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To Live to Sing - Recensione: surrealismo in difesa dell'opera di Sichuan - SEEYOUSOUND 2020

La strenua difesa dell'arte e delle tradizioni cinesi da un progresso cieco e che non fa prigionieri

To Live to Sing è un film di Johnny Ma, regista canadese nato in Cina, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival del Cinema di Cannes 2019, in anteprima italiana alla sesta edizione di SEEYOUSOUND

 

Parte della competizione lungometraggi, il film cinese è un'opera che oscilla tra l'amore per la tradizione, il realismo e un gusto visivo surreale e fantasioso.

 

To Live to Sing racconta il tentativo di salvare dalla demolizione un piccolo teatro della periferia di Chengdu in cui si pratica ancora l'antica opera di Sichuan

 

Tra ristrettezze economiche e diatribe interne alla compagnia Zhao, la direttrice, cerca in ogni modo di evitare la fine di questo piccolo angolo di tradizione, ma sembra essere sola contro tutto e tutti.

 

Il teatro poi versa in pessime condizioni e ai loro spettacoli si presentano sempre solo lo stesso pubblico di anziani: ad accentuare lo scollamento tra Zhao e il mondo in evoluzione della grande città.

 

 

 

Il film di Johnny Ma è un dramma vario e sfaccettato, che inizia con una forte vena descrittiva e realistica nel mostrare la periferia cinese, ma che poco a poco riesce a farci entrare nei costumi e nei ritmi di questa antica forma di teatro, facendone sue anche nello stile registico le forme e la coloratissima estetica.

 

Si passa da una dimensione di critica al capitalismo sfrenato e al progresso cieco, che sta demolendo mattone dopo mattone la tradizione cinese, al personalissimo racconto umano di un gruppo di individui che si trova davanti alla fine di un sogno.

 

 

[Zhao e Dan Dan durante il film]

 

 

La famiglia allargata attorno a Zhao e le dinamiche interne a questa piccola comunità sono uno degli aspetti più riusciti e interessanti del film: nel solco dell'acclamatissimo Farewell di Lulu Wang, un'altro regista a metà tra Cina e Nord America ci parla di famiglia, comunità e di addio.

 

In particolare il rapporto tra la protagonista e Dan Dan, sua giovane nipote e stella dello spettacolo, è il vero motore di gran parte di To Live to Sing.

 

 



Da un lato la giovane, che si sente rinchiusa in un mondo antico  e che non le appartiene, e dall'altro una donna che vuole a tutti i costi salvarlo e che quindi non può lasciarla andar via ed è pronta a combattere contro tutto e tutti

 

Questa specie di rapporto madre-figlia alle soglie dell'adolescenza tra Zhao e Dan Dan è ben costruito e regala alcuni dei momenti più belli del film: come l'incontro al bar o il trucco prima dello spettacolo, in cui l'estetica sempre curata del film di Ma ben si unisce alla tridimensionalità dei due personaggi.

 

L'incontro di presente e passato e la sintesi tra i due compiuta nel percorso di Dan Dan è uno dei risultati del ragionamento che Johnny Ma fa sulle tradizioni e sull'arte.

 

Non una difesa cieca e nostalgica di un passato idealizzato, ma la necessità di non cancellare tutto indistamente: il rischio è di costruire un nuovo involucro completamente vuoto, come alcune delle immagini finali sembrano suggerire.

 

È inoltre molto interessante come il passato che viene immolato alla causa del progresso sia simbolicamente identificato da una forma artistica e allo stesso tempo da una periferia malmessa, piena di anziani e fangosa.

Come se le due anime, quella più sociale e quella più artistico-emotiva, si unissero sin dal primo simbolo e fossero ciò che la Cina sta perdendo lungo la strada del progresso.

 

 



To Live To Sing non è solo il classico film sulla salvaguardia del passato e dell'arte, ma è un anche un'opera che sa giocare con lo spettatore e con l'estetica surreale e immaginifica.

 

Spesso infatti viaggiamo guidati da un nano attraverso le immagini nella mente di Zhao, come un Virgilio dantesco seguiamo questa figura all'interno di battaglie tra soldati in costume e demolizioni a rallentatore. 

 

Proprio i momenti di sospensione della realtà in cui ci troviamo nei pensieri e nelle paure di Zhao sono tra i più suggestivi del film, e il modo in cui si mischiano sempre più alle forme dell'opera di Sichuan è senza dubbio uno dei tocchi più interessanti che Johnny Ma ha saputo dare a To Live to Sing.

 

 



Dall'altre parte questo espediente porta talvolta il film a prendere anche i ritmi del teatro cinese e questo, unito a momenti in cui lo sconforto della protagonista sembra prendere il sopravvento senza trovare una direzione, è uno degli aspetti meno convincenti del film di Ma.

 

Il regista cino-canadese infatti non riesce sempre a tenere legato un film con così tante anime differenti per tutti i suoi 105 minuti: talvolta i passaggi da un mondo all'altro sembrano più giustapposti che ben uniti, lasciando degli spazi tra loro in cui il rischio di uscire dal film è senza dubbio presente.

 

Nonostante ciò To Live to Sing è senza dubbio un'opera ben riuscita e che insieme a Farewell e Il Lago delle Oche Selvatiche - in questi giorni al cinema - riesce bene a raccontare le contraddizioni e le lotte interne del mondo cinese. 

 

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