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Psicomagia - Un'arte che guarisce: la grande opera di Jodorowsky - Recensione

“La psicoanalisi è una terapia basata sulle parole, fondata da Sigmund Freud, un neurologo austriaco. La psicomagia è una terapia basata sull’azione, ideata da Alejandro Jodorowsky.”

Perdonatemi se non ricordo la parola con cui il caro vecchio Alejandro Jodorowsky si è voluto definire ma, qualunque sia stata la sua scelta, è da ritenersi assolutamente riduttiva.

 

La dimostrazione, se proprio volessimo compiere lo sforzo di dimenticare la sua carriera settantennale, sta tutta in questa sua ultima opera, Psicomagia, realizzata "in famiglia" grazie al sostegno della sua campagna di crowdfunding. 

 

 

 

Psicomagia è a tutti gli effetti un documentario a episodi durante i quali vengono affrontati i diversi conflitti che assillano i consultanti.

 

Ogni episodio è aperto da uno spezzone tratto dalle sue opere precedenti e seguito da una breve intervista in cui il consultante espone la sua problematica a Jodorowsky.

 

Dopodiché viene filmato l’atto prescritto e, come conclusione, ci viene mostrato il risultato ottenuto grazie alla psicomagia.

 

 

[Una scena da Poesia Senza Fine "riutilizzata" per Psicomagia]

 

 

Jodorowsky si muove nel terreno insidioso del documentario - tanto caro a Werner Herzog - in cui la realtà filmata è solo un pretesto per raccontare una verità più profonda.

 

Con questo non voglio presumere una mancanza di buona fede da parte del regista e mettere in dubbio la realtà dei fatti, tutt’altro.

Semplicemente, la messa in scena di atti psicomagici ci costringe a sospendere la nostra tendenza a distinguere nettamente tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

 

Va bene: per evitare di confonderci facciamo un passo indietro e ragioniamo su cosa è la psicomagia. 

 

 

[Bravo Alejandro, ragiona con noi]

 

Jodorowsky è da una parte un artista, un attore, un regista, un poeta, forse la figura surrealista più importante degli ultimi decenni.

 

Dall’altra parte è un uomo che ha sempre lottato per trovare la pace interiore.

La psicoanalisi, gli studi zen, l’apprendistato dalla guaritrice Pachita e l’interesse verso la psicogenealogia della dott.ssa Anne Ancelin Schutzenberger, lo hanno portato all’ideazione di una terapia alternativa alla psicoanalisi, da lui definita psicomagia.

 

Con la psicomagia, Jodorowsky si propone l’obiettivo di affrontare le nevrosi trasmesse all’interno dei nuclei familiari partendo dallo studio dell’albero genealogico del consultante.

Questo gli permette di individuare il conflitto e ideare un atto che possa provare a risolverlo.

 

L’atto, eseguito dal consultante, dovrà “parlare” il linguaggio dell’inconscio, ovvero il linguaggio onirico, surreale, tipico dei nostri sogni.

In questo modo l’ azione simbolica verrà percepita dall’ inconscio del consultante e il conflitto verrà risolto.

 

O almeno così afferma Jodorowsky.

 

 

[Qui uno degli atti di psicomagia prescritto e in parte compiuto da Jodorowsky]


  

Al di là del dubbio riguardante l’applicabilità di una terapia così particolare al di fuori del suo inventore, Psicomagia - Un'arte che guarisce rimane, a mio modesto avviso, un film importante soprattutto nel mondo di oggi, ipercinetico e ipermaterialista.

 

Indipendentemente da quanto il suo intervento sia imputabile alla suggestione e quanto a un reale influsso sull’inconscio (sempre che le due cose non combacino in questo caso), Jodorowsky ci ricorda quanto l’uomo sia ancora e profondamente ancorato al suo stato primitivo.

Lo stato in cui le cure dello sciamano erano considerate la miglior medicina per guarire dalle afflizioni dell’anima.

 

E l’uomo di oggi soffre le stesse afflizioni di quelli di tremila anni fa.

 

 

[Un atto compiuto su un consultante balbuziente]
 

 

Veniamo al documentario.

 

I racconti, spesso tragici o perlomeno tristi, dei consultanti sono presentati in maniera cruda e asciutta, senza voler esaltare il dolore o strappare una facile lacrimuccia allo spettatore.

Al contrario gli atti psicomagici, incorniciati da una colonna sonora perfetta per il racconto, trasudano poesia, libertà e tutta la potenza simbolica di cui sono pregni.

 

Sarà impossibile non sorridere o rimanere a bocca aperta durante la visione della psicomagia applicata.

 

Purtroppo la distribuzione del film è stata molto scarsa e limitata a singole giornate o a pochissimi giorni di proiezione.

 

Se però vi dovesse capitare di trovare una proiezione aggiuntiva nella vostra zona (ad esempio a Genova ne hanno aggiunte due, dopo che metà folla è rimasta fuori dalla sala senza poter assistere allo spettacolo), non esitate a prenotare un biglietto e a godervi l’ultima meravigliosa opera di quel genio pazzo di Alejandro Jodorowsky.

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1 commento

Marco Natale

3 mesi fa

Immenso Jodorowsky

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