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The Wrestler - Le luci e le ombre della ribalta di The Ram

L'acclamata opera di Darren Aronofsky è una profonda riflessione sulla natura di una star e sui compromessi che bisogna accettare per ottenere il successo; completamente scevra da inutili manierismi The Wrestler colpisce per la sua studiata semplicità e chiarezza d'intenti: farci vivere la quotidianità di un wrestler professionista la cui carriera sta ormai giungendo al termine 

Sono ormai passati 15 anni da quando The Wrestler sbarcò nelle nostre sale cinematografiche.

 

L’opera di Darren Aronofsky è indubbiamente uno dei più riusciti film sul wrestling, genere il cui ultimo rappresentate è il recente The Warrior - The Iron Claw

A differenza di quest’ultimo The Wrestler non ci racconta però la storia di un atleta realmente esistito, ma ci presenta invece Randy “The Ram” Robinson, personaggio perfettamente emblematico per poter dipingere luci e ombre di uno sport che ha saputo catturare il cuore di molti spettatori.

 

Vincitrice del prestigioso Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia, l’opera di Aronofsky ci immerge con un piglio quasi documentaristico all’interno della vita di un wrestler ormai verso la fine della sua carriera, costretto a fare i conti con i propri desideri e limiti.

 

[Il trailer internazionale di The Wrestler]

 

 

Il protagonista di The Wrestler è Robin Ramzinski (Mickey Rourke), in arte Randy “The Ram” Robinson, che dopo una carriera di successo all’interno del wrestling professionistico si ritrova ormai a combattere in piccole palestre in New Jersey, dove abita.

 

L’uomo vive per lo show, è alimentato dalle urla della folla che lo acclama e nonostante i piccoli contesti in cui si trova a dar spettacolo non perde occasione per impressionare il pubblico con ogni stratagemma necessario.  

Questa ferrea passione per il mondo del wrestling lo ha però reso una persona per cui i rapporti personali sono piuttosto complessi: separato dalla moglie e allontanatosi dalla figlia Stephanie (Evan Rachel Wood) l’uomo trascorre infatti un’esistenza vuota e solitaria.  

 

Il primo aspetto che sicuramente colpisce di The Wrestler è la fantastica interpretazione di Mickey Rourke: l’attore e pugile, con una piccola carriera da professionista, era divenuto una vera e propria star verso all’inizio degli anni '90 per poi iniziare un lento declino a casua della sua turbolenta vita di eccessi.

Parlando della sua vita è quindi lampante come la parabola della sua carriera sia tranquillamente sovrapponibile a quella del personaggio che interpreta in The Wrestler.  

Forse è per proprio questo, grazie anche all’indispensabile direzione di Aronofsky, che Rourke firma con questo film uno dei migliori ruoli della sua carriera, dando vita a un personaggio che sembra quasi cucito addosso a lui. 

 

In The Wrestler l'ex sex-symbol e bad boy diventa quindi un uomo dal corpo imponente che racchiude un animo teneramente fragile. 

 

 

[Mickey Rourke nei panni di Randy in The Wrestler]

 

Oltre ai suoi piccoli incontri Randy ormai dorme in macchina e trascorre in uno strip club gran parte del suo tempo libero. 

 

Qui conosce la lap dancer Cassidy (Marisa Tomei), verso cui prova un’attrazione particolare. 

La donna, che in realtà si chiama Pam, ha una lunga carriera da lap dancer alle spalle e non sono poche le cose che ha in comune con Randy: entrambi fanno un lavoro in cui lo spettacolo è tutto, il pubblico e il suo apprezzamento sono fondamentali per loro e il proprio lavoro. 

Tutti e due si trovano però nella fase discendente della propria carriera. 

 

Randy le propone di riscattarsi con una nuova vita insieme, ma Pam non è ancora pronta a lasciare il lavoro che le ha sempre permesso di crescere e mantenere suo figlio. 

Sarà proprio Stephanie a rappresentare invece un grande punto debole del wrestler.

 

L’uomo non è stato presente quando lei ne aveva bisogno, preferendo abbandonarla per dedicarsi agli eccessi della sua vita da star.

Quando infatti l’uomo cercherà di riavvicinarsi a lei avrà delle grandi difficoltà, date anche dal fatto che avendo passato una vita distanti Randy si renderà conto di non sapere nulla della figlia. 

Mentre per Cassidy il figlio è l’unico motivo per continuare a fare il proprio lavoro, per Randy sembra invece che proprio la sua carriera l’abbia portato ad allontanarsi da Stephanie.

 

È proprio per queste somiglianze e differenze che le interazioni tra Randy e Cassidy in The Wrestler risultano incredibilmente interessanti, mostrandoci la difficoltà di intrecciare dei reali rapporti affettivi per un personaggio particolare come quello interpretato da Rourke. 

 

 

[The Wrestler: Cassidy, in arte Pam, mentre si esibisce nello strip club]

 

A causa di un match particolarmente duro Randy viene colto da un infarto e i medici gli consigliano di desistere dal continuare a combattere assumendo sostanze stupefacenti e steroidi, indispensabili per il suo lavoro. 

 

Cercando a fatica di tenersi lontano dal ring l'uomo accetta quindi un lavoro in un supermercato e prova a riallacciare il rapporto con sua figlia grazie all’aiuto di Pam, che puntualmente cerca di far innamorare. 

I buoni propositi svaniscono però rapidamente a causa delle delusioni che sia il nuovo lavoro sia il tentativo di instaurare rapporti più profondi con la filglia e con Pam gli riservano. 

 

Di nuovo tentato dalle luci della ribalta e dall’adrenalina che solo il wrestling è in grado di dargli Randy deciderà quindi di rimettere in piedi il suo alter-ego The Ram e partecipare a un incontro, forse l’ultimo, con la sua vecchia nemesi: l'Ayatollah. 

 

 

[The Wrestler: Randy mentre viene acclamato dal pubblico]

 

The Wrestler è un film che cerca di decostruire la figura della star per indagarne gli aspetti più intimi e conflittuali. 

 

Tramite l’uso della macchina a mano, che favorisce il piglio documentaristico dell’opera, Darren Aronofsky ci mostra la grigia vita quotidiana di Randy: l’uomo si offre a noi spettatori come una figura quasi cristologica, mostrandoci tutte le sofferenze che comporta aspirare a essere qualcosa di grande per tutto il suo pubblico.

 

Con The Wrestler Aronofsky ci mostra la morte e la resurrezione, professionalmente e umanamente parlando, di un personaggio che non accetta la grigia monotonia della sua vita e decide di seguire la sua vera natura per abbracciare l'unica cosa che gli resta e che ha sempre voluto: fare il wrestler. 

 

Emblematica a tal riguardo è la scena in cui Randy si reca a lavoro per la prima volta: prima di aprire la tendina per entrare nel negozio sentiamo le urla dei suoi tifosi che lo acclamano, come se stesse per salire sul ring. Quella è la vita che Randy vuole: lo show e la folla che lo ammira per ciò che sa fare meglio. 

Proprio riguardo al wrestling, accusato spesso di essere uno spettacolo falso e trash, che Aronofsky adotta un approccio studiato e interessante: vista la componente mockumentaristica che permea The Wrestler il regista non ha paura di svelare i retroscena degli incontri. 

 

In questo mondo steroidi e droghe sembrano tanto necessari quanto le lamette che lo stesso Randy si porta sul ring per simulare le ferite causategli dall’avversario, ma è proprio questo il punto: Aronofsky ci mostra la falsità del wrestling invitandoci però a comprendere la sofferenza necessaria per offrire un ottimo show al pubblico. 

The Wrestler è un film costantemente in bilico tra la livida e grigia realtà di una star sul viale del tramonto e le abbaglianti luci della ribalta che esplodono quando inizia lo show.

Il fascino del protagonista e una regia studiata ad hoc per approcciarsi a un soggetto del genere ci immergono totlamente nella realtà del wrestler.

 

Quando parte il brano dei Guns N' Roses prima dell’incontro finale noi spettatori siamo ormai totalmente insieme a Randy e lo sosteniamo fino al suo grande salto nel vuoto. 

 

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