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È morto l'attore e scrittore vicentino Vitaliano Trevisan

Si è spento all'età di 61 anni Vitaliano Trevisan, lo scrittore vicentino originario di Sandrigo divenuto celebre nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi e, a distanza di due anni, per la partecipazione a Primo amore di Matteo Garrone nei panni del protagonista Vittorio. 

 

L'uomo è stato trovato morto nella sua casa di Crespadoro, in provincia di Vicenza. Trevisan era stato dimesso qualche mese fa dal reparto psichiatrico dell’ospedale di Montecchio Maggiore, dove era stato sottoposto a un accertamento sanitario obbligatorio.

 

Una volta rilasciato aveva denunciato le modalità del suo ricovero e le condizioni precarie della struttura ricettiva in un articolo pubblicato su la Repubblica il 5 novembre scorso.

 

Stando alle informazioni diffuse da il Corriere del Veneto, Trevisan si sarebbe suicidato.

 

 

[Vitaliano Trevisan in Primo amore]

 

 

La notizia del decesso è stata resa nota dal sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, che ha dichiarato: 

 

 

"A nome dell'amministrazione comunale esprimo cordoglio per la prematura scomparsa di Vitaliano Trevisan, eclettico artista vicentino le cui doti di scrittore, attore e regista sono state in più occasioni riconosciute a livello nazionale e internazionale"

 

Nato a Sandrigo (Vicenza) il 12 dicembre 1960, Vitaliano Trevisan si dedicò soltanto in un secondo momento alla letteratura, pubblicando i suoi primi romanzi alla fine degli anni Novanta: Un mondo meraviglioso nel 1997 e Trio senza pianoforte/oscillazioni nel 1998. 

 

Con Garrone ha dato vita alla sceneggiatura di Primo amore, film vincitore di un David di Donatello (miglior colonna sonora a Banda Osiris) che vede lo stesso Vitaliano Trevisan nei panni del protagonista, Vittorio, un uomo inquieto e profondamente turbato che ritrova nell'estrema magrezza il massimo ideale estetico. 

 

Nel 2016 è poi co-protagonista in Senza lasciare traccia, film diretto da Gianclaudio Cappai 

 

Molto attivo nel mondo teatrale, Vitaliano Trevisan ha curato l'adattamento del romanzo Giulietta di Federico Fellini e scritto Il lavoro rende liberi, messo in scena da Toni Servillo nel 2005. 

 

Esprimiamo il nostro dolore prendendo in prestito le parole di Jacopo Bulgarini d'Elci, ex assessore alla cultura di Vicenza:


"Penso che Vitaliano Trevisan sia il più grande romanziere italiano del nostro tempo.

Gli sono stato anche amico, tanti anni fa, e ci eravamo ritrovati di recente.


Ma non conta granché, questo aspetto personale, al cospetto del primo tema: è morto il più grande romanziere italiano del nostro tempo, l'unico che sapeva raccontare questo mondo e la sua insensatezza con eleganza, stile, spirito, e soprattutto ritmo. Restano i suoi strepitosi romanzi e racconti. Su tutti, I quindicimila passi, e forse ancora di più Un mondo meraviglioso.


Ecco, forse non lo è, un mondo meraviglioso. Eppure lo è"

    

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