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Death Note: quando l'anime diventa anti-etico

Ebbene sì: è arrivato il momento di parlare di Death Note.

 

Anche se in molti probabilmente lo conoscono già, e in molti lo hanno sicuramente visto, non si può fare una rubrica sugli anime senza parlare di uno dei più recenti (2006) e più conosciuti in terra occidentale, e uno tra i più visti anche per chi, come molti, non è un amante del genere: Death Note. 

 

Light Yagami è uno studente delle scuole superiori.

Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, un giorno trova nel giardino della scuola un quaderno chiamato Death Note, capace di uccidere qualsiasi persona semplicemente scrivendone il nome e conoscendone il volto.

 

 


 

Quello che all'inizio sembra uno scherzo fatto da qualche altro studente, si rivela per Light una scoperta senza precedenti.

 

Il quaderno in realtà appartiene a uno Shinigami, personificazione della morte nella mitologia giapponese, che per pura noia decide di far cadere sulla Terra il quaderno.

Resosi conto di cosa sia possibile fare con un oggetto così potente, Light decide di utilizzare il quaderno per eliminare delinquenti, criminali, persone che a suo giudizio non sono degne di far parte della nostra società.

 

 

 

Sotto il nome di Kira, figura quasi divina, il mondo si inginocchia ai piedi di colui che, grazie a un potere che sembra essere interamente soprannaturale, è capace di togliere la vita.

 

Ed è qui che entra in gioco l'altro assoluto protagonista dell'anime: L.

 

Detective di fama mondiale, astuto, ingegnoso, introverso, L e la sua task force daranno la caccia a Kira, colpevole di essere giudice, giuria e giustiziere, al di là delle leggi umane che governano la nostra società.

 

 

 


Lo scontro tra i due, che più assomiglia a una partita di scacchi, è la trama principale di gran parte dell'anime, ricco di colpi di scena e capace di tenervi incollati allo schermo per tutti i 37 episodi.

 

La domanda che viene posta nell'anime è chiara.

È giusto punire un crimine, per esempio quello dell'omicidio, con un altro crimine, quello dell’esecuzione della pena di morte?

 

C'è davvero differenza?

Abbiamo davvero il diritto di giustificare questo tipo di azione? 

 

 

 

L'argomento è sicuramente di importanza principale all'interno dell'opera, ma se pensate di trovarvi davanti a un anime filosofico, dove i personaggi non fanno altro che parlare e parlare, vi sbagliate di grosso.

 

Il fulcro principale è in assoluto l'epica battaglia tra i due (quasi) co-protagonisti.

 

Il gioco degli scacchi, citato prima, non è un paragone casuale.

Quando si gioca con un avversario di pari livello, quando entrambi avete a disposizione l'intera armata nella scacchiera ogni mossa, ogni scelta, è studiata con cura.

 

Bisogna essere capaci di anticipare ogni possibile risultato.

Bisogna essere disposti a sacrificare pedoni, o pezzi più pregiati, per assicurarsi la vittoria finale, passo dopo passo, cercando sempre di proteggere il re, pedina ultima del gioco.

 

Davanti a te l'avversario cerca di fare lo stesso, in uno scontro strategico che può portare allo sfinimento, dove solo con l’assoluta perfezione si può vincere.

 

 

 

 

Da un lato Light, in inglese “luce” non casualmente, che per portare a compimento il suo piano finale, la creazione di una società senza criminalità che teme, venera e rispetta Kira, discenderà sempre di più nelle tenebre, in un cambiamento mentale che lo vedrà trasformarsi, diventando sempre più succube della sete di potere.

 

Celando sempre la sua vera natura, mostra a tutti invece una finta personalità dolce, gentile, sempre disponibile. Idolo della scuola, amato dalle ragazze, Light è capace di rendere lo spettatore suo fan accanito nonostante sia una figura non poco controversa, l’opposto del classico eroe per eccellenza quasi senza difetti tipico degli anime, che non riesci a odiare, dove c'è sempre una parte di te spinta dalla curiosità di vederlo trionfare.

 

Quello che, per esempio, Walter White, interpretato da Bryan Cranston, è riuscito a fare in Breaking Bad.

 

Dall'altro lato L, paladino della giustizia assoluta, incorruttibile, che trama nell'ombra una mossa dopo l'altra, nascosto nel suo palazzo, tra una tazza di caffè e una torta al cioccolato.

 

Personaggio del tutto misterioso, di cui si scopriranno solo alcuni aspetti della sua vita durante il prosieguo della storia.

Il suo vero nome è celato nel mistero per impedire proprio a Kira di poterlo eliminare, per proteggersi da un avversario che gioca in un certo modo, barando, in modo sleale.

 

Quasi lo stesso alone di mistero che avvolge il creatore di Death Note, Tsugumi Ohba, di cui non si ha assolutamente nessuna informazione.

 

Il nome è infatti inventato, perché di questo autore/autrice non si conosce nemmeno l'aspetto.

Si sa solo che anche lui/lei, come L, tende a sedersi accovacciato e a bere innumerevoli quantità di caffè consumando tantissimi dolci.

 

Ci sono ovviamente altri meravigliosi personaggi di cui non abbiamo ancora parlato, e sui quali non scenderò nei dettagli per lasciare, a coloro che ancora non hanno visto Death Note, la sorpresa di scoprirli.

 

 

 


Ruyk, lo shinigami che fa cadere il Death Note dal cielo semplicemente per noia, curioso di cosa sarebbe successo, sempre al fianco di Light, unico che può vederlo, prezioso consigliere e assoluta entità al di sopra di ogni regola umana, sempre pronto a ricordare al protagonista che se mai arriverà il giorno della sua sconfitta, sarà proprio lo Shinigami a scrivere il suo nome nel suo Death Note.

 

Misa, modella e attrice, che giocherà un ruolo importantissimo nella battaglia tra i due protagonisti, fedele serva di Kira, ingenuamente usata dallo stesso come pedone.

 

Soichiro Yagami, padre di Light, che insieme a L darà la caccia... a Kira, inconsapevole di chi si celi dietro la maschera del criminale.

 

L'animazione, brillante nei disegni e soprattutto nella scelta stilistica, è capace di ritrarre realisticamente la vera natura dei personaggi animandone i sentimenti stessi.

A volte intenzionalmente esagerato nell'animazione, funziona in maniera eccellente grazie a scelte musicali sempre azzeccatissime.

 

 

 

Death Note varia dal classico pop e rock tipici del genere, a un forte utilizzo di musica da camera, sacra e canti gregoriani.

 

L'imponenza di questo genere musicale aumenta ancora la forza con cui Kira, dio tra uomini, emette sentenza verso qualsiasi criminale che osi sfidarlo.

 

Piccola curiosità: il cognome di Light, Yagami, piuttosto comune in Giappone, non è scritto in realtà nei normali kanji giapponesi (八神), ma è leggermente modificato (夜神) rendendo letteralmente il cognome del protagonista traducibile in “Dio della notte/tenebre” a rimarcare il suo desiderio di diventare una divinità grazie allo sterminio e alla purificazione dei peccati.

 

Sono sicuro che rimarrete incollati allo schermo e vi consiglio di iniziarlo nel weekend, così avrete tempo per guardarlo tutto insieme.

 

Nel 2015 era la seconda serie anime più votata dopo Full Metal Alchemist: Brotherhood, di cui abbiamo parlato in precedenza.

IGN ha incluso tra i 25 personaggi migliori degli anime sia Light che L.

 

Il manga, come l'anime, è diventato un vero cult.

In Cina nel 2005 il manga fu bandito perché alcuni studenti avevano modificato i loro diari per farli assomigliare a dei Death Note; in Belgio, purtroppo, la frase “Io sono Kira” è stata ritrovata accanto al corpo di un uomo assassinato.

 

Nel 2017 è uscito un film su Death Note prodotto da Netflix su... niente, lasciamo stare.

 

E voi? Da che parte state?

Vi farete sedurre da Light, con la sua promessa di un mondo migliore, senza crimine e violenza?

 

O non accettate che sia una sola persona a decidere le sorti di tutto?

Combatterete insieme a L perché giustizia sia fatta?

 

“This world is rotten and those who are making it rot deserve to die.


Someone has to do it, so why not me? Even if it means sacrificing my own mind and soul, it’s worth it.

Because the world can’t go on like this.

I wonder.

What if someone else had picked up this notebook?

Is there anyone out there other than me who’d be willing to eliminate the vermin from the world? If I don’t do it, then who will?

That’s just it: there’s no one, but I can do it.

 

In fact, I’m the only one who can.

I’ll do it.

Using the death note, I’ll change the world.”

 

"Questo mondo è marcio, e i colpevoli meritano di morire.


Qualcuno deve farlo, perchè non io?

Anche se significa sacrificare la mia anima e la mia mente, ne vale la pena.

Perché il mondo cosi non può andare avanti.

Mi chiedo, e se fosse stato qualcun'altro a trovare questo quaderno? C'è qualcuno la fuori che ha la volontà di eliminare tutta la merda dal mondo?

Se non io, chi lo farà? Questo è il punto: non c'è nessuno, ma io posso farlo.

 

 

Anzi, sono l'unico che può farlo, lo farò.

Usando il Death Note, cambierò il mondo"

 

- Light Yagami -

Chi lo ha scritto

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6 commenti

Jaimy

1 mese fa

devo proprio vederlo!

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Marco Natale

1 mese fa

Grande serie

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Claudio Bertelle

1 mese fa

Capolavoro la prima parte, un po' meno nella seconda ma resta comunque un must assoluto

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Quando lo guardai mi prese molto fin verso la metà, poi mi sembrò molto tirato per le lunghe e anche un po' prevedibile. Magari devo concedergli un altro tentativo.

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Arkantos

1 mese fa

Come molte persone, è stato uno dei primi anime che abbia visto, bello e avvincente, lo consiglio a chi vuole iniziare un approccio con gli anime anche grazie al ritmo serrato.

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Benito Sgarlato

1 mese fa

Ad oggi l'unico manga che abbia letto per intero, dopo aver visto l'anime... Bellissimo!
Mi è venuta una gran voglia di rivederlo, merita sicuramente più visioni

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