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Jerry Lewis e l'Olocausto: storia di un film perduto

Alcuni, davvero pochi, potranno vederlo nel 2024. Forse. 

 

The Day the Clown Cried (Il giorno in cui il clown pianse) è uno dei più famosi 'film perduti' della Storia del Cinema: interpretato e diretto da Jerry Lewis nel 1972, il film avrebbe dovuto essere presentato al Festival del Cinema di Cannes del 1973, ma non fu mai completato se non con un primo montaggio, e non vide mai la luce.  

 

La storia è ambientata nella Germania nazista e racconta le vicissitudini del pagliaccio Helmut Doorke (Jerry Lewis), che dopo essere stato licenziato viene arrestato dalla Gestapo per aver mosso delle critiche nei confronti di Adolf Hitler, mentre era ubriaco in un bar. 

 

 

Una volta incarcerato in un campo per prigionieri politici, a Doorke viene chiesto di fare il pagliaccio ma lui rifiuta, inimicandosi i compagni di prigionia.

 

 



Dopo essere stato picchiato si accorge che i bambini ebrei imprigionati ridono vedendolo: la possibilità di essere ancora apprezzato come clown fa scattare in Doorke la voglia di rendersi utile facendo ridere i bambini e alleviando così la loro pena, nonostante le ovvie opposizioni degli ufficiali nazisti. 

 

Doorke continua a infrangere le ferree regole del campo fino a causare la morte di un amico, finito a suon di botte dai nazisti per essere intervenuto a difenderlo, e finisce in isolamento: il comandante del campo decide di sfruttare la sua abilità con i bambini e gli assegna, in cambio di una revisione del suo caso e una ventilatà libertà, il terribile compito di accompagnarli sui treni che portano ad Auschwitz in modo che facciano meno resistenza. 

 

Il clown accetta a malincuore fino a che accidentalmente si trova su un treno anche lui.

 

Una volta arrivato al campo di Auschwitz gli viene ordinato di portare i bambini verso le camere a gas facendoli ridere e non pensare a dove stessero andando: Doorke lo fa, ma a un certo punto decide di entrare con i bambini nella camera. 

 

Fa il suo spettacolo, i bimbi ridono, mentre il letale gas Zyklon B viene irrorato nella stanza ponendo fine alla vita di tutti.   

 

 

 

 

Il produttore Nat Wachsberger avvicinò Jerry Lewis quando l'attore si stava esibendo all'Olympia di Parigi e gli propose la regia e il ruolo principale nel film che avrebbe prodotto: The Day the Clown Cried.  

 

Inizialmente Jerry Lewis era titubante: il ruolo lo spaventava e non sapeva se sarebbe stato in grado di recitare in un film simile.   

 

Dopo aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che avrebbe potuto aggiungere del suo, Jerry Lewis accettò e si mise al lavoro, riscrivendo parti della sceneggiatura e sistemando il suo ruolo rendendolo più vicino al suo pensiero: il personaggio di Helmut Doorke si trasformò da cinico ed egoista a un più melodrammatico clown che ricordava a tratti i personaggi di Charlie Chaplin.  

 

L'attore prese a quel punto il film molto sul serio: per la sua parte dimagrì circa 16 chili in un mese e mezzo seguendo la folle "Dieta del Pompelmo" (conosciuta anche come Dieta di Hollywood, che consiste nel mangiare... solo pompelmo) e nell'aprile del 1972 iniziò le riprese principali in Svezia. 

 

 



Ma i problemi del film incompiuto più famoso di sempre iniziarono subito. 

 

Le attrezzature per le riprese vennero una volta perdute e un'altra volta arrivarono in ritardo di giorni, Jerry Lewis a detta di tutta la troupe era nervoso, distratto e preoccupato, un insieme di stati d'animo che certo non ti fanno lavorare bene. 

 

Il produttore Wachsberger tardava con i pagamenti e non si faceva mai vedere sul set; a un certo punto arrivò la notizia che aveva finito i soldi e che addirittura l'opzione che aveva acquistato per la produzione del film... era già scaduta prima che iniziassero a girare: secondo una biografia del 1996 di Shawn Levy, Jerry Lewis venne a sapere a riprese in corso che la sceneggiatrice Joan O'Brien non era mai stata pagata e i diritti della storia non erano quindi garantiti.   

 

Wachsberger le aveva pagato i primi 5000 dollari di commissione iniziale, ma non aveva mai saldato i restanti 50.000 che gli avrebbero permesso di girare il film.   

 

Per portarlo a termine Jerry Lewis pagò di tasca sua circa 2 milioni di dollari - nel 1972, che equivalgono a circa 10 milioni di euro di oggi - ma una volta concluso un primo montaggio e averlo proiettato come test, la O'Brien valutò che fosse troppo distante da quello che aveva scritto e non ci fu mai un accordo tra le parti che poteva permettere al film di venire distribuito.   

 

 



"Mio padre, pensando di avere piena licenza artistica, riscrisse la sceneggiatura convinto di migliorarla e adattarla a sé, poi a circa metà produzione ha capito che la gente non era stata pagata" ha raccontato Chris Lewis, uno dei figli dell'attore  

 

"So che mia madre era infelice perché dovette vendere la nostra proprietà sulla spiaggia sull'isola di Vancouver...

La nostra casa a Palm Springs, la sua barca, tutte queste cose svanirono per poter mettere i soldi nel film."   

In seguito a delle liti legali tra Lewis, la O'Brien e Wachsberger, il film non uscì da nessuna parte e Jerry Lewis si assicurò di portar via la copia con il montaggio provvisorio per metterla in cassaforte in casa sua, mentre lo studio era in possesso di tutto il negativo originale. 

 

Per anni l'attore fu perseguitato dalle insistenti domande della stampa in merito al film ma le sue risposte sono sempre state nette, l'ultima volta fu nel 2013 quando presenziò a un evento "Domanda e Risposta" al Los Angeles Silent Movie Theatre, dove incalzato dal giornalista Bill Allen disse

 

"Sono imbarazzato da quel film, me ne vergogno e sono contento di aver avuto all'epoca il potere di non farlo uscire. 
Non lascerò mai che nessuno lo veda, era tremendo, tremendo, tremendo..." 

  

Pochissime persone possono dire oggi di aver visto quella versione e i pareri sono contrastanti. 

 

 



Da un lato c'è l'attore comico Harry Shearer, che nel 1992 raccontò di averlo visto nel 1979 e di pensarla così: 

 

"In molte opere di questo genere il concetto e le premesse si rivelano migliori del film stesso. 
Vedere il film fu un'ispirazione perché raramente ci si trova davanti a qualcosa di perfetto. Questo era un oggetto perfetto. 

 

È così drammaticamente sbagliato, con la commedia e il pathos così selvaggiamente fuori luogo che non potresti nemmeno nelle tue fantasie migliorare ciò che è. 'Oh mio dio!' è l'unica cosa che potresti dire." 

 

Ma nel 2017, poco dopo la morte di Jerry Lewis, un articolo di Bruce Handy per Vanity Fair portò alla luce un'intervista precedentemente inedita con Jean-Michel Frodon

Il critico francese sostenne di aver visto una copia del film nel 2004 o nel 2005 su invito del regista Xavier Giannoli che possedeva una copia di contrabbando. 

 

Frodon raccontò che la copia che vide era ovviamente un rozzo montaggio preliminare e descrisse così la sua esperienza di visione

 

"Sono convinto che sia un ottimo lavoro. 

È un film molto interessante e importante, molto audace sia per la questione, che ovviamente è l'Olocausto, ma anche per la storia di un uomo che ha dedicato la sua vita a far ridere la gente e sta mettendo in discussione cosa significhi far ridere le persone. 

 

Penso che sia un film molto amaro e inquietante". 

 

 



Una copia del film fu donata dallo stesso Jerry Lewis alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, con l'accordo di non divulgare niente fino al 2024.

 
Ma in realtà quella copia non è una vera e propria copia, dato che si tratta di 13 rulli (90 minuti in totale) di girato, senza audio, comprendenti anche dei "dietro le quinte": Rob Stone, il curatore della parte dedicata alle "immagini in movimento" della Biblioteca, ha chiarito tempo fa come stanno le cose: 


"È un po' come se andassi in un museo perché ti han detto che hanno un dinosauro intero...
E scopri che, beh, no, in realtà tutto quello che hanno è la rotula"

 

E le preoccupazioni sul copyright persistono: Stone ha detto di essere stato contattato da qualcuno che si definisce titolare dei diritti e ha intenzione di consultarsi con gli avvocati prima di decidere se il materiale può essere visualizzato.  

 

Nel 2016 alcune immagini trapelarono: complici vari documentari sul film perduto, qualcuno montò assieme 30 minuti del film e li rilasciò su Vimeo e YouTube, dove furono rimossi dopo pochi giorni. 


Ma sono ancora presenti su Dailymotione se volete vederli potete farlo a questo indirizzo. 


Ovviamente non è "il film", ma ci si riesce a fare un'idea di come sarebbe stato e ci si rende conto dell'interpretazione di Jerry Lewis. 

Negli anni successivi furono in tanti a volerlo riprendere in mano come remake, il caso più noto è forse quello del 1991 quando venne chiesto a Robin Williams di interpretare il ruolo da protagonista. 
Ma non se ne fece nulla. 


The Day the Clown Cried fu uno dei primi film hollywoodiani sull'Olocausto, e il primo a far vedere effettivamente i campi di concentramento di Auschwitz.

 

 



L'interesse in merito è ancora molto alto. 

 

Circa 10 anni fa Bob Murawski, montatore assieme a Orson Welles di The Other Side of the Wind, iniziò a scrivere a Jerry Lewis a proposito del progetto.  

 

Le prime indagini in merito con gli studios stranieri si conclusero in un guazzabuglio di problemi legali e incertezze su chi fosse in possesso del materiale mancante.

Sempre che ci sia, questo qualcuno.

 

Nel 2010 l'avvocato di Murawski ricevette risposta da Jerry Lewis che, in contraddizione con quanto si sapeva, continuava a sostenere di essere stato ai tempi l'unico a fermare il film. 

 

Se le cose stessero davvero così, la recente scomparsa dell'attore potrebbe aprire un nuovo spiraglio. 

Chris Lewis, però, interrogato sulla questione ha detto che non ha idea di quale sia l'attuale situazione dei diritti sul film, e non sa nemmeno se esiste ancora il materiale inedito; in ogni caso, ha aggiunto, la famiglia di Jerry Lewis non ha un'opinione precisa sul completamento del film, che potrebbe essere completato oppure no. 

 

Murawski la pensa diversamente: 
"Non sarebbe ovviamente la stessa cosa senza Jerry Lewis, ma...

Nemmeno Orson Welles era presente quando abbiamo completato il suo The Other Side of the Wind, eppure vedendo il film ti accorgi che ne è valsa la pena!" 

Vedremo mai The Day the Clown Cried, quindi? 
Per ora, resta un film perduto con una storia incredibile. 

 

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4 commenti

Hanza

1 mese fa

Leggendo queste storie mi innamori sempre di più del cinema. Sarebbe molto bello vederlo.
Grazie Teo!! Non penso che avrei mai conosciuto sta storia senza Cinefacts!

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Matteo Carlesi

1 mese fa

Grazie Teo per le perle che ci regali con il tuo Cinefacts! ;)

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Yuri Pennacchi

9 mesi fa

Sarei molto interessato a vedere questo film piuttosto che il solito "La vita è bella". Di certo non potrebbe essere peggio di "Jacob il bugiardo".

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Peter from Space

9 mesi fa

Senza parole dallo stupore, cosa farei senza Cinefacts?

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