close

NUOVO LIVELLO

COMPLIMENTI !

nuovo livello

Hai raggiunto il livello:

livello

#CineFacts. Curiosità, recensioni, news sul cinema e serie tv

#articoli

Il potere catartico di Hannah e le sue sorelle

Hannah e le sue sorelle di Woody Allen (1986) potrebbe essere il conforto da ogni sofferenza, la risposta a ogni dubbio, l'esortazione davanti a ogni tentennamento.

 

Tanto materiale umano dosato alla perfezione in una sceneggiatura da Premio Oscar, fotografato qui per la prima volta da Carlo Di Palma e interpretato da uno dei cast corali meglio assortiti dell'intera filmografia di Allen, a dimostrazione di cui i due Oscar assegnati a Dianne Wiest Michael Caine

 

[Trailer internazionale di Hannah e le sue sorelle]

 

 

I sentimenti, le paure, le incertezze rappresentate in Hannah e le sue sorelle sono così complesse e differenziate da poter abbracciare praticamente chiunque: chi non ha ancora trovato un proprio posto nel mondo poiché scettico sulle proprie capacità, chi cerca se stesso nella guida e nell'approvazione altrui, chi dà troppo agli altri e in cambio riceve rancore, chi insegue attimi di effimera felicità, chi vive nella costante ricerca del senso della vita e nell'imprescindibile paura della morte.  

 

Come suggerito dal titolo, sono Hannah (Mia Farrow) e le sue due sorelle Holly (Dianne Wiest) e Lee (Barbara Hershey) le protagoniste della pellicola.

 

 

[Hannah e le sue sorelle mentre preparano la cena per il Ringraziamento]
Hannah e le sue sorelle

 

Tre donne che si muovono in maniera totalmente distinta nello stesso ambiente sociale da cui provengono, composto da artisti e intellettuali o sedicenti tali: un mondo da sempre psicanalizzato dalla penna di Allen in tutte le sue debolezze e ambiguità.  

 

A fare compagnia al loro percorso emozionale, si aggiungono le storie disperate del marito di Hannah, Elliot (Michael Caine) e dell'ex marito Mickey interpretato da un Woody Allen - manco a dirlo - sull'orlo di una crisi di nervi.

 

Il tutto scandito da sedici didascalie e sviluppato nell'arco di tre cene del Ringraziamento.  

 

 

[Una delle cene del Ringraziamento in Hannah e le sue sorelle]
Hannah e le sue sorelle

 

Ancora una volta, Allen ritrae degli splendidi personaggi femminili a tutto tondo, ognuno dei quali intrappolato nell'idea di donna protratta per secoli, ora salvifica, ora indifesa e che lottano proprio per sganciarsi da tali ruoli cristallizzati e dimostrare che non esiste nulla di assodato o predefinito, che tutti hanno bisogno di sostegno e che, al contempo, tutti possono riservare piacevoli sorprese.

 

Notevole, a tal riguardo, la sequenza del pranzo tra le tre sorelle con la macchina da presa che, muovendosi in maniera circolare, si sofferma ora sull'una ora sull'altra sorella, mostrandone i turbamenti.  

 

 

[Le tre sorelle si confrontano durante un pranzo]

Hannah e le sue sorelle

 

Holly e Lee, vissute all'ombra della più brillante sorella Hannah, faticano nella ricerca di un modo per splendere di luce propria.  

 

Holly sembra collezionare un fallimento dopo l'altro. Se da un lato sente di celare dentro di sé l'animo dell'artista, dall'altro non riesce a capire come esprimerlo.

Il complesso di inferiorità nei confronti della sorella la spinge a tentare - e mancare - strade infinite, senza mai imboccare quella giusta.

 

E così, come molti altri personaggi alleniani, si ritrova imprigionata in un limbo fatto di paura e gelosia che le impedisce di apprezzare la sua unica e originale personalità.

È proprio Holly, infatti, la più eccezionale tra le sorelle.

Un pesce fuor d'acqua in un ambiente alto-borghese in cui spesso le parole sono vuote e servono solo per impressionare.  

 

Un mondo verso cui Allen si scaglia in quasi tutte le sue opere, rispondendo sempre all'intellettualismo forzato con una genuina ricerca della bellezza autentica: l'Arte non può e non deve essere un accessorio imposto da uno stile di vita ricercato.  

 

È esattamente questo il punto di Frederick (Max von Sydow), scorbutico e tormentato artista compagno di Lee, che non può sopportare l'idea che una sua opera d'arte venga acquistata en pendant con l'arredamento di una frivola celebrity.  

 

 

[Max von Sydow nei panni di Frederick, lo scontroso artista compagno di Lee]

 Hannah e le sue sorelle

 

Ma cosa sono allora l'Arte e, in particolare, il Cinema per Allen?

 

La risposta è chiara e semplice: vita.

Sarà letteralmente il Cinema, infatti, a far capire a Mickey perché la vita debba essere scelta alla morte.  

 

La storyline di Mickey - che si sviluppa in contemporanea a quelle delle tre sorelle, incrociandole di tanto in tanto - è di certo la più comica.

Almeno inizialmente.  

 

Ipocondriaco incallito, scopre di non avere un tumore, ma la gioiosa consapevolezza di poter continuare a vivere viene presto oscurata dall'angoscia di condurre un'esistenza senza alcun tipo di credo.

 

Si rivolge, allora, ai grandi filosofi da cui Allen attinge spesso per il delineamento del suo pensiero, ma: 

"Milioni di libri scritti su ogni concepibile argomento da tutte queste grandi menti e alla fine nessuno di loro sa niente più di me sui grandi misteri della vita.

Ho letto Socrate. Sapete, ma schiappettava i ragazzini greci.

Che diavolo ha da insegnare a me?

E Nietzsche, con la sua teoria dell'eterno ritorno. Diceva che la vita che noi viviamo la vivremo ancora, ancora e ancora, ed esattamente nello stesso modo per l'eternità. Splendido!

Questo significa che io dovrò vedere ancora Holiday on Ice.

Non vale la pena."

 

E ancora:

"E Freud, un altro grande pessimista!

Gesù, sono stato in analisi per anni, non è successo niente!

Il mio povero analista ne fu così frustrato che alla fine trasformò lo studio in un self-service vegetariano!"

 

Non trovando appiglio nella ragione, intraprende dunque una ricerca spasmodica di un dio in cui credere ciecamente, passando dal Cristianesimo all'Hare Krishna.  

 

 

[Mickey, dopo aver scartato il Cristianesimo, si informa sull'Hare Krishna]

Hannah e le sue sorelle

 

In delle sequenze particolarmente esilaranti ma, al tempo stesso, significative, Allen esprime il suo disdegno per le dottrine operando una vera e propria ridicolizzazione dei simboli religiosi, oggetti di consumo alla stregua del pane in cassetta e della maionese.  

 

Nemmeno il “salto” della fede può salvarlo, e quando il buio della disperazione sembra inglobare tutto il resto, finalmente una luce.  

 

 

[Mickey tenta il suicidio perché non vuole vivere in un universo senza Dio]
Hannah e le sue sorelle

 

Un'apparizione divina?

Le parole di un saggio?  

 

Un vecchio film proiettato in un cinema.

 

Un film visto già innumerevoli volte ma che, magicamente, riesce sempre a far dimenticare tutto il resto.  

 

Ed è così, guardando una scena de La guerra lampo dei Fratelli Marx, che Mickey capisce quanto sia inutile interrogarsi continuamente sul senso della vita.  

 

 

[La scena tratta da La guerra lampo dei Fratelli Marx (1933) che infonde speranza in Mickey]
Hannah e le sue sorelle

 

"E... e se anche fosse vero il peggio!

E se Dio non ci fosse e tu campassi una volta sola e amen?

Be', non vuoi partecipare all'esperienza?

 

E... e che diamine! Mica è tutta una noia!

E pensavo tra me: Gesù! Dovrei smettere di avvelenarmi la vita cercando risposte che non avrò mai... e godermela finché dura!

E, sai, dopo chissà, insomma, ecco... forse c'è qualcuno!

Nessuno lo sa veramente.

Lo so, lo so... forse è un filo molto sottile per appenderci tutta la tua vita, ma... di meglio non abbiamo!

Piano piano mi rilassai, e cominciai a divertirmi davvero."  

 

Se in Stardust Memories (1980) era il ricordo di uno sguardo della persona amata a valere una vita intera, in Hannah e le sue sorelle - così come nel film precedente La rosa purpurea del Cairo (1985) - il Cinema assume un valore catartico.

 

L'Arte è vita, più della realtà stessa anche se spesso le persone tendono a sottovalutare la sua forza salvifica.  

 

Pur avendo spesso definito se stesso come pessimista, è innegabile che le opere di Allen - tralasciando quelle più drammatiche ampiamente ispirate dal Cinema di Ingmar Bergman, altro regista da sempre interessato alla psicologia femminile - offrano spesso delle risposte ai grandi quesiti della vita, tanto semplici quanto efficaci e che riescano a infondere una certa fiducia nello spettatore.  

 

E allora Lee ed Elliot, coinvolti in un'immorale relazione extra-coniugale, capiscono di aver fatto determinate scelte per i motivi più sbagliati e che non necessariamente c'è sempre bisogno di proteggere ed essere protetti.

 

 

[Elliot e Lee si incontrano "casualmente"] Hannah e le sue sorelle

 

Hannah, al contrario, si lascia finalmente andare mostrandosi per ciò che è veramente: una persona che, pur avendo raggiunto importanti traguardi nella vita, ha ancora bisogno di certezze e di attenzioni da parte delle persone che ama; perché a rifiutare sempre l'aiuto altrui sicuri di potercela fare da soli si potrebbe finire esattamente così... soli.  

 

Hannah e le sue sorelle è un inno alla vita, alle seconde opportunità e, proprio come La guerra lampo dei Fratelli Marx, può avere un effetto catartico sullo spettatore.  

 

 

["Lucky I ran into you!": il lieto fine di Mickey e Holly] Hannah e le sue sorelle

 

 

Non importa se una persona sia insicura come Holly, confusa come Lee o sola come Hannah: mai sottovalutare il potere curativo di un film di Woody Allen.

Chi lo ha scritto

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

Articoli

Articoli

Articoli

Lascia un commento



close

LIVELLO

NOME LIVELLO

livello
  • Ecco cosa puoi fare:
  • levelCommentare gli articoli
  • levelScegliere un'immagine per il tuo profilo
  • levelMettere "like" alle recensioni