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Quentin Tarantino sta scrivendo un libro su un veterano della Seconda Guerra Mondiale

Quentin Tarantino sembra voler staccare la spina al suo contributo verso il mondo del Cinema, eppure sembra non poter fare a meno del Cinema: da una conversazione tenuta con Martin Scorsese, pubblicata sul DGA Quarterly Magazine - Directors Guild of America - è venuto a galla che il regista starebbe scrivendo un libro su di un veterano della Seconda Guerra Mondiale disincantato dal cinema hollywoodiano la cui curiosità si accende quando scopre quello di Federico Fellini e Akira Kurosawa.

 

Il buon Quentin sta sviluppando una storia che fa da palcoscenico a un contrasto ideologico tra il cinema di Hollywood e quello straniero, mettendo in narrativa quelle che probabilmente sono le sue riflessioni più personali a riguardo.

 

 

[Akira Kurosawa]

 

 

"Ho questo personaggio che è stato impegnato nella Seconda Guerra Mondiale e ha assistito a molti spargimenti di sangue.


E ora che è tornato a casa, e sono gli anni '50, non ha più alcuna reazione verso i film.

Li trova puerili dopo tutto quello che ha vissuto.

E per quanto gli riguarda, i film di Hollywood sono solo film"

ha detto Quentin Tarantino riguardo le radici del suo progetto letterario.

 

"Quindi, a un certo punto, comincia a sentire parlare di questi film stranieri di Kurosawa e Fellini... e pensa 'Bene, forse magari hanno qualcosa in più rispetto alla roba fasulla di Hollywood.'"

 

Quentin Tarantino, nel cercare di costruire il suo personaggio, ha guardato e riguardato molti film del dopoguerra, cercando di osservare il mondo attraverso il suo sguardo, ha confessato a Scorsese.

 

"Mi sto divertendo a guardare questi film ma al tempo stesso penso, 'Come li sta assimilando? Con quale ottica li guarda?'
Ho sempre una buona scusa per lanciarmi in un pozzo di cinema,"
ha aggiunto Tarantino.

 

L'articolo contiene molti altri dettagli riguardo questo progetto ma non si è parlato di quando potrebbe essere pronto; Quentin Tarantino sembra aver invece colto l'occasione per parlare con Scorsese di come, agli inizi, il sistema hollywoodiano lo abbia spinto lontano dai suoi prodotti per diventare un cinefilo più avventuroso.

 

 

[Roma Città Aperta, di Roberto Rossellini]

 

Il regista ha raccontato di come i genitori erano soliti portarlo molto spesso al cinema e che Duello al Sole di King Vidor, con Jennifer Jones, Joseph Cotten e Gregory Peck, sia stato il primo film che abbia mai visto.

 

"Avevamo una TV RCA Victor 16" e i miei nonni venivano da noi il venerdì sera per mostrare alla comunità italiana i film italiani.
I film erano Ladri di Bicilette, Roma Città Aperta, Paisà"
ha detto Martin Scorsese.


"E all'età di 5 anni ho assistito alla reazione dei miei nonni piangere guardando Paisà e ho ascoltato la stessa lingua che parlavano loro.
E così ho scoperto che esisteva un altro tipo di cinema, che non era il cinema americano."

 

"C'era qualcosa che mi colpiva guardando quei film Italiani su quel piccolo schermo, non sono mai riuscito ad andare oltre e ha cambiato tutto.


Mi ha davvero dato una visione del mondo, il Cinema straniero.

Mi ha reso curioso verso il resto del mondo, oltre la comunità Italo Americana Siciliana nella quale vivevo."

 

Un'intervista preziosa per diversi motivi e che ci apre le porte non solo a un meraviglioso aneddoto riguardo la giovane vita e formazione di un regista grandioso come Martin Scorsese ma che dà maggiore dimensione al progetto del libro di Quentin Tarantino. 

 

Un progetto cerca di mettere a confronto due stilemi di Cinema che, pur impegnandosi in una stessa arte, risultano distanti per messaggio, per archetipi narrativi, dicotomie, ideologie, visioni del mondo e tutto quanto concerne la sensibilità e l'esperienza di un autore che va a raccontare una storia attraverso un mezzo di comunicazione.

 

 

[Quella volta che la mamma di Scorsese ha cucinato per David Letterman... e poi Bill Murray]

 

Non so cosa ne pensiate voi, ma questo potrebbe essere il vero ultimo film di Quentin Tarantino, considerando come anche C'era una volta a... Hollywood sia nato come romanzo per poi diventare Cinema.

 

Cosa ne pensate?
Io mi sono un po' commosso leggendo le dichiarazioni di Scorsese...

 

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Chi lo ha scritto

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8 commenti

Marco Natale

1 anno fa

Molto interessante

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Claudio Bertelle

1 anno fa

E sei lui lo scrive che sono io per non leggerlo ?!?!?

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Mike

1 anno fa

speriamo davvero diventi un film 😍

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Greta Soncin

1 anno fa

Il racconto di Scorsese mi ha emozionato

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Irene Gariano

1 anno fa

Ho i brividi 💞

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Francesca Sica

1 anno fa

Che bello sapere che il grande cinema italiano ha influito su due grandi del cinema come loro e che le loro origini si siano espresse anche nei loro film.

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Marco Natale

1 anno fa

Francesca Sica
Il Cinema italiano è sempre fonte di ispirazione. Vedi i Black Sabbath che hanno preso il nome da "I Tre Volti Della Paura" di Bava che in America si chiamava appunto Black Sabbath o il Cinema di Argento che andava alla grande all'esetero insieme a Profondo Rosso e che Refn ha omaggiato nel suo The Neon Demon. Il caso eclatante è ovviamente Tarantino che mette 3000 film italiani nei suoi film e che ha acclamato Fulci quando lo vide in una conferenza de Le Iene definendo lui, ovviamente, il vero genio del Cinema

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Benito Sgarlato

1 anno fa

Che meraviglia...quante belle parole in un solo articolo! Il nuovo progetto di Tarantino e i ricordi d'infanzia di Scorsese ❤️

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