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Sulla mia Pelle e i messaggi subliminali

L'inquadratura è attorno al minuto 15 di Sulla mia Pelle: quando Stefano Cucchi (Alessandro Borghi) viene accompagnato a casa dai Carabinieri dopo essere stato portato la prima volta in centrale, la macchina da presa si trova dietro alle sbarre del cancello di ingresso. 
È una scelta dichiarata del regista, quelle sbarre sono palesemente un simbolo di ciò che capiterà a Stefano da lì in poi. 

 

 




Il ragazzo citofona a casa e parla con la madre, chiedendole di aprire il cancello per farlo salire: la ripresa è effettuata con la camera a mano, si può notare il lieve tremolìo dovuto al fatto che in quel momento non si stia utilizzando né un cavalletto né una steadicam, e nel momento in cui Stefano e i Carabinieri si allontanano dal citofono e abbandonano l'inquadratura... 

ecco che si può notare un aggiustamento del quadro da parte dell'operatore, che va proprio ad impallare alcune delle lettere sulla fiancata della "gazzella" lasciando visibile la scritta "Caini".

 

Potrebbe ovviamente essere una casualità, ma... siamo sicuri che lo sia davvero? 

 

 

[si ringrazia Andrea Corbellini per la segnalazione]

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71 commenti

Antonella

1 anno fa

Casualità o cosa fatta apposta? Di certo il film giustamente non si è risparmiato

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Francesco Alfi

1 anno fa

Probabilmente è una casualità, ma il messaggio ci sta tutto.

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Noodles

1 anno fa

Ho apprezzato veramente tanto l'attore Alessandro Borghi, dalla voce al fisico una preparazione straordinaria, oltre ovviamente all'interpretazione.

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Andrea Puopolo

1 anno fa

Interpretazione di Borghi pazzesca, una composizione di immagine e fotografia che mi hanno lasciato a bocca aperta! Riuscire a rendere così intenso un film incentrato sul protagonista che sta praticamente sempre nel letto non é da tutti, davvero un filmone!

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Arianna

1 anno fa

Film molto, molto bello. Duro e drammatico ma senza fronzoli. Questa frecciatina ci sta tutta.

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Ruben Amsdem

1 anno fa

Se fosse voluta...è una genialata, secondo me

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Roberta

1 anno fa

Secondo me non è stata una casualità, perché andando a rivedere quella scena si vede chiaramente la telecamera che trema per poi mettere a fuoco sulla scritta (e lì l'inquadratura rimane per svariati secondi). Comunque, a prescindere da tutto, film che mette addosso una rabbia e un'angoscia indescrivibili, con un Borghi eccezionale.

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lycorisra9

1 anno fa

Pensare che un'inquadratura del genere possa essere strategica e tattica, la vedo un po' un'esagerazione. Secondo il mio modesto parere, è un semplice caso. Un regista, se bravo e con un obiettivo preciso, utilizza altri metodi per mandare un messaggio e... questo è proprio banale. Non me lo aspetto, francamente.

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Giuseppe Mangione

1 anno fa

Mi sembra un pò troppo forzato come messaggio subliminale è poi non penso che un regista che crea un film di questo spessore possa pensare di fare ciò

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Valentino Palazzo

1 anno fa

Le coincidenze nel cinema non esistono. O quantomeno qui è palese che sia stata fatta di proposito

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