del mondo.

 

Insomma, la sua è una storia che non potevamo raccontarvi.

 

In attesa di scoprire se il piccolo e, a suo modo dolce, dogsitter Marcello riuscirà a succedere al mondano Jep Gambardella nel ruolo di leading man da Oscar per l'Italia, vale la pena di riascoltare il suo commovente discorso tenuto a Cannes 2018. 

 

 

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3 commenti

Vi.

7 giorni fa

Non bisogna mai mollare nella vita! 😁

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Lucaluigimanfredi

8 giorni fa

Dogman è un film meraviglioso.

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Samuel De Checchi

10 giorni fa

In Dogman è stato pazzesco.

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