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Inu-Oh - Recensione: irriverenza, stravaganza e poesia

Un balance armonico e perfetto per raccontare una storia ancestrale ambientata nel Giappone feudale al ritmo dei suoni del nostro tempo, tra rock e hip-hop: Inu-Oh di Masaaki Yuasa è il film da guardare se siete appassionati di animazione e, soprattutto, di musica

Inu-Oh arriva sugli schermi italiani due anni dopo la presentazione alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia: l’accattivante e peculiare film di animazione di Masaaki Yuasa sarà infatti visibile (in poche sale, purtroppo) a partire dal prossimo 12 ottobre.

 

Di immediata comprensione, ma forse non altrettanto scorrevole in alcuni momenti circa la fruizione generale, Inu-Oh è comunque una riconferma della maestria giapponese nel servirsi della tecnica dell’animazione per raccontare storie che potrebbero vivere in un live action, ma che forse perderebbero quella certa verve poetica e romantica che i tratti del disegno sono in grado di conferire.

 

Ripercorrendo la magia del teatro Noh e le leggende giapponesi, Masaaki Yuasa racconta in Inu-Oh la storia di un giovane caduto vittima di una maledizione sin dal grembo materno e della sua rivalsa finale, confezionando a mio avviso un capolavoro cinematografico capace di catturare l'anima e l'immaginazione dello spettatore con la sua straordinaria potenza visiva e la sua profondità emotiva, affermando nuovamente come l’animazione sia in grado di trasmettere emozioni complesse e stratificate e storie coinvolgenti.

 

[Il trailer internazionale di Inu-Oh]

 

 

La trama di Inu-Oh: di cosa parla il film di Masaaki Yuasa 

 

I superstiti del clan Heike vivono quasi da reietti dopo la disfatta subita a causa del clan rivale Genji eppure, grazie ai racconti dei suonatori di Biwa e alle rappresentazioni del teatro Noh, le loro gesta e il loro passato continuano a vivere nella memoria collettiva.

 

Nel Giappone del XIV secolo, Tomona è un ragazzo che rimane privo della vista dopo che il padre ha rubato dal mare un’antica spada Heike.

La sua condizione di cecità sarà complice dello sviluppo del suo talento come suonatore di Biwa: una volta intrapreso un viaggio alla ricerca di se stesso, Tomona incontra Inu-Oh, un ragazzo dalle fattezze più demoniache che umane.

 

Da qui ha inizio la strepitosa avventura di Tomona e Inu-Oh che, grazie a un vero e proprio sodalizio artistico, musicale e umano, riusciranno a infrangere le maledizioni del clan Heike e a rivoluzionare la musica giapponese della società feudale. 

 

[Una clip di Inu-Oh]

 

 

Cambiare il mondo a tutti i costi, rimanendo sempre fedeli a se stessi: ecco cosa ci insegna Inu-Oh

 

La storia di Inu-Oh è un viaggio emozionante attraverso la vita di due personaggi altrettanto affascinanti, Inu-Oh e Tomona, entrambi alla ricerca della propria identità, della spiegazione di importanti eventi del passato che hanno per sempre cambiato le loro vite e dell’accettazione di un mondo e di regole che spesso sembrano ostili e incomprensibili.

La loro relazione è intensamente toccante e pennellata di sfumature di amore, amicizia e complicità vera e propria.  

 

Masaaki Yuasa dimostra ancora una volta di essere un Maestro nell'arte dell'animazione (Lu e la città delle Sirene, Mind Game), con uno stile visivo unico che trasporta gli spettatori in un mondo incantato pieno di colori vividi e immagini spettacolari, mescolando stili diversi di disegno e creando un mood sempre in linea con ciò che la storia vuol raccontare in un determinato istante.

Le sequenze di danza sono particolarmente intense ed esteticamente vibranti, in grado di suscitare emozioni attraverso movimenti fluidi e coreografie più che contemporanee, in contrasto con il contesto storico, ma perfettamente in armonia per l'abilità che il regista ha saputo dimostrare in questa sua visionaria e onirica rivisitazione degli spettacoli teatrali nipponici del XIV secolo. 

 

Impossibile non menzionare la musica, grande protagonista al fianco di Tomono e Inu-Oh: nel film la colonna sonora ha vita propria ed emerge prepotentemente sugli altri elementi scenici ma al tempo stesso presenta musiche che si fondono perfettamente con l'azione sullo schermo, contribuendo a creare un'esperienza cinematografica davvero coinvolgente.

La musica, d'altronde, è una delle chiavi con cui i due personaggi principali, Inu-Oh e Tomono, riescono ad affermare se stessi nel mondo e a scavare nel proprio passato, liberandosi ciascuno del proprio fardello. 

La musica diventa anche veicolo di umanità e di rispetto, nella misura in cui serve agli altri ad accettare il posto nel mondo di un reietto quale Inu-Oh pare sempre esser stato durante tutta la sua adolescenza. 

 

Inu-Oh è molto più di un semplice film d'animazione: è un'opera d'arte che affronta temi universali come l'identità, l'amore e la scoperta di sé.

 

Se amate l'animazione di alta qualità e le storie Made in Japan, Inu-Oh è assolutamente il film da vedere in sala questo ottobre, con un "ma": potreste forse trovarlo un po' lento in alcune sequenze, ma se vi reputate spettatori con un'attenzione e una sensibilità anche di poco al di sopra della media, rifugiatevi al caldo di questa nicchia e godetevi questa delizia cinematografica. 

 

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